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Indagini e sondaggi


LAZIO: LOTTA ALL'OBESITA' ALL'OSPEDALE S.GIUSEPPE DI ALBANO
Roma, 26 giu. (AdnKronos Salute) - L'obesità, oggi, rappresenta una vera emergenza sanitaria. Prendendo atto del problema, il direttore generale della Asl Roma H , Fabrizio d'Alba, ha prospettato ipotesi di strategie aziendali che potrebbero essere attuate per fronteggiare il problema della obesità patologica nel territorio. "Per esempio specializzando l'offerta delle quattro UO Chirurgiche esistenti, fotocopia l'una dell'altra", ha sottolinea l'Asl Roma H. "Nell'ospedale S.Giusepppe - prosegue l'azienda - sono presenti le professionalità necessarie ad organizzare un centro di riferimento orientato alla diagnosi e cura della obesità patologica: Chirurgia, Psichiatria, Endocrinologia, Anestesiologia, Terapia sub intensiva, Dietologia e Nutrizione".Read more
SANITA': ENPAM, NEL 2014 AVANZO DI 1,2 MILIARDI DI EURO
Roma, 26 giu. (AdnKronos Salute) - Si è chiuso con un avanzo di 1,183 miliardi di euro il conto consuntivo 2014 della Fondazione Enpam. Un risultato superiore di 230 milioni rispetto al bilancio preventivo. Lo comunica l'Enpam, precisando che il patrimonio netto dell'ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri è arrivato a superare i 16 miliardi di euro (18 miliardi a valore di mercato), con un aumento del 7,9% rispetto all'anno precedente. Il conto consuntivo verrà approvato sabato 27 giugno dal Consiglio nazionale dell'ente previdenziale. "L'approvazione del bilancio consuntivo è l'atto conclusivo del nostro mandato 2010-2015 - dice il presidente Alberto Oliveti - In questi cinque anni il patrimonio dell'Enpam è passato da 10 a 16 miliardi, il sistema di gestione degli investimenti è stato riformato all'insegna della prudenza, della diversificazione e della riduzione dei costi. Abbiamo messo in sicurezza le pensioni, dimostrando una sostenibilità a oltre mezzo secolo e abbiamo dato alla Fondazione un nuovo Statuto che dà più voce ai contribuenti e sottolinea il radicamento sul territorio". Nel corso del 2014 inoltre è cresciuto sia il numero degli iscritti attivi (356.375 medici e odontoiatri contro i 354.993 dell'anno precedente) sia quello dei pensionati (98.396, compresi vedove e orfani, rispetto ai 95.426 nel 2013). Complessivamente sono aumentati i contributi (ricavi della gestione previdenziale), pari a 2,295 miliardi di euro, e le prestazioni pagate (costi della gestione previdenziale) che ammontano a 1,390 miliardi di euro. I conti dell'Enpam si sono ulteriormente consolidati come dimostra il rapporto tra il patrimonio e la spesa per le pensioni, che è salito a 12,60 (cinque anni fa era di 10,96). "Ciò significa che, nel caso inverosimile in cui nelle casse della Fondazione non entrasse più un euro, l'Enpam potrebbe continuare a pagare le stesse pensioni del 2014 ancora per quasi 13 anni (mentre il requisito richiesto dalla legge è di 5 anni)". Inoltre il patrimonio al 31 dicembre 2014 è risultato maggiore di 359 milioni di euro rispetto a quello ipotizzato nel bilancio tecnico usato dai ministeri per certificare la sostenibilità dell'Enpam a 50 anni. "E' un'ulteriore conferma significa che siamo stati particolarmente prudenti nel fare previsioni", commenta il presidente Alberto Oliveti. Il patrimonio dell'Enpam è investito per il 31% in attività immobiliari e per il 69% in attività finanziarie. Il loro rendimento nel corso del 2014, al netto dei costi e delle imposte, è stato di 405 milioni di euro. Il risultato, conclude la nota, sconta una penalizzazione di 127,4 milioni di euro a causa della doppia tassazione vigente in Italia. Nel resto d'Europa, infatti, gli investimenti patrimoniali degli enti di previdenza sono di norma esenti da imposte, mentre vengono tassate solo le pensioni.Read more
SANITA' LAZIO: GEMELLI, KIT ENDOSCOPIA DONATO A TERAPIA INTENSIVA PEDIATRICA
Roma, 26 giu (AdnKronos Salute) - Un sofisticato strumento per la diagnostica endoscopica per interventi di emergenza su piccoli pazienti completo di fibrobroncoscopia-laringoscopia è il prezioso dono che riceverà l'equipe medica della Terapia intensiva pediatrica del Policlinico universitario A. Gemelli, diretta dal Giorgio Conti, dalla Fondazione Massimiliano Parsi, l'associazione dedicata al Consigliere Comunale prematuramente scomparso nel 2011. La consegna dell'apparecchiatura martedì 30 giugno alle 16.00 nella Sala di accoglienza delle famiglie dei bambini ricoverati presso la Tip del Gemelli, nell'area del Dea accanto al pronto soccorso. "Con questo dispositivo - afferma Conti - si completa la gamma di strumenti per la diagnostica endoscopica della nostra Tip. Sarà estremamente utile nei pazienti in età prescolare, con particolare riguardo alla diagnostica di gravi infezioni respiratorie in bambini immunodepressi, ma anche per l'effettuazione di manovre difficili come le intubazioni in piccoli pazienti traumatizzati o che presentano gravi patologie delle vie aeree superiori". La terapia intensiva pediatrica-trauma center pediatrico del Policlinico A. Gemelli accoglie ogni anno circa 600 bambini affetti da gravi patologie multiorganiche ed è uno dei due centri della Regione Lazio specializzati nella gestione del trauma pediatrico grave. La Fondazione Massimiliano Parsi, fortemente voluta dalla moglie del consigliere scomparso Barbara Frizza, ha come principale obiettivo la realizzazione e il sostegno di progetti di solidarietà. Impegnata nella ricerca contro le malattie oncologiche, l'associazione svolge attività di promozione sociale, educativa e sportiva nonché di tutela dell'ambiente.Read more
SANITA': CISL E UIL LAZIO NON FIRMANO ACCORDO SU GRUPPO GAROFALO, NO LICENZIAMENTI
Roma, 26 giu. (AdnKronos Salute) - Cisl Fp Roma Capitale e Rieti e Uil Fpl Roma e Lazio non hanno firmato l'accordo - siglato invece dalla Cgil - con cui "42 lavoratori sono stati destinati alla cassa integrazione, vera e propria anticamera del licenziamento", denunciano i confederali in una nota. "Si stigmatizza - affermano Stefano Tempesta, della Cisl Fp Roma Capitale e Rieti, e Umberto Steriti, Uil Fpl - la condotta del Gruppo Garofalo, che a seguito anche delle pressioni effettuate in questi mesi dalle organizzazioni sindacali ha ottenuto dalla Regione Lazio un aumento di budget, il ripristino di alcuni posti letto e il pagamento di una congrua cifra sul pregresso. Nonostante ciò si è proceduto comunque a richiedere la cassa integrazione per 42 lavoratori per i quali avevamo sollecitato al termine della stessa l'attivazione del contratto di solidarietà, purtroppo senza esito". "Non possono essere sempre e comunque i lavoratori - proseguono - a pagare la mala gestione delle strutture accreditate con il Servizio sanitario regionale, lavoratori che peraltro hanno effettuato numerose ore di straordinario". Cisl Fp e la Uil Fpl richiederanno l'intervento della Regione Lazio, che "non potrà rimanere ancora una volta silente, affinché si attivino tutte le procedure necessarie a scongiurare l'ennesimo torto perpetrato a danno di chi opera in servizi sensibili per i cittadini" e impugneranno legalmente tutte le procedure di licenziamento.Read more
