L’Assemblea dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma, svoltasi sabato 30 aprile presso l’Hotel Marriott, ha approvato ad ampia maggioranza il conto consuntivo 2021 e il bilancio preventivo 2022. 

Sono stati oltre 800 i medici iscritti che si sono registrati per votare, segno questo di grande partecipazione. L’Assemblea oltre ad approvare i bilanci per alzata di mano, come di consuetudine, ha ascoltato la relazione di natura politica del Presidente Antonio Magi e le relazioni tecniche del Tesoriere, Guido Coen e del Presidente del Collegio dei Revisori, Leonardo Carletti. 

Diversi anche gli interventi degli iscritti che hanno portato a conoscenza dell’assemblea criticità e problematiche. Ogni contributo è stato ascoltato con attenzione dai consiglieri dell’Ordine e le tematiche, ha assicurato il Presidente, saranno prese in carico nel tentativo, per quanto possibile, di essere risolte.

L’intero Consiglio dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma ringrazia tutti i medici iscritti che hanno partecipato all’Assemblea.

 

TESTO COMUNICATO STAMPA 

 

 

“Lo scorso febbraio – spiega Valentina Grimaldi, consigliera Omceo di Roma e pediatra – in un precedente comunicato avevamo reso noto che molti pediatri romani si erano rivolti al nostro Ordine per aver ricevuto nella propria casella di posta elettronica una comunicazione da parte di un’associazione autodefinita ‘social-spirituale’ che minacciava diffide legali ai pediatri impegnati nella campagna vaccinale e nella lotta contro il Covid19.
Nella comunicazione si intimava ai pediatri a ‘non somministrare il vaccino anti Covid-19 di qualsiasi marca e tipo ai bambini in età pediatrica’ considerato ‘illegittimo e nocivo’ pena - si leggeva ancora - ‘future e sicure prossime conseguenze in ambito civile e penale.

“La suddetta associazione – aggiunge la Grimaldi – in quest’arco di tempo, da febbraio ad oggi, ha continuato ad inviare le stesse minacce via pec a tutti i pediatri, prevalentemente a quelli che operano sul territorio ed alcuni di noi hanno ricevuto anche due o tre e-mail dagli stessi contenuti deliranti.

“Tenuto conto delle numerosissime segnalazioni che sono giunte all’Ordine da parte di pediatri minacciati, vogliamo rassicurare questi colleghi di essere intervenuti sul caso attivando tutte le iniziative di competenza con il coinvolgimento delle Autorità preposte necessarie a tutelare i colleghi.

“Fin dall’inizio di questa triste vicenda – conclude Antonio Magi, presidente Omceo Roma – come Ordine abbiamo preso a cuore la situazione facendo tutto quanto è in nostro potere per tutelare i nostri colleghi ed esser loro vicini, consapevoli di come, in questo particolare momento, sia più che mai importante la collaborazione ed il lavoro di squadra”.

 

TESTO COMUNICATO STAMPA

Tra conferme e nuove nomine l’Omceo capitolino si augura che la sanità del Lazio insista nel percorso di risanamento intrapreso in questi anni.

 

“Voglio fare gli auguri di buon lavoro ad Angelo Tanese, confermato alla guida dell’Asl Roma 1; a Cristiano Camponi, nominato direttore generale dell’Asl Roma 6, a Francesco Vaia, confermato nel ruolo di Direttore generale dell’Istituto sperimentale Lazzaro Spallanzani e a Narciso Mostarda nominato direttore generale presso l’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini”.
Così il presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e odontoiatri, Antonio Magi, commenta le nomine dei DG fatte in questi giorni dalla Regione Lazio.

“In questi due anni particolarmente difficili, contraddistinti dalla pandemia e dalla campagna vaccinale, ho avuto modo di lavorare con loro e di constatarne le capacità organizzative e manageriali.

