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Indagini e sondaggi

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SANITA': RENZO, RICORSO FINO A CORTE EUROPEA CONTRO MULTA ANTITRUST A FNOMCEO Roma, 25 ott. (AdnKronos Salute) - "Ricorreremo anche alla Corte di Giustizia Europea" contro la multa da 831mila euro comminata, nelle scorse settimane, dall'Antitrust alla Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo) per i divieti sulla pubblicità in materia sanitaria presenti nel codice deontologico del 2006. Si tratta infatti di "una battaglia su diritti e principi inalienabili". Lo spiega all'Adnkronos Salute il presidente della Cao, Commissione nazionale albo odontoiatri della Fnomceo, Giuseppe Renzo, intervenuto oggi al convegno nazionale su 'La Medicina debole', a Macerata.Il presidente degli odontoiatri italiani ha ricordato che, al momento, la Fnomceo ha fatto ricorso al Tar e ha chiesto una sospensiva. "E' quanto mai necessario sospendere la sanzione dell'Antitrust perché l'applicazione del codice deontologico da parte degli Ordini provinciali potrebbe fa addirittura moltiplicare l'ammontare della multa", aggiunge Renzo sottolineando che quelli che l'Authority della concorrenza considera paletti per la pubblicità sono in realtà tutele per i cittadini pazienti, tutele "per la salute e dei diritti dei più deboli", conclude.
SANITA': SMI, PER COSTI E NUMERI DEI MEDICI 'ALTA VARIABILITA'' TRA REGIONI Roma, 24 ott. (AdnKronos Salute) - Ad 'alta variabilità' tra le Regioni italiane i costi per l'assistenza medica così come il numero dei camici e l'ammontare delle loro retribuzioni. Per la presenza di medici di famiglia, ad esempio si va da un minimo di 78 professionisti per 100mila abitanti (Trento e Bolzano) ai 105 del Molise e con retribuzioni annue che vanno da poco meno di 63mila euro (Calabria) a 90 mila euro (Emilia Romagna), mentre il costo dell'assistenza per ogni cittadino varia da 56,14 euro (Calabria) a 78,62 euro (Emilia Romagna). A fotografare il lavoro medico in Italia Gianfranco Rivellini responsabile del Centro Studi del Sindacato medici italiani, che ha presentato una ricerca al congresso del Sindacato, aperto oggi a Roma.Lo studio - basato sui numeri dei contributi Enpam, del Conto annuale del Tesoro e dell'Istat - evidenzia le forti diversità regionali e contrattuali che caratterizzano la professione . "Ci sono sicuramente grandi differenze ma, ad esempio, non è detto che a migliori retribuzioni dei professionisti corrisponda una maggiore efficienza dei servizi offerti", precisa Rivellini sottolineando la necessità di una riflessione sui numeri, in particolare per la medicina territoriale, "per la quale non esistono, ad oggi, indici che rendano misurabili le prestazioni. Serve studiare un Drg del territorio - aggiunge - valutando, su gruppi di patologie croniche quali e quante prestazioni l'anno siano necessarie per garantire la stabilità di un paziente e creare un indice di efficacia che permetta di misurare le performance. A quel punto si potrà riorganizzare il territorio attraverso un Drg".La ricerca indica che, in media, in Italia ci sono oltre 91 medici di assistenza primaria per 100 mila abitanti, con una retribuzione media di 75.767 euro l'anno e un costo per residente di 66,42 euro.Considerando i medici ospedalieri, invece, il numero dei camici bianchi per 100 mila abitanti (media nazionale di 192), varia dai 154 professionisti della Lombardia ai 289 della Valle d'Aosta, con una retribuzione annua che si attesta mediamente a 76.518 in Lombardia fino ai 110.491 euro guadagnati dai camici bianchi di Bolzano, mentre la media nazionale è di 73.822 euro. E varia, ovviamente anche il costo per l'assistenza a ciascun cittadino: dai 157,30 euro per ogni lombardo a 312,30 per ogni valdostano.Per quanto riguarda i precari, la media nazionale è del 6,10% ma ci sono regioni che superano il 14% (Molise) mentre nella solita Valle d'Aosta arriva appena all'1,30%.
SANITA': SMI A RENZI, BASTA FRATTURA TRA IPER GARANTITI E PRECARI IN SSN Roma, 25 ott. (AdnKronos Salute) - "E' giunto il momento di sanare la frattura generazionale, ma non solo, tra iper-garantiti e veri e propri 'paria', nella sanità pubblica. Il nostro Sistema sanitario nazionale, attualmente, vede una presenza massiccia e inaccettabile di precari che sostengono i servizi per i cittadini". E' l'appello - rivolto al premier Matteo Renzi , ma anche ai ministri della Salute e dell'Economia - di Salvo Calì, segretario generale del Sindacato dei medici italiani-Smi nel corso del III Congresso nazionale dove è stata presentata una proposta di contratto unico della categoria."Lo Smi - dice Calì - è aperto al confronto per porre fine alle rigidità contrattuali e chiudere una stagione di conservatorismo sindacale. È urgente riflettere sul binomio flessibilità-garanzie ed è necessario guardare all'Europa per ridisegnare un contratto unico di tutti i medici, dipendenti e convenzionati (medici di famiglia e del territorio)" . E sul tema Bruno Caruso, giuslavorista dell'università di Catania, ha presentato, al congresso Smi, uno studio in cui si sottolinea la presenza di 'uno statuto tendenzialmente unitario del personale medico', per il Ssn, e si propone, 'un modello di regolazione secondo uno schema di cerchi concentrici, a partire da un nucleo minimo di tutele considerate fondamentali e uguali per tutti."L'obiettivo - scrive Caruso - è l'elaborazione di una disciplina comune per l'intero personale medico in tema di: ferie, congedi, aspettative, riposi, fino ad istituti che rimangono differenziati passando per istituti armonizzabili e semplicemente avvicinabili". Di fatto "più diritti per tutti e meno precarietà - spiega Calì - anche noi dobbiamo abolire alcuni totem, in sanità, il nostro articolo 18. E lo dico oggi mentre sfilano per le vie di Roma centinaia di migliaia di lavoratori che, giustamente, invocano più tutele e garanzie ricorrendo, però, in alcune proposte a schemi già superati. Con la nostra proposta è in gioco la possibilità di dare un futuro migliore agli oltre 300mila medici del Ssn".
SANITA': FASSID ENTRA IN CONFEDERAZIONE DIRIGENTI PUBBLICI Roma, 24 ott. (AdnKronos Salute) - I segretari di Aipac, Aupi, Simet, Sinafo, Snr federati in Fassid hanno aderito alla Confederazione dei dirigenti per la Repubblica Codirp, che grazie alla entrata Fassid, raddoppia i suoi numeri. La Codirp è rappresentativa in sei aree di contrattazione su otto con oltre dieci mila dirigenti pubblici.Aderiscono alla Grande Confederazione sindacati come Unadis (Unione nazionale dirigenti dello Stato e quindi ministeri, presidenza del Consiglio, Agenzie Fiscali), Direl (Dirigenti Enti Locali), Direr (Dirigenti delle Regioni) e ora Fassid che ha scelto di avviare un nuovo percorso di difesa e sostegno della buona dirigenza del Paese.Grande la soddisfazione che emerge dalle parole del segretario generale pro tempore della Confederazione, Barbara Casagrande: "Non ci sentivamo rappresentati dalle altre Confederazioni esistenti perché la specificità della classe dirigente pubblica del Paese merita una voce forte, autonoma ed autorevole, nell'attuale momento: non indebolita da interessi di altre categorie professionali, ma forte di idee di riforma e rilancio della Pubblica amministrazione".