SANITA': ESPERTI, NO AD ACCORPAMENTO REGINA ELENA ROMA CON SPALLANZANI
Roma, 26 giu. (AdnKronos Salute) - No all'accorpamento dei due Irccs pubblici del Lazio, lo Spallanzani e il Regina Elena di Roma, dove si curano i pazienti e si fa ricerca, nel primo sulle malattie infettive, nel secondo contro il cancro. No alla cancellazione dell'unico Istituto tumori capitolino, punto di riferimento per tutto il centro-sud Italia, che nell'accorpamento rischia di essere 'fagocitato'. E' la presa di posizione che si è levata dal convegno sul "Futuro degli Irccs nel Lazio", organizzato dalla Fp Cgil sanità al ministero della Salute a Roma, in difesa del "necessario carattere monotematico" delle due strutture, ognuna d'eccellenza nel suo campo. La Regione Lazio ha infatti deciso di accorpare gli Istituti Regina Elena e San Gallicano (Ire-Ifo) con lo Spallanzani, nonostante la normativa nazionale sugli Irccs non preveda questa possibilità. "Nel Lazio è necessario realizzare quanto prima un modello di gestione agile che garantisca l'assoluta autonomia dei due Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) pubblici - sottolinea Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'istituto Lazzaro Spallanzani - Lo Spallanzani concentra il livello più alto di esperienze, competenze e tecnologie nel trattamento delle malattie infettive, non solo in Italia ma a livello mondiale. Proprio per questo - aggiunge - non deve essere integrato con una struttura a prevalente orientamento oncologico e chirurgico come l'Istituto nazionale tumori Regina Elena". "E' un vero e proprio scempio quello che si sta tentando di perpetrare ai danni del Regina Elena", concorda Raffaele Perrone Donnorso, presidente Anpo (Associazione nazionale primari ospedalieri). (AdnKronos Salute) - "La politica regionale del Lazio vede per i 2 Irccs - spiega Perrone Donnorso - un processo di accorpamento finalizzato a risolvere le criticità economiche segnalate dallo stesso ministero, che però potrebbe produrre difficoltà nell'attrarre finanziamenti internazionali, con conseguente depauperamento di risorse per la ricerca e un vero smantellamento di prestigiose unità operative che, invece, dovrebbero essere portate a una maggiore attività". A rischiare maggiormente di essere inghiottito è l'Istituto Regina Elena. "La logica regionale - prosegue - appare in linea con la considerazione di ritenere gli Ifo un semplice ospedale oncologico e non un Irccs. Questa direttiva al puro risparmio, che impone veri e propri paraocchi a coloro che dovrebbero decidere come organizzare al meglio l'assistenza oncologica alla popolazione integrando i percorsi tra eccellenza dell'Irccs con i percorsi della rete - denuncia - non potrà che determinare un vero e proprio 'autogol' nella politica sanitaria regionale". Inoltre, per l'esperto, "vanno chiarite e superate le incongruenze esistenti nell'atto aziendale che tende a disegnare, attraverso accorpamenti di discipline e vocazioni diverse, una tipologia di organizzazione in controtendenza rispetto agli altri Irccs oncologici presenti in altre Regioni. Gli Irccs non possono e non devono rappresentare un guazzabuglio di attività, le più disparate fra loro. Dovrebbero avere una struttura amministrativa molto snella, specificamente preparata per questi istituti, con esigenze particolari e diverse da quelle che possono avere aziende sanitarie". "Gli Irccs - afferma Giovanni Bissoni, subcommissario alla Sanità della Regione Lazio - devono necessariamente assolvere alla funzione per cui sono stati istituiti. E devono essere considerati nodi essenziali delle reti per patologia, ma nella Regione Lazio ancora non è operativa la Rete oncologica perché, pur essendo stati individuati i vari punti che la devono costituire, mancano ancora l'identificazione dei centri 'Hub e Spoke' e anche la connessione tra i centri stessi. Esiste pertanto una frammentazione di attività cui mettere mano affinché si possa parlare di rete regionale". A difendere la decisione di accorpare i due Irccs è Flori Degrassi, direttore generale della Sanità della Regione Lazio, che richiama l'attenzione ai vincoli di bilancio e al controllo del deficit di questi Istituti. "Prendo atto del vincolo legislativo che al momento preclude l'attuazione dell'accorpamento, idea di cui riconosco e dichiaro la paternità. Auspico inoltre all'interno degli Istituti una maggiore integrazione delle attività e un rapporto sempre più proficuo e stretto con le altre strutture territoriali della Regione Lazio", sottolinea. Essendo sottoposti a piano di rientro e commissariamento, ha fatto presente Degrassi, "la Regione non può, a oggi, riconoscere valorizzazioni economiche per l'attività svolta. Ed è dunque necessario un percorso di grande recupero di efficienza". "L'Istituto 'Spallanzani' è l'unico Irccs della regione dedicato alle malattie infettive, in grado di coniugare nella stessa struttura assistenza ai pazienti, diagnosi, epidemiologia, ricerca, sanità pubblica e cooperazioni internazionale: ha circa 4.000 pazienti in carico e 6.500 con HIV, seguiti in tutte le fasi della malattia sia intra che extra ospedaliera. E sono circa 3.500 le persone in follow up per epatite B e C - ricorda Ippolito - Solo un modello gestionale agile può garantire tempestività degli interventi, circolazione di mezzi e continua innovazione. Un'eccellenza già dimostrata nell'affrontare eventi epidemici gravi come il virus Ebola. Solo il nostro centro ha una così grande capacità di isolamento per pazienti e materiali biologici, con competenze di laboratorio uniche in Europa. Queste caratteristiche - conclude - non possono essere cancellate solo per ragioni economiche".Read more
SANITA': 25 MILA MEDICI 'DI TROPPO' TRA 10 ANNI, ALLARME FNOMCEO
