Roma, 24 nov. - "Noi medici dobbiamo portare avanti la campagna vaccinale contro l'influenza, ma i vaccini stanno scarseggiando. E' importante che arrivino il prima possibile. Il vaccino e' indispensabile, e' la 'materia prima'". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi.

"Molti medici di famiglia ancora non li hanno ricevuti, cosi' come tante farmacie- ha proseguito- Il personale medico e' pronto a vaccinare la popolazione, abbiamo avuto la disponibilita' anche da parte di tanti colleghi liberi professionisti. Ora aspettiamo arrivino al piu' presto tutti i vaccini necessari".

(Cds/ Dire)

I liberi professionisti hanno risposto all’appello del Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma Antonio Magi: si sono resi disponibili ad effettuare gratuitamente presso i propri ambulatori i vaccini antinfluenzali che i pazienti potranno comprare in farmacia. Ovviamente il servizio è reso a tutti coloro che non rientrano nelle categorie a rischio che hanno diritto ad avere il vaccino a carico del SSN.

“L’importante risposta dei medici liberi professionisti a questo appello è segno tangibile di come questa categoria abbia voglia di rendersi utile anche in questa fase così delicata della nostra vita: molti di noi non hanno avuto la possibilità di potersi trovare in prima linea contro la pandemia e sono stati costretti a chiudersi a casa durante il lockdown primaverile. L’occasione di coinvolgimento per poter essere utili ai cittadini come medici e ai medici di base come colleghi per alleggerire il loro carico di lavoro già al limite della fatica, ha determinato un’ampia partecipazione all’iniziativa” dichiara Emanuele Bartoletti, Revisore dei Conti e rappresentante dei Liberi Professionisti all’interno dell’Ordine.

“Inoltre, al momento, l’erogazione della prestazione all’interno delle farmacie senza la presenza di un medico (vietata per legge), non rappresenta una condizione con un margine di sicurezza sufficientemente ampio per il cittