Inaccettabile. Incivile. Demenziale.” Con queste tre parole il presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri (OMCeO), Antonio Magi, bolla l’aggressione agli operatori sanitari del Pronto Soccorso del Policlinico “Umberto I”, dove ieri notte, medici e infermieri hanno dovuto fronteggiare decine di manifestanti no-vax e una situazione che soltanto grazie all’intervento della Polizia non è degenerata in atti fisici e danneggiamenti ancora più gravi. Ciò nonostante, due operatori sanitari e due agenti sono rimasti feriti e un’infermiera è stata colpita con una bottiglia alla testa.

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Roma, 27 set. - "Come già detto dall'Ema, non ci sono controindicazioni nel fare sia il vaccino antinfluenzale che la terza dose contro il Covid. Anzi, è importante farsi quello contro il virus influenzale perché in questo modo non solo si evita la malattia ma si riducono sensibilmente i ricoveri a causa dell'influenza che potrebbero associarsi a quelli del Covid, creando un sovraffollamento nelle strutture sanitarie". Così il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi.

Il quale si è poi soffermato sulla somministrazione del vaccino antinfluenzale: "Sarà fondamentale, come è stato in passato, il compito dei medici di medicina generale, ma saranno importanti anche gli hub per la somministrazione. Chiaramente è necessario che sia garantito il numero di dosi sufficienti".

(Red)

Roma, 21 set. - "Riteniamo necessario che sia attivata il prima possibile la procedura per la terza dose da destinare almeno ai sanitari che sono stati tra i primi ad essere vaccinati". Così il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi.

"Sono loro ora i soggetti maggiormente a rischio di infettarsi, perché sicuramente la loro risposta anticorpale si è abbassata molto, essendo passati molti mesi dalla vaccinazione- prosegue- Bisogna evitare che questi colleghi diventino positivi e che si ammalino, soprattutto in questo momento, perché stiamo per entrare in una nuova stagione e non sappiamo come andrà. È importante che tutti i medici siano in servizio e che non vadano in quarantena, perché il rischio è quello di chiudere i reparti proprio per mancanza di personale medico". Secondo Magi, quindi, si deve vaccinare "il più possibile per dare una risposta anticorpale e per ridurre al massimo il rischio che un medico si ammali in servizio". Per il richiamo del vaccino ai sanitari si attende l'ok da parte del Comitato tecnico scientifico. "Speriamo che venga dato a breve", conclude Magi.

(Cds/Dire)

Il 13 agosto scorso (pubblicazione sul BURL del 12/8/2021) è entrata in vigore la L.R. n. 14/2021 che ha determinato importanti modifiche alla L.R. n. 4/2003 “Norme in materia di autorizzazione alla realizzazione di strutture e all’esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie, di accreditamento istituzionale e di accordi contrattuali”.

Tra le novità più importanti:- La verifica di compatibilità rispetto al fabbisogno di assistenza per il rilascio dell’autorizzazione alla realizzazione (precedentemente concepita per le Case di Cura e le RSA) è stata reintrodotta anche per le strutture di tipo ambulatoriale;- Il rinnovo del titolo autorizzativo – inizialmente previsto con cadenza quinquennale – dovrà essere effettuato ora annualmente; - Semestralmente, invece, dovrà essere inviato alla Regione un report aggiornato, contenente i dati relativi al personale dipendente e con contratti atipici impiegato in struttura. 

"Mi preme, innanzitutto, sottolineare come il nostro Ordine non sia stato assolutamente coinvolto in nessuna fase preliminare relativa alla discussione delle nuove regole, anzi ritengo di fatto conclusa, con questo atto unilaterale da parte della Regione Lazio, la precedente stagione di concertazione istituzionale.

La reintroduzione della verifica di compatibilità rispetto al fabbisogno di assistenza risultante dall’atto programmatorio, giustificata come un adempimento necessario a ripristinare la coerenza della normativa regionale con la legislazione nazionale vigente (articolo 8-ter, comma 3, del decreto legislativo n. 502/1992), conferma il ritorno ad un recente passato, fatto di innumerevoli contenziosi amministrativi che hanno visto sempre soccombente l’ente regionale (non essendo stato nemmeno mai recentemente elaborato un fabbisogno relativo alla localizzazione territoriale). 

Molte altre regioni, come la Lombardia, la Toscana, l’Emilia-Romagna, Il Piemonte (solo per citarne alcune) hanno già da tempo realizzato una netta distinzione tra soggetti che intendono operare esclusivamente in regime privatistico e chi, invece, vuole rientrare nei procedimenti di accreditamento. La scelta operata dalla Regione Lazio la assimila, invece, a situazioni come quelle della Regione Campania, dove è inibita da tempo, a qualsiasi struttura sanitaria, l’avvio di una nuova attività. 