Roma, 26 giu. (AdnKronos Salute) - Troppi immatricolati in Medicina, 10 mila l'anno dal 2010. Con 8.500 laureati annuali che rischiano di alimentare un esercito di camici bianchi senza lavoro, e ben 25 mila tra 10 anni che potrebbero essere costretti a appendere la laurea al chiodo o emigrare verso altri Paesi. È l'allarme della Federazione nazionale dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo) che oggi, in una conferenza stampa a Roma, ha presentato i 'numeri' sui rischi per il futuro dei giovani medici. La Federazione ha anche chiesto un confronto concreto con i ministeri competenti e proposto una riduzione degli accessi alla facoltà di medicina, da limitare a 7 mila l'anno, per una programmazione più aderente alle reali esigenze, presenti e future di salute, e per garantire futuro ai giovani che investono nella professione. "Questo tema - ha spiegato la presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani - sta a cuore alla Federazione perché è nostro impegno vegliare sulla qualità delle cure offerte ai cittadini". Per calcolare i futuri camici bianchi disoccupati la Fnomceo si è basata sull'analisi di alcuni dati certi. Il numero degli accessi programmati ai corsi di laurea in medicina e chirurgia, infatti, dal 2010 ad oggi si è attestato intorno ai 10.000 posti l'anno. Nei prossimi anni, quindi, il numero dei laureati in medicina sarà pari di circa 8.000 - 8.500, considerando che si laurea l'80-85% degli immatricolati. Ma al numero di immatricolazioni regolari vanno aggiunti altri 9.000 circa posti resi disponibili con i ricorsi degli studenti. Per poter lavorare nel Servizio sanitario nazionale, però, i laureati in medicina devono completare la formazione, specializzandosi. Ma i posti disponibili per le scuole di specializzazioni in medicina e i corsi per i medici di medicina generale ammontano, complessivamente a circa 6.000/6.500. Nel concorso del 2014/2015 per le specializzazioni mediche il numero di concorrenti è stato di 12.168 a fronte di un numero di posti disponibili pari a 5.504. Oltre 6600 neolaureati non sono stati ammessi. Mettendo a confronto il numero dei futuri laureati in medicina per anno con i posti disponibili per le specializzazioni e formazione in medicina generale, circa 2000/2500 laureati in medicina per ogni anno futuro non avranno opportunità di completare il percorso formativo post laurea e si può ipotizzare che nei prossimi 10 anni ci sarà una popolazione di circa 25.000 medici che non avranno possibilità di sbocchi occupazionali nel Ssn. Da qui la richiesta della Fnomceo che suggerisce, pur nel totale rispetto delle diverse esigenze, ridurre il numero di accessi annuali alla facoltà di medicina a 7mila l'anno, in attesa di una revisione dei criteri della programmazione del fabbisogno dei professionisti medici da formare in base alle reali esigenze di salute dell'intera popolazione. "È una questione di giustizia. Non è più il tempo delle attese e dei rinvii: con estrema urgenza occorre garantire quelle opportunità di formazione - adeguate agli standard europei - che sono necessarie ai professionisti per poter svolgere con competenza il proprio ruolo all'interno dei sistemi sanitari e che sono indispensabili per assicurare cure di qualità ai cittadini", ha concluso Chersevani che oggi alla conferenza stampa di Roma ha incassato la disponibilità al confronto da parte del ministero della Salute che sta lavorando, ha spiegato Rosanna Ugenti, direttore generale delle professioni sanitarie del ministero, alla messa a punto di un nuovo strumento europeo per calcolare il fabbisogno degli operatori della sanità.Read more
RICERCA: GIANNINI FIRMA DECRETO, VIA LIBERA VALUTAZIONE QUALITA' 2011-2014
Roma, 30 giu. (AdnKronos Salute) - Parte il secondo esercizio di Valutazione della qualità della ricerca (Vqr). Sotto la lente i lavori e gli studi prodotti nel quadriennio 2011-2014. A dare il via libera è stato il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Stefania Giannini, che ha firmato il decreto con i criteri di cui l'Anvur, l'Agenzia nazionale incaricata della valutazione, dovrà tenere conto. Fra le novità di questo secondo round c'è il numero di lavori che ciascun ricercatore dovrà presentare, e che sono da un minimo di 2 a un massimo di 4 a seconda dell'area disciplinare di riferimento, mentre erano 3 per tutti nella precedente tornata 2004-2010. La novità, spiega il Miur nell'annunciare la partenza di questo secondo capitolo della valutazione della qualità della ricerca italiana, "tiene maggiormente conto delle differenze fra settori di ricerca diversi fra loro". "L'avvio del nuovo processo di valutazione - afferma il ministro - consentirà di disporre di un quadro aggiornato di dati sulla qualità della ricerca in Italia". Si tratta, spiega Giannini, "di una fotografia importante che ha un peso crescente nell'attribuzione delle risorse pubbliche agli atenei e agli enti di ricerca". "Rispetto al precedente esercizio di valutazione - sottolinea il ministro - abbiamo previsto alcune semplificazioni: viene data la possibilità di presentare una monografia al posto di due prodotti di ricerca, come più volte richiesto, ad esempio, dai settori umanistici".Read more
SANITA': ENPAM, ALBERTO OLIVETI RIELETTO PRESIDENTE
Roma, 30 giu. (AdnKronos Salute) - Il medico di medicina generale Alberto Oliveti è stato rieletto nei giorni scorsi presidente della Fondazione Enpam con 164 voti su 174. L'Ente previdenziale dei medici e degli odontoiatri ha inoltre approvato il bilancio consuntivo 2014, con un avanzo di gestione di 1,2 miliardi di euro e un patrimonio netto di 16,2 mld. Oliveti, nato a Roma il 2 agosto 1953, si è laureato in medicina ad Ancona nel 1980 ed è specializzato in Pediatria. Nel 2010 è stato eletto vicepresidente dell'Enpam per diventarne presidente nel 2012. Sotto la sua guida, l'ente previdenziale dei medici e dei dentisti ha varato le riforme della gestione del patrimonio, della previdenza e dello Statuto. Lavora tuttora come medico di famiglia a Senigallia.Read more
TUMORI: IN ITALIA 2 MILA CASI L'ANNO SARCOMA TESSUTI MOLLI, FOCUS AL GEMELLI