“Allo stesso tempo – conclude Magi – voglio ringraziare la commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare della Regione Lazio e l’assessore regionale alla Sanità e integrazione Socio-Sanitaria, Alessio D’Amato, sperando queste nomine si inseriscano in un percorso, già iniziato, di rilancio del Ssr del Lazio”.

 

TESTO COMUNICATO STAMPA

Roma, 30 mar. - "Abbiamo una situazione epidemiologica che è abbastanza sotto controllo. La curva dei nuovi contagi sta rallentando anche sotto l'aspetto numerico. Nel Lazio non si registrano situazioni di particolare gravità, quindi gli ospedali non sono in una situazione di difficoltà. Dunque, vivere la vita tranquillamente ma, allo stesso tempo, essere prudenti perchè, purtroppo, la pandemia non è finita e abbiamo comunque ancora centinaia di morti di Covid al giorno e quindi, ovviamente, dobbiamo stare attenti". Lo afferma il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, alla vigilia della fine dello stato d'emergenza Covid per tutta Italia.

"È evidente che avessimo una situazione di maggiore copertura vaccinale saremmo ancora più tranquilli- aggiunge- ma come sistema Paese siamo soddisfatti. Abbiamo infatti una copertura vaccinale molto alta e migliore di tanti altri Stati. Dunque, viviamo bene questa fine emergenza ma viviamola sempre con la necessaria prudenza".

"Anche perchè- tiene a sottolineare il presidente dell'Omceo Roma- è interesse di tutti evitare di trovarci in una situazione sanitaria complessa".

Magi si rivolge poi a quanti sono a rischio infezione da Covid, affermando che "ai più fragili, alle persone che hanno patologie direi di stare sempre molto più attente", e si sofferma sul dispositivo di protezione che tutto il mondo, Italia compresa, ha imparato a conoscere con la comparsa del Coronavirus: "Fino a quando non ci sarà una situazione differente, indipendentemente dagli obblighi, ritengo che nei luoghi chiusi sia comunque il caso, per prudenza, di indossare la mascherina, uno dei presidi più importanti che abbiamo avuto.

Faccio anche notare che quest'anno l'influenza non ha fatto la propria comparsa proprio grazie all'uso della mascherina" conclude il presidente dell'Ordine dei medici di Roma.

(Fde/ Dire)

Roma, 29 mar. - Come stanno rispondendo i medici romani e del Lazio all'arrivo in Italia dei profughi ucraini? È lecito preoccuparsi della eventuale comparsa di malattie come la tubercolosi, considerando che l'Ucraina è uno dei Paesi con il livello di vaccinazione più basso? Ne ha parlato il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi. "Tutti i medici sono stati allertati- ha affermato- e ci comporteremo come abbiamo sempre fatto, perchè ogni cittadino, ogni uomo, ha diritto ad essere seguito a livello sanitario e ha diritto ad essere curato in presenza di patologie".

"Dunque- ha sottolineato il presidente Omceo Roma- quando prenderemo in carico questi pazienti, queste persone che arrivano in Italia dopo essere state costrette ad andare via dal proprio Paese a causa della guerra, saremo pronti a verificare e a mettere in campo tutte le misure necessarie, come d'altronde facciamo da tempo anche per gli altri immigrati".

"Allo stesso tempo- ha dichiarato poi Magi- il nostro compito sarà anche quello di evitare che si verifichino situazioni che possano interessare la nostra comunità, la nostra società. Ecco perchè i medici, si prenderanno cura di tutti i pazienti in maniera uguale, indipendentemente dalla provenienza o dal grado sociale, garantendo alla popolazione la tranquillità sanitaria. È chiaro che facendo discriminazioni, tutto questo non si otterrebbe. Per noi, dunque, cambia poco il fatto che chi arriva in Italia sia di nazionalità ucraina, perchè come medici dobbiamo fare il nostro lavoro e dobbiamo garantire loro, ma anche a tutti i cittadini italiani, la maggiore sicurezza sanitaria possibile".