SANITA': INTERNISTI, TROPPE VISITE SPECIALISTICHE, 8 L'ANNO PER OGNI ITALIANO Roma, 25 ott. (AdnKronos Salute) - Ogni anno ciascun italiano bussa allo studio di un medico specialista in media 8 volte, con notevoli differenze regionali, per un totale di oltre 64 milioni di visite e circa un miliardo di spesa sanitaria. Troppe: almeno il 10% è infatti inutile, secondo i medici riuniti per il 115° Congresso Nazionale della Società italiana di medicina interna (Simi), a Roma da oggi al 27 ottobre, convinti che i consulti 'spezzettati' siano un fenomeno costoso da correggere. Ricorrendo proprio agli internisti, 'medici della complessità', per una valutazione globale, considerando che la metà dei pazienti adulti soffre di almeno due malattie."Nel nostro Paese l'assistenza sanitaria- spiega Gino Roberto Corazza, presidente Simi - continua a essere organizzata su un modello centrato su singoli apparati e singole malattie, mentre oggi l'emergenza da affrontare è rappresentata da un'epidemia di malati con due o più malattie croniche in grado di interferire l'una con l'altra, che andrebbero gestite con un approccio globale completamente diverso. Troppe visite specialistiche significano sprechi economici per il Paese e soprattutto si traducono in un livello di inappropriatezza clinica nella gestione dei pazienti".Gli esempi sono molti. "In una cittadina da 80.000 abitanti come Como, ad esempio - continua Corazza - si sono registrate nel 2013 ben 800.000 visite specialistiche; a Napoli sono oltre 250.000 ma si stima che almeno il 20% sia inutile; in Liguria si arriva alla ragguardevole media di 20 visite specialistiche all'anno per cittadino. Tutto questo però non significa appunto essere curati meglio: i pazienti visti 'a pezzi' da troppi medici sono più spesso sottoposti a esami inappropriati o ripetuti, ma soprattutto a politerapie costose e perfino rischiose. E' infatti in continuo aumento il numero dei pazienti con più malattie anche giovani".Secondo le stime della Simi sono oltre otto milioni gli italiani con due o più malattie croniche. E anche se la maggioranza ha più di 55 anni e l''epidemia' riguarda gli over 65, (perché in 4,5 milioni hanno almeno due patologie) la vera emergenza sono i 'giovani' fra 45 e 65 anni. In questa fascia d'età sono circa 2 milioni i pazienti con due o più malattie croniche, in continuo aumento come gli under 45 che raggiungono 1,5 milioni di casi."Oggi afferma Corazza- siamo sempre più spesso di fronte a una 'nuova specie' di pazienti complessi, con un insieme di malattie che minacciano lo stato di salute complessivo e che non si possono affrontare applicando le linee guida per ogni singola patologia. Occorre un approccio onnicomprensivo diverso da quello specialistico che pure rimane insostituibile in molti casi particolari e procedure specifiche, ma vanno individuate le priorità e riconosciuta quale sia la malattia principale da affrontare. Non farlo significa rischiare di sottoporre persone anche giovani ad anni e anni di politerapie, che alla lunga possono provocare perfino effetti collaterali di non poco conto".Tenere le fila della condizione del malato complesso "è il ruolo degli internisti, che però oggi eseguono appena il 5% del totale delle visite specialistiche: secondo le nostre stime, dovrebbero invece coprire almeno il 10% del totale. L'offerta sanitaria deve cambiare perché sono cambiati i malati e dobbiamo dare ai cittadini nuove risposte, su misura per i loro bisogni attuali: un ricorso maggiore e più adeguato alla medicina interna si tradurrebbe in una gestione clinica migliore per una larga fetta dei pazienti più complessi e anche in un risparmio considerevole per il Sistema sanitario nazionale", conclude.
SANITA': FNOMCEO RICORRE A TAR CONTRO MULTA ANTITRUST Roma, 24 ott. (AdnKronos Salute) - Il Comitato centrale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) ha deciso di ricorrere al Tar per procedere contro la decisione dell'Antitrust, che ha inflitto una sanzione di 800 mila euro alla Federazione per aver posto restrizioni ai propri iscritti in tema di pubblicità.Lo scorso mese l'Antitrust ha infatti sanzionato con una multa da 831 mila euro la Federazione degli Ordini dei medici a causa dei divieti sulla pubblicità in materia sanitaria, stabiliti dal codice deontologico del 2006 e dalle linee guida applicative."La salute dei cittadini - commenta il presidente della Commissione nazionale albo odontoiatri (Cao), Giuseppe Renzo - non può essere messa in pericolo da campagne pubblicitarie ingannevoli. Mi batterò in tutte le sedi istituzionali nazionali e internazionali per salvaguardare i diritti fondamentali".
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L'Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri ha organizzato un Corso di agg...
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