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Indagini e sondaggi


SANITA' LAZIO: CENTRO MICROCITEMIE NON ACCREDITATO CON SERVIZIO REGIONALE
Roma, 23 giu. - (AdnKronos Salute) - ''La Regione Lazio non ha chiuso il Centro studi sulle microcitemie dell'Anmi ma ha preso atto che si tratta di una struttura privata non autorizzata e non accreditata con il servizio sanitario regionale. La sua attività si è svolta fino al 2014 attraverso progetti, una modalità amministrativa che non è più possibile adottare né prorogare. La Regione è disponibile a trovare soluzioni ma esclusivamente nell'ambito delle leggi vigenti". Lo riferisce la Regione Lazio. "Se il Centro studi intende seguire il percorso legittimo per ottenere autorizzazione e accreditamento rispettando i requisiti strutturali e organizzativi previsti, la Regione è, ovviamente, disponibile a prendere in esame tale istanza. - continua la nota - Siamo per altro disponibili, al fine di potenziare l'attività di III livello, a prendere in carico il personale tra biologi e tecnici che ha titolo e che esegue circa 500 prestazioni l'anno di studi diagnostici ed in particolare del Dna dei geni globinici". "Si tratta di esami che si eseguono nei casi in cui le analisi precedentemente descritte non hanno permesso una diagnosi definitiva. Per quanto riguarda la rete dei centri pubblici del Lazio si precisa che è composta da 7 strutture in grado di fornire l'assistenza richiesta - continua la Regione - e cioè di garantire la diagnosi e la gestione del completo percorso assistenziale dei soggetti con sospetta o confermata diagnosi di microcitemia rara. Ad essi possono rivolgersi tutti i cittadini del Lazio in quanto pienamente operativi presso gli ospedali S. Eugenio, Gemelli, S. Camillo, Policlinico Umberto I, Tor Vergata e Ime, Ospedale pediatrico Bambino Gesù''.Read more
SANITA' LAZIO: UMBERTO I, STATO AGITAZIONE PERSONALE E BLOCCO DEI SERVIZI
Roma, 23 giu. (AdnKronos Salute) - Al Policlinico Umberto I stato di agitazione del personale. Ad indirlo Cgil Fp, Cisl fp, Uil Pl precisando che si svolgeranno assemblee dei lavoratori e "se occorrerà si proclamerà il blocco di tutte le attività sanitarie". Le organizzazione sindacali aziendali hanno sollevato, in particolare, il problema dei soci lavoratori della Cooperativa Osa, che fornisce oltre 800 operatori sanitari (tra infermieri ed ausiliari) all'interno del Policlinico nei reparti di emergenza, terapie intensive e sale operatorie. "Dopo un anno dall'incontro con il prefetto di Roma, la situazione di questi lavoratori - denunciano le sigle confederali - non è cambiata minimamente, anzi, per sopperire alla cronica mancanza del personale la direzione del Policlinico ha pubblicato un bando di 200 infermieri che accederanno al nosocomio attraverso l'agenzia interinale. Tutto questo mette in discussione l'occupazione e i salari di tutti i lavoratori della cooperativa creando ancor di più, personale precario senza nessuna garanzia di occupazione e salario". Gli impegni assunti davanti al prefetto e secondo i piani di riorganizzazione della rete sanitaria regionale "erano quelli di ristrutturare il policlinico e ridurre il personale esternalizzato, che a oggi eroga attività 'core' del policlinico più grande d'Europa, attraverso percorsi di internalizzazione e stabilizzazione del personale". "Chiediamo subito - scrivono i sindacati - un confronto e dei chiarimenti con i vertici della Regione Lazio a tutela di questi lavoratori che da più di 15 anni lavorano all'interno di reparti a garanzia dell'assistenza sia di bassa che di alta intensità di cura".Read more
UNIVERSITA': TRIBUNALE ROMA RIAPRE PORTE A RICORSI EX SPECIALIZZANDI MEDICINA
Roma, 23 giu. (AdnKronos Salute) - Una sentenza del Tribunale di Roma riapre le porte ai ricorsi per gli ex specializzandi in medicina dal 1983 all'anno accademico '90-91, per ottenere i risarcimenti. Secondo i giudici, "la prescrizione per il ricorso si può interrompere visto che le richieste di pagamento inviate ai ministeri della Salute e dell'Istruzione valgono anche nei confronti della presidenza del Consiglio dei ministri, anche in considerazione dell'incertezza che ha caratterizzato il quadro giurisprudenziale sulla questione". Lo spiega all'Adnkronos Salute l'avvocato Santi Delia, che insieme al collega Michele Bonetti, ha seguito la causa civile di un medico, che ha frequentato la specializzazione fra l'85 e l'87 senza percepire nè borsa di studio nè remunerazione. I giudici gli hanno dato ragione, condannano la presidenza del Consiglio a pagare. "Gli specializzandi - afferma Delia - avrebbero potuto interrompere la prescrizione, che è oggi il problema concreto ed insuperabile di migliaia di ex giovani medici, inviando le note interruttive non solo alla presidenza del Consiglio (che è l'unico soggetto legittimato al rimborso) ma anche agli altri ministeri. Ciò vuol dire che per migliaia di specializzandi si riaprono le porte dei risarcimenti". Inoltre, il Tribunale di Roma, "di fatto competente in via esclusiva sul tema - prosegue il legale - ha accolto la tesi che il giudizio in questione può essere proposto con lo speciale rito 'abbreviato' abbattendo così i tempi di decisione da 5-7 anni a 8 mesi, quanti ne sono serviti in questo caso". "Il Tribunale ha anche stabilito - prosegue Delia - che gli interessi legali dei risarcimenti sono stati riconosciuti non dalla proposizione del ricorso (2014) ma dalla prima nota di messa in mora del 2002". Si stima che siano ancora interessati a richiedere il rimborso per gli anni di formazione post laurea "circa 50 mila medici, che si sono specializzati dal 1983 al 1991". Pur se la sentenza del Tribunale di Roma riapre le porte ai risarcimenti, rimane valido il limite del 2009 per le richieste di rimborso per gli ex specializzandi: chi si è mosso dopo questa data, ha perso la possibilità di far valere il diritto.Read more
SANITA' LAZIO: ASL RM/H, NO CHIUSURA MEDICINA OSPEDALE S.SEBASTIANO FRASCATI