Per quanto riguarda la tubercolosi, Magi ha ricordato che in Italia questa malattia è già presente e ha affermato che "non c'è motivo di un maggiore allarme perchè la stiamo monitorando".

Magi ritiene però che non si tratti di un problema di tubercolosi, quanto piuttosto di una questione legata alla mancanza di vaccinazioni. "I bambini- ha spiegato- non hanno le vaccinazioni obbligatorie come invece abbiamo noi. I nostri bimbi ce l'hanno, quindi su di loro possiamo stare tranquilli proprio perchè sono stati vaccinati. Chiaramente cercheremo di vaccinare anche i loro, proprio per dare le coperture di cui hanno bisogno".

Secondo il presidente dell'Ordine dei medici di Roma la motivazione va cercata, però, non solo nelle scelte individuali. "In Italia possiamo fare affidamento su una cosa meravigliosa, che è il nostro Servizio sanitario nazionale, mentre la popolazione ucraina non può contare su un servizio sanitario altrettanto valido. È una situazione completamente differente", ha concluso.

(Fde/ Dire)

Roma, 16 mar. - "Tutto ciò che riguarda l'intelligenza artificiale e la e-health in genere è un argomento di estrema attualità. Si tratta di temi che cambieranno i paradigmi della medicina attuale e del rapporto medico-paziente. Questo, però, va normato. Non può essere liberalizzato senza un minimo controllo che assicuri al cittadino e a chi usufruisce di questi servizi la massima qualità delle prestazioni e la certezza che dietro tutto questo ci sia un professionista che possa in qualche modo controllarlo e garantire il risultato". Lo ha affermato il presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Roma, Antonio Magi, intervenuto alla tavola rotonda 'Il ruolo dell'analisi vocale nel riconoscimento delle patologie-prospettive del digital healthcare', organizzata dall'Ordine degli ingegneri della provincia di Roma nell'ambito dell'evento 'L'ingegneria e l'intelligenza artificiale al servizio della medicina: dal Covid-19 all'Alzheimer'.

"Nuovi strumenti- ha aggiunto il presidente dell'Omceo Roma- sono molto utili e necessari per il progresso, ma devono, appunto, essere un elemento di aiuto per il medico, rispondere alle nostre necessità, e non andare a sconvolgere l'attività.

Accade infatti che il medico o chi usufruisce del software si debba adattare, mentre deve essere il contrario. Il software, infatti, se non viene programmato per rispondere alle esigenze reali non serve a semplificare le cose, ma le va a complicare".

"L'informatica è importante- ha precisato Magi- da radiologo ci lavoro ogni giorno e ne sono consapevole, ma ogni volta che si deve sostituire il software è una tragedia. E generalmente il nuovo software funziona peggio di quello usato in precedenza.

Bisogna quindi prevedere un'intelligenza artificiale che si interfacci con l'operatore, che sia funzionale e che possa autoprodurre un software che si adatta all'utilizzatore. Questa potrebbe essere davvero un'ottima modalità di utilizzo dell'informatica e dell'intelligenza artificiale", conclude.

(Fde/ Dire)

“In queste settimane – spiega Valentina Grimaldi, pediatra e consigliere Omceo Roma – molti pediatri romani si sono rivolti al nostro Ordine per aver ricevuto nella propria casella di posta elettronica una comunicazione da parte di un’associazione autodefinita ‘social-spirituale’ che minaccia diffide legali ai pediatri impegnati nella campagna vaccinale e nella lotta contro il Covid19.

“Nella comunicazione si intimano i colleghi a ‘non somministrare il vaccino anticovid di qualsiasi marca e tipo ai bambini in età pediatrica’ considerato ‘illegittimo e nocivo’ pena - si legge ancora - ‘future e sicure prossime conseguenze in ambito civile e penale.

