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Indagini e sondaggi


MALATTIE RARE: AL GEMELLI PERCORSO AGEVOLATO PER DISTROFIA FACIO-SCAPOLO-OMERALE
Roma, 18 giu. (AdnKronos Salute) - Una 'corsia preferenziale' per i malati di distrofia muscolare facio-scapolo-omerale (Fshd) al Policlinico Gemelli di Roma, a cui fanno riferimento centinaia di famiglie con questa malattia. Lo ha annunciato Enzo Ricci, dell'istituto di neurologia dell'Università Cattolica di Roma e responsabile scientifico dell'associazione Fshd Italia onlus, che ha promosso le Giornate di incontro, oggi e domani al centro congressi della Cattolica, per fare il punto sulla ricerca contro questa malattia degenerativa, che non ha una cura. "Vogliamo creare un percorso agevolato - spiega Ricci all'Adnkronos Salte - integrato fra varie figure specialistiche - neurologo, ortopedico, geriatra, visto che questa malattia colpisce a tutte le età - in modo che, grazie all'associazione, le persone possano prenotare visite con specialisti esperti in questa malattia, senza fare code, in day hospital e ambulatori di neurologia. Questi pazienti devono farne tante di visite e hanno anche un lavoro, una famiglia: vogliamo ridurre al minimo i disagi, le attese e anche gli accessi in ospedale. L'eccellenza del policlinico Gemelli deve essere messa al servizio dei pazienti con distrofia facio-scapolo-omerale". "Nel campo delle malattie rare - prosegue l'esperto - l'osservazione clinica e' fondamentale, bisogna raccogliere tanti dati per definire il 'gold standard' assistenziale. Ma se tutto avviene in modo frammentato, non sapremo mai cosa e' utile. Questo alimenta anche la ricerca: per questa malattia, per cui non ci sono cure, non si possono fare studi su topi o altre cavie da laboratorio, ma solo sui pazienti. E questo richiede organizzazione e una profonda collaborazione con le associazioni".Read more
SANITA': A ROMA CORSO AGGIORNAMENTO MEDICI DI ORIGINE STRANIERA
Roma, 18 giu. (AdnKronos Salute) - "Sono fermamente convinto che lo scambio di buone pratiche, la cooperazione costante e la diffusione di conoscenze scientifiche rappresentino strumenti cruciali per avvicinare e unire i cittadini provenienti da mondi e culture diverse". Così, con il messaggio di Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per le Politiche e gli Affari Europei, trasmesso ad una platea internazionale, si è aperto il 17esimo Corso di aggiornamento internazionale ed interdisciplinare organizzato il 18 giugno dall'Associazione dei medici di origine straniera in Italia (Amsi), presso la Clinica Ars Medica di Roma. "L'integrazione - prosegue il sottosegretario - è una sfida a tutto campo che chiama non solo i governi, ma soprattutto i cittadini e le reti ad attivarsi per superare quegli ostacoli che purtroppo ancora segnano la nostra società. E' necessario batterci per difendere gli ideali di libertà, tolleranza e rispetto che sono propri della nostra cultura. In quest'ottica l'attività che Amsi insieme a Uniti per Unire, sta svolgendo ormai da molti anni è un punto fermo di cui andare orgogliosi". Introduce il convegno il presidente di Amsi, Foad Aodi: "Abbiamo organizzato più di 416 convegni in 16 anni, in collaborazione con altre organizzazioni e con il Movimento Uniti per Unire, che ad oggi ha visto l'adesione di oltre 400 Associazioni e Comunità". "Lavoriamo con professionisti della sanità italiani e stranieri allo stesso livello, per potenziare e rafforzare il Sistema sanitario nazionale ed internazionale. I corsi di aggiornamento Ecm - aggiunge - vanno ottimizzati e resi accessibili a tutti i professionisti della sanità, comprendendo delle sezioni dedicate alla salute e all'immigrazione. La cooperazione economica e socio-sanitaria è la chiave per lo sviluppo delle buone pratiche. Quanto alla circoncisione illegale, che purtroppo è ancora largamente diffusa in Italia, ci appelliamo al Governo e ai ministeri per concedere l'autorizzazione all'atto della circoncisione in tutte le Regioni, contrastando l'illegalità". Il Convegno si conclude con la sigla del protocollo di intesa tra Aodi e Diego Pizzicaroli, presidente della Csipi Europe (Agenzia Generale Europea dell'Azienda di Stato Cinese per l'industria farmaceutica), per promuovere cooperazione economica, aggiornamento professionale e scambio socio-sanitario.Read more
MALATTIE RARE: MINISTERO, PROGETTO TELEMEDICINA PER ASSISTENZA H24 DISTROFIA
Roma, 18 giu. (AdnKronos Salute) - Un progetto pilota di teleassistenza per la distrofia, una delle più diffuse fra le malattie rare. Ne ha parlato Giovanni Leonardi, direttore generale della ricerca e innovazione in sanità al ministero della Salute, alle Giornate di incontro promosse dall'associazione Fshd (Distrofia muscolare faccio-scapolo-omerale), oggi e domani al centro congressi dell'Universita' Cattolica di Roma, per fare il punto sulla ricerca contro questa malattia degenerativa, che non ha una cura. "La ricerca e' la speranza di tutti coloro che a oggi non hanno una cura disponibile. Ma intanto dobbiamo migliorare la vita dei pazienti, per aumentarne la qualità e anche la durata. Con questo obiettivo abbiamo avviato all'Irccs neurologico Pulejo di Messina - spiega all'Adnkronos Salute - un progetto di teleassistenza in zone disagiate, in modo da avere al domicilio dei pazienti dispositivi che permettano di monitorarli costantemente e di intervenire in caso di momenti critici, come e' successo, per esempio, di notte impedendo che il paziente fosse sottoposto a un intervento pesante come una tracheotomia. I risultati permetteranno di individuare delle buone pratiche che poi possono essere diffuse su tutto il territorio. Infatti, stiamo pensando di allargare questo progetto". Sul fronte della ricerca, "il ministero ha finanziato - prosegue Leonardi - circa 20 ricerche con l'ultimo Bando emanato, con un impegno di 8 milioni di euro solo per le malattie rare. E ci sono investimenti specifici da parte degli Irccs della rete neurologica per cercare biomarcatori e opportunità di cura. La ricerca anche e soprattutto nel campo delle malattie rare e' un investimento per il futuro del Paese, in grado di creare metodologie innovative per la cura dei pazienti". "In attesa di una terapia dobbiamo far fonte alle esigenze dei pazienti. Sappiamo che questa malattia progredisce e possiamo contenere l'insorgenza di varie complicanze", evidenzia Placido Bramanti, direttore scientifico dell'Irccs messinese che sta portando avanti il progetto pilota del ministero. "Progetto denominato 'macchina-dipendente' - spiega - perché nel momento in cui le funzioni vitali cominciano a deteriorarsi c'e' bisogno di macchine, che favoriscano il respiro, soprattutto notturno, e sopperiscano ai deficit muscolari progressivi, che impediscono pian piano l'autonomia, ma anche alle crescenti difficoltà di deglutizione. Si è deciso di affrontare un percorso che tenga sempre più distante l'ospedale e metta in primo piano i bisogni della famiglia". Il 'prototipo', come dice lo stesso Bramanti, il neurologo che li segue, è rappresentato dai 4 fratelli Biviano, due uomini e due donne, tutti malati di distrofia facio-scapolo-omerale. La loro situazione, racconta, "ha rappresentato uno stimolo in più per l'applicazione di questa tecnologia. La loro condizione di malattia si innesta in una difficoltà ambientale, sociale e locale: vivono a Lipari in una località isolata, senza internet, che ha problemi di erogazione della corrente elettrica e di acqua. A questo contesto difficile si aggiunge il continuo bisogno di assistenza, di recupero motorio, di autonomia. Questa scommessa la vogliamo vincere con loro, supportati dalla tecnologia e dalla teleassistenza".Read more
SANITA': SIF, DIABETE EPIDEMIA MONDIALE E METTE A RISCHIO SISTEMI SANITARI