Roma, 23 giu. (AdnKronos Salute) - Nessuna chiusura reparto di Medicina all'ospedale S. Sebastiano di Frascati. Lo chiarisce la Direzione Aziendale che, con un tempestivo provvedimento ed in coerenza con quanto sempre affermato, ha dapprima sospeso e, successivamente, modificato la proposta di rimodulazione di posti letto elaborata per garantire la fruizione delle ferie del personale medico e di assistenza. Infatti, in una riunione di oggi, è stata elaborata una strategia alternativa per evitare che alcun posto letto possa essere eliminato per carenza di personale medico ed infermieristico. Per garantire il normale proseguimento dell'attività ospedaliera è stato reperito il personale proveniente da altri presidi della stessa Rm/H, resosi disponibile per fisiologiche riduzioni di attività e, comunque, impegnato in attività a minor impatto assistenziale. Pertanto la direzione aziendale ribadisce che qualsiasi diversa informazione sull'argomento deve essere considerata priva di fondamento.Read more
SANITA': ANESTESISTI A LORENZIN, VIETARE TERMINE 'SEDAZIONE' PER ANESTESIA GENERALE
Roma, 23 giu. (AdnKronos Salute) - Stop alla denominazione 'sedazione' per l'anestesia generale per tutti i casi in cui vengono utilizzati farmaci 'ipnotici', non deputati ad un effetto sedativo. Ma anche divieto - e sanzioni - alla somministrazione di questi farmaci da parte di personale non specificamente preposto, oltre che requisiti ad hoc e vigilanza sulle strutture non classificate come sale operatorie (Nora, Non Operating Room) nelle quali si possono effettuare interventi a 'bassa complessità' o 'a bassa invasività'. Lo chiedono i sindacati degli anestesisti Aaroi-Emac, Siared, Siaarti e Siaatip, in una lettera inviata al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al sottosegretario Vito De Filippo e al presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Sergio Chiamparino. Per salvaguardare la salute dei pazienti- dicono gli specialisti - "occorre chiarezza: le procedure operative mediche considerate 'bassa complessità' e/o 'a bassa invasività' svolte in Nora, nelle quali sono chiamati a prestare la propria opera i medici specialisti in anestesia e rianimazione, prevedono un atto anestesiologico a tutti gli effetti che, in quanto tale, deve rispondere a tutti i requisiti di sicurezza previsti". L'intervento degli anestesisti arriva dopo i recenti fatti di cronaca: tra gli interventi in questione ci sono infatti le procedure per procreazione medicalmente assistita, le attività endoscopiche, quelle radiologiche, e alcune prestazioni nei Pronto soccorso. Il problema, sottolineano l'Aaroi-Emac, la Siared, la Siaarti e la Saatip, è che "queste procedure si basano sempre più spesso sul falso concetto che ad attività individuate come 'a bassa complessità e/o a bassa invasività' corrispondano prestazioni anestesiologiche di livello 'poco specializzato', che provoca una deregulation inaccettabile della sicurezza". C'è inoltre "una distorta classificazione delle prestazioni anestesiologiche richieste per queste procedure, che provoca la tendenza a definirle come 'sedazioni', camuffando con il termine vere e proprie 'anestesie generali'. Questa distorta classificazione di 'anestesie generali' in 'sedazioni' è oggi sempre più a rischio di essere strumentalizzata - si legge nella lettera - a scapito della sicurezza, unicamente per poter incrementare il numero delle attività, che devono comunque prevedere, ovunque siano svolte, percorsi organizzativi, oltre che requisiti anche strutturali, codificati e sicuri". Per fare chiarezza sulla questione, il sindacato e le Società scientifiche, hanno deciso di rivolgersi alle istituzioni con tre richieste urgenti. In primo luogo chiedono di "vietare la denominazione 'sedazione' per tutti i casi in cui vengono utilizzati farmaci 'ipnotici', che per loro specifica farmacodinamica non sono deputati ad un effetto sedativo, ma che sono da riservarsi all'anestesia generale, cioè ad effetto ipno-induttore per indurre un'anestesia generale , o ad effetto analgesico maggiore". In secondo luogo chiedono di "vietare, e prevedere sanzioni in caso di abuso, l'utilizzo di farmaci riservati ai medici specificatamente individuati dalla farmacopea ufficiale a soggetti da essa non autorizzati'. Chiedono infine di "predisporre al più presto, e quindi vigilare adeguatamente sulla loro effettiva presenza e sul loro rispetto, adeguati requisiti minimi strutturali, tecnologici, organizzativi, di dotazioni farmacologiche, di personale, modulati sulle esigenze specifiche delle diverse categorie delle cosiddette 'Non Operating Rooms', ma che in ogni caso debbano prevedere l'eventualità di poter o di dovere, in sicurezza, trasformare una 'sedazione'(qualora effettivamente sia tale) in una 'anestesia generale', o gestirne l'evoluzione imprevista ma possibile per la stessa natura della prestazione specialistica anestesiologica". In attesa del riscontro le sigle hanno già prodotto un documento congiunto con alcune indicazioni. Per gli anestesisti tra i requisiti minimi di sicurezza per qualsiasi atto anestesiologico è indispensabile "a presenza fisica e non virtuale nei locali deputati alla Nora, sia durante l'attività programmata che durante quella urgente, di un anestesista-rianimatore specialista, e di almeno un'unità infermieristica che possieda esperienza specifica di sala operatoria e possa collaborare con l'anestesista-rianimatore; la presenza in servizio, almeno durante l'attività programmata, di almeno un altro anestesista-rianimatore, che già alcune linee-guida esistenti (per es. quelle sulla gestione delle vie aeree) prevedono debba essere chiamato in aiuto in caso di difficoltà".Read more
UNIVERSITA': CONSIGLIO DI STATO RESPINGE APPELLO MIUR SU SPECIALIZZANDI