“Il linguaggio – aggiunge Grimaldi – inappropriato ed errato della lettera, i toni deliranti, nonché l’assoluta mancanza di fonti e riferimenti scientificamente validi, confermano la totale incongruenza dei messaggi contenuti nel comunicato.

“Il presidente dell’Ordine Provinciale di Roma dei medici chirurghi e odontoiatri, Antonio Magi, ha colto il bisogno di tutela manifestato dai colleghi pediatri e, per tutelare i propri iscritti e diffidare chiunque a minacciarli, sta esaminando attentamente la questione sia con l’ufficio legale ordinistico che con l’ordine degli avvocati”.

 

COMUNICATO STAMPA

Roma, 17 feb. - "Non è vero che ci sono 2.000 medici no-vax, è vero invece che su 47mila iscritti all'Ordine di Roma e provincia ci risultano 1.000 colleghi che devono chiarire la loro posizione e sui quali stanno partendo le verifiche, e non perché questi medici siano contro il vaccino ma perchè potrebbero averlo fatto all'estero o potrebbero lavorare fuori dall'Italia o, cosa ancora più probabile, aver contratto il virus nelle ultime settimane, com'è capitato a centinaia di migliaia di italiani". E' Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma, a sgombrare il campo dalle false notizie su 2.000 presunti medici no-vax, come riportato da alcuni giornali.

"L'Ordine dei medici di Roma- spiega- si è dovuto dotare di una procedura chiara secondo le leggi vigenti e di alcune persone contrattualizzate ad hoc, per poter analizzare tutte le posizioni dei colleghi che ad oggi sono risultati inadempienti all'obbligo. Ma è un brutto segnale quello che si è voluto mandare alla cittadinanza, sostenendo che vi fossero tanti medici, per lo più professionisti, privi di vaccino: è un dato non suffragato dalla realtà e che spaventa le persone".

"Lunedì ci sarà un Consiglio dell'Ordine proprio per avviare la procedura di controllo e avviso verso tutti i colleghi, che avranno 5 giorni per chiarire la propria posizione. Sempre lunedì avremo anche l'incrocio dei dati del green pass e quelli dell'anagrafe vaccinale e finalmente avremo i numeri corretti dei medici da controllare, che non sono numeri di no-vax. Soltanto al termine di tali procedure sapremo quanti sono effettivamente i colleghi non vaccinati e per quali motivazioni. Fare corretta informazione è importante" chiosa Magi.

(Org/ Dire)

Roma, 16 feb. - "Come presidente dell'Omceo Roma ogni anno firmo centinaia di certificati per giovani medici che vogliono andare a lavorare all'estero, poichè ritengono che in Italia, per loro, non vi sia spazio". Lo ha denunciato il presidente dell'Ordine dei medici di Roma e provincia, Antonio Magi, ospite del Tg5, nello spazio condotto da Luciano Onder.

Magi ha aggiunto che "per il nostro Paese si tratta di un danno duplice e di grandi proporzioni: da un lato il danno è economico, perchè la formazione di ogni laureato costa 41mila euro e, dunque, noi diamo agli altri Paesi, a 'costo zero', medici formati. L'altro danno è di tipo assistenziale-sanitario, perchè noi non abbiamo medici all'interno delle nostre strutture proprio perchè i giovani preferiscono andare altrove".

Secondo il presidente dell'Ordine dei medici di Roma e provincia "è opportuno rendere più attrattivo il Servizio sanitario nazionale, dare ai giovani maggiori possibilità di scelta, garantire retribuzioni a livello europeo, che sono quattro volte maggiori rispetto a quelle italiane, e dare ai medici maggiore riconoscimento come professionisti".

(Red)

Roma, 14 feb. - "Quanto accaduto in Senato è sia inaspettato sia sconcertante. Purtroppo molto spesso lo Stato alle parole non fa seguire i fatti e nei momenti che contano, quando bisogna prendere decisioni importanti. Senza voler scadere nella retorica, sento il dovere di affermare che molti medici è come se fossero morti due volte: la prima per la malattia, la seconda per essere dimenticati dal proprio Paese". Il presidente dell'Ordine dei medici di Roma e provincia, Antonio Magi, non nasconde la sua grande amarezza e delusione per quanto accaduto nell'aula di Palazzo Madama, dove è saltato l'emendamento al decreto Ristori che avrebbe dato un indennizzo ai familiari dei medici morti a causa del Covid-19.

Il presidente dell'Omceo Roma aggiunge che "si tratta di una situazione veramente paradossale. Abbiamo 369 colleghi, la maggior parte dei quali è deceduta nella prima fase della pandemia, quando andavano a curare i pazienti privi di qualsiasi protezione perché lo Stato non riusciva a fornirle. Nonostante questo, i medici hanno curato le persone, andando incontro consapevolmente a qualcosa che non si conosceva, senza avere la minima idea di come sarebbe andata a finire, poichè il Covid-19 era un nemico misterioso, invisibile e, lo abbiamo visto, estremamente aggressivo".

Magi prosegue: "Ritengo quindi più che doveroso che lo Stato dia un riconoscimento economico ai familiari dei medici deceduti, molto spesso purtroppo l'unica loro fonte di sostentamento.

Tirandosi indietro e voltandosi dall'altra parte, le istituzioni rischiano davvero di perdere l'occasione di dimostrare la propria riconoscenza a chi nel periodo peggiore è stato unanimemente definito 'eroe'. È davvero brutto vedere come in poco tempo i medici siano passati da figure meritevoli di applausi, di continue e giuste dichiarazioni di ringraziamento a una sorta di oblio della loro opera e sacrificio".

Il presidente dell'Ordine dei medici di Roma e provincia ricorda però che "questo si verifica anche per quanto riguarda il Pnrr: ci sono soldi, ad esempio, per chi deve costruire case della comunità, per quanti devono vendere attrezzature diagnostiche o di telemedicina ma per il personale non c'è nulla. La pandemia sembra non aver insegnato nulla. C'è la po' percezione diffusa di una politica errata, una politica che non vede prima ciò che bisogna preparare per il dopo, per prevedere e programmare al meglio. Uno Stato che non programma è uno Stato che poi manda allo sbaraglio i propri uomini. Come i medici che sono andati a sbattere contro il virus e in molti ci hanno rimesso la vita".

Magi sottolinea poi che "purtroppo questo accade spesso in Italia, non solo nel caso della pandemia. Vengono in mente altre situazioni nelle quali hanno perso la vita servitori dello Stato: ad esempio, ai caduti di Nassirya o agli uomini e alle donne delle scorte. Nel momento in cui in cui bisognava dare un segnale forte e concreto, nessuno si è ricordato di loro e del loro sacrificio. A parte il conforto, a parte le cerimonie, a parte le pacche sulle spalle, dopo non è accaduto nulla e per chi è rimasto, i familiari delle vittime non hanno mai potuto fare affidamento su alcun tipo di supporto".

Magi precisa che "spendiamo e buttiamo via molti soldi per tante cose che poi si rivelano discutibili. L'ultima è quella relativa all'ecobonus: c'è gente che ha truffato lo Stato per miliardi di euro e che non ha avuto alcun tipo di controllo. Poi, nel momento in cui ci troviamo a dover dare un ristoro alle famiglie di quanti hanno perso la vita per gli altri, i soldi non ci sono. Lo Stato non può davvero perdere l'occasione per dare una dimostrazione di essere vicino alle persone che lo servono".

Il numero uno dell'Omceo Roma dichiara, infine, che "domenica prossima, 20 febbraio, come presidente dell'Ordine parteciperò alla giornata degli operatori sanitari e alla cerimonia che ricorderà tutti coloro che hanno dato la propria vita per la salute di ognuno di noi. Guarderò negli occhi i politici presenti, per ascoltare quello che diranno dopo quanto accaduto in Senato. Voglio guardarli negli occhi".