Roma, 30 giu. (AdnKronos Salute) - Ogni anno in Italia fino a 2 mila persone, molte di queste purtroppo giovani, vengono colpite da sarcoma dei tessuti molli. Una patologia oncologica rara, che rappresenta circa l'1% di tutte le neoplasie dell'adulto. A questa neoplasia è dedicato il Corso internazionale 'L'attualità sul trattamento dei sarcomi dei tessuti molli degli arti', che giovedì e venerdì 2 e 3 luglio si svolgerà all'Aula Brasca del Policlinico Gemelli di Roma, presieduto da Giulio Maccauro dell'Unità di Ortopedia e traumatologia del Gemelli e da Andrea Piccioli del Centro tumori di Palazzo Baleani del Policlinico Umberto I di Roma. Presidente onorario Giuliano Cerulli, direttore dell'Istituto di clinica ortopedia dell'università Cattolica di Roma. L'incidenza dei sarcomi dei tessuti molli ha due picchi: uno in età pediatrica e un secondo attorno ai 60 anni. "Sotto il nome di sarcomi dei tessuto molli - spiega Maccauro - viene descritto un gruppo eterogeneo di neoplasie con più di 50 tipi diversi per caratteristiche istologiche, storia clinica e prognosi". Sono forme tumorali che compaiono quando le cellule maligne si formano all'interno di un tessuto dell'organismo quali muscoli, tessuti connettivi, vasi sanguigni o linfatici, nervi, legamenti e tessuto adiposo. "La metà dei sarcomi - prosegue l'esperto - si forma a livello degli arti superiori o inferiori, gli altri possono interessare il tronco, la testa, il collo, gli organi interni o il retro-peritoneo, ovvero la parte posteriore della cavità addominale, ricca di tessuto adiposo e connettivo. Solo la biopsia permette di scoprire di quale tipo di sarcoma si tratta e da quale tessuto ha avuto origine". La chiave del trattamento di queste patologie è la gestione del paziente in un team multidisciplinare in cui i vari specialisti - oncologo medico, radiologo, chirurgico ortopedico, radioterapista, anatomopatologo - hanno la possibilità di dialogare sulle strategie chirurgiche migliori e valutare il follow-up dei pazienti in trattamento. Un centro di riferimento per il trattamento di queste patologie, come quello del Gemelli, deve quindi prevedere esperti del campo sanitario nei diversi aspetti delle differenti patologie: dalla diagnosi precoce alla terapia multi-disciplinare e ai follow up nel tempo, per affrontare al meglio anche un gruppo di patologie neoplastiche così rare. Decisiva ai fini della prognosi dei sarcomi dei tessuti molli è la diagnosi precoce, che si raggiunge più facilmente se i pazienti nel sospetto di questa rara e grave neoplasia vengono indirizzati in centri specialistici. Infatti la sopravvivenza a 5 anni dalla scoperta del tumore supera il 90% dei casi se la diagnosi è tempestiva, mentre non supera il 15% dei casi nelle forme che hanno già dato metastasi.Read more
SANITA' LAZIO: CISL FP, STATO AGITAZIONE PERSONALE SAN CARLO NANCY
Roma, 30 giu. (AdnKronos Salute) - Stato di agitazione del personale dell'Ospedale San Carlo di Nancy. A proclamarlo la Cisl FP di Roma Capitale-Rieti, in una missiva inviata al prefetto di Roma Franco Gabrielli, e per conoscenza al presidente della Regione Lazio, alla Fondazione Luigi Maria Monti e alla Luigi Maria Monti Srl. Il sindacato, "con riferimento alla annosa vertenza che vede coinvolto il gruppo Idi Sanità" informa la Prefettura di essere venuto a conoscenza che dal 1 luglio "89 dipendenti dell'Ospedale San Carlo di Nancy, da sempre operanti in tale ospedale e per quanto fino ad oggi in nostro sapere, ceduti insieme ad altri 435 ad una Srl del Gruppo Villa Maria, subentrata nelle attività di ricovero e cura nonché di Pronto Soccorso dell'Ospedale accreditato con la Regione Lazio, verranno trasferiti coercitivamente alle dipendenze della Fondazione Luigi Maria Monti". Un "improvvido fatto" che "comprometterebbe in maniera importante i Livelli essenziali di assistenza erogati nell'ospedale, facendo venir meno i requisiti organizzativi necessari al mantenimento dell'accreditamento istituzionale al Ssr". Si segnala, inoltre, "che tale decisione è stata assunta in totale dispregio del vigente Ccnl Aris e delle prerogative sindacali della" Cisl Fp, "mai sentita a tale riguardo". Per questa ragione e per "scongiurare le gravissime ripercussioni che la mancata sospensione di tali trasferimenti potrebbe portare alla interruzione di pubblico servizio, si richiede un autorevole intervento" atto "a ripristinare condizioni di normalità nell'ospedale". Il sindacato richiede contestualmente l'attivazione delle procedure amministrative di conciliazione previste per il ripristino delle corrette relazioni sindacali all'interno della Srl.Read more
SANITA' LAZIO: ZINGARETTI, DA EX FORLANINI NON CACCEREMO NESSUNO, NEMMENO I GATTI
Roma, 30 giu. (AdnKronos Salute) - "Voglio rassicurare i comitati e le associazioni che sono all'interno delle strutture dell'ex Forlanini che non è nostra intenzione sfrattare o cacciare nessuna struttura di associazionismo civile o di volontariato. Lo ripeto, non vogliamo cacciare nessuno, nemmeno i gatti. Potranno continuare a lavorare e operare". E' quanto ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, intervenendo oggi alla conferenza stampa di presentazione della programmazione della riqualificazione dell'ex ospedale Forlanini di Roma.Read more
SANITA' LAZIO: RIQUALIFICAZIONE FORLANINI, 400 MILA EURO DI INVESTIMENTI
Roma, 30 giu. (AdnKronos Salute) - Nuova vita per il Forlanini di Roma. Per la prima volta la Regione Lazio, dopo 10 anni, ha avviato un'azione per riqualificare e ripensare in tempi brevi una struttura fondante per la Capitale. Il prossimo 13 luglio, con un investimento di 400 mila euro, sarà pulita l'intera area dell'ex ospedale vasta circa 150 mila metri quadrati, per anni lasciata nell'incuria e nel più totale degrado. Nel corso della stagione, in accordo poi con il Municipio, sarà anche aperta un'arena cinematografica. Sono queste alcune delle progettualità legate all'ex Forlanini, annunciate oggi in conferenza stampa nella sede della Regione Lazio, dal presidente Nicola Zingaretti. Presenti, tra gli altri, Antonio D'Urso, direttore generale del San Camillo, Marta Branca, commissario generale dello Spallanzani, Alessio D'Amato, responsabile cabina di regia della sanità del Lazio. La Regione Lazio farà partire, tra non molto, un bando delle idee per restituire un ruolo all'immensa struttura. L'obiettivo è quello di trasferire nell'area in un punto di rifermento per le start up e per tutti coloro che operano nel sociale, nel mondo della cultura e dell'innovazione. Per garantire, poi, più sicurezza e legalità nel quartiere è stato sottoscritto un accordo con i carabinieri per trasferire al Forlanini la caserma ed è in corso un'analogo procedimento con la questura di Roma-Polizia di Stato. Nelle palazzine monumentali saranno inoltre trasferiti alcuni uffici regionali, con un risparmio in termini di fitti passivi di 4 milioni di euro l'anno. Sarà anche aperto uno spazio dedicato all'innovazione, per incubatore di imprese, e servizi di orientamento e incontro di domanda-offerta di lavoro. E' previsto, infine, lo spostamento degli ultimi 40 posti letto fino ad oggi a disposizione della struttura ospedaliera, che costavano circa 15 milioni all'anno, in ospedali che distano poche centinaia di metri. All'ospedale Spallanzani andranno i reparti di chirurgia toracica, di terapia intensiva, di endoscopia toracica e di terapia del dolore. Passa al San Camillo il reparto Ucri, Unità di cure residenziali intensive. Infine all'Ifo-Regina Elena andrà il reparto di medicina nucleare con massima tutela per tutte le associazioni e i servizi ora presenti all'interno del Forlanini.Read more