Esigenze proclamate come di interesse generale, perché compatibili con l’ordinamento giuridico, non giustificano una scelta che finirà per penalizzare, ancora una volta, i cittadini della nostra regione.

Vorrei, inoltre, sottolineare come le nuove disposizioni legislative risultino in netto contrasto con il regolamento attuativo (RR n. 20/2019) che, non essendo stato ancora aggiornato, le rendono di fatto inapplicabili.Infine, considero davvero avvilente l’inasprimento delle procedure amministrative, con report e aggiornamenti continui richiesti dalla Regione, risultante totalmente in contrasto con quello che, a mio avviso, dovrebbe essere il reale sforzo da parte delle istituzioni, ovvero una reale semplificazione delle procedure amministrative."

Il presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma intervistato dal quotidiano romano risponde su: la questione dei licenziamenti per gli operatori sanitari che non adempiono all'obbligo vaccinale, sull’ipotesi di terza dose vaccinale e sull’annosa questione vaccini si, vaccini no.

In particolare sull’ipotesi licenziamenti del personale sanitario non vaccinato invita a non dare «sentenze prima dei processi» ricordando che i procedimento richiede la collaborazione tra Regione e aziende. Sulla terza dose suggerisce di ripartire dagli operatori sanitari poiché sono stati i primi ad essere vaccinati e ormai hanno la carica anticorpale calata di molto.

Infine sulle continue polemiche relative alle vaccinazioni afferma che «avrebbero dovuto rendere il siero obbligatorio per tutti. Avremmo evitato le polemiche aggiungendo quella anti-Covid alle altre 10 già obbligatorie in Italia”.

“La vaccinazione – conclude Magi – è l'elemento principale per risolvere la pandemia”.

Leggi l’intervista

Roma, 31 ago. - "La Costituzione garantisce le cure a tutti. Certo, la 'provocazione' dell'assessore vuol fare comprendere che l'irresponsabilità di alcuni si scarica su tutti quanti. Le terapie intensive piene di non vaccinati creano infatti disagi ad altri malati". Così il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, ha commentato ai microfoni di Radio Radicale la 'provocazione' dell'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato, che ha proposto per i no vax, nel caso questi vengano ricoverati in terapia intensiva, il pagamento delle cure.

Interpellato poi in merito alla vaccinazione, Magi ha detto che è "l'elemento principale per risolvere il problema della pandemia. Negarlo è una limitazione delle libertà di chi, vaccinato, vuole tornare a vivere normalmente. Anche il semaforo è una limitazione della libertà, ma se viviamo in un contesto sociale dobbiamo mettere delle regole a cui tutti devono attenersi". Allo stesso tempo, ha aggiunto il presidente dei medici di Roma, il Green pass è uno "strumento che ti dà la garanzia che chi ti sta vicino è vaccinato. Pensiamo a tutti coloro che non si possono vaccinare, una copertura vaccinale il più ampia possibile ci permette di proteggere proprio i più deboli".

(ascolta l'intervista a Radio Radicale)

Roma, 3 ago. - "Bene poter usare personale interno che qualifica sempre di più il servizio sanitario regionale, ma nel rispetto delle regole e delle normative nazionali ed europee vigenti che prevedono la partecipazione del medico nell'esecuzione della giustificazione e refertazione dell'esame". Risponde così il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in merito al servizio degli esami di radiologia domiciliare attivato in via sperimentale dalla Asl Roma 1.

"Si tratta di una sperimentazione- prosegue- che si cerca di portare avanti con il coinvolgimento del personale interno alla Asl, mentre prima ci si affidava ad una ditta esterna in appalto. L'importante è che questa pratica segua tutta la prassi legata alle normative vigenti, che prevedono appunto anche la partecipazione del medico e non soltanto del tecnico di radiologia durante sia l'esecuzione sia la refertazione". Magi vede comunque "positivamente" la sperimentazione, perché il servizio di radiologia domiciliare è "molto utile per quelle persone che non possono muoversi da casa", conclude.

(Cds/Dire)

Roma, 2 ago. - "La carica virale di un vaccinato è sicuramente minore rispetto a quella di un non vaccinato. La letteratura scientifica a nostra disposizione, da sempre, afferma che tutti i vaccini non coprono completamente, ma vaccinandoci, oltre a proteggere noi stessi, proteggiamo anche quelli che non si possono vaccinare, quindi i pazienti fragili, oncologici, oppure quelli che hanno patologie autoimmuni molto importanti". Lo ha detto il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, intervistato su Zweb Tv da Antonella Aldrighetti.