Roma, 23 giu. (AdnKronos Salute) - Il Consiglio di Stato, con l'ordinanza numero 2668 della sesta sezione, ha respinto l'appello del ministero dell'Istruzione, università e ricerca (Miur) contro il Tar Lazio sugli specializzandi e lo ha condannato al pagamento delle spese del processo. A darne notizia sono gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, patrocinatori del ricorso promosso dalla Funzione pubblica Cgil medici. "A seguito di un errore nella stesura delle regole concorsuali relative alle graduatorie del concorso per diventare medici specializzandi - affermano i legali - a causa dell'omessa graduazione tra le varie scuole di specializzazione indicate, dottori che avevano un punteggio utile per l'ingresso si sono ritrovati in una scuola da loro non ambita, pur avendo punteggi superiori agli altri. In questo modo, ad esempio, persone che avevano di fatto vinto il concorso e che volevano fare i cardiologi, per un errore del bando, si sono trovate a diventare otorini". Secondo Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Cgil medici, "ancora una volta abbiamo assistito a un vero e proprio accanimento politico-giudiziario nei confronti di questi medici giovani che avevano vinto con sentenza del Tar del Lazio, che a oggi ha accolto solo queste particolari ipotesi. Ma il Miur, guidato dal ministro Giannini - conclude Cozza - ha perso anche al Consiglio di Stato ed è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali. La nostra battaglia per il diritto alla formazione specialistica dei medici continua".Read more
SANITA': ACOI, 40% CHIRURGHI 'SOFFOCATO' DA BUROCRAZIA CHE OCCUPA 50% TEMPO
Roma, 24 giu. (AdnKronos Salute) - La burocrazia sanitaria soffoca il lavoro di 4 chirurghi su 10 (40%) e occupa la metà del loro tempo lavorativo. Pratiche, mail, moduli: la cosidetta 'chirurgia di carta' toglie spazio alle cure e agli interventi. È quanto emerge da una ricerca dell'Acoi, l'Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani, su un campione di oltre 700 chirurghi, presentata durante il Congresso nazionale delle Chirurgie 2015 in corso a Genova. "Il 40% dei chirurghi occupa più della metà della propria attività lavorativa in pratiche burocratiche, mentre per un altro 30% il tempo usato è poco meno di quello impiegato per la propria attività medica. Per due chirurghi su tre, dunque, circa metà della giornata è dedicata alla compilazione di moduli", avverte l'indagine. La ricerca Acoi ha inoltre evidenziato che nel 12% dei casi, quindi in almeno 1 intervento su 10, il chirurgo non dispone delle tecnologie in grado di assicurare il massimo della garanzia per il paziente. Alla domanda, 'In un intervento di medio-alta complessità hai sempre avuto a disposizione le tecnologie in grado di assicurarti il massimo delle garanzie?' il 2,7% dei chirurghi ha risposto 'mai'; il 9,3% 'quasi mai - 30% dei casi', il 25,4% 'spesso-50% dei casi'. Una carenza diffusa, che talvolta ha determinato un cambio di strategia a causa dell'inadeguatezza dei presidi ospedalieri "La burocrazia sottrae tempo non solo all'attività chirurgica - osserva Diego Piazza, presidente Acoi e responsabile del Dipartimento emergenza urgenza nell'azienda Policlinico Vittorio Emanuele di Catania - ma agli stessi malati che spesso avvertono la necessità di trascorrere più tempo con il proprio chirurgo per chiarimenti sulle scelte terapeutiche o anche solo per una parola di conforto. Nessun malato è mai stato guarito dalla 'chirurgia cartacea'". "I tagli lineari hanno depauperato le sale operatorie italiane di beni e servizi spesso indispensabili per la perfetta riuscita di un intervento chirurgico. Inoltre - spiega il presidente Acoi - aumentando la complessità tecnologica delle nostre sale operatorie i presidi devono essere 'calibrati' per l'intervento, infatti basterebbe uno scarto di un millimetro per non poter utilizzare uno strumento". "Se la precisione chirurgica viene mitizzata nella vita comune essa non può essere poi svilita al tavolo operatorio in nome di un risparmio il più delle volte inesistente perché - conclude Piazza - nel campo medico spesso corrisponde a verità il detto che chi spende meno compra due volte".Read more
SANITA': UIL FPL, E' POLITICA LA SENTENZA CONSULTA SU BLOCCO CONTRATTI PUBBLICI
Roma, 24 giu. (AdnKronos Salute) - "E' una sentenza politica quella espressa oggi dalla Consulta sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego". Ne è convinto il segretario Generale della Uil Fpl Giovanni Torluccio che in una nota spiega: "Dichiarando che il blocco è illegittimo ma non per il passato, dimostra come la Consulta abbia preso questa decisione valutando soprattutto l'impatto economico che ne sarebbe scaturito, salvando il Governo Renzi dall'ennesima batosta dopo quella delle pensioni. Decisione per noi gravissima; ben 35 miliardi di euro sottratti alle tasche dei lavoratori che di fatto hanno falcidiato il loro potere di acquisto". Si tratta di "un congelamento degli stipendi durato oltre 6 anni che hanno leso la dignità dei lavoratori. Questa sentenza emessa con l'intento di salvare i conti pubblici, dall'altro rende obbligatorio per il governo riaprire la partita dei contratti. Per questo - prosegue Torluccio - il Governo e l'Aran convochino immediatamente le parti sociali riaprendo le trattative sul rinnovo dei contratti che ricordiamo coinvolge oltre 3 milioni di dipendenti pubblici". "La Uil Fpl è stata il primo sindacato a diffidare il Governo (nel luglio 2014) invitandolo a riaprire la contrattazione e denunciando l'illegittima del blocco. Pretendiamo - prosegue Torluccio - una riapertura radicata al momento della presentazione del nostro ricorso".Read more
SANITA' LAZIO: SINDACATI, AL VIA STATO AGITAZIONE OPERATORI PRIVATO
Roma, 24 giu. (AdnKronos Salute) - Parte lo stato di agitazione per gli operatori della sanità privata del Lazio. Lo annunciano i sindacati confederali Cgil Fp Roma e Lazio, Cisl Fp Roma Capitale e Rieti, Uil Fpl Roma e Lazio che lamentano una situazione da tempo insostenibile. Ma "la tegola finale è l'annuncio delle parti datoriali, Aris e Aiop, dello stato di crisi delle loro strutture Rsa, le residenze per anziani. A rischio il 50% del salario di 4.600 lavoratori che garantiscono servizi per 5.000 posti letto nelle residenze e 1.000 nelle riabilitazioni. E' evidente che senza un intervento di sistema questo stillicidio non si arresterà. In assenza di una risposta politica tangibile, la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori sarà generalizzata e non escluderà il ricorso allo sciopero". "La situazione della sanità privata nel Lazio è giunta al limite del collasso. Per questo abbiamo unitariamente proclamato lo stato di agitazione dell'intero settore. E' necessario un intervento della Regione, lo sforzo delle controparti e la mediazione del Prefetto. Serve una gestione complessiva della crisi e la messa a punto di un piano per garantire quantomeno la tenuta del sistema. Il rischio, oltre a perdite occupazionali pesantissime, è quello di una sostanziale riduzione dei servizi ai cittadini. E non siamo agli slogan, ma ai fatti", scrivono in una nota Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, rispettivamente segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Roma Capitale e Rieti, Uil Fpl Roma e Lazio. "Il settore vive una crisi senza precedenti - aggiungono i sindacalisti - con strutture in perenne emergenza. Alle crisi più note, come quella del Gruppo Idi-San Carlo o del Fatebenefratelli, si aggiungono le tante procedure di licenziamento collettivo già in atto: nel Gruppo San Raffaele della famiglia Angelucci oltre 1.500, nel Gruppo Garofalo oltre 150, solo per citare due esempi".Read more