SANITA': NETWORK REGIONI 'MISURA' RISULTATI 2014, PRESENTATI DATI E SISTEMA
Roma, 1 lug. (AdnKronos Salute) - Otto Regioni, due Province autonome, altre quattro Regioni che aderiscono in via sperimentale, 200 indicatori monitorati, 6 indicatori di analisi. I sistemi sanitari del network composto da Regioni e Province autonome condividono il sistema di valutazione delle loro performance sviluppato dal Laboratorio Management e Sanità della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa e, per il 2014, i rispettivi risultati sono stati presentati oggi a Roma. A comporre il network Basilicata, Liguria, Marche, Provincie autonome di Bolzano e di Trento, Toscana, Umbria, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, a cui si aggiungono - in via sperimentale - Calabria, Lazio, Lombardia e Sardegna. La condivisione di questo sistema di valutazione tra Regioni, su base volontaria, nasce nel 2008 come estensione di quanto già progettato dal Laboratorio MeS Sant'Anna e potenziato dal 2004 nella Regione Toscana. Gli indicatori sono calcolati a livello regionale, aziendale e, per le Regioni che lo ritengono opportuno, perfino a livello di stabilimento e distretto sanitario. L'obiettivo è fornire un quadro dell'andamento dei sistemi sanitari regionali, attraverso il confronto su indicatori condivisi. Il laboratorio MeS, sotto la supervisione scientifica di Sabina Nuti, svolge il ruolo di agenzia di 'benchmarking', supportando le Regioni nella definizione degli indicatori, nella verifica metodologica della congruenza dei risultati e nell'integrazione del sistema di valutazione con i meccanismi di governo regionale della sanità. Le regioni del network definiscono in maniera congiunta le fasce di valutazione e sono responsabili dell'elaborazione e del caricamento dei dati sulla piattaforma messa a disposizione dal laboratorio MeS. Accanto agli incontri periodici per discutere i risultati, per studiare le pratiche migliori e le strategie adottate dalle Regioni, sono costituiti gruppi di lavoro che si concentrano su tematiche specifiche al fine di analizzare le politiche adottate e identificare possibili nuovi indicatori da monitorare e valutare. "In un periodo in cui spesso le Regioni sono messe in discussione - ha ricordato Nuti presentando i risultati della valutazione della performance basati sul benchmarking interregionale e infraregionale - la scelta di queste 14 Regioni di lavorare in rete, di mettersi in gioco per calcolare con modalità condivise ben 200 indicatori, di essere capaci di definire insieme obiettivi stringenti e sfidanti e di pubblicare i dati su web, dimostra che queste istituzioni possono essere esempio e 'best practice' rispetto a molte altre amministrazioni pubbliche in Italia, che ancora non sono in grado di render conto del loro operato ai cittadini in termini quantitativi". "Resta - ha aggiunto - il problema di quante risorse pubbliche sono destinate alla sanità e se sono sufficienti alla crescita esponenziale dei bisogni della popolazione in una fase di crisi economica, ma questa decisione non è di pertinenza dei tecnici e degli studiosi di management. A questi spetta il compito di verificare in maniera sistematica il valore aggiunto creato a favore dei cittadini per ogni euro speso, e individuare gli ambiti in cui si registra una variabilità che non risponde a bisogni differenti degli utenti, ma che dipende da scelte organizzative che determinano disuguaglianze e livelli di assistenza differenti sul territorio". "Non è nostra intenzione - ha concluso Nuti - fare graduatorie o stilare pagelle, ma condividere un sistema per evidenziare punti di forza da cui apprendere e punti di debolezza su cui intervenire. Chi, sul campo, si impegna a trovare la migliore soluzione possibile ai problemi dei pazienti con le risorse disponibili non ha bisogno del ranking, ma vuole idee ed evidenze per ridiscutere l'assetto stesso delle risorse, per individuare quei cambiamenti nella pratica clinica e nei processi organizzativi aziendali che possono fare la differenza nella qualità dei servizi".Read more
FARMACI: LAZIO, 69 MLN DI EURO PER ANTI-EPATITE C
Roma, 1 lug. (AdnKronos Salute) - La Regione Lazio ha già acquistato farmaci anti-epatite C per oltre 69 milioni di euro a carico del Fondo per la spesa farmaceutica regionale. Si tratta di "un investimento tra i più consistenti del Paese", presentato nel corso di una conferenza stampa alla Regione dal presidente Nicola Zingaretti, da Vincenzo Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani, e da Alessio D'Amato, capo cabina di regina della sanità del Lazio. La Regione ha garantito con questo stanziamento la possibilità ai centri autorizzati di prescrivere il nuovo super-farmaco, che fa parte della categoria 'farmaci innovativi ad alto costo', istituendo un Sistema regionale ad hoc per il supporto e il controllo dell'erogazione degli antivirali diretti di seconda generazione per la cura del virus Hcv. I centri abilitati alla prescrizione dei nuovi farmaci sono 11: a Roma Policlinico Umberto I, Istituto nazionale malattie infettive 'L. Spallanzani', Policlinico Agostino Gemelli, Policlinico di Tor Vergata, azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini, San Filippo Neri e Sant'Andrea, più gli ospedali di Marino, Viterbo, Frosinone e Latina. Sono oltre 1.297 i pazienti candidati al trattamento. Attualmente sono oltre 1.651 i pazienti in cura con uno schema terapeutico a base di farmaci considerati innovativi per combattere l'epatite C. Al momento 18 hanno terminato il ciclo terapeutico. I pazienti sottoposti a terapia sono di sesso maschile nel 61,5% dei casi, con età media di 59 anni. Il 10,2% è nato all'estero. Circa l'80% di questi è affetto da cirrosi epatica e il 5% da tumore primitivo del fegato correlato all'Hcv. La maggior parte dei pazienti (circa il 75%) è affetto da un genotipo difficile da eradicare e più della metà ha già sperimentato, senza successo, precedenti terapie a base di interferone e/o di ribavirina. A partire dal mese di maggio, poi, il trattamento con i nuovi farmaci in regime di completa rimborsabilità a carico del Servizio sanitario regionale del Lazio è stato disponibile anche per i pazienti non affetti da cirrosi epatica, ma con uno stadio di fibrosi epatica avanzata. Questi pazienti, se non vengono guariti, avranno un'altra probabilità di evoluzione della malattia nel prossimo futuro. La Regione Lazio ha attivato per i farmaci anti-Hcv un percorso centralizzato di acquisto, affidato alla farmacia dello Spallanzani che cura la successiva distribuzione alle farmacie dei centri clinici autorizzati. Attraverso un decreto commissariale, inoltre, la Regione ha istituito presso il Dipartimento di epidemiologia e ricerca preclinica dello Spallanzani il Servizio regionale per la sorveglianza di malattie infettive (Seresmi), che svolge un ruolo indipendente dai centri clinici e coordina il flusso delle informazioni. Esegue tra l'altro l'analisi dei dati e promuove sulla base dei risultati lo sviluppo di studi mirati. Il Servizio ha collaborato con l'area politica del farmaco della Regione Lazio e con il personale di Lait per la creazione e lo sviluppo di un database informatico.Read more