Roma, 17 giu. (AdnKronos Salute) - Il diabete di tipo 2 può essere considerato una vera e propria epidemia mondiale. E rappresenta un'emergenza per i sistemi sanitari di cui mette a rischio la sostenibilità. Si contano, nel mondo, circa 415 milioni malati. Un numero è destinato ad aumentare a 642 milioni nel 2040. Per quanto riguarda l'Italia i dati Istat indicano che la malattia interessa il 5,4% degli italiani, oltre 3 milioni di persone. Numeri in crescita anche incidono sulla spesa sanitaria. Lo stato dell'arte è stato raccontato dai rappresentati degli atenei italiani, rappresentanti delle Istituzioni (Iss, ministero della Salute), agenzie regolatorie (Aifa), medici specialisti, epidemiologi e società scientifiche, nel convegno organizzato dalla Società italiana di farmacologia (Sif), concluso ieri sera a Milano. Nel dettaglio gli esperti hanno ricordato che, sul versante dell'assistenza convenzionata, nel trattamento del diabete mellito, si osserva un aumento della spesa e dei consumi delle insuline e analoghi ad azione lunga (rispettivamente +94,% e +39,9%), mentre si riducono la spesa e i consumi di insuline e analoghi ad azione intermedia e ad azione rapida. Le stime dell'International Diabetes Federation indicano per l'anno 2015 un livello di spesa per il trattamento dei pazienti diabetici pari all'11,6% del totale della spesa sanitaria mondiale. Un recente studio dell'Osservatorio Arno-Cineca, in collaborazione con la Sid, ha stimato che il costo medio annuo per paziente con diabete è pari a 2.792 euro, con un peso dell'assistenza ospedaliera pari al 51%, della spesa farmaceutica del 32% e dell'assistenza ambulatoriale del 17%. I costi medi sono legati al crescere della fascia di età, passando da circa 1.500 euro nella fascia giovanile a quasi 3.400 euro nella fascia oltre i 79 anni di età. "Appare sempre un concetto scontato e banale, ogni volta che si parla di patologie croniche, eppure la prevenzione rimane l'arma più potente per scongiurare il diabete di tipo 2", hanno spiegato gli esperti. Non a caso - secondo i dati riferiti a 2013-2014 - fra le persone con diabete il 9% consuma alcool; il 22% fuma; il 43% è sedentario; il 31% è obeso. Va da sé che questi fattori di rischio sono sì legati a diverse patologie ma si riscontrano anche nei diabetici. Dunque - la proposta dei relatori - è innanzitutto quella di costituire un sistema organizzativo, integrato, orientato alla popolazione che pone al centro dell'intero sistema un paziente informato ed educato. Farmaci ad oggi disponibili sono già in grado di tenere a bada sino a un certo periodo la malattia. Il diabete tuttavia, come la maggior parte delle malattie croniche importanti, non può essere curato. "Non si tratta di una dichiarazione di rassegnazione - hanno detto i relatori - ma un informazione che ci dice che possiamo: prevenire l'insorgenza con un corretto stile di vita; rallentare il decorso, una volta, malati; cronicizzare la patologia, ovverosia renderla per il più tempo possibile, gestibile e compatibile rispetto a una opportuna e dignitosa qualità di vita". Esattamente come per molte patologie, tra cui i tumori. "Parole chiave per scongiurare e ritardare l'insorgenza o cronicizzare lo stato sono la responsabilizzazione del paziente e la personalizzazione della terapia, sino - come spiegano i rappresentanti Aifa - ad arrivare anche a una terapia genica adatta e sicura".Read more
SANITA' LAZIO: SINDACATI, STATO AGITAZIONE LAVORATORI UMBERTO I ROMA
Roma, 17 giu. (AdnKronos Salute) - Proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori del Policlinico Umberto I di Roma. A comunicarlo, in una nota, i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fo e Uil Fpl Policlinico Umberto I Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini. Che sottolineano "l'eccezionale partecipazione dei dipendenti del Policlinico Umberto I all'assemblea generale indetta da tutte le organizzazioni sindacali per impedire il taglio degli stipendi". Un'assemblea proclamata "dopo le decisioni assunte dalla direzione generale del Policlinico di tornare nuovamente sui suoi passi. Si torna a minacciare il blocco dell'erogazione del salario necessario", mettendo così "in discussione così l'assistenza sanitaria ai pazienti che già scontano la diminuzione dei servizi resi a causa del blocco del turn over", scrivono i sindacati. "La direzione butta via quanto elaborato dai tavoli tecnici, che sviluppava un nuovo sistema di valutazione e il mantenimento del salario in godimento, e fa riaccendere il caos dentro al Policlinico Umberto I che, tra l'altro, deve anche vedere riconosciuto il lavoro svolto dai dipendenti dell'Ospedale George Eastman (che dal mese di gennaio è stato accorpato con decreto commissariale all'Azienda Policlinico e che fino alla data odierna sono rimasti esclusi dal riconoscimento del salario di produttività a partire dall'anno 2015)", scrivono i sindacati chiedendo "un intervento immediato al presidente della Regione Lazio, per ridare nuova serenità a chi lavora all'interno del Policlinico e consentire ai cittadini di beneficiare di una sanità di qualità che passa anche attraverso il riconoscimento dei diritti salariali dei lavoratori". "Aspettiamo riscontri positivi dalle Istituzioni regionali e dall'amministrazione dell'Umberto I", concludono i sindacati, che "in caso contrario non potranno che andare ad un inasprimento della vertenza e allo sciopero generale del personale del Policlinico".Read more
LAZIO: AL REGINA ELENA CHIRURGIA ROBOTICA UROLOGICA IN DIRETTA
Roma, 17 giu. (AdnKronos Salute) - Chirurghi urologi e oncologi medici da tutto il mondo il 23 e 24 giugno all'Istituto Regina Elena di Roma per l'evento 'Cutting-Edge Robotic Urology & Medical Oncology', che coinvolge in sala operatoria Inderbir Gill, Mihir Desai e Monish Aron, della University of Southern California, e Mark Emberton, dell'University College di Londra, "con i quali - precisa Michele Gallucci, responsabile della Urologia del Regina Elena e organizzatore dell'evento - è da anni attiva una importante collaborazione per l'introduzione di procedure chirurgiche robotiche nella pratica clinica e la loro standardizzazione". I molteplici interventi di chirurgia robotica saranno in diretta multimediale dalle sale operatorie e al Centro congressi multimediale Ifo.Read more
SANITA': AIO, ARRETRAMENTO CON NUOVI REQUISITI PER AUTORIZZAZIONI STUDI DENTISTI
Roma, 20 giu. (AdnKronos Salute) - L'Associazione italiana odontoiatri (Aio) boccia le nuove regole per le autorizzazioni degli studi dentistici. "Delle due l'una: o l'intesa raggiunta nei giorni scorsi in Conferenza Stato-Regioni per definire i requisiti minimi per l'autorizzazione all'apertura e all'esercizio delle strutture odontoiatriche non vale per gli studi odontoiatrici privati, o sarà spazzata via dai tribunali amministrativi o nella peggiore delle ipotesi dalla Consulta perché è illegittima", afferma Stefano Colasanto segretario Aio di Roma, tra i principali artefici della normativa che nel Lazio disciplina la materia "in modo da sollevare i professionisti da indebiti adempimenti". "Ideate per rendere più uniformi le norme regionali in materia, le nuove regole richiedono complessi requisiti strutturali generali, impiantistici e organizzativi per lo studio odontoiatrico. Requisiti che regione per regione la faticosa trattativa dei sindacati con gli assessori stava per eliminare, nel segno della semplificazione perseguita da questo governo", spiega Colasanto. Per ottenere dalla Regione la possibilità di continuare a esercitare, si legge in una nota Aio che riporta voci del tavolo interregionale, l'odontoiatra "dovrebbe poi produrre un faldone di 12 documenti tra cui: dichiarazione del titolare dello studio, planimetria scala 1:100, documento attestante il possesso dell'immobile, certificato di agibilità rilasciato dal Comune, relazione conformità messa a terra, piano di sicurezza per tipologia di struttura e anche il certificato antimafia per le società". Colasanto, peraltro, non è del tutto convinto che la normativa sia applicabile. "In realtà il lavoro delle Regioni, com'è chiaramente scritto nelle premesse dell'atto, mirava a definire i requisiti tecnologici strutturali e organizzativi minimi per l'esercizio dell'attività odontoiatrica. In altre parole, questi requisiti minimi non parlavano di accreditamento. Già, perché una cosa è l'idoneità di uno studio privato di un professionista odontoiatra a produrre prestazioni odontoiatriche e un'altra è l'autorizzazione degli studi. Quest'ultima, per la quale si fa esplicito riferimento agli articoli 8 bis e 8 ter della legge 502 novellati dalla riforma Bindi, attiene solo a strutture dove si fa chirurgia ambulatoriale o diagnostica invasiva, cioè attività 'a rischio' per il paziente. Attività quale appunto non è quella dell'odontoiatra", aggiunge l'esperto. Ci sono poi, secondo l'associazione, errori formali. "Almeno due, gravi. Il primo sta nella volontà di stravolgere con un atto regolamentare la legge Bindi, approvata dal Parlamento, che esenta le strutture odontoiatriche private dagli obblighi autorizzativi, secondo una visione riconosciuta dalle sentenze dei Tar, e dalle norme regionali che si sono succedute in queste anni (segnatamente Toscana e ora Lazio) che vanno nel senso della semplificazione. Il secondo sta nella richiesta di requisiti autorizzativi (antisismici, agibilità): 12 tipologie di documento che in genere l'odontoiatra ha già prodotto e che la Pubblica amministrazione non può chiedergli due volte. Lo dicono i Tar. Infine, suona ben strano che siano colpiti solo gli odontoiatri e mai i medici".Read more