(Fde/ Dire)

Roma, 8 feb. - "Il superamento della curva è chiaramente un messaggio positivo che stiamo vedendo, anche perché la campagna vaccinale è andata bene e ci troviamo in una situazione favorevole. È altrettanto vero che il Covid ci lascia in eredità macerie ancora più voluminose rispetto al passato. Se prima c'era una situazione di liste d'attesa, di malati cronici non seguiti in maniera corretta poichè l'offerta era inferiore rispetto alla domanda, dopo il Covid-19 tutto questo si è amplificato". Lo dichiara il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi.

"Ora ci sono tanti malati cronici che non sono stati più curati ed assistiti- prosegue- e hanno peggiorato le proprie condizioni di salute, purtroppo alcuni in maniera anche definitiva perchè non c'è stata una corretta organizzazione sul territorio".

Secondo il numero uno dell'Omceo della Capitale "il futuro sarà innanzitutto legato al Decreto 71, che si sofferma sulla riorganizzazione del territorio. E altrettanto andrà fatto per il Decreto 70, perché anche l'ospedale deve essere riformato. Ma la riforma non deve avvenire in compartimenti stagni, considerando che ospedale e territorio devono essere un tutt'uno, perchè la sanità è un'unica entità, chiaramente con competenze differenti: pazienti che hanno necessità del ricovero e pazienti che, invece, non hanno il bisogno di essere ricoverati per essere poi seguiti".

Magi precisa poi che "nella medicina del territorio si lavora in equipe, bisogna dunque creare squadre del territorio che siano in grado di prendere in carico i pazienti cronici, gestendoli senza farli arrivare in ospedale, portando all'interno dei nosocomi solo quelli che hanno necessità di essere curati, in particolar modo sulle acuzie".

Il presidente dei camici bianchi capitolini sottolinea inoltre che "il Pnrr sta mettendo a disposizione strutture e macchinari ma il problema è che non prevede personale. E a breve, entro i prossimi tre anni, circa la metà dei medici attualmente in servizio andrà in pensione. Nel Pnrr non si parla di risorse economiche per quanto riguarda i medici e il personale e questo creerà, ovviamente, grandi problemi".

Magi invita poi a "non dimenticare che i medici italiani sono quelli meno pagati in assoluto in tutta Europa. Questo spinge molti giovani a non voler lavorare nel Servizio sanitario nazionale, ad andare all'estero e a mandare deserti molti concorsi. Dobbiamo rendere attrattivo il nostro Servizio sanitario nazionale e incentivare le assunzioni dei medici. È necessario potenziare la sanità territoriale e in questo momento lo possiamo fare".

Il presidente dell'Omceo Roma ricorda infine che "abbiamo gli specialisti ambulatoriali che mediamente lavorano 20 ore settimanali. Portiamo queste ore a 38, in modo da raddoppiare l'offerta e dimezzare le liste d'attesa. Nello stesso momento dobbiamo assumere medici in ospedale, perchè i nosocomi hanno necessità di turnover. Oltre ai finanziamenti importanti sul fronte della telemedicina e delle attrezzature ci deve essere il professionista: se non c'è il professionista stiamo solo buttando soldi, stiamo costruendo cattedrali nel deserto e non risolviamo il problema", conclude.

(Fde/ Dire)

Roma, 1 feb. - "Il problema in questo momento è legato più che altro a interventi che hanno a che fare con l'attività ospedaliera, quindi operazioni chirurgiche o altro. Purtroppo l'attività ambulatoriale di consulenze specialistiche è bloccata ovunque, sia a livello ospedaliero che a livello ambulatoriale. Negli ospedali i reparti sono pieni e i medici sono impegnati nella gestione dei malati Covid, e quindi è chiaro che non possono fare anche attività ambulatoriale e nemmeno attività di terapia, che può essere chirurgica, oncologica o altro e che si svolge all'interno dei nosocomi, dove ora i letti sono occupati. Nel frattempo c'è una situazione che si sta trascinando da molto tempo, legata al fatto che numerose delle patologie croniche che in questo momento sono abbandonate si potrebbero tranquillamente gestire sul territorio". Lo afferma il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi.