FECONDAZIONE: LORENZIN FIRMA DECRETO PER NUOVE LINEE GUIDA
Ropma, 1 lug. (AdnKronos Salute) - L'accesso alle tecniche di fecondazione eterologa; la raccomandazione di un'attenta valutazione clinica del rapporto rischi-benefici nell'accesso ai trattamenti, con particolare riferimento alle complicanze ostetriche, alle potenziali ricadute neonatologiche e ai potenziali rischi per la salute della donna e del neonato, nonché l'accesso generale a coppie sierodiscordanti, cioè in cui uno dei due partner (non solo l'uomo ma anche la donna) è portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili per infezioni da Hiv o virus delle epatiti B e C. Sono alcune delle novità introdotte dal decreto firmato oggi dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per aggiornare le linee guida della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. "Dopo l'istituzione del Registro nazionale dei donatori, questo è il secondo importante passo per l'aggiornamento dell'intero quadro normativo che regola la Pma in Italia - commenta Lorenzin - Aggiornamento che sarà completato nelle prossime settimane con i decreti sul consenso informato e sui cosiddetti 'embrioni abbandonati', e con il perfezionamento del recepimento delle normative europee sulla donazione dei gameti". "E' stato un lavoro corposo e impegnativo - aggiunge il ministro - portato avanti anche grazie al contributo dei maggiori esperti italiani di settore convocati ai tavoli di lavoro già da luglio dello scorso anno. Questa serie di provvedimenti, insieme all'aggiornamento dei Lea (che includeranno anche i trattamenti di Pma) contribuirà a conferire certezza al quadro normativo e a migliorare accesso e qualità dei percorsi in questo ambito così delicato del Ssn". In cartella clinica le procedure di Pma dovranno essere descritte con maggior dettaglio di quanto non lo siano state in precedenza - riportano le nuove linee guida - considerato che gli operatori possono avviare percorsi più differenziati di quanto fatto prima delle sentenze. In particolare andranno anche riportate le motivazioni in base alle quali si determina il numero di embrioni strettamente necessario da generare, ed eventualmente quelle relative agli embrioni non trasferiti da crioconservare temporaneamente. Riguardo la fecondazione eterologa, nelle linee guida vengono fornite le indicazioni per la coppia che accede ai trattamenti di fecondazione assistita, mentre tutto ciò che riguarda i donatori di gameti sarà contenuto nel testo di un nuovo Regolamento, già approvato dal Consiglio superiore di sanità, che sta proseguendo il suo iter per il recepimento delle direttive europee di riferimento. Nel nuovo testo delle linee guida si danno indicazioni cliniche per l'accesso alle tecniche di Pma di tipo eterologo, prevedendo anche la cosiddetta 'doppia eterologa' - quando entrambi i componenti della coppia possano ricevere gameti donati - nonché alla possibilità di 'egg sharing' e 'sperm sharing', cioè che uno dei due componenti della coppia ricevente possa a sua volta essere anche donatore di gameti per altre coppie che accedono alla Pma eterologa. Per escludere illegittime selezioni eugenetiche, alle coppie che accedono all'eterologa non è consentito scegliere particolari caratteristiche fenotipiche del donatore. Il nuovo testo, che aggiorna le linee guida del 2008, è stato rivisto in rapporto all'evoluzione tecnico-scientifica del settore e all'evoluzione normativa. In particolare ai decreti legislativi 191 del 2007 e 16 del 2010 e all'Accordo Stato-Regioni del 15 marzo 2012 (che applica alla Pma le normative europee su qualità e sicurezza di cellule umane), e alle sentenze della Corte Costituzionale numero 151 del 2009 e numero 162 del 2014, le quali hanno eliminato, rispettivamente, il numero massimo di tre embrioni da creare e trasferire in un unico e contemporaneo impianto, e il divieto di fecondazione eterologa. Per evitare sovrapposizioni fra i diversi provvedimenti che regolano la Pma, nelle nuove linee guida, nella parte relativa all''Attività di consulenza e sostegno rivolta alla coppia', è stato stralciato l'elenco degli elementi utili a maturare un'accettazione consapevole della tecnica proposta, visto che tali elementi sono contenuti nelle disposizioni per il consenso informato che saranno oggetto di un apposto decreto interministeriale dei ministeri della Salute e della Giustizia, su cui si sta già lavorando, e che si conta di emanare a breve.Read more
SANITA' LAZIO: SMI, PRONTI A GARANTIRE ASSISTENZA A PELLEGRINI GIUBILEO
Roma, 1 lug. (AdnKronos Salute) - "In previsione dell'afflusso di pellegrini atteso per il prossimo Giubileo straordinario", il Sindacato medici italiani (Smi) Lazio garantisce "la propria disponibilità a collaborare con la Regione e le diverse istituzioni capitoline che si occupano dell'assistenza medica alla popolazione, attraverso percorsi condivisi di facile applicabilità, che possano coinvolgere la rete capillare della medicina generale (medici di famiglia, continuità assistenziale e medicina dei servizi) e dei pediatri", dichiara Paolo Marotta, segretario Smi Lazio. "Il tutto - spiega ancora il sindacalista - in sinergia con gli specialisti ambulatoriali e la dirigenza medica ospedaliera, senza dover ricorrere a strutture terze rispetto al servizio sanitario regionale". Una disponibilità che vuole sottolineare "ulteriormente, la centralità indiscussa del servizio sanitario regionale nella salvaguardia della salute e per evitare l'ingente sperpero di denaro pubblico, già verificato nel Giubileo del 2000".Read more
FARMACI: ZINGARETTI, REGIONE LAZIO LEADER CONTRO EPATITE C