SANITA': CGIL-CISL-UIL, DOPO SENTENZA CONSULTA RINNOVO CONTRATTI SUBITO
Roma, 24 giu. (AdnKronos Salute) - "Chiediamo l'apertura immediata di un tavolo di contrattazione per arrivare al rinnovo del contratto subito". Così i segretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa, Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco, reagiscono alla sentenza della Consulta sul blocco illegittimo dei contratti nella Pa. "Il governo non ha più alcun alibi, l'alta corte si è espressa giudicando illegittimo il protrarsi del blocco della contrattazione. Per questo vogliamo che il governo avvii subito il confronto per arrivare presto al rinnovo dei contratti nella Pa", proseguono i dirigenti sindacali. "In attesa della sentenza, che attendiamo di leggere per una valutazione più compiuta", i quattro segretari generali evidenziano che "la decisione conferma quanto già avevamo previsto: Parlamento e Governo non possono prolungare ulteriormente un blocco illegittimo. Tuttavia il giudizio della Consulta pone un limite a una politica legislativa più attenta ai tagli che ai diritti e che ha sacrificato, spesso pretestuosamente, non solo gli investimenti nelle professionalità e nell'innovazione, ma addirittura il legittimo rinnovo del contratto dei lavoratori pubblici, alle esigenze di budget". "Per quanto ci riguarda, siamo in campo con una mobilitazione che partirà con le tre grandi assemblee di inizio luglio, con tutti gli Rsu eletti a marzo, le lavoratrici e i lavoratori. Sarà il momento in cui avremo la nostra piattaforma nazionale e quelle di settore, per dire al Governo come si possono e si devono rinnovare i contratti. Il Governo non può più nascondersi né accampare alcuna scusa, si dimostri all'altezza e ci convochi per avviare il confronto per il rinnovo", concludono.Read more
SANITA': ANAAO SU SENTENZA BLOCCO CONTRATTI, NON CI SONO PIU' SCUSE
Roma, 24 giu. (AdnKronos Salute) - "Da oggi il governo è fuori dal perimetro della legittimità costituzionale". Non ci sono più scuse. "Come volevasi dimostrare, la Corte Costituzionale ha sancito la illegittimità di un blocco della contrattazione collettiva per il lavoro pubblico lungo 6 anni fino ad assumere le caratteristiche di un provvedimento strutturale". E' il commento del segretario nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise alla sentenza della Consulta che ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti nel pubblico impiego. "Di proroga in proroga, governi di vario colore, non hanno evitato", dice Troise , una scelta politica che fa pagare al lavoro pubblico "il prezzo più alto" del "risanamento dei conti. Otto miliardi di euro che fanno fatto dei medici e dirigenti sanitari gli unici cittadini che hanno saldato il proprio conto del debito pubblico". Una scelta che "ha travolto destino e mission del servizio sanitario". Troise ricorda che l'Anaao l'ha ripetuto "fino alla noia. Il Governo può decidere la entità del finanziamento dei contratti pubblici ma non di fuggire dalla contrattazione, rinunciando anche alla possibilità di usarla come strumento di controllo della spesa e di riduzione degli sprechi". "Una scelta sciagurata - continua il leader del sindacato - che non ha pagato nemmeno dal punto di vista elettorale, figlia di una demonizzazione dei lavoratori pubblici, contro i quali si sono prodotti molti provvedimenti legislativi, che ha fatto di ogni erba un fascio, alimentando luoghi comuni sul numero dei dipendenti e sul loro costo. Era proprio necessario che intervenisse la Corte? Finiti gli alibi, medici e dirigenti sanitari dipendenti del Ssn si aspettano una celere volontà riformatrice che riammetta la parola contratto, nazionale e decentrato, nell'agenda e nel linguaggio della azione di governo. Ne va anche del futuro della sanità pubblica".Read more
SANITA': CONSULTA, BLOCCO CONTRATTI PA ILLEGITTIMO, NON VALE PER PASSATO
Roma, 24 giu. (AdnKronos Salute) - Il blocco dei contratti nel pubblico impiego è illegittimo. Ma la pronuncia non vale per il passato. La Corte Costituzionale, si legge in una nota, in relazione alle questioni di legittimità costituzionale sollevate, "ha dichiarato, con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza, l'illegittimità costituzionale sopravvenuta del regime del blocco della contrattazione collettiva per il lavoro pubblico, quale risultante dalle norme impugnate e da quelle che lo hanno prorogato". La Corte ha respinto le restanti censure proposte.Read more
CHIRURGIA: ACOI, 12 RACCOMANDAZIONI PER SICUREZZA INTERVENTI ADDOME
Roma, 25 giu. (AdnKronos Salute) - Grazie ad uno studio italiano che ha coinvolto oltre 70 esperti e lungo un anno sono state definite le 12 raccomandazioni per il trattamento dell'addome complesso, ovvero come tenere aperta la parete addominale in caso di traumi e ferite gravi o di malattie come la peritoniti. Il risultato finale è stato presentato al congresso dell'Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (Acoi) a Genova. Questa pratica riguarda, solo in Italia, tra 10-15 mila casi ogni anno. Con la nuova linea di trattamento terapeutico dei chirurghi italiani, i pazienti saranno più garantiti e aumenterà la sicurezza in un campo ancora poco definito da parte della scienza medica. Fino a qualche anno fa il trattamento dell'addome complesso non era neanche preso in considerazione a causa di numerose difficoltà. Una delle principali consisteva nel chiudere l'addome. Una pratica che si è evoluta velocemente grazie alla tecnologia, passando da sistemi di