MEDICINA: CONCORSO SPECIALIZZAZIONI 2014, TAR ACCOGLIE RICORSO
Roma, 20 giu. (AdnKronos Salute) - Il Tar del Lazio si è definitivamente pronunciato su uno dei ricorsi presentati sul concorso per l'accesso alle specializzazioni mediche del 2014. Ne danno notizia gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, autori del ricorso per conto della Cgil. Il concorso, spiegano all'AdnKronos Salute i legali, ricostruendo la cronologia della questione, "balzò agli onori delle cronache nazionali perché il Cineca invertì le buste dei test di area clinica e dei servizi, con la conseguenza che l'esame venne svolto dai candidati cimentandosi su domande diverse rispetto a quelle scelte dalla Commissione. Il ministro dell'Istruzione Giannini dapprima annunciò l'annullamento, poi cambiò idea salvando le prove e annullando solo alcuni quesiti". Ha preso il via, così, un lungo contenzioso, con un primo ricorso bocciato dal Tar del Lazio, impugnato dai giovani medici davanti al Consiglio di Stato che lo accoglie, e rimandato nuovamente al Tar. Secondo Delia e Bonetti, "sulla base di tre motivi ritenuti fondati dal Consiglio di Stato, il concorso potrebbe ancora oggi, dopo 2 anni, essere annullato. Da settembre 2015, tuttavia, nonostante i solleciti dei legali, queste cause sono rimaste negli archivi e non sono decise. Oggi arriva la prima vittoria definitiva su un altro degli aspetti contestati dai giovani medici in quel concorso. Secondo quel bando - proseguono i legali - i candidati, pur potendo ambire all'ammissione a più scuole, decadevano da tutte le scelte una volta ottenuta l'ammissione in una di queste. Al Tar questa decadenza beffarda è parsa illegittima". Per il Tar, "la previsione di una decadenza generalizzata dalla scuola di specializzazione indicata come prima opzione non appare ragionevole né risulta ancorata ad alcun parametro normativo". Non solo. "La scelta del Miur, sempre secondo il Tar - proseguono Delia e Bonetti - ha 'un effetto penalizzante eccessivo perché non consente di sfruttare la chance di iscriversi nella scuola di specializzazione rispetto alla quale è stato orientato il proprio piano di studi universitario, diverso essendo il caso rispetto a chi risulta prenotato o assegnato in più scuole contemporaneamente e può quindi effettuare una scelta consapevole, da esercitarsi entro termini ragionevoli'". Per gli avvocati, "bastava che si desse la possibilità ai candidati di graduare le preferenze delle scuola, oppure non si prevedesse la decadenza da tutte le altre con la scelta della scuola: la beffa non ci sarebbe stata e il merito sarebbe stato premiato. In effetti - affermano - nel Regolamento della decadenza non solo non c'è traccia, ma è implicitamente esclusa. Viene fuori, invece, nel bando firmato dal ministro Giannini l'8 agosto 2014, dove si dice che 'il candidato è tenuto a iscriversi presso la sede in cui risulta assegnato entro il termine massimo di 4 giorni. A seguito dell'iscrizione il candidato decade automaticamente da tutte le graduatorie delle scuole per cui ha concorso'". Da allora "grazie a questi ricorsi, fortunatamente, il Miur ha cambiato il sistema. A fine luglio dovrebbero giungere nuove sentenze del Consiglio di Stato che, speriamo, convincano il Tar a fissare i vecchi giudizi ed esprimere la parola fine su questo concorso", concludono.Read more
LAZIO: FATEBENEFRATELLI 'CASA DI VITA', INVENTO' MORBO DI K E SALVO' EBREI DA NAZISTI
Roma, 20 giu. (AdnKronos Salute) - Ospedale Fatebenefratelli di Roma 'Casa di Vita'. E' il titolo attribuito al nosocomio dell'Isola Tiberina dalla Fondazione internazionale Raoul Wallenberg, per ricordare il contributo della struttura che salvò decine di ebrei durante le persecuzioni naziste. La cerimonia di svelamento della targa è in programma domani 21 giugno alle 11 alla presenza di due sopravvissuti, Gabriele Sonnino e Luciana Tedesco, e di un testimone protagonista dei fatti descritti: lo psichiatra ex-partigiano, già senatore e professore universitario, Adriano Ossicini, l'unico medico in forze in quegli anni al Fatebenefratelli e ancora in vita. All'evento, patrocinato dalla Comunità ebraica di Roma e dalla Fondazione Museo della Shoah, è annunciata anche la partecipazione del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Durante la cerimonia verrà ricordata la figura del professor Giovanni Borromeo, che il 16 ottobre 1943 nascose decine di ebrei, scampati alla retata nazista, in un reparto dell'ospedale. Per loro inventò una malattia infettiva estremamente pericolosa, che chiamò 'Morbo di K' dove K stava a indicare l'ufficiale tedesco Herbert Kappler o il generale tedesco Albert Kesselring. Le SS, temendo il contagio, non fecero mai irruzione nel reparto di isolamento. Antifascista della prima ora, Borromeo partecipò attivamente alla Resistenza, ricorda una nota dal Fatebenefratelli. Insieme all'allora priore polacco Fra Maurizio Bialek, installò negli scantinati del nosocomio una radio ricetrasmittente clandestina in continuo contatto con i partigiani laziali. Agli ebrei dell'ospedale e alle loro famiglie procurò falsi documenti e un rifugio sicuro in vari monasteri. Per i suoi meriti, nel 2004 ricevette dallo Yad Vashem il riconoscimento di 'Giusto tra le Nazioni'. Allo svelamento della targa sono attesi, oltre al ministro Lorenzin, S.E. Naor Gilon, ambasciatore dello Stato di Israele; il Rabbino capo della Comunità ebraica di Roma Riccardo Di Segni; il presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello; il vice presidente Ruben della Rocca; l'assessore alla Cultura Giorgia Calò; il presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma Mario Venezia; i vice presidenti della Fondazione Wallenberg per l'Europa Silvia Costantini e Jesus Colina; il vice presidente operativo dell'ospedale Fatebenefratelli all'Isola Tiberina Fra Giampietro Luzzato; il direttore generale Marco Longo, e il direttore allo Sviluppo del nosocomio Paolo Verdicchio.Read more
RICERCA: CGIL SCRIVE A LORENZIN, SOLUZIONE PRECARI SIA IN RINNOVO CONTRATTUALE
Roma, 20 giu. (AdnKronos Salute) - "L'urgenza è condivisa, ma non la soluzione proposta". Alla vigilia dell'incontro con il ministero della Salute sulla sorte dei ricercatori precari della sanità, la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, scrive una lettera aperta al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: ribadendo "l'urgenza di affrontare il tema drammatico della precarietà", spiega la contrarietà alla proposta del ministero, ovvero "la proposta di un processo di precarizzazione lungo 15 anni senza certezze sul futuro". La Fp Cgil, infatti, sostiene "il bisogno di un accordo urgente che venga però incluso nel percorso per il rinnovo contrattuale". Nel dettaglio, scrive Sorrentino alla Lorenzin, "la sua proposta 'triangolare' prevede tre passaggi che determinano una precarietà stabile e lunga 15 anni. Al termine di questa spinta 'flessibilità' la sola proposta 'concreta' rimane una chimera legata alla dotazione organica e alle risorse. Dopo 15 anni di assoluta precarietà, insomma, non c'è alcuna prospettiva certa". Ad essere coinvolti in questo processo sono circa 3.500 ricercatori negli Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) e negli Istituti zooprofilattici sperimentali. "La sua proposta - prosegue Sorrentino - non risolve la questione drammatica della precarietà, tema per altro che coinvolge tutta la sanità. Al contrario, si opera un processo di stabilizzazione della precarietà stessa". Il sindacato si dice disponibile al "raggiungimento di un'intesa che dia risposte all'emergenza e che sia però, allo stesso tempo, inclusa nel percorso contrattuale. Un'intesa, ribadiamo, da raggiungere al ministero della Salute, con il coinvolgimento di tutti gli attori in campo, da traslare nel prossimo rinnovo contrattuale. E' il contratto il luogo per offrire risposte strutturali, anche e soprattutto al mondo della ricerca che deve continuare ad esistere nella sanità". "Su queste basi siamo pronti al confronto da subito per offrire una prospettiva certa a chi oggi vive sulla propria pelle una condizione di precarietà pluriennale e a chi vorrà entrare nel mondo della ricerca sanitaria nei prossimi anni. Questa la sfida che lanciamo a lei e al governo tutto, se, come spesso si sostiene, la ricerca è un punto dirimente per il futuro del Paese", conclude Sorrentino.Read more
SALUTE: 'TASK FORCE' PER CONTROLLI MENSE SCOLASTICHE, LORENZIN ANNUNCIA BLITZ
Roma, 20 giu. (AdnKronos Salute) - Una sorta di task force come quella attivata per gli anziani nelle Rsa, che "verifichi con controlli a sorpresa e su segnalazione la qualità e la sicurezza degli alimenti serviti nelle mense scolastiche". La hanno annunciata il ministro della salute Beatrice Lorenzin e il generale comandante del Nas Claudio Vincelli a Roma, nel fare il punto sul bilancio dei controlli effettuati nel 2015-16. I controlli "saranno intensificati e io stessa andrò a sorpresa nelle mense scolastiche a testare la qualità dei cibi", ha detto Lorenzin.Read more
ALIMENTI: 'EU MENU', EFSA RECLUTA MEDICI PER MAPPA ABITUDINI IN 23 STATI
Roma, 20 giu. (AdnKronos Salute) - Conoscere i consumi alimentari degli italiani e degli europei grazie all'aiuto dei medici. L'Authority alimentare del Vecchio continente, l'Efsa, recluta camici bianchi di 23 Paesi per un grande progetto europeo per la sicurezza alimentare. Il programma - che si chiama Eu-Menu - si propone di mappare le abitudini in fatto di cibo sui diversi territori nazionali. L'obiettivo, alla fine dei quattro anni, sarà quello di creare una banca dati su scala europea sul tema. Gli elementi raccolti saranno analizzati per identificare e monitorare il rischio di esposizione a sostanze pericolose presenti nel cibo, determinando sia i livelli presenti negli alimenti, sia il consumo di questi alimenti secondo le diverse abitudini. Lo spiega, in una nota, la Fnomceo che aderisce all'iniziativa e richiede la collaborazione degli Ordini provinciali per la divulgazione e la promozione del progetto. Dal progetto uscirà una grande fotografia dei consumi alimentari in termini qualitativi e quantitativi, che potrà essere poi sfruttata anche per incidere, in maniera mirata, su politiche sanitarie volte al raggiungimento di stili di vita orientati alla prevenzione della patologie croniche. Per la raccolta dei dati, l'Efsa, spiega la Fnomceo, ritiene indispensabile coinvolgere personale altamente specializzato - medici di strutture pubbliche e private, di medicina generale, pediatri, specialisti in scienza dell'alimentazione, biologi, nutrizionisti e dietisti - da formare in maniera specifica attraverso due corsi (uno per la rilevazione in fascia pediatrica, l'altro in età adulta), accreditati Ecm e gratuiti, da svolgere ciascuno in due fasi, una Fad e una residenziale. Il corso viene organizzato dal ministero della Salute, dall'Istituto Superiore di Sanità e dal Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (Crea).Read more
SANITA': FIMMG, APERTURE DA SISAC MA BOZZA ACCORDO NON CONDIVISIBILE
Roma, 21 giu. (AdnKronos Salute) - "Abbiamo confermato alla Sisac la nostra contrarietà al testo della bozza inviata nei giorni scorsi e alla base dell'odierna seduta di trattativa. Abbiamo dovuto, però, prendere atto delle apprezzabili dichiarazioni del coordinatore Vincenzo Pomo rispetto alla possibilità di rivedere, nel contesto di principi da condividere, l'intero articolato proposto". Così il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo, riferisce al termine dell'incontro di oggi con la Sisac, la struttura tecnica delle Regioni preposta al rinnovo della convenzione. Nel merito dell'articolato pervenuto, la Fimmg sottolinea tra l'altro come la bozza "mortifica lo specifico percorso formativo del medico di medicina generale equiparandolo, nell'accesso alla convenzione, a titoli puramente accademici; prevede un ruolo unico tra medici di famiglia e medici di continuità assistenziale che è un'enunciazione formale con pochi margini per quella nuova continuità dell'assistenza da garantire sette giorni su sette da parte delle Aft, pensata a supporto di una medicina di iniziativa volta anche ad evitare l'intasamento dei pronto soccorso e ad accorciare le liste d'attesa".Read more
LAZIO: ASL RM4, ANALISI DEL SONNO DEI BIMBI
Roma, 21 giu. (AdnKronos Salute) - A 'caccia' dei segreti del sonno dei piccoli. Con una giornata di convegno dedicata a Roma ad una approfondita analisi del sonno nei bambini, a partire dalla presentazione dei dati emersi da due differenti ricerche scientifiche. La prima ricerca 'Medicina preventiva dell'età evolutiva: progetto conoscitivo e di ricerca sui disturbi del sonno in età scolare nella Asl Roma 4', effettuata da Assirem per la prima volta nella Regione Lazio, in collaborazione con la Asl Roma 4, è focalizzata sui disturbi del sonno di una popolazione di oltre 800 bambini di 8 anni, che frequentano la terza elementare. La seconda indagine, intitolata 'Ci piace sognare', è svolta dalle società pediatriche Sipps e Sicupp su tutto il territorio nazionale, che ha preso in analisi la durata del sonno in età pediatrica (1-14 anni) e le abitudini ad essa correlate. Su i dati emersi dai lavori che per la prima volta hanno passato al setaccio la qualità e modalità del sonno dei minori, evidenziandone criticità e problematiche legate agli stili di vita e a cattive abitudini, si confronteranno medici delle differenti specialistiche attinenti le problematiche del dormire. I dati saranno alla base di una riflessione sul sonno dei bambini e sulle possibili raccomandazioni comportamentali e terapeutiche, poiché esso riveste una importanza fondamentale per lo sviluppo sia fisico che mentale, ma non sempre nella nostra pratica quotidiana riserviamo al sonno la dovuta attenzione. L'appuntamento è dalle ore 9 alle 17.30 all'Accademia di Storia dell'Arte Sanitaria (lungotevere in Sassia 3).Read more
SANITA': PARTE TAVOLO MEDICINA GENERALE, SMI CONTESTA PROPOSTA SISAC
Roma, 21 giu. (AdnKronos Salute) - E' partita oggi, con la Sisac, la contrattazione per il rinnovo della convenzione di medicina generale. Al tavolo la nuova proposta di accordo della Sisac, contestata dal Sindacato medici italiani (Smi) insieme all'Atto di indirizzo del Comitato di settore delle Regioni che la ispira, spiegano in una nota i componenti della delegazione dello Smi che ha partecipato all'incontro: il segretario generale Pina Onotri, il vice segretario Luigi De Lucia e il responsabile assistenza primaria, Bruno Agnetti. La delegazione ha evidenziato la necessità "di chiudere questa lunga fase di blocco dei contratti che mortifica oltremodo i professionisti del settore, ha, quindi, confermato la ferma opposizione a un accordo che contrasta con la legislazione vigente e con il Patto della Salute, ed oltretutto a isorisorse, con grave danno per la qualità dei servizi offerti ai cittadini". Pina Onotri sottolinea, in particolare, che il sindacato non condivide intanto "la modalità con cui si è aperta questa partita. Alcune sigle hanno già letto l'intera bozza, dopo aver partecipato anche alla definizione stessa dell'Atto di indirizzo, come dichiarato dal ministro Lorenzin alla Camera dei deputati, altri ne hanno visionato solo alcuni punti, noi come Smi