"Per avere il Green pass, secondo me- ha aggiunto- bisognerebbe aver completato il ciclo della vaccinazione. Il Green pass non è un atto di competenza medica, ma è una scelta politica. Da medico allora posso soltanto dire che, per ridurre ancora di più la possibilità di ammalarsi, l'importante è concludere il ciclo vaccinale".

"In uno Stato come il nostro- ha detto ancora Magi- dove esiste un universalismo sanitario, si dovrebbe garantire a tutti i cittadini la possibilità di sapere se si è positivi o meno al virus. Per questo ritengo che il tampone dovrebbe essere fatto gratuitamente".

"Sicuramente il futuro appartiene agli anticorpi monoclonali, ma bisogna lavorare molto affinché i costi di questi farmaci siano i più bassi possibile. Devono diventare fruibili a tutta quanta la popolazione. Ma bisognerà comunque continuare a produrre vaccini, una cosa non esclude l'altra, ma è fondamentale trovare anche la cura per il Covid, perché questo ci aprirebbe tante strade, tutte molto importanti" ha concluso.

(ascolta l'intervista di Magi)

(Red)

Roma, 29 lug. - "Sicuramente è un problema che molti cittadini europei abbiano ancora una sola dose, visto che il vaccino ha la sua funzionalità massima con doppia dose". Così Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma, rispetto al fatto che in Europa è stata garantita almeno una dose di vaccino al 70% della popolazione adulta. "Abbiamo visto che in Inghilterra, dove si è portata avanti la politica della vaccinazione con unica dose- ha ricordato Magi intervenendo ai microfoni di Radio Cusano Campus, nel corso della trasmissione 'Genetica oggi' condotta da Andrea Lupoli- si è formata la variante Delta perché una dose non era sufficiente. L'obiettivo è quello di raggiungere la vaccinazione completa".

A proposito di Europa, il presidente dei medici di Roma ha sottolineato che "dobbiamo rivedere alcune cose, essere più performanti e più pronti per una pandemia. Non avevamo mai pensato prima a questa eventualità e invece è una situazione che potrebbe ripresentarsi e su questo- ha ammonito- dobbiamo attrezzarci".

Commentando i dati degli ultimi giorni, da cui emerge una maggiore circolazione del virus tra le fasce più giovani della popolazione, Magi ha commentato: "Attualmente il virus sta circolando tra i più giovani perché la mutazione ha fatto in modo che siano proprio i ragazzi ad essere maggiormente colpiti, fortunatamente con meno aggressività. Però- ha tenuto a precisare- sono colpiti, questo ci dicono i dati, soprattutto i non vaccinati e coloro che hanno effettuato una sola dose. C'è anche qualcuno già vaccinato, ma con conseguenze blande. La funzione del vaccino è proprio quella e quindi per quei soggetti siamo tranquilli". Per questo, ha sottolineato il presidente dei medici di Roma, "dobbiamo convincere chi non si è ancora vaccinato e vaccinare chi non ha ancora potuto farlo. Puntiamo su questo perché dobbiamo uscire da questa pandemia sia per l'aspetto sanitario- ha spiegato- che per quello economico, perché una nazione non può restare chiusa per sempre e questa è una responsabilità di tutti di cui tutti dobbiamo prendere consapevolezza".

Riguardo alla necessità di convincere chi non si è ancora vaccinato, Magi ha posto l'accento sull'importanza del dialogo: "ci sono state comunicazioni contraddittorie e difficoltà di comunicazione. Non eravamo preparati alla pandemia e anche la comunicazione ne ha risentito. Ed è ovvio che quando la comunicazione non è chiara chi è deciso va bene, ma chi non è sicuro diventa diffidente o non fa nulla. Dobbiamo recuperare queste persone, ma col dialogo- ha ribadito- non possiamo pensare di limitarci a obbligarle. In questo è fondamentale il ruolo del medico di famiglia che può spiegare le situazioni, se ci sono condizioni di rischio e lo stesso medico può decidere se vaccinare o no. Il rapporto fiduciario tra medico e paziente- ha ribadito Magi- è fondamentale, perché si crea un'alleanza nella quale medico e paziente collaborano, il primo per curare, il secondo per guarire. Una legge impone un obbligo e basta. Adesso bisognerà andare porta a porta a spiegare tutto questo".