chiusura con la plastica a nuovi materiali sintetici e biologici. Grazie a queste nuove raccomandazione - sottolinea l'Acoi - si morirà di meno per peritoniti, occlusioni oncologiche e per tutti quei motivi che costringono i medici a non chiudere la parete addominale al momento dell'intervento. Il trattamento dell'addome complesso è una pratica che si è evoluta velocemente grazie alla tecnologia, passando da sistemi di chiusura con la plastica a nuovi materiali sintetici e biologici. Il trattamento dell'addome aperto e' una tecnica giovanissima, nata negli Usa una quindicina di anni fa e poi approdata in Italia. "Malgrado i tempi, i tagli, le difficoltà - osserva Gianluigi Melotti, presidente onorario Acoi - i chirurghi italiani lavorano ad alto livello scientifico nell'interesse dei propri pazienti, confermando che la disponibilità di accesso alle tecnologie più avanzate e' un fattore imprescindibile per il mantenimento degli altissimi livelli di qualità raggiunti dal mondo chirurgico nazionale".Read more
SANITA': SINDACATI E PROFESSIONI, COMMA 566 NON SI TOCCA, SI APPLICHI LA NORMA
Roma, 25 giu. (AdnKronos Salute) - Il comma 566 della legge di stabilità 2015, che amplia le competenze delle professioni sanitarie "non si tocca: si applichi la norma". E' la presa di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e di Conaps (Coordinamento nazionale delle professioni sanitarie), Federazione dei tecnici di radiologia, Federazione delle ostetriche e Federazione degli infermieri, che in un comunicato unitario si oppongono a passi indietro sull'implementazione delle competenze. "Le professioni sanitarie e il Servizio sanitario nazionale - sottolineano associazioni e sindacati - non hanno bisogno di altre leggi, ma dei nuovi assetti organizzativi che la norma sull'implementazione delle competenze consentirà, con vantaggi sia sotto il profilo dello sviluppo professionale, di cui certamente beneficeranno tutte le professioni mediche e sanitarie, sia sotto quello delle prestazioni che, nonostante il graduale ridimensionamento delle risorse, potranno continuare ad essere erogate grazie a nuovi mix produttivi. Sarà infatti possibile estendere all'intero territorio nazionale importanti sperimentazioni gestionali avvenute attraverso l'applicazione di modelli di appropriatezza ed eccellenza organizzativa". "Basta con l'ingegneria normativa - concludono - ora tocca a quella organizzativa e di valorizzazione dei professionisti medici e sanitari per offrire risposte appropriate e qualificate ai cittadini nelle diverse fasi del bisogno di salute, ora tocca al ministro della Salute e alle Regioni passare dalle norme scritte alla loro applicazione".Read more
SANITA': IN UN ANNO TRIPLICATI RIMBORSI PER ASSISTENZA ITALIANI ALL'ESTERO
Roma, 25 giu. (AdnKronos Salute) - In un solo anno, dal 2013 al 2014, è triplicata la spesa per l'assistenza sanitaria dei cittadini italiani all'estero, cresciuta da 81 mln nel 2013 a 261 mln nel 2014. E' il dato sottolineato dalla Corte dei Conti nel Rendiconto generale dello Stato 2014 presentato oggi a Roma. Un balzo in avanti dell'andamento dei rimborsi per cure all'estero che, secondo i giudici contabili, "al di là del carattere straordinario rappresenta un indice indiretto della difficoltà che ancora caratterizza l'offerta sanitaria". "Nell'ultimo decennio - evidenzia il Rendiconto - le somme pagate sono state nel complesso pari a 1,2 mld a fronte degli incassi per l'assitenza fornita a cittadini stranieri per meno di 600 mln. Problema finanziario che è indice di un ben più preoccupante fenomeno reale su cui è opportuno, come richiesto dall'amministrazione, un coinvolgimento delle Regioni, soprattutto perché la tendenza, se non contrastata con qualità e adeguatezza delle cure, può rappresentare un elemento di criticità crescente".Read more
SANITA': CORTE CONTI, FORTE RECUPERO REGIONI IN PIANO DI RIENTRO
Roma, 25 giu. (AdnKronos Salute) - I conti della sanità nel 2014 "confermano i progressi già evidenziati negli ultimi anni, nel riassorbimento degli squilibri finanziari: le perdite del settore si riducono di oltre il 50%. Forte è il recupero nelle Regioni in Piano di rientro". E' il dato sottolineato dalla Corte dei Conti nel Rendiconto generale dello Stato 2014 presentato oggi a Roma. Secondo la Corte dei Conti, "tra le misure che hanno comportato un contenimento nella dinamica della spesa" hanno avuto un peso "quelle che hanno interessato i costi del personale". Ma, osservano i giudici contabili, "un contributo significativo alla qualità delle cure non può che venire dagli operatori del settore". Nel Rendiconto, quindi, si ponte l'accento a quanto fatto dal ministero della Salute "per la valorizzazione delle competenze, per l'integrazione di tutte le categorie professionali, per la risoluzione dei problemi che attengono alla responsabilità professionale o all'esercizio dell'intramoenia. Un'attività particolarmente complessa - concludono i giudici - di cui nell'esercizio si sono avuti solo primi risultati".Read more
SANITA' LAZIO: SANTORI, OSPEDALI IN TILT PER IPER AFFLUSSO PELLEGRINI GIUBILEO
Roma, 25 giu. (AdnKronos Salute) - Il Giubileo straordinario è alle porte "ma le condizioni attuali in cui versa la Capitale tra cantieri fermi e infiniti, ospedali e strutture sanitarie al collasso e un servizio di trasporto pubblico inefficiente ci preoccupano soprattutto in vista dell'iper afflusso di pellegrini e turisti, 25 mln quelli previsti. Per mobilitare le istituzioni locali responsabili della sicurezza e dell'ordine pubblico abbiamo richiesto la convocazione urgente della Commissione Consiliare Salute della Regione Lazio per avere chiaro il quadro degli interventi strutturali ed organizzativi posti in essere o previsti dalla Regione Lazio". Lo afferma in una nota il consigliere regionale del Lazio Fabrizio Santori, membro della commissione Salute. "Il tempo a disposizione è poco ed è necessario conoscere i fondi straordinari stanziati - avverte Santori - in particolare per le principali strutture ospedaliere e i tempi di realizzazione degli adeguamenti anche per essere certi di avere la situazione sotto controllo ed evitare così sperpero di denaro pubblico, disorganizzazione e caos. Ad oggi nessuno dall'amministrazione Zingaretti ha ancora dato seguito alla nostra proposta, ma - conclude - vista l'urgenza continueremo a pressare le istituzioni per evitare che gli ospedali possano andare in tilt oltre quanto già accade quotidianamente a danno dei romani".Read more