ne siamo stati tenuti completamente all'oscuro. Il che è la dimostrazione di una assoluta assenza di trasparenza e di mancanza di rispetto delle regole". "In questa sede - ha aggiunto - ribadiamo le ragioni di una contestazione ampia e serrata contro lo smantellamento della guardia medica notturna, che ha coinvolto sindaci, associazioni dei consumatori e semplici cittadini, nonché un fronte trasversale di partiti. Un movimento dalla Puglia, fino alla Toscana, dove è stata addirittura votata in commissione sanità all'unanimità una mozione di critica. Proprio nella patria dell'ancora embrionale modello H16". "Non condividiamo l'atto di indirizzo - ha continuato Onotri - perché illegittimo, e impugneremo tutto ciò che da esso discende anche la futura convenzione, se necessario. Illegittimo perché va ad impattare sul lavoro del 118, ridefinendo quegli ambiti di operatività stabiliti per legge, perché contravviene alla Balduzzi, che parla di continuità dell'assistenza H 24 e perché contraddice lo stesso Patto della salute, dove si delineano chiaramente percorsi differenti per 118 e per la guardia medica, ancorché integrati. Carta canta, basta leggere tanto la Balduzzi che il Patto per la salute". "Il comitato di settore - ha denunciato il segretario Smi - ha debordato dalle sue prerogative: con un atto di indirizzo e poi con una successiva convenzione non si può pretendere di riorganizzare i servizi sul territorio. Veniamo, poi, al convitato di pietra di questa tornata: le risorse che non ci sono. E non possiamo in questa ottica non tener presente la recente sentenza della Corte costituzionale che ha ritenuto illegittimo il blocco dei contratti e quello retributivo, ribadendo che non vi può essere un rinnovo ad isorisorse. Questa impostazione è applicabile, per analogia anche ai medici convenzionati. Ma qui si fa finta di nulla, con una logica punitiva nei confronti della categoria". "È anche inaccettabile che non si parli di una altra delle ricadute dell'h16, quella su tutti i contratti a tempo determinato: cioè la certa contrazione di migliaia di posti di lavoro - ha concluso Onotri - Infine: la Balduzzi stata emanata 4 anni fa ed entro sei mesi, abbondantemente trascorsi, si dovevano rinnovare le convenzioni. È caduto il limite temporale di applicazione, perché non dovrebbe venir meno il vincolo economico?".Read more
FARMACI: IN LAZIO RECORD CONSUMI, CAMPANIA PRIMA PER SPESA PRO CAPITE
Milano, 21 giu. (AdnKronos Salute) - Lazio primo per consumi, Campania per spesa lorda pro capite. Per quanto riguarda i farmaci di classe A-Ssn in regime di assistenza convenzionata, secondo i dati del rapporto Osmed, stilato dall'Aifa e presentato oggi a Roma, la Regione che evidenzia i livelli più elevati di consumi è il Lazio con 1.248,9 dosi giornaliere (DDD) ogni 1.000 abitanti, seguito dalla Puglia (1.235,7) e dalla Sardegna (1.219,1). All'estremo opposto si conferma la Provincia autonoma di Bolzano che ha il valore di consumi più basso: 908,4 dosi giornaliere (DDD) ogni 1.000 abitanti. Se si guarda invece alla spesa lorda pro capite per i farmaci di classe A-Ssn, la Regione con il valore più elevato è la Campania (con 222,5 euro pro capite). Segue la Puglia (214,8 euro pro capite) e la Calabria (208,9 euro pro capite), mentre anche su questo fronte il valore più basso si registra nella Provincia autonoma di Bolzano (129,3 euro), in Emilia Romagna (136,6 euro) e Toscana (143 euro). In totale la spesa farmaceutica pubblica regionale erogata in regime di assistenza convenzionata nel 2015 è stata pari a 8 miliardi e 477 milioni di euro, a fronte di 596 milioni di ricette emesse e 1,1 miliardi di confezioni di farmaci dispensati. Sulla spesa convenzionata, rileva l'Aifa, le Regioni del Nord registrano livelli inferiori alla media nazaionale, mentre Sud e Isole mostrano valori di spesa superiori. Tra le Regioni si confermano significative differenze di consumo e spesa per categoria terapeutica.Read more
FARMACI: OSMED, CRESCE SPESA NEL 2015 A 28,9 MLD, CITTADINI PAGANO DI PIU'
Roma, 21 giu. (AdnKronos Salute) - Cresce nel 2015 la spesa farmaceutica, pari all'1,9% del Pil. E sale anche quella a carico dei cittadini italiani. Secondo il rapporto Osmed presentato oggi dall'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) la spesa totale, pubblica e privata, è stata pari a 28,9 miliardi di euro, di cui il 76,3% rimborsato dal Ssn, ed è aumentata rispetto all'anno precedente del +8,6%. In media, per ogni cittadino italiano, la spesa per farmaci è stata di circa 476 euro. Più in dettaglio, rivela l'Aifa, la spesa farmaceutica territoriale complessiva è stata pari a 21 miliardi e 778 milioni di euro (13.398 milioni di spesa pubblica territoriale + 8.380 milioni di spesa privata territoriale), in aumento rispetto all'anno precedente del +8,9%. "Sensibile aumento" per la spesa pubblica territoriale - comprensiva della spesa netta dei farmaci erogati in regime di assistenza convenzionata e in distribuzione diretta e per conto di classe A - che è stata di 13 miliardi e 398 milioni di euro (circa 220 euro pro capite): +13,1%. Un balzo in avanti dovuto principalmente all'aumento della spesa per medicinali di classe A erogati in distribuzione diretta e per conto (+51,4%); si registra, invece, rispetto allo scorso anno un contenuto decremento della spesa farmaceutica convenzionata netta (-1,4%). Altro capitolo, quello della spesa a carico dei cittadini (comprendente la spesa per compartecipazione, per i medicinali di classe A acquistati privatamente e quella per i farmaci di classe C): è stata di 8 miliardi e 380 milioni di euro, in aumento del +2,9% rispetto al 2014. A influire sulla variazione è stato l'aumento della spesa per l'acquisto privato di medicinali di fascia A (+3,1%), della spesa per i medicinali di classe C con ricetta (+2,1%) e il consistente aumento della spesa per i medicinali di automedicazione (+4,7%), a cui si aggiunge un lieve aumento della compartecipazione del cittadino (+1,4%). Per la compartecipazione a carico del cittadino, la spesa è risultata pari a 1 miliardo e 521 milioni di euro - circa 25 euro pro capite - raggiungendo un'incidenza sulla spesa farmaceutica convenzionata lorda del 14,0%. Una bella impennata. Ebbene, spiega l'Aifa, "rispetto al 2014, l'incremento della compartecipazione del cittadino è stato essenzialmente determinato dalla crescita della quota eccedente il prezzo di riferimento dei medicinali a brevetto scaduto (+5,4%), mentre risulta in riduzione la spesa relativa al ticket per ricetta/confezione (-5,5%). Quanto alla classifica dei farmaci di classe C con ricetta, nel 2015 registrano la maggior spesa i derivati benzodiazepinici, in particolare gli ansiolitici (381,6 milioni di euro), seguiti dai farmaci usati per la disfunzione erettile (263,9 milioni di euro) e dalle associazioni fisse estro-progestiniche (208,5 milioni di euro), in ordine immutato rispetto allo scorso anno; tadalafil (126,7 milioni di euro), paracetamolo (124,5 milioni di euro) e lorazepam (124,4 milioni di euro) sono i tre principi attivi a maggior spesa nel 2015. Tra i farmaci di automedicazione diclofenac (149,5 milioni di euro), ibuprofene (128,4 milioni di euro) e paracetamolo (116,8 milioni di euro) sono i principi attivi che hanno registrato la più alta spesa. Si è impennata la spesa per l'acquisto di medicinali da parte delle strutture sanitarie pubbliche (pari al 38,7% della spesa farmaceutica totale), che è stata di circa 11,2 miliardi di euro (184,3 euro pro capite) e ha fatto registrare nel corso dell'anno un incremento del +24,5% rispetto al 2014. Nel 2015 tutte le Regioni hanno adottato la distribuzione diretta, mentre l'Abruzzo - rileva il Rapporto - è l'unica a non utilizzare la distribuzione in nome e per conto. La spesa per la distribuzione diretta e per conto, pari nel 2015 a 7,8 miliardi, è rappresentata soprattutto dai farmaci in classe A (63,20%) e di classe H (35,92%), mentre costituiscono una quota residuale i farmaci di classe C (0,88%). L'anti-epatite sofosbuvir (1.184,1 milioni di euro) è nettamente il primo principio attivo a maggior spesa regionale per i farmaci erogati in distribuzione diretta e per