Il numero uno dell'Ordine capitolino aggiunge che "in questi anni, purtroppo, per motivi probabilmente di natura economica o altro si è andata sempre più a depauperare la presenza di specialisti nelle Asl a livello territoriale. Per cui le persone che hanno necessità di una visita diabetologica, di controllo per uno scompenso cardiaco, oncologico o altro, devono essere ricoverate quando invece potrebbero essere gestite sul territorio, dove però non trovano soddisfazione perché i medici andati in pensione non sono stati sostituiti".

Non solo. Magi sottolinea che "gli specialisti che oggi operano all'interno di questi poliambulatori, lavorano con contratti a orario, non sono a tempo pieno, non hanno le 38 ore e in questo periodo lavorano con una media di 20 ore settimanali. È chiaro che avendo già gli specialisti, senza andarli a cercare da altre parti, in questa fase basterebbe portare tutti quanti a 38 ore. Così facendo si raddoppierebbe il numero di specialisti su territorio e già si dimezzerebbe l'attesa delle persone. Queste sono le soluzioni".

Magi poi prosegue: "Per quanto riguarda l'ospedale bisogna potenziare sia il numero di posti letto sia gli organici: medici, tecnici e infermieri. Altrimenti in una capitale come Roma, che ha un'utenza enorme perché ci sono persone che vengono a curarsi anche da altre parti d'Italia, nei momenti di crisi ma anche per eventi di altra natura, come ad esempio il Giubileo o le manifestazioni sportive, si corre il rischio di generare una situazione di posti letto insufficiente per quelle che sono le necessità della cittadinanza. Quindi, almeno per le aree metropolitane, le aree di alta specializzazione come Roma e Milano, è necessario creare quelle posizioni, quei posti letto adeguati a un determinato fabbisogno. Se le persone si ammalano devono avere la possibilità di essere sempre curate".

Magi spiega infine che "in questi giorni si sta lavorando per un accordo regionale, spero che la fine di questa situazione giunga in tempi brevi. So che le organizzazioni sindacali si stanno incontrando in Regione proprio per portare a termine alcune cose. L'assessore Alessio D'Amato è molto sensibile a questo problema, conosce perfettamente la situazione. È chiaro che in questo momento siamo tutti molto concentrati sul discorso Covid, ma non possiamo non pensare agli altri malati. L'assessore lo sa, stiamo lavorando per questo", conclude.

(Fde/ Dire)

Roma, 20 gen. - "Sentenza o meno, ad oggi il medico ha la capacità, e deve averla, di visitare il paziente, perché esiste prima il malato e non la malattia, e questo tutti i medici lo hanno fatto durante questi mesi di pandemia. Al di là del Consiglio di Stato e del Tar, i medici ci sono stati". E' quanto ha dichiarato Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma, ai microfoni di Radio Cusano Campus nel programma 'L'Italia s'è desta'.

"Ci sono varie tipologie di intervento- ha proseguito Magi- anche attraverso le Uscar che vengono attivate dal medico di famiglia a seconda del paziente e della sintomatologia. Ci sono però ulteriori distinzioni nelle cure domiciliari per i pazienti Covid: chi è vaccinato e chi non lo è, questi ultimi vanno trattati diversamente perchè non hanno protezione dal vaccino".