Roma, 1 lug. (AdnKronos Salute) - "Possiamo oggi annunciare che il Lazio è una delle Regioni leader per la cura contro l'epatite C". E' quanto ha affermato il presidente Nicola Zingaretti, durante un incontro che si è svolto nella sede della Regione sulla Cristoforo Colombo. Il governatore ha poi ricordato non soltanto l'importanza dell'introduzione del nuovo farmaco, ma anche l'organizzazione che ha assunto la Regione legata al monitoraggio, alla distribuzione, ma soprattutto alla diffusione, alla prescrizione e all'utilizzo del farmaco. "Si tratta di un farmaco molto costoso (64 mila euro a trattamento) - ha precisato - ma la nostra Regione ha messo al centro dell'attività il diritto alla cura del cittadino e ci siamo riusciti grazie alla nostra organizzazione, ha ottimi centri scientifici ma anche a una disponibilità economica non indifferente. Abbiamo infatti investito circa 70 milioni di euro e oggi possiamo dire ai cittadini del Lazio colpiti da questa patologia che la nostra Regione si prende in carico i propri pazienti. Sono contento perché nonostante siamo ancora sotto commissariamento riusciamo ad essere un sistema eccellente che produce buona sanità e questo ne è un esempio".Read more
CALDO: REGIONE LAZIO ATTIVA PIANO, IN CAMPO 5 MILA MEDICI DI FAMIGLIA
Roma, 1 lug. (AdnKronos Salute) - La Regione Lazio ha attivato già dal 1 giugno il piano contro le ondate di calore per far fronte alle alte temperature previste da oggi e per i prossimi giorni e tutelare la popolazione più a rischio, in particolare anziani oltre i 64 anni. In prima linea, spiega la Regione, ci sono i 5.000 medici di famiglia operanti a Roma e nel Lazio. A loro è affidato il compito di realizzare una sorveglianza attiva sulla popolazione suscettibile identificata sulla base dei 4 diversi livelli di rischio definiti dall'Osservatorio epidemiologico regionale, e inserire nel programma i pazienti che ne hanno più bisogno a prescindere dall'età. Il programma prevede visite domiciliari correlate al livello di rischio: se il sistema di sorveglianza meteorologica indica un livello di allarme medio entro le 72 ore, il medico dovrà programmare visite domiciliari, se il livello è appena superiore per i soggetti più suscettibili e a rischio la visita a casa deve essere fatta entro le 48 ore e se il livello di allarme rosso persiste l'accesso va ripetuto. Ciascun paziente avrà anche una scheda personale. Oltre 40 mila le persone coinvolte. Di queste, 30 mila presentano patologie respiratorie o cardiocircolatorie. Specifici sistemi di allarme utili a modulare gli interventi sono previsti in sei città del Lazio: Roma, Latina, Frosinone, Viterbo, Rieti e Civitavecchia. I bollettini d'allarme saranno pubblicati ogni giorno sul sito del ministero della Salute (www.salute.gov.it) e sul sito dell'Osservatorio del dipartimento di epidemiologia del Lazio (www.deplazio.net).Read more
SANITA': CHIAMPARINO SU INTESA TAGLI, SODDISFACENTE IL METODO
Roma, 2 lug. (AdnKronos Salute) - "E' soddisfacente il metodo, si è preservato un ruolo equilibrato tra governo e regioni". Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino al termine della Stato-Regioni che ha dato l'intesa sui tagli alla sanità evitando che fosse il governo a decidere unilateralmente. "I tagli ci sono per il 2015 - ha concluso - per il 2016 sono quelli previsti dal piano pluriennale. Abbiamo messo nero su bianco che il fondo nel 2016 sarà di 113 mld".Read more
SALUTE: ISS, IN TERMINAL 3 LIVELLI DIOSSINA ALTI MA NO RISCHI ACUTI LAVORATORI
Roma, 2 lug. (AdnKronos Salute) - I livelli di diossina nell'area del Terminal 3 dell'aeroporto di Fiumicino, distrutta dall'incendio di maggio, "sono sopra i limiti previsti dall'Oms. Questo tipo di concentrazioni non espone a rischi acuti, come irritazioni o altri, per i lavoratori, ma causa solo effetti cronici e dopo anni di esposizione". Lo precisa all'Adnkronos Salute Loredana Musmeci, direttore del Dipartimento Ambiente dell'Istituto superiore di sanità (Iss). "Si deve limitare l'esposizione dei lavoratori con le mascherine e la turnazione - aggiunge - come già previsto dall'Asl Rm D. Se la bonifica, come annunciato dalle autorità, finirà a metà luglio, noi entro 10 giorni potremmo provvedere a verificare la qualità dell'aria e dare il nostro parere entro fine luglio". "L'aeroporto di Fiumicino - sottolinea Musmeci - quindi anche il Terminal 3 è un'area di lavoro non di tipo industriale ma di vita sociale, come qualunque ufficio o centro commerciale. Questo lo stabilisce un accordo della Conferenza Stato-Regioni. Dunque, i limiti di riferimento per la diossina sono quelli previsti dall'Oms, senza che si faccia polemica su questo punto. E i dati rilevati ci dicono che i livelli di diossina sono 30 volte superiori ai limiti imposti appunto dall'Oms". Il direttore del Dipartimento Ambiente dell'Iss aveva ribadito durante l'audizione in Commissione infortuni sul lavoro del Senato la presenza di elevati livelli di diossina. "Ogni giovedì noi, l'Asl e l'Arpa ci riuniamo per fare il punto della situazione a Fiumicino e coordinare gli interventi - afferma Musmeci - purtroppo alcuni aspetti di questa vicenda sono stati raccontati in maniera non corretta dai media, forse anche per la difficoltà delle norme tecniche del settore". L'Asl Roma D in un comunicato, oltre a ribadire la stretta collaborazione con l'Arpa e l'Iss, ha spiegato come "dalle relazioni man mano prodotte non emergono elementi che possano far pensare alla chiusura di ulteriori aree dell'aeroporto. Ciò - conclude l'azienda - che restituirà a Fiumicino la piena operatività è il completamento delle operazioni di bonifica del sito dissequestrato, già in corso da parte di Adr nel rispetto delle indicazioni di sicurezza fornite e confermate dall'Asl e dall'Iss".Read more
SANITA' LAZIO: SINDACATI, VERSO SCIOPERO GENERALE COMPARTO PRIVATO
Roma, 2 lug. (AdnKronos Salute) - La sanità privata verso lo sciopero generale. "Non è andato a buon fine il tentativo di conciliazione in prefettura sulla crisi che pervade la sanità privata". Lo scrivono i segretari generali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Roma e Lazio, Natale Di Cola, Roberto Chierchia, e Sandro Bernardini. Si è concluso infatti con un nulla di fatto il confronto tra Cgil, Cisl e Uil e le associazioni datoriali Aiop e Aris del Lazio. "Visto anche il totale silenzio della Regione che in questi mesi è stata più volte sollecitata a risolvere in maniera radicale le problematiche che investono il settore ora - proseguono i sindacati - oltre alle grandi crisi di importanti gruppi, alle ricorrenti procedure di licenziamenti collettivi praticati dalle strutture ed il ricorso al dumping contrattuale, si aggiunge la tegola del dimezzamento degli stipendi ai dipendenti delle Rsa già oggetto nel recente passato di applicazione di contratti con tabellari abbattuti del 305". I comuni - sottolineano i sindacati - non pagano le loro quote per i 7.700 posti letto Rsa accreditati in Regione Lazio e per i quali sono occupati oltre 12 mila lavoratori in attività di assistenza ad una popolazione appartenente alle fasce deboli - anziani e disabili - di oltre 55.000 utenze interessate. "Ci aspettiamo che la dettagliata esposizione in sede prefettizia - conclude la nota - sull'enorme impatto sociale che tali scelte comporterebbero se concretamente attuate, venga ripresa dalle istituzioni, Prefetto in testa, per una ricerca di soluzioni strutturali e definitive che inchiodino i singoli soggetti alle loro responsabilità".Read more
