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Indagini e sondaggi

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EBOLA: MINISTERO SALUTE, AGEVOLAZIONI PER CORSI ECM SU VIRUS Roma, 16 ott. (AdnKronos Salute) - Agevolazioni in vista per la formazione dei medici contro il virus Ebola. La Commissione nazionale Ecm ha infatti discusso della possibilità di introdurre, per quanto di competenza, agevolazioni nei confronti di eventi che trattino tematiche inerenti il virus Ebola. E' quanto si legge sul sito del ministero della Salute: sia il dicastero, sia Agenas e sia la Commissione, come già avvenuto in passato per questioni di carattere emergenziale quali Sars, H1N1 e Aids, si sono sempre mostrati estremamente sensibili nel favorire la formazione dei professionisti in situazioni di particolare interesse socio-sanitario."A tal fine - si legge nel comunicato - in deroga al termine di 30 giorni ordinariamente previsto, e' stata riconosciuta la possibilità di inserire a sistema gli eventi Ecm che trattano tematiche inerenti al virus Ebola fino a 5 giorni prima della loro data di inizio. Tale deroga è stata ritenuta estremamente utile al fine di diffondere, con la tempestività che la situazione richiede, le linee guida del ministero della Salute inerenti la tematica in oggetto, favorendo l'accreditamento Ecm a livello nazionale". In questo modo "viene dunque introdotta una rilevante agevolazione che avrà come effetto quello di facilitare e incentivare i provider che vorranno organizzare gli eventi di cui trattasi".
LAZIO: AL GEMELLI ROMA SCREENING GRATUITI PER GIORNATA OSTEOPOROSI Roma, 16 ott. (AdnKronos Salute) - Si stima che circa 200 milioni di persone nel mondo siano colpite da osteoporosi. In occasione della Giornata mondiale dedicata a questa patologia, in programma lunedì 20 ottobre, dalle 14 alle 19 l'ambulatorio per i disturbi della menopausa e della terza età del Policlinico Gemelli di Roma apre le porte alla prevenzione dell'osteoporosi. L'ambulatorio offrirà screening gratuiti a chi telefonerà allo 06-30155297, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16, fino a esaurimento della disponibilità di posti."L'osteoporosi - spiega Paola Villa, responsabile dell'Ambulatorio per i disturbi della menopausa, afferente al Dipartimento per la tutela della salute della donna, della vita nascente, del bambino e dell'adolescente del Policlinico Gemelli, diretto da Giovanni Scambia - è una malattia dello scheletro caratterizzata da una ridotta massa ossea e da alterazioni qualitative della macro e microarchitettura. L'osteoporosi post-menopausale in particolare è caratterizzata da una diminuzione della resistenza alle fratture, che inizia nel sesso femminile già dai primi anni successivi alla cessazione della funzione delle ovaie".
SANITA': CALI'(SMI), LEGGE STABILITA' BENE MA PER SETTORE SERVE RIFORMA Roma, 16 ott. (AdnKronos Salute) - La legge di stabilità, "nel complesso, va nella necessaria direzione di rilanciare la produttività e l'economia. Ma per quanto riguarda la sanità, settore che sta soffrendo particolarmente, senza una riforma seria non si va da nessuna parte". E' il commento al provvedimento approvato ieri dal consiglio dei ministri di Salvo Cali', segretario nazionale del Sindacato medici italiani (Smi), a margine della presentazione del congresso nazionale del sindacato in programma a Roma dal 23 al 26 ottobre."La sanità - ha spiegato Calì all'Adnkronos - sta soffrendo per una oggettiva situazione di difficoltà. Ma le 'ricette' per evitare i contraccolpi più duri non possono essere 'cosmetiche'. Serve un intervento profondo: sfidiamo il Governo a mettere mano a un serio processo di riforma. Dall'ultima sono passati 15 anni e, nel frattempo, il contesto dell'assistenza è radicalmente cambiato. L'ospedale non è più quello di 30 anni fa. Oggi si viene ricoverati, per tempi limitati, solo con un preciso obiettivo. Il territorio, invece, è rimasto indietro, sia sul piano dell'organizzazione sia sul piano contrattuale per quanto riguarda gli operatori", conclude Calì.
SANITA': MEDICI PUNTANO A PARLARE A POLITICA CON UNICA VOCE, 7 SIGLE ALLEATE Roma, 16 ott. (AdnKronos Salute) - Parlare a politica ed istituzioni con una voce unica. I medici di 7 sigle sindacali si sono uniti per far fronte comune e trovare soluzioni al disagio che i professionisti italiani avvertono, facendosi poi portavoce di proposte concrete. Con questi obiettivi e' stata presentata oggi a Roma 'Alleanza per la professione medica' (Apm) costituita dalle associazioni di categoria Aaroi Emac, Andi, Cimo, Fesmed, Fimmg, Fimp, Sumai."Queste sigle - spiega Giacomo Milillo, segretario nazionale dei medici di famiglia Fimmg - già rappresentano un ampia fetta dei professionisti, circa 100 mila. Ma si tratta di un'alleanza aperta a tutti, a cui speriamo aderiscano anche altri che decideranno di sottoscrivere il nostro manifesto, nato dalla comune percezione del disagio diffuso tra tutti i camici bianchi legato alla messa in discussione del loro ruolo, ai problemi della responsabilità professionale, alle criticità della formazione. Un disagio che non vogliamo subire ma che siamo decisi a fronteggiare con proposte concrete".Riccardo Cassi, leader della Cimo sottolinea in particolare la necessità di chiarire alla politica che il ruolo del camice bianco non può essere messo in discussione quando si parla di atto medico. "Deve essere chiaro che solo il medico è responsabile di diagnosi e terapia, tutti i tentativi di sostituirci con altre figure mettono a rischio la tutela della salute dei cittadini".L'Alleanza non si sostituisce né all'Ordine che come ente pubblico ha delel inevitabili limitazioni, né ai sindacati che hanno compiti di tutela della categoria, chiariscono i medici. "Si pone piuttosto - chiarisce Roberto Lala, segretario nazionale del Sumai - come interlocutore unico per interfacciarsi con le istituzioni sul confronto politico di tutela della professione in generale. Qui gli interessi particolari delle categorie non c'entrano: la professione è la stessa, le responsabilità sono le stesse, come lo sono i rischi e il disagio che stiamo vivendo tutti". Gli eco Giampietro Chimenti, presidente Fimp. "Abbiamo sentito - spiega - la necessità di dare forza alla tutela del medico, proponendoci come soggetto di riferimento". Uno dei fenomeni da contrastare in maniera decisa, aggiunge Chimenti, "è la medicina difensiva, che rischia di prendere la mano se non viene arginata in maniera adeguata".Il programma di 'Alleanza per la professione medica' sarà ora quello di elaborare, promuovere e sostenere soluzioni concrete "in sinergia con gli Ordini professionali, rappresentativi di tutto il mondo medico e odontoiatrico" ai quali chiede "di farsi parte attiva in questo percorso". In particolare Apm si propone: 1) di promuovere e difendere nel profilo giuridico di appartenenza (dipendente o convenzionato) l'autonomia decisionale del medico e la sua possibilità di partecipare concretamente al governo del sistema organizzativo in cui esercita la propria attività; 2) di sostenere la necessità che il medico, comunque responsabile della strategia diagnostica, terapeutica e riabilitativa del paziente, sia in possesso degli strumenti normativi per verificare e vincolare tutti i professionisti che intervengono nel processo assistenziale di cui è responsabile, anche negoziando i livelli di autonomia e responsabilità;3) di promuovere una diversa progressione professionale e di carriera che esalti la sfera professionale, anche attraverso una valutazione/certificazione periodica delle abilità professionali individuali, perseguendo una valorizzazione fondata su indicatori di appropriatezza, processo e risultato, in una logica meritocratica; 4) di promuovere una diversa definizione della responsabilità professionale e la sostituzione in campo sanitario del diritto al risarcimento con quello di indennizzo (salvo che per colpa grave o dolo), perché non si può paragonare il danno colposo da incidente sul lavoro o da incidente stradale con quello che deriva da un trattamento diagnostico o terapeutico. In questo campo necessaria anche la definizione di specifiche tabelle di indennizzo;5) di rivendicare una corretta programmazione delle attività formative universitarie, sia per quanto riguarda i tempi e le modalità di accesso al corso di laurea, alle specialità universitarie e al corso di formazione in medicina generale, sia per quanto riguarda i contenuti e i luoghi di formazione specialistica, propedeutico per la successiva immissione nel mondo del lavoro; 6) di recuperare l'autonomia e la centralità del proprio ruolo, all'interno del Ssn, attraverso un'area di contrattazione specifica per il medico dipendente; 7) di salvaguardare la libera professione medica ed odontoiatrica dalla sempre più incombente pressione burocratica e fiscale.