SANITA': FP CGIL SU CONSULTA, POSSIBILE RINNOVARE CONVENZIONI MA NON A COSTO ZERO
Roma, 25 giu. (AdnKronos Salute) - "Ora sì che ci sono le condizioni per rinnovare anche le Convenzioni. E non a costo zero. Le sentenza della Consulta, che sblocca la contrattazione nel pubblico impiego, riguarda anche i medici convenzionati e dissolve definitivamente la nebbia di trattative ipocrite e scioperi fasulli. Ora Governo e Regioni non possono più tergiversare e devono affrontare seriamente il problema. Devono mettere in campo risorse e proposte innovative che portino alla modernizzazione delle cure primarie e al giusto riconoscimento della attività svolta da tutti i professionisti che vi operano". Ad affermarlo è Nicola Preiti, responsabile nazionale Fp Cgil Medici-Medicina convenzionata. "Stabilita l'illegittimità del blocco della contrattazione - prosegue il dirigente sindacale - è necessario avviare subito il percorso per il rinnovo delle convenzioni, e questa volta con tutti i crismi. Bisogna allora rivedere l'Atto d'indirizzo. Lo avevamo duramente contestato proprio perché era un abito cucito intorno al costo zero. Oggi non è più utilizzabile e chiediamo che sia immediatamente rivisto dalla nuova Conferenza delle Regioni''. "Aprire quindi le trattative e concludere entro l'anno. Fissare obiettivi chiari e concreti per una nuova assistenza territoriale che adegui l'organizzazione dei servizi, ruolo compiti e funzioni dei medici, e - osserva Preiti - segni il definitivo superamento di quelle sacche di privilegio che stanno portando alla marginalità le cure primarie con negative ripercussioni sulla sostenibilità e la qualità di tutto il Ssn. Da sempre la Fp Cgil Medici sostiene l'impossibilità di rinnovare le convenzioni a costo zero e la necessità di una riforma radicale delle cure primarie.  Dispiace per chi fino all'altro ieri protestava (pure) per avere una convenzione a costo zero".Read more
LAZIO: LOTTA ALL'OBESITA' ALL'OSPEDALE S.GIUSEPPE DI ALBANO
Roma, 26 giu. (AdnKronos Salute) - L'obesità, oggi, rappresenta una vera emergenza sanitaria. Prendendo atto del problema, il direttore generale della Asl Roma H , Fabrizio d'Alba, ha prospettato ipotesi di strategie aziendali che potrebbero essere attuate per fronteggiare il problema della obesità patologica nel territorio. "Per esempio specializzando l'offerta delle quattro UO Chirurgiche esistenti, fotocopia l'una dell'altra", ha sottolinea l'Asl Roma H. "Nell'ospedale S.Giusepppe - prosegue l'azienda - sono presenti le professionalità necessarie ad organizzare un centro di riferimento orientato alla diagnosi e cura della obesità patologica: Chirurgia, Psichiatria, Endocrinologia, Anestesiologia, Terapia sub intensiva, Dietologia e Nutrizione".Read more
SANITA': ENPAM, NEL 2014 AVANZO DI 1,2 MILIARDI DI EURO
Roma, 26 giu. (AdnKronos Salute) - Si è chiuso con un avanzo di 1,183 miliardi di euro il conto consuntivo 2014 della Fondazione Enpam. Un risultato superiore di 230 milioni rispetto al bilancio preventivo. Lo comunica l'Enpam, precisando che il patrimonio netto dell'ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri è arrivato a superare i 16 miliardi di euro (18 miliardi a valore di mercato), con un aumento del 7,9% rispetto all'anno precedente. Il conto consuntivo verrà approvato sabato 27 giugno dal Consiglio nazionale dell'ente previdenziale. "L'approvazione del bilancio consuntivo è l'atto conclusivo del nostro mandato 2010-2015 - dice il presidente Alberto Oliveti - In questi cinque anni il patrimonio dell'Enpam è passato da 10 a 16 miliardi, il sistema di gestione degli investimenti è stato riformato all'insegna della prudenza, della diversificazione e della riduzione dei costi. Abbiamo messo in sicurezza le pensioni, dimostrando una sostenibilità a oltre mezzo secolo e abbiamo dato alla Fondazione un nuovo Statuto che dà più voce ai contribuenti e sottolinea il radicamento sul territorio". Nel corso del 2014 inoltre è cresciuto sia il numero degli iscritti attivi (356.375 medici e odontoiatri contro i 354.993 dell'anno precedente) sia quello dei pensionati (98.396, compresi vedove e orfani, rispetto ai 95.426 nel 2013). Complessivamente sono aumentati i contributi (ricavi della gestione previdenziale), pari a 2,295 miliardi di euro, e le prestazioni pagate (costi della gestione previdenziale) che ammontano a 1,390 miliardi di euro. I conti dell'Enpam si sono ulteriormente consolidati come dimostra il rapporto tra il patrimonio e la spesa per le pensioni, che è salito a 12,60 (cinque anni fa era di 10,96). "Ciò significa che, nel caso inverosimile in cui nelle casse della Fondazione non entrasse più un euro, l'Enpam potrebbe continuare a pagare le stesse pensioni del 2014 ancora per quasi 13 anni (mentre il requisito richiesto dalla legge è di 5 anni)". Inoltre il patrimonio al 31 dicembre 2014 è risultato maggiore di 359 milioni di euro rispetto a quello ipotizzato nel bilancio tecnico usato dai ministeri per certificare la sostenibilità dell'Enpam a 50 anni. "E' un'ulteriore conferma significa che siamo stati particolarmente prudenti nel fare previsioni", commenta il presidente Alberto Oliveti. Il patrimonio dell'Enpam è investito per il 31% in attività immobiliari e per il 69% in attività finanziarie. Il loro rendimento nel corso del 2014, al netto dei costi e delle imposte, è stato di 405 milioni di euro. Il risultato, conclude la nota, sconta una penalizzazione di 127,4 milioni di euro a causa della doppia tassazione vigente in Italia. Nel resto d'Europa, infatti, gli investimenti patrimoniali degli enti di previdenza sono di norma esenti da imposte, mentre vengono tassate solo le pensioni.Read more
SANITA' LAZIO: GEMELLI, KIT ENDOSCOPIA DONATO A TERAPIA INTENSIVA PEDIATRICA