conto (incidenza del 15,2% sul totale), seguito dal Fattore VIII di coagulazione del sangue umano da ingegneria genetica (circa 258,9 milioni, incidenza del 3,3%), da Adalimumab, Etanercept e imatinib mesilato con, rispettivamente, 258,4, 213,2 e 165,9 milioni di euro. Per quanto riguarda l'assistenza farmaceutica ospedaliera e ambulatoriale (che ammonta a circa 3 miliardi nel 2014) ben 15 principi attivi appartenenti alla categoria degli antineoplastici e immunomodulatori compaiono nella lista dei primi 30 principi attivi a maggior spesa, con trastuzumab, bevacizumab, rituximab ai primi tre posti. Dall'analisi della variabilità regionale, si osserva che i livelli più bassi di spesa territoriale, comprensiva della spesa dei farmaci erogati in regime di assistenza convenzionata e in distribuzione diretta e per conto di classe A, sono stati registrati nella Provincia Autonoma di Bolzano (195,7 euro pro capite), mentre i valori più elevati sono quelli della Regione Campania (332,3 euro pro capite), rispetto ad una media nazionale di 262,8 euro pro capite. Liguria (134,0 euro pro capite) e Molise (83,8 euro pro capite) rappresentano, rispettivamente, le Regioni con la più alta e più bassa spesa privata di farmaci (A, C, Sop e Otc). Per quanto concerne i farmaci acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche, a fronte di una media nazionale di 184,3 euro pro capite, il range regionale oscilla tra il valore più basso di spesa della Valle d'Aosta di 143,6 euro e quello più alto delle Regioni Puglia e Sardegna di 224,4 euro pro capite.Read more
SANITA': GARANTE PRIVACY PROMUOVE SCHEMA REGIONE LAZIO A TUTELA PAZIENTI
Roma, 21 giu. (AdnKronos Salute) - L'analisi delle finalità, dei processi e degli strumenti è il primo passo per individuare gli adempimenti necessari in materia di protezione dei dati in ambito sanitario e indicare soluzioni operative rispettose dei diritti alla cura e alla riservatezza dei pazienti. Un approccio messo in atto dalla Regione Lazio, che "si muove nella direzione sempre auspicata dal Garante della privacy". E' questo, in sintesi, il giudizio espresso dall'Autorità su uno 'Schema tipo di regolamento aziendale sul trattamento dei dati nei processi di diagnosi e cura', elaborato dalla Regione Lazio a seguito dell'adozione delle Linee guida in tema di dossier sanitario, varate nel 2015 dal Garante. Nel promuovere lo schema, l'Autorità evidenzia inoltre come solo a seguito di una attenta analisi dei processi possano essere attribuiti i diversi profili e livelli di accesso ai dossier sanitari aziendali, nonché individuati i tempi strettamente necessari per effettuare le attività di consultazione. Lo schema, ricorda il Garante, nasce da uno studio svolto dal Policlinico Umberto I di Roma nell'adempiere alle prescrizioni dettate dall'Autorità per rendere conforme al Codice privacy i trattamenti di dati effettuati attraverso il dossier sanitario aziendale. Nel mettere in atto tali misure il Policlinico ha censito tutti i trattamenti di dati personali svolti al suo interno, compresi quelli per fini di ricerca e amministrativi; le diverse figure (medici, personale sanitario, dottorandi) responsabili a vario titolo dei trattamenti, suggerendo modalità di designazione, contenuto delle nomine, e protocolli di vigilanza sul loro operato; gli strumenti informatici utilizzati e i relativi obblighi di sicurezza. Il documento 'fotografa' anche i numerosi processi di diagnosi e cura presenti in una struttura sanitaria (ad es., accesso al pronto soccorso, ricovero ordinario, ricovero in day surgery), anche in riferimento alle forme di assistenza previste per particolari patologie (ad es., le cronicità, le prestazioni peculiari come la consegna diretta dei farmaci). Questo schema sarà sottoposto all'approvazione della Giunta regionale, "affinché possa essere utilizzato dalle aziende sanitarie del servizio sanitario regionale come riferimento per la stesura del proprio regolamento aziendale", conclude il Garante della Privacy.Read more
SANITA': FIMP, CRITICITA' BOZZA CONTRATTO MA MARGINI MIGLIORAMENTO
Roma, 22 giu. (AdnKronos Salute) - Nell'incontro con la Sisac per l'apertura del tavolo di trattative per il rinnovo del contratto per la Pediatria di Famiglia, la Fimp (Federazione italiana medici pediatri) ha ribadito con chiarezza e determinazione la propria contrarietà "a molte parti della bozza di articolato". Una bozza che "confligge con le aspettative della categoria per una convenzione in grado di valorizzare il ruolo del pediatra di famiglia italiano nel contesto sociale ed assistenziale dell'età evolutiva, seppur in un quadro normativo rinnovato". In particolare è stato sottolineato "il rischio di un sistema di cure pediatriche che pone in secondo piano il rapporto fiduciario con le famiglie, che è alla base dell'alto gradimento che queste esprimono nei nostri confronti; l'ambiguità della declinazione di un modello organizzativo basato su Aggregazioni Funzionali Territoriali (Aft) per le quali non è chiaramente specificato il ruolo funzionale in ottica di raggiungimento di obiettivi di salute; il trasferimento al comparto della convenzionata di alcune norme derivanti dalla legge 150/2009 che fa riferimento al pubblico impiego e di cui comunque non possono essere adottati solo gli aspetti sanzionatori". "Dobbiamo dare atto alla Sisac - ha dichiarato Giampietro Chiamenti, presidente della Fimp - di aver assunto un atteggiamento di disponibilità al confronto e alla concertazione, motivo per cui è stato possibile calendarizzare tre incontri nel mese di luglio per poi riaprire eventualmente le trattative in settembre dopo la pausa estiva. Resta inteso che tutto ciò sarà attuabile se, come auspichiamo, sarà possibile confrontare la bozza Sisac con la revisione dell'articolato che ci siamo impegnati a produrre nei prossimi incontri". La Fimp intende "difendere fino in fondo la qualità delle cure pediatriche e il riconoscimento della professionalità dei pediatri di famiglia italiani nel segno della specificità, continuità e difesa di un modello di cura adatto per l'infanzia e l'adolescenza che molti altri Paesi vorrebbero avere", conclude la Federazione in una nota.Read more
MEDICINA: AL GEMELLI CENTRO PER CURA LINFEDEMA CON CHIRURGIA DI PRECISIONE
Roma, 22 giu. (AdnKronos Salute) - Dopo il cancro, il rischio di linfedema. Tra il 5% e il 41% delle donne con tumore della mammella, dal 2,4% al 41% delle donne con neoplasia della cervice, dell'utero e delle ovaie, e tra il 25% e il 67% delle donne con tumore della vulva sviluppano, dopo i trattamenti oncologici, questa patologia cronica e debilitante, causata dall'accumulo patologico di liquido (linfa) nei tessuti degli arti superiori o inferiori. A queste forme legate alle terapie anti-cancro, si aggiungono quelle dovute a malformazioni dei vasi del sistema linfatico, per un totale di circa 40.000 nuovi casi l'anno in Italia. Per la cura del linfedema, finora trattato con la fisioterapia e alcuni accorgimenti nella vita quotidiana, apre al Policlinico Gemelli di Roma un centro unico nella Penisola: è stata inaugurata oggi la prima struttura dedicata al trattamento di questa patologia con un approccio microchirurgico di ultimissima generazione, caratterizzato da metodiche che agiscono nel rispetto di anatomia e fisiologia del sistema linfatico, per pazienti rimasti fino a oggi, di fatto, 'orfani di cura'. A dirigere la struttura per il trattamento chirurgico del linfedema Marzia Salgarello, direttore dell'Uoc di chirurgia plastica e ricostruttiva del Gemelli. "Il centro - spiega - completa la carta dei servizi del Policlinico Gemelli in campo oncologico, offrendo risposte anche finalizzate al miglioramento della qualità della vita dei pazienti colpiti da tumore che troppo spesso vivono il paradosso terapeutico secondo cui guariscono dal cancro, al costo però di dovere affrontare una patologia benigna, ma cronica e invalidante qual è il linfedema". All'inaugurazione, questa mattina, erano presenti il direttore generale della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli, Enrico Zampedri; il preside della Facoltà di Medicina dell'università Cattolica, Rocco Bellantone, e Giovanni Scambia, direttore del Polo per la tutela della salute della donna e del bambino, al cui interno si trova il Centro per il linfedema. Il giapponese Isao Koshima dell'università di Tokyo, tra i massimi esperti mondiali di questa patologia, ha tenuto la lectio magistralis 'La supermicrochirurgia nel trattamento del Linfedema'. Tutti i pazienti con linfedema, sia primario che secondario, possono far riferimento a questo centro per conoscere le possibilità e le diverse opzioni terapeutiche. Per le persone con fattori di rischio il consiglio è effettuare una visita di controllo ambulatoriale entro l'anno dalla conclusione delle terapie oncologiche, indipendentemente dai sintomi. Così si può arrivare a una diagnosi precoce, anche grazie all'ausilio di una metodica di ultimissima generazione, minimamente invasiva e ambulatoriale come 'la linfografia a fluorescenza con verde di indocianina'. Quanto più iniziale è lo stadio della malattia, tanto maggiore è il successo della microchirurgia.Read more