Il presidente dell'Omceo Roma è intervenuto anche sulla notizia dell'autorizzazione ottenuta per l'utilizzo del vaccino Moderna, dopo Pfizer, per la fascia di età 12-17 anni. "È un'ottima notizia- ha commentato- Anche perché il problema che abbiamo in questo momento è di aprire la scuola in sicurezza e quindi stiamo pensando di vaccinare il prima possibile e nella maniera migliore i ragazzi. Anche i pediatri si stanno organizzando in questo senso per fare tutto nei tempi dovuti".

Infine, Magi si è detto d'accordo con il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri secondo il quale entro il 2021 passeremo dalla pandemia di Covid-19 a una endemia. "Assolutamente sì, purché ci vacciniamo. Se non creiamo le condizioni per passare dalla pandemia a una endemia- ha concluso- non ce la faremo".

(Red)

Roma, 27 lug. - "Fortunatamente si tratta solo di una minoranza, di gente che non ha capito che potrebbe ritrovarsi in una situazione sanitaria grave, che non ha ancora capito che il Covid è una cosa molto seria che ha provocato migliaia e migliaia di morti". Risponde così il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in merito alle manifestazioni che si sono svolte in tutta Italia per dire 'no' all'obbligo del Green pass. In migliaia sono scesi in piazza per manifestare contro quella che definiscono una 'dittatura', con tanto di paragoni al nazismo. Le proteste si sono svolte da nord a sud della Penisola, con circa tremila persone solo a Roma.

"Se si convinceranno a fare il vaccino? Non credo, una minoranza sicuramente rimarrà non vaccinata- osserva Magi- per motivazioni che poi ci dovranno spiegare. Perché chi contesta, oltre a lamentarsi, dovrebbe anche trovare una soluzione alternativa. Altrimenti resta solo una minoranza che urla e crea problemi. Ma per fortuna la maggioranza della popolazione ha trovato come soluzione quella del vaccino".

Secondo Magi non bisogna "mai" dimenticare i "migliaia e migliaia di morti che ci sono stati, ma soprattutto dobbiamo garantire il Servizio sanitario nazionale anche a tutte le altre malattie, oltre a non chiudere i reparti e a non intasare le terapie intensive. Bisogna vaccinarsi il prima possibile, perché prima riusciamo a raggiungere una copertura meglio è. Dobbiamo poi cercare di rendere la malattia meno 'cattiva', aspettando che arrivi presto una cura vera e propria contro il Covid".

Dopo l'appello del premier Mario Draghi nei giorni scorsi, intanto, c'è stato un boom di prenotazioni per i vaccini. È riuscito a convincere gli indecisi? "Le persone hanno bisogno di una guida carismatica di cui ci si possa fidare- commenta Magi- e Draghi ha dato un segnale importante, univoco, per questo gli italiani lo hanno ascoltato. Nell'ultimo periodo sono state date alcune informazioni contraddittorie, che hanno trascinato alcuni a essere diffidenti nei confronti del vaccino. La vaccinazione, invece, è importante". L'obiettivo, ora, è arrivare ad una copertura di gregge "molto più ampia di quanto si pensasse all'inizio: bisogna raggiungere almeno l'85% della popolazione- aggiunge infine Magi- se riuscissimo poi a vaccinarci tutti quanti, saremo ancora più tranquilli, perché garantiremo a tutti una buona salute e una buona economia".

(Cds/ Dire)

Roma, 21 lug. - "Il vaccino serve ad evitare le ospedalizzazioni, ossia i ricoveri e le terapie intensive, ma anche per evitare che il Paese chiuda di nuovo, determinando enormi danni economici". Lo ha detto il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi. Magi ha quindi sottolineato la necessità di rimanere "in allerta" a causa della variante Delta che si sta diffondendo in Italia: "Nel Lazio c'è un lievissimo aumento dei ricoverati e delle terapie intensive- ha fatto sapere- ieri abbiamo avuto 11 ricoverati e 3 terapie intensive in più rispetto a ieri". Quanto al Green Pass, infine, secondo il presidente dei camici bianchi capitolini si tratta "certamente di uno strumento utile, ma dobbiamo continuare a rispettare le regole e a fare i vaccini.

Chi lavora col pubblico poi, come nei ristoranti o nei bar, dovrebbe essere vaccinato", ha concluso.

(Red)

Il presidente dei medici della capitale ha scritto al presidente Zingaretti, alla sindaca Raggi, al Ministro Cingolani e al prefetto di Roma Piantedosi sottolineando il rischio di crisi igienica dovuta alla grave situazione dei rifiuti in cui versa la città con quartieri invasi dalla spazzatura. Magi auspica il superamento di “reciproche diffidenze” a fine di trovare “la soluzione definitiva del problema rifiuti”.