Roma, 26 giu (AdnKronos Salute) - Un sofisticato strumento per la diagnostica endoscopica per interventi di emergenza su piccoli pazienti completo di fibrobroncoscopia-laringoscopia è il prezioso dono che riceverà l'equipe medica della Terapia intensiva pediatrica del Policlinico universitario A. Gemelli, diretta dal Giorgio Conti, dalla Fondazione Massimiliano Parsi, l'associazione dedicata al Consigliere Comunale prematuramente scomparso nel 2011. La consegna dell'apparecchiatura martedì 30 giugno alle 16.00 nella Sala di accoglienza delle famiglie dei bambini ricoverati presso la Tip del Gemelli, nell'area del Dea accanto al pronto soccorso. "Con questo dispositivo - afferma Conti - si completa la gamma di strumenti per la diagnostica endoscopica della nostra Tip. Sarà estremamente utile nei pazienti in età prescolare, con particolare riguardo alla diagnostica di gravi infezioni respiratorie in bambini immunodepressi, ma anche per l'effettuazione di manovre difficili come le intubazioni in piccoli pazienti traumatizzati o che presentano gravi patologie delle vie aeree superiori". La terapia intensiva pediatrica-trauma center pediatrico del Policlinico A. Gemelli accoglie ogni anno circa 600 bambini affetti da gravi patologie multiorganiche ed è uno dei due centri della Regione Lazio specializzati nella gestione del trauma pediatrico grave. La Fondazione Massimiliano Parsi, fortemente voluta dalla moglie del consigliere scomparso Barbara Frizza, ha come principale obiettivo la realizzazione e il sostegno di progetti di solidarietà. Impegnata nella ricerca contro le malattie oncologiche, l'associazione svolge attività di promozione sociale, educativa e sportiva nonché di tutela dell'ambiente.Read more
SANITA': CISL E UIL LAZIO NON FIRMANO ACCORDO SU GRUPPO GAROFALO, NO LICENZIAMENTI
Roma, 26 giu. (AdnKronos Salute) - Cisl Fp Roma Capitale e Rieti e Uil Fpl Roma e Lazio non hanno firmato l'accordo - siglato invece dalla Cgil - con cui "42 lavoratori sono stati destinati alla cassa integrazione, vera e propria anticamera del licenziamento", denunciano i confederali in una nota. "Si stigmatizza - affermano Stefano Tempesta, della Cisl Fp Roma Capitale e Rieti, e Umberto Steriti, Uil Fpl - la condotta del Gruppo Garofalo, che a seguito anche delle pressioni effettuate in questi mesi dalle organizzazioni sindacali ha ottenuto dalla Regione Lazio un aumento di budget, il ripristino di alcuni posti letto e il pagamento di una congrua cifra sul pregresso. Nonostante ciò si è proceduto comunque a richiedere la cassa integrazione per 42 lavoratori per i quali avevamo sollecitato al termine della stessa l'attivazione del contratto di solidarietà, purtroppo senza esito". "Non possono essere sempre e comunque i lavoratori - proseguono - a pagare la mala gestione delle strutture accreditate con il Servizio sanitario regionale, lavoratori che peraltro hanno effettuato numerose ore di straordinario". Cisl Fp e la Uil Fpl richiederanno l'intervento della Regione Lazio, che "non potrà rimanere ancora una volta silente, affinché si attivino tutte le procedure necessarie a scongiurare l'ennesimo torto perpetrato a danno di chi opera in servizi sensibili per i cittadini" e impugneranno legalmente tutte le procedure di licenziamento.Read more
SANITA': ESPERTI, NO AD ACCORPAMENTO REGINA ELENA ROMA CON SPALLANZANI
Roma, 26 giu. (AdnKronos Salute) - No all'accorpamento dei due Irccs pubblici del Lazio, lo Spallanzani e il Regina Elena di Roma, dove si curano i pazienti e si fa ricerca, nel primo sulle malattie infettive, nel secondo contro il cancro. No alla cancellazione dell'unico Istituto tumori capitolino, punto di riferimento per tutto il centro-sud Italia, che nell'accorpamento rischia di essere 'fagocitato'. E' la presa di posizione che si è levata dal convegno sul "Futuro degli Irccs nel Lazio", organizzato dalla Fp Cgil sanità al ministero della Salute a Roma, in difesa del "necessario carattere monotematico" delle due strutture, ognuna d'eccellenza nel suo campo. La Regione Lazio ha infatti deciso di accorpare gli Istituti Regina Elena e San Gallicano (Ire-Ifo) con lo Spallanzani, nonostante la normativa nazionale sugli Irccs non preveda questa possibilità. "Nel Lazio è necessario realizzare quanto prima un modello di gestione agile che garantisca l'assoluta autonomia dei due Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) pubblici - sottolinea Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'istituto Lazzaro Spallanzani - Lo Spallanzani concentra il livello più alto di esperienze, competenze e tecnologie nel trattamento delle malattie infettive, non solo in Italia ma a livello mondiale. Proprio per questo - aggiunge - non deve essere integrato con una struttura a prevalente orientamento oncologico e chirurgico come l'Istituto nazionale tumori Regina Elena". "E' un vero e proprio scempio quello che si sta tentando di perpetrare ai danni del Regina Elena", concorda Raffaele Perrone Donnorso, presidente Anpo (Associazione nazionale primari ospedalieri). (AdnKronos Salute) - "La politica regionale del Lazio vede per i 2 Irccs - spiega Perrone Donnorso - un processo di accorpamento finalizzato a risolvere le criticità economiche segnalate dallo stesso ministero, che però potrebbe produrre difficoltà nell'attrarre finanziamenti internazionali, con conseguente depauperamento di risorse per la ricerca e un vero smantellamento di prestigiose unità operative che, invece, dovrebbero essere portate a una maggiore attività". A rischiare maggiormente di essere inghiottito è l'Istituto Regina Elena. "La logica regionale - prosegue - appare in linea con la considerazione di ritenere gli Ifo un semplice ospedale oncologico e non un Irccs. Questa direttiva al puro risparmio, che impone veri e propri paraocchi a coloro che dovrebbero decidere come organizzare al meglio l'assistenza oncologica alla popolazione integrando i percorsi tra eccellenza dell'Irccs con i percorsi della rete - denuncia - non potrà che determinare un vero e proprio 'autogol' nella politica sanitaria regionale". Inoltre, per l'esperto, "vanno chiarite e superate le incongruenze esistenti nell'atto aziendale che tende a disegnare, attraverso accorpamenti di discipline e vocazioni diverse, una tipologia di organizzazione in controtendenza rispetto agli altri Irccs oncologici presenti in altre Regioni. Gli Irccs non possono e non devono rappresentare un guazzabuglio di attività, le più disparate fra