SANITA' LAZIO: DA CONSIGLIO REGIONALE LEGGE PER SOSTENERE SOCIETA' MUTUO SOCCORSO
Roma, 22 giu. (AdnKronos Salute) - Il Consiglio regionale del Lazio ha scelto di regolamentare con una propria legge il settore delle società di mutuo soccorso, ponendosi nel solco tracciato da altre nove regioni italiane. Questo grazie all'approvazione in Aula - con 25 voti favorevoli e sette astenuti - della proposta legislativa presentata dal consigliere del Centro Democratico, Pietro Petrassi, insieme ai rappresentanti dell'opposizione Antonello Aurigemma (FI) e Fabio De Lillo (Cuoritaliani), sottoscritta in modo trasversale da numerosi altri consiglieri. La nuova legge prevede l'istituzione del registro regionale delle società di mutuo soccorso. Ci si potranno iscrivere le società con sede sociale o comunque operanti con struttura decentrata nel territorio regionale, con soci residenti nel Lazio, che siano dotate di regolare statuto, adottino un bilancio annuale, documentino adeguatamente le proprie iniziative sociali ed educative finalizzate allo sviluppo della cultura mutualistica. L'iscrizione all'albo consentirà alle società di essere destinatarie di contributi, concessi dalla Regione per agevolare progetti di formazione, convenzioni e accordi con Asl e gli altri enti del servizio sanitario nazionale per promuovere forme di assistenza integrativa, programmi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria degli immobili utilizzati. In commissione Bilancio via libera all'unanimità all'emendamento di Giunta a firma dell'assessore Alessandra Sartore con cui si prevede una dotazione di 250 mila euro per il triennio 2016-2018 al Fondo per le iniziative sociali, sociosanitarie e educative; di 500 mila euro al Fondo per gli interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria. Attualmente, nel Lazio sono operative circa sessanta società di mutuo soccorso, che svolgono attività di tipo solidaristico a favore dei propri soci e dei relativi familiari in campo sociale, assistenziale, nonché salvaguardano il proprio patrimonio storico e la cultura della solidarietà tra lavoratori e cittadini. Il testo originario è stato riscritto e integrato in alcune parti per effetto di 14 emendamenti di Giunta presentati e illustrati in aula dall'assessore alle Politiche sociali, Rita Visini. Approvati anche tre emendamenti a firma Aurigemma. In apertura di seduta, questa mattina, sono state votate dall'Aula anche tre mozioni. La n. 325 (primo firmatario Aurigemma) è stata respinta e aveva per tema le procedure di mobilità e i licenziamenti alla fiera di Roma. Voto contrario dell'Assemblea anche a quella di Fabrizio Santori (FdI) sull'attuazione della sentenza 70/2015 della Corte costituzionale a favore dei titolari di pensione (n. 391). Dibattuta, infine, e respinta la mozione di cui era primo firmatario Davide Barillari (M5s) di "Contrarietà all'abbassamento dei livelli di protezione della popolazione dai campi elettromagnetici di radio frequenza e microonde, e misure urgenti nella regione Lazio per la tutela della salute pubblica" (n. 302).Read more
SANITA' LAZIO: RAGGI, CON ASL CIVITAVECCHIA NO CONSULENZE
Roma, 22 giu. (AdnKronos Salute) - "Innanzitutto non si è trattato di consulenze, ma si è trattato di un incarico di assistenza giudiziale, che è molto diverso. Come incarico di assistenza giudiziale, avevo il compito di mettere in esecuzione una sentenza della Corte dei Conti cha acclarava che la Asl era stata vittima di una truffa da parte di un medico". Lo ha dichiarato il neo sindaco di Roma Virginia Raggi (M5S), poche ore dopo la sua elezione, in un'intervista esclusiva a euronews, canale d'informazione 24/24 con sede a Lione, che trasmette in 13 lingue in merito all'incarico con l'Asl di Civitavecchia. "La Asl aveva pagato più soldi di quelli che avrebbe dovuto pagare quindi doveva rientrare di alcuni soldi - ha aggiunto Raggi - Io quindi ho avuto l'incarico di recuperare quei soldi per conto della Asl. Mi è stato conferito un incarico nel 2012, ho effettuato una serie di attività, ho messo una fattura di acconto nel 2014, questa fattura è entrata nella contabilità dell'azienda, ha fatto una serie di giri come in tutte le aziende medio-grandi, è stato emesso un mandato di pagamento nel 2015, questa fattura mi è stata liquidata nel 2015 e quindi è entrata in tutte le mie dichiarazioni nel 2015, esattamente come è previsto per i liberi professionisti che debbono dichiarare secondo il principio di cassa e non quello di competenza". L'intervista della Raggi a euronews potrà essere seguita questa sera alle 20.45 via satellite Fta su Hotbird a 13 gradi est o Astra a 19,2 gradi est, su Sky (canale 521), su Tivù Sat (canale 60), in streaming sul portale Rai.tv e sul sito internet http://it.euronews.com/ o con un App dedicata per smartphone e tablet.Read more
SANITA': REGIONI IN AUDIZIONE SU DECRETO LEGISLATIVO DIRIGENZA
Roma, 22 giu. (AdnKronos Salute) - Le Regioni "hanno espresso un parere favorevole sul decreto legislativo che, attuando la Riforma Madia, disciplina la materia della dirigenza in sanità, ma lo hanno fatto condizionandolo ad alcune proposte su cui ho voluto richiamare l'attenzione dei parlamentari". Lo spiega l'assessore della Regione Lombardia, Massimo Garavaglia, coordinatore della Commissione Affari finanziari per la Conferenza delle Regioni e presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, subito dopo l'audizione su tale provvedimento davanti Commissione Igiene e sanità del Senato. "Ho voluto soffermarmi sinteticamente - prosegue - su due aspetti che comunque non sono marginali. Il primo è quello relativo al previsto limite di età per accedere a una possibile candidatura, fissato dal provvedimento a 65 anni. Poiché in realtà a legislazione vigente si va in pensione a 67 anni, mi sembrerebbe giusto fare riferimento a tale soglia anagrafica". "Il secondo aspetto sottolineato fa parte di quelli che il Governo ha già ritenuto di poter accogliere ed è legato alla possibilità che la commissione regionale - evidenzia - possa sottoporre al presidente della regione per l'incarico di direttore generale non una terna di nomi, ma un'ampia rosa di candidati, con l'obiettivo di poter effettuare scelte sulla base delle competenze previste per l'incarico da conferire".Read more
SANITA': REGIONI SU NUOVI LEA, COLLABORAZIONE ISTITUZIONALE E CELERITA'
Roma, 22 giu. (AdnKronos Salute) - "Massima collaborazione istituzionale e assoluta celerità, come sempre, nell'interesse del diritto alla salute" sono state assicurate dal presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, in risposta alle sollecitazioni arrivate ieri dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sul Piano nazionale vaccini e sui nuovi Livelli essenziali di assistenza. Sul primo punto "le Regioni si sono già espresse positivamente più di due mesi fa. In questo caso dovremmo essere noi a sollecitare il Governo, ma attendiamo fiduciosi le valutazioni finali dell'Esecutivo", replica Bonaccini. I Lea e il nomenclatore protesico, invece, sono da ieri, nella ultima versione inviata dal ministero della Salute, all'attenzione degli assessori regionali. "Contiamo nei prossimi giorni di fornire le nostre valutazioni, ma ricordo che si tratta di un decreto del Governo - afferma - su cui devono essere fortemente concordi tutti i dicasteri coinvolti. Non so a cosa si riferisca esattamente il ministro quando fa riferimento a una burocrazia che 'blocca un iter avviato', ma certo non credo si possano imputare ritardi alle Regioni. Credo che nell'interesse dei cittadini e per la efficacia del Ssn convenga un gioco di squadra, dove ciascuno, Governo e Regioni, faccia fino in fondo la propria parte di responsabilità istituzionale. E sotto questo profilo non giova il gioco del 'cerino'. In ogni caso, rassicuro il ministro che troveremo soluzioni comuni", conclude Bonaccini.Read more