SANITA': SMI, NECESSARIO UN SOLO CONTRATTO PER TUTTI MEDICI DEL SSN Roma, 16 ott. (AdnKronos Salute) - Troppi contratti differenti per i medici del Servizio sanitario nazionale. Una situazione che stride ormai con la necessaria evoluzione dell'organizzazione dell'assistenza verso un sistema unico. Insomma: basta contratti di dipendenza e addio alle convenzioni "serve arrivare ad una forma contrattuale unica, che potrebbe essere di tipo liberoprofessionale parasubordinata" una soluzione a cui sta già lavorando un esperto giuslavorista su incarico dello Smi, spiega all'Adnkronos Salute Salvo Calì, segretario nazionale del Sindacato medici italiani (Smi).Calì interviene a margine della presentazione del congresso nazionale - in programma a Roma dal 23 al 26 ottobre - titolato non a caso 'Uno il Paese, uno il Servizio sanitario nazionale, uno il contratto dei medici'. La riforma del sistema è, secondo Calì, ormai inevitabile se si vuole davvero salvare la sanità. E' necessario rimettere mano alla organizzazione complessiva, facendo un deciso passo indietro sulla regionalizzazione. Ed è altrettanto importante rafforzare il territorio riorganizzando l'emergenza e la presa in carico della cronicità. E c'è poi la questione del contratto. Gli oltre 212mila medici del Ssn, spiega Gianfranco Rivellini, responsabile del Centro Studi Smi, "dal punto di vista contrattuale hanno 4 diverse tipologie di accordi di lavoro. Una frammentazione che porta a non poche difficoltà di riorganizzazione".Anche per razionalizzare il costo del lavoro dei medici che tra l'altro, a conti fatti, non è esorbitante. Il costo del lavoro dei camici bianchi pesa, sul Ssn, aggiunge Rivellini, "per circa 17 miliardi di euro, più o meno il 15% del Fondo sanitario nazionale"."Arrivare ad un contratto unico per i medici del Ssn - spiega Bruno Caruso ordinario di Diritto del lavoro all'università di Catania, a cui lo Smi ha chiesto di lavorare al progetto - è più che possibile. In fondo già oggi la frammentazione esistente è spesso fittizia sul piano concreto, visto che i professionisti in convenzione sono sempre più integrati nell'organizzazione e che i nuovi medici difficilmente potranno contare sui contratti tradizionali".Caruso, in particolare, pensa ad uno schema di contratto concentrico. "L'idea è di un nucleo duro di istituti di tutela comuni (ferie, maternità ecc), seguiti da un nucleo di diritti primari, da uno successivo di diritti armonizzabili e infine un nucleo di diritti che si avvicinano, come potrebbe essere ad esempio la retribuzione". Questa riforma del contratto "che consentirebbe una più facile integrazione dei compiti, potrebbe essere realizzata anche domani. Il problema sono le resistenze, non solo dei sindacati ma anche degli enti delegati della parte pubblica ai contratti e alle convenzioni, che faticano a cambiare", conclude Caruso.
SANITA': BEVERE (AGENAS), IMPEGNO A VALUTARE SODDISFAZIONE OPERATORI Roma, 16 ott. (AdnKronos Salute) - "Troppo spesso poniamo la massima attenzione ai percorsi clinico-diagnostici, ai risultati della ricerca e alle innovazioni tecnologiche, trascurando un fattore strategico indispensabile per il successo delle nostre organizzazioni: la motivazione e la soddisfazione degli operatori sanitari". Lo sottolinea Francesco Bevere, direttore generale dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, a margine del convegno nazionale 'Empowerment dei professionisti in sanità: proposta di un sistema di rilevazione', confermando l'impegno dell'Agenzia, rafforzato anche dai contenuti del Patto per la Salute 2014-2016, a elaborare modelli per la valutazione della soddisfazione dei professionisti impegnati nel settore della sanità."Il Patto ha focalizzato l'attenzione sui risultati e sulle performance delle organizzazioni sanitarie, con particolare riferimento all'efficienza e alla qualità dell'assistenza ai cittadini, e ha restituito un ruolo centrale all'organizzazione sanitaria e, di conseguenza, alle persone che la compongono. Creare, attraverso Agenas, un sistema in grado di valorizzare l'organizzazione, significa concentrarsi sulla performance dei sistemi sanitari - dice Bevere - ma, prima di ogni cosa, valorizzare le persone che operano all'interno e per l'organizzazione sanitaria"."Quando il management è centrato sulle persone che fanno l'organizzazione, i risultati sono molto evidenti: gli ospedali e le cure vengono umanizzati ed il personale viene valorizzato; ma cosa ancor più importante viene alimentato il senso di appartenenza all'organizzazione che comporta modalità di lavoro improntate su un senso di responsabilità che travalica quanto previsto nei singoli contratti individuali di lavoro".Insomma, "la valutazione del clima organizzativo deve diventare un elemento strutturale di tutte le organizzazioni. Ciò implica - conclude Bevere - la necessità di orientare i sistemi organizzativi a produrre dati di performance e di outcomes che consentano il monitoraggio, lo scambio e il confronto di buone prassi; a leggere le varie parti dell'organizzazione in relazione al contributo dato ai singoli processi; a creare - conclude - una correlazione tra le performance e i sistemi premianti e di carriera".
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