loro. Dovrebbero avere una struttura amministrativa molto snella, specificamente preparata per questi istituti, con esigenze particolari e diverse da quelle che possono avere aziende sanitarie". "Gli Irccs - afferma Giovanni Bissoni, subcommissario alla Sanità della Regione Lazio - devono necessariamente assolvere alla funzione per cui sono stati istituiti. E devono essere considerati nodi essenziali delle reti per patologia, ma nella Regione Lazio ancora non è operativa la Rete oncologica perché, pur essendo stati individuati i vari punti che la devono costituire, mancano ancora l'identificazione dei centri 'Hub e Spoke' e anche la connessione tra i centri stessi. Esiste pertanto una frammentazione di attività cui mettere mano affinché si possa parlare di rete regionale". A difendere la decisione di accorpare i due Irccs è Flori Degrassi, direttore generale della Sanità della Regione Lazio, che richiama l'attenzione ai vincoli di bilancio e al controllo del deficit di questi Istituti. "Prendo atto del vincolo legislativo che al momento preclude l'attuazione dell'accorpamento, idea di cui riconosco e dichiaro la paternità. Auspico inoltre all'interno degli Istituti una maggiore integrazione delle attività e un rapporto sempre più proficuo e stretto con le altre strutture territoriali della Regione Lazio", sottolinea. Essendo sottoposti a piano di rientro e commissariamento, ha fatto presente Degrassi, "la Regione non può, a oggi, riconoscere valorizzazioni economiche per l'attività svolta. Ed è dunque necessario un percorso di grande recupero di efficienza". "L'Istituto 'Spallanzani' è l'unico Irccs della regione dedicato alle malattie infettive, in grado di coniugare nella stessa struttura assistenza ai pazienti, diagnosi, epidemiologia, ricerca, sanità pubblica e cooperazioni internazionale: ha circa 4.000 pazienti in carico e 6.500 con HIV, seguiti in tutte le fasi della malattia sia intra che extra ospedaliera. E sono circa 3.500 le persone in follow up per epatite B e C - ricorda Ippolito - Solo un modello gestionale agile può garantire tempestività degli interventi, circolazione di mezzi e continua innovazione. Un'eccellenza già dimostrata nell'affrontare eventi epidemici gravi come il virus Ebola. Solo il nostro centro ha una così grande capacità di isolamento per pazienti e materiali biologici, con competenze di laboratorio uniche in Europa. Queste caratteristiche - conclude - non possono essere cancellate solo per ragioni economiche".Read more
SANITA': 25 MILA MEDICI 'DI TROPPO' TRA 10 ANNI, ALLARME FNOMCEO
Roma, 26 giu. (AdnKronos Salute) - Troppi immatricolati in Medicina, 10 mila l'anno dal 2010. Con 8.500 laureati annuali che rischiano di alimentare un esercito di camici bianchi senza lavoro, e ben 25 mila tra 10 anni che potrebbero essere costretti a appendere la laurea al chiodo o emigrare verso altri Paesi. È l'allarme della Federazione nazionale dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo) che oggi, in una conferenza stampa a Roma, ha presentato i 'numeri' sui rischi per il futuro dei giovani medici. La Federazione ha anche chiesto un confronto concreto con i ministeri competenti e proposto una riduzione degli accessi alla facoltà di medicina, da limitare a 7 mila l'anno, per una programmazione più aderente alle reali esigenze, presenti e future di salute, e per garantire futuro ai giovani che investono nella professione. "Questo tema - ha spiegato la presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani - sta a cuore alla Federazione perché è nostro impegno vegliare sulla qualità delle cure offerte ai cittadini". Per calcolare i futuri camici bianchi disoccupati la Fnomceo si è basata sull'analisi di alcuni dati certi. Il numero degli accessi programmati ai corsi di laurea in medicina e chirurgia, infatti, dal 2010 ad oggi si è attestato intorno ai 10.000 posti l'anno. Nei prossimi anni, quindi, il numero dei laureati in medicina sarà pari di circa 8.000 - 8.500, considerando che si laurea l'80-85% degli immatricolati. Ma al numero di immatricolazioni regolari vanno aggiunti altri 9.000 circa posti resi disponibili con i ricorsi degli studenti. Per poter lavorare nel Servizio sanitario nazionale, però, i laureati in medicina devono completare la formazione, specializzandosi. Ma i posti disponibili per le scuole di specializzazioni in medicina e i corsi per i medici di medicina generale ammontano, complessivamente a circa 6.000/6.500. Nel concorso del 2014/2015 per le specializzazioni mediche il numero di concorrenti è stato di 12.168 a fronte di un numero di posti disponibili pari a 5.504. Oltre 6600 neolaureati non sono stati ammessi. Mettendo a confronto il numero dei futuri laureati in medicina per anno con i posti disponibili per le specializzazioni e formazione in medicina generale, circa 2000/2500 laureati in medicina per ogni anno futuro non avranno opportunità di completare il percorso formativo post laurea e si può ipotizzare che nei prossimi 10 anni ci sarà una popolazione di circa 25.000 medici che non avranno possibilità di sbocchi occupazionali nel Ssn. Da qui la richiesta della Fnomceo che suggerisce, pur nel totale rispetto delle diverse esigenze, ridurre il numero di accessi annuali alla facoltà di medicina a 7mila l'anno, in attesa di una revisione dei criteri della programmazione del fabbisogno dei professionisti medici da formare in base alle reali esigenze di salute dell'intera popolazione. "È una questione di giustizia. Non è più il tempo delle attese e dei rinvii: con estrema urgenza occorre garantire quelle opportunità di formazione - adeguate agli standard europei - che sono necessarie ai professionisti per poter svolgere con competenza il proprio ruolo all'interno dei sistemi sanitari e che sono indispensabili per assicurare cure di qualità ai cittadini", ha concluso Chersevani che oggi alla conferenza stampa di Roma ha incassato la disponibilità al confronto da parte del ministero della Salute che sta lavorando, ha spiegato Rosanna Ugenti, direttore generale delle professioni sanitarie del ministero, alla messa a punto di un nuovo strumento europeo per calcolare il fabbisogno degli operatori della sanità.Read more
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