TUMORI: NEL LAZIO OLTRE 4000 NUOVE DIAGNOSI CANCRO POLMONE L'ANNO
Roma, 23 giu. (AdnKronos Salute) - Ogni anno nel Lazio si contano oltre 4 mila nuove diagnosi di cancro al polmone. Si stima che siano oltre 7 mila i malati nella regione. Il principale fattore di rischio resta il fumo. Questi i numeri diffusi a Napoli dalla 5° Conferenza internazionale di oncologia toracica, Ciot2016. Nel Lazio, lo dice l'Istat, il 21,2% delle persone oltre i 14 anni fuma, la percentuale più alta insieme all'Umbria dopo la Campania, e il 20,6% è un ex fumatore. "Che si tratti di uomini oppure di donne - spiega Filippo de Marinis, direttore della Divisione di Oncologica toracica dell'Istituto europeo di oncologia di Milano, past president di Aiot - il fumo rimane il principale killer dei polmoni". I dati ci dicono che il 38% dei tumori diagnosticati sono adenocarcinomi (il 48% tra le donne), una forma che colpisce soprattutto i non fumatori. Il perché questo avviene non è ancora chiaro. "L'incremento degli adenocarcinomi (la gran parte dei non squamosi) - spiega Cesare Gridelli, presidente dell'Aiot - è legato a due fattori principali: l'aumento dell'incidenza della malattia in donne non fumatrici, in parte verosimilmente dovuto anche a causa di fattori genetici e ormonali, e il cambiamento delle abitudini al fumo. Il maggiore utilizzo di sigarette con filtro e di tipo light ha portato il fumatore ad aspirare più profondamente portando il fumo e i suoi agenti cancerogeni nella parte più in profondità dell'albero bronchiale dove insorge tipicamente l'adenocarcinoma".Read more
UNIVERSITA': ENPAM, 7166 LAUREATI IN MEDICINA NEL 2015
Roma, 23 giu. (AdnKronos Salute) - Sono 7.166 gli studenti universitari che si sono laureati in Medicina nel 2015. E' quanto emerge da una ricerca condotta dal Giornale della Previdenza su tutti i 41 atenei italiani dove sono attivi corsi di laurea in Medicina e Chirurgia. Allo stesso tempo, i posti a disposizione quest'anno per la formazione postlaurea saranno 7.707, contando sia le borse per le scuole di specializzazione mediche sia i posti nei corsi triennali per diventare medico di famiglia. "Finalmente l'Italia si sta rendendo conto di aver bisogno di medici completamente formati", commenta Alberto Oliveti, presidente dell'ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri (Enpam). "Del resto - osserva - è inutile spendere soldi per far laureare un medico se poi non gli si dà la possibilità di finire gli studi. Vorrebbe dire costringerlo al precariato oppure a fuggire all'estero, con beneficio per i Paesi che li accolgono e con danno per i nostri pazienti. Fa piacere osservare una prima inversione di tendenza: i tanti colleghi che in passato non sono riusciti a entrare nella formazione postlaurea quest'anno avranno delle chance in più". La ricerca del Giornale della Previdenza (che esce sei volte l'anno con una tiratura di 466mila copie) si è anche concentrata sulle matricole: gli iscritti al primo anno di Medicina sono stati 10.122, numero coerente con quello fissato dal bando di ammissione ai corsi di laurea. Analizzando i dati locali, tuttavia, emergono alcune sorprese: nonostante i tantissimi candidati rimasti esclusi dalle selezioni a numero chiuso, in diversi atenei sono rimasti numerosi posti vacanti. Per quanto riguarda i corsi in Odontoiatria, i laureati nell'ultimo anno sono stati 594 mentre i nuovi iscritti nelle 35 università che permettono di diventare dentista sono stati 786, a fronte di 792 posti disponibili.Read more
LAZIO: BAMBINO GESU', OFFICINA FARMACEUTICA CERTIFICATA DA AIFA
Roma, 23 giu. (AdnKronos Salute) - L'Agenzia italiana del farmaco ha concesso l'autorizzazione alla produzione di medicinali per terapie avanzate all'officina farmaceutica dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. L'officina si estende su una superficie di 1.200 mq, ed è dotata di 8 locali asettici destinati alla produzione e al rilascio di nuove terapie in ambito clinico per malattie che al momento non hanno ancora una cura certa. I farmaci biologici prodotti (prevalentemente in ambito oncoematologico) saranno utilizzati nei prossimi mesi in sperimentazioni cliniche sia nazionali che internazionali. L'autorizzazione dell'Aifa arriva in seguito all'ispezione del dicembre scorso, durante la quale è stato verificato che la struttura e il suo sistema di qualità fossero coerenti con la normativa di riferimento. "L'accreditamento dell'Officina farmaceutica dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù da parte di Aifa è un passo molto importante - spiega il responsabile della struttura, Marco Dieci - Questo permetterà all'ospedale di raggiungere i più elevati standard qualitativi per lo sviluppo e la produzione di terapie avanzate nell'ambito di malattie rare o che ancora faticano a trovare una cura".Read more
LAZIO: ASL ROMA 4, CONTRATTO OPERATORI NTA RINNOVATO PER 3 ANNI
Roma, 23 giu. (AdnKronos Salute) - L'Asl Roma 4 ha firmato la delibera di rinnovo triennale del servizio prestato dalla ditta Nta (lavoro interinale), a seguito di una rinegoziazione con la società - spiega una nota - che comporterà notevoli migliorie per l'azienda sanitaria. Vengono rinnovate le stesse unità di personale attuali, con l'obbligo per la ditta di mantenere gli stessi contratti di lavoro già stipulati dopo l'aggiudicazione della gara. "Un problema che la direzione aziendale ha avuto sempre molto a cuore proprio per il mantenimento possibilmente totale degli standard occupazionali - si legge - nonché per garantire alla Asl la buona qualità degli operatori sin qui utilizzati, dipendenti che svolgono i compiti assegnati con diligenza e senso del dovere".Read more
SANITA': ODONTOIATRI A LORENZIN, FUORI DAI TAVOLI MINISTERIALI
Roma, 23 giu. (AdnKronos Salute) - "Rivendichiamo l'importanza della salute orale quale diritto cpstituzionale, stigmatizzando che le questioni più importanti riguardanti l'odontoiatria non sono state adeguatamente affrontate dagli interlocutori ministeriali". Con queste motivazioni gli Stati generali dell'odontoiatria - massimo organo esponenziale di tutte le componenti della professione, dall'Ordine all'università, dai sindacati alle società scientifiche, dagli studenti all'ente di previdenza - riuniti in queste ore a Roma, presso la nuova sede della Fnomceo, hanno annunciato in una lettera aperta al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, l'intenzione di uscire dai tavoli ministeriali. "Gli Stati generali dell'odontoiatria - conclude la lettera - non accettano più la logica dell'istituzione di tavoli tecnico-consultivi che non hanno alcuna reale funzione e pertanto chiedono l'instaurarsi di un rapporto diretto con il ministro, per dare seguito a un effettivo confronto di idee. L'odontoiatria non deve essere la cenerentola delle politiche di salute - ha affermato il presidente Cao, Giuseppe Renzo, rivolto all'Assemblea - Molte sono le questioni ancora irrisolte che affliggono la professione e tutte richiedono la massima attenzione: ne va della salute pubblica".Read more
FARMACI: ZINGARETTI, OTTIMO RISULTATO 1 MLN DI RICETTE IN MENO NEL LAZIO
Roma, 23 giu. (AdnKronos Salute) - "Nel Lazio 1 milione di ricette in meno rispetto al 2014. Ottimo risultato, grazie al lavoro di questi anni meno sprechi e cure migliori". Lo scrive in un tweet il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.Read more
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