"In questi giorni dovrebbe essere firmato l'accordo con i medici di base, il famoso decreto 71- ha annunciato Magi- che governerà le case di comunità e le equipe di medici di diversa specialità che concorrono alla gestione della medicina territoriale. Il Pnrr ha dato la possibilità già ora per poter riorganizzare queste attività fondamentali sul territorio. Un esempio di cosa significa stare senza? La Lombardia, che è la più colpita dalla crescita dei casi, questo perché manca una medicina del territorio, anche se ci sono le delibere. Entro giugno la medicina territoriale dovrà comunque essere riorganizzata su tutto il territorio, in ballo ci sono 23 miliardi di euro- avverte il presidente dell'Omceo Roma- I medici, in ogni caso, sono liberi di fare prescrizioni, seguiamo però le linee guida sui farmaci a pagamento, in fascia di esenzione, o i farmaci non approvati".

Per quanto riguarda le visite a casa, Magi ha specificato: "I medici devono andare dal paziente ma durante la pandemia i numeri di richieste sono aumentate, per questo sono nate le Uscar, che hanno supplito a questo aspetto. I medici devono continuare a curare tutti i pazienti, ma se c'è qualche collega che non si è comportato in maniera corretta deve essere verificato. In questi anni però la medicina è stata ospedalocentrica e bisogna evitare di riportare di nuovo tutte le risorse sugli ospedali: la sanità è unica, territorio e ospedali insieme".

"I numeri regionali del Covid, per il Lazio, ci dicono che sulle terapie intensive siamo abbastanza stabili, salgono un po' i ricoveri, però stiamo riempiendo gli ospedali e questo significa che non riusciamo a curare le persone con le altre patologie" ha ricordato Magi.

Rispetto al tema dei medici non vaccinati, il presidente dell'Omceo Roma ha ammesso che ce ne sono "ma sono pochissimi. Il problema sono coloro, tra i colleghi, che rifiutano l'obbligo del vaccino e non il vaccino stesso. Il ministero della Salute ha dato accesso alla FnomCeo per verificare gli elenchi sui colleghi non vaccinati, ma noi riteniamo che questi dati non siano ancora verificabili e abbiamo chiesto quindi l'accesso all'anagrafe vaccinale. Sono sicuro che questo problema si risolverà velocemente, anche perchè da febbraio arriverà il Novavax, il vaccino proteico, che potrebbe convincere anche i pochi medici ancora restii" ha concluso Magi.

(Red)

Roma, 19 gen. - "Tutti questi giochi sul conteggio a parte dei positivi asintomatici ricoverati, proposto da alcune Regioni, servono a complicare ulteriormente le cose che sono già complesse e a non prendere decisioni chiare ed inequivocabili". Lo ha affermato in modo netto Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma.

"Il problema del conteggio dei positivi è utile per la conoscenza del fenomeno epidemico: sicuramente possiamo distinguere i positivi asintomatici che sono ricoverati per altre ragioni, aggiungendo quindi un dato agli altri, rispetto a coloro che hanno sviluppato la malattia, quindi positivi ma sintomatici e che sono ricoverati in ospedale. Risultato atteso? La situazione sul campo non cambia, Pronto soccorso intasati e reparti ugualmente pieni- ha ribadito Magi- ed ai malati no covid si continua a negare o a ritardare l'accesso alle cure".

"Le Regioni così non possono cambiare la situazione della gestione dei positivi in termini assoluti nei dati dei ricoveri, possono solo aggiungere ulteriori dati statistici che sono importanti a livello epidemiologico ma a prenderci in giro cambiando il colore della Regione o, peggio, ad evitare che scatti in negativo il cambio di colore. Se le Regioni prendessero questa decisione, che spetta comunque al governo, non cambierebbe nulla sul campo, lì dove si combatte tutti i giorni la malattia ed in area medica verrebbero ricoverati soprattutto i pazienti positivi non vaccinati, con il grave rischio di sintomatologia e decorsi più lunghi e non sempre con prognosi favorevole. Se si volesse procedere in questo senso è evidente che lo sarebbe per evitare di prendere la decisione più semplice e diretta e cioè l'obbligo vaccinale più esteso, che poi è la direzione verso la quale alcuni altri Paesi stanno andando" ha concluso Magi.

(Org/ Dire)