SANITA': CHIAMPARINO, SU FARMACEUTICA INTESA IN STATO-REGIONI ENTRO 15 OTTOBRE
Roma, 2 lug. (AdnKronos Salute) - "L'intesa è il rinvio a un tavolo in cui, entro il 30 settembre, ci si impegna a ridiscutere insieme di tutto il finanziamento della farmaceutica con l'obiettivo di portare un accordo sulla materia entro il 15 ottobre in Stato-Regioni". Lo afferma il presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino sul tema della farmaceutica, al termine della Conferenza dei governatori. "Abbiamo accettato il sacrificio sulla sanità ponendo come condizione che nel 2016 va mantenuto l'impegno di portare il fondo dagli attuali 109,9 mld ai 113 mld come previsto nel piano pluriennale - ha continuato - Su questo siamo intransigenti se no è impossibile dare risposte ai cittadini, a cominciare dal tema sensibile dei farmaci innovativi".Read more
SANITA': LORENZIN, TAVOLI SU PATTO SALUTE E FARMACEUTICA
Roma, 2 lug. (AdnKronos Salute) - "Sono convinta che il patto vada aggiornato e che vada verificata la sua attuazione. E' un'occasione importante con i tavoli che abbiamo deciso di implementare". Lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, al termine della Stato-Regioni in cui si è raggiunta l'intesa sui criteri dei tagli da 2,3 mld di euro alla sanità previsti dalla legge di stabilità, riferendosi al patto della salute. Si tratterà di un tavolo, ha precisato, sulla "verifica e sul monitoraggio del patto". ?"Cosi' come faremo un tavolo sulla spesa farmaceutica nel suo complesso e la governance " ha continuato facendo riferimento a un "meccanismo che possiamo rivedere e riaggiornare per rendere più efficiente il sistema". Riguardo ai farmaci innovativi "abbiamo rinviato a settembre per capire quanto sarà il tetto della spesa territoriale e per vedere se riusciamo ad assorbire la spesa in un altro modo", ha continuato Lorenzin. In Stato-Regioni infatti si è deciso di costituire un tavolo composto dai rappresentanti dei ministeri della Salute, dell'Economia, delle Regioni e di Aifa che "tenuto conto dell'andamento della spesa farmaceutica del 2015, inclusa quella per i farmaci innovativi, predisponga entro il 30 settembre 2015 una proposta di revisione delle norme relative il governo della spesa farmaceutica, ivi incluse quelle relative al meccanismo di pay-back nel rispetto degli equilibri programmati per il settore sanitario". "La suddetta proposta - si rileva nell'accordo raggiunto - costituirà oggetto di apposito accordo tra Stato, Regioni e Province autonome da approvare entro il 10 ottobre 2015".Read more
SANITA' LAZIO: CONSIGLIO REGIONALE APPROVA SOPPRESSIONE AGENZIA TRAPIANTI
Roma, 2 lug. (AdnKronos Salute) - Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Daniele Leodori (Pd), ha approvato all'unanimità la proposta di legge numero 209, d'iniziativa dei consiglieri del Movimento 5 stelle, concernente la cancellazione dell'Agenzia regionale per i trapianti (Art) dalla mappa delle partecipazioni regionali e la riallocazione delle sue funzioni nella direzione regionale competente in materia di politiche sanitarie. In base alla sua legge istitutiva (legge regionale 37 del 2003), all'Art era stato affidato il compito di promuovere la cultura della donazione, mentre le attività sanitarie relative ai trapianti sono coordinate dal centro interregionale dei trapianti. Con il provvedimento approvato oggi saranno demandate parte delle funzioni afferenti all'Art alla direzione regionale competente in materia di sanità. La pl 209 prevede la nomina da parte del presidente della Regione di un commissario liquidatore, che secondo un emendamento approvato dall'Aula, sarà scelto tra il personale dirigente della Regione, senza alcun aggravio di costi per l'amministrazione. Il commissario liquidatore avrà tre mesi di tempo per gli adempimenti necessari alla soppressione dell'Art: dovrà provvedere all'inventario dei beni mobili e immobili dell'Agenzia che sono trasferiti alla Regione, alla ricognizione dei rapporti giuridici attivi e passivi e dei contenziosi pendenti, alla formazione del conto consuntivo e del piano di liquidazione e allo svolgimento di qualsiasi altra attività connessa con la soppressione dell'ente. Sarà poi la Giunta regionale, con propria deliberazione, sentite le commissioni consiliari Bilancio e Salute, ad approvare il bilancio finale di liquidazione. Un articolo (il 7) della pl 209 è finalizzato ad assicurare la massima trasparenza al trasferimento di funzioni, attraverso una dettagliata informativa bimestrale del presidente della Regione indirizzata alla commissione Salute e pubblicata sui siti della Regione Lazio e del Consiglio regionale. Il voto unanime dell'Aula è stato preceduto da alcune dichiarazioni di voto. Devid Porrello (M5s) ha sottolineato il contributo del suo gruppo alla riorganizzazione della macchina regionale, attraverso la presentazione di questa legge. ''Per noi era un tema importante - ha dichiarato Porrello - perché l'Agenzia non riusciva più a portare avanti gli scopi previsti dalla legge che l'aveva istituita''. Michele Baldi (Lista Zingaretti) ha ricordato che la soppressione dell'Art, oggetto di una relazione ad hoc, era stata già portata all'attenzione della commissione Bilancio dalla Giunta con un'apposita proposta normativa, poi ritirata. Rodolfo Lena (Pd) ha sottolineato che parte delle risorse recuperate andranno al centro regionale trapianti. Aspetto quest'ultimo per il quale ha manifestato il suo plauso Giancarlo Righini (Fd'I). Ad annunciare il voto favorevole sono intervenuti anche Daniele Sabatini (Ncd) e Pietro Sbardella (Gruppo misto) il quale ha concluso il suo intervento con una nota polemica. ''La maggioranza - ha dichiarato Sbardella - non ha mantenuto l'impegno di realizzare una riforma strutturale della sanità laziale, per eliminare gli sprechi e migliorare i servizi''.Read more
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