 

COMUNICATO STAMPA

Roma, 17 giu. - "Se il medico ha davanti un paziente che ha ricevuto la prima dose di AstraZeneca e ritiene che abbia delle caratteristiche sanitarie per cui non riscontra problemi, non vedo perché quel paziente non debba ricevere anche la seconda dose di AstraZeneca". Così il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema.

"Questa è la nostra posizione- ha proseguito- il problema è che in questo momento abbiamo delle difficoltà di natura normativa, perché esiste una circolare pubblicata in Gazzetta Ufficiale e ci sono indicazioni arrivate dall'Aifa che mettono ancora una volta in difficoltà la capacità professionale del medico. Ma un medico deve assumersi la sua responsabilità, perché è in grado di farlo". Ma siete pronti ad assumervi questa responsabilità? "Assolutamente sì- ha risposto Magi- Il medico deve fare il medico: lo Stato può dare anche indicazioni, ma poi è il medico, con la sua esperienza, a dover decidere cosa fare, sempre rimanendo nell'ambito delle normative previste".

Secondo il presidente dell'Omceo Roma, dunque, bisogna "rimettere il 'pallino al centro', o meglio ridare il 'pallino' al medico- ha spiegato- ci troviamo ancora in uno stato di emergenza e se necessario dobbiamo modificare l'organizzazione anche della campagna vaccinale". Tra circolari del ministero e del Cts, per Magi si sta assistendo a una "delegittimazione dell'atto medico, perché il medico non può più vedere il paziente e decidere quale vaccino fargli inoculare o meno rispetto alle sue eventuali patologie. Ma è il medico che di volta in volta deve visitare il paziente, fargli un'anamnesi corretta e decidere la tipologia di vaccino in base alla sua storia sanitaria".

Insomma, è tornato a ribadire Magi, bisogna "rimettere il pallino al centro delle competenze mediche: qualunque farmaco può avere delle controindicazioni e per questo noi medici dobbiamo fare in modo di limitare il più possibile gli eventi avversi legati al vaccino".

E sui farmacisti che ora rifiutano di somministrare il vaccino, Magi ha infine detto: "Sembrava che la vaccinazione si limitasse solo all'inoculazione, che la potessero fare tutti, ma la verità è che racchiude tutta una procedura, dalla visita all'anamnesi fino al monitoraggio post-vaccino, che spetta solo al medico: chiaramente a tutela dei farmacisti e dei pazienti".

(Cds/ Dire)

Roma, 14 giu. - "Sul 'mix' di vaccini sono ancora dubbioso, perché su eventuali controindicazioni ancora non esistono evidenze scientifiche di assoluta certezza". Lo ha detto il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, intervenendo in diretta ai microfoni di Radio Cusano Campus.

"In un recente studio pubblicato su 'Nature'- ha proseguito Magi- si legge che dopo la prima dose con Astrazeneca e la seconda con Pfizer c'è un aumento della risposta anticorpale da parte dell'organismo. Quindi sicuramente potrebbe dare una copertura, ma un'evidenza scientifica su eventuali eventi avversi non l'abbiamo, perché ancora manca una sperimentazione in questo senso".

SE MEDICO DÀ OK ANCHE SECONDA DOSE CON ASTRAZENECA - "Dobbiamo ascoltare anche le richieste dei cittadini: se qualcuno ha dubbi nel fare un vaccino differente rispetto a quello che ha già fatto, a quel punto sarà il medico, dopo un'attenta anamnesi, a consigliarli cosa fare" ha detto poi il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi.

"Esiste la libertà di cura e di scelta del cittadino, anche la Costituzione lo prevede- ha proseguito- il cittadino ha la priorità e deve essere accontentato, nessuno in questo momento può obbligare a un trattamento sanitario". Quindi volendo rimane, laddove il medico sia d'accordo, la possibilità di fare la seconda di AstraZeneca? "È opportuno seguire le indicazioni che ci sono state date- ha risposto Magi- ma se tra gli under 60 qualcuno ritiene di non voler cambiare il vaccino, l'importante è che quando vada al centro vaccinale o dal medico di famiglia venga fatta un'anamnesi accurata. Sarà poi il medico a valutare e a consigliare o meno di fare la seconda dose con AstraZeneca".

Quello che infine è mancata, secondo Magi, è stata una "comunicazione chiara: si doveva dire che quel vaccino si poteva o non si poteva fare, perché le 'raccomandazioni' hanno creato solo confusione".

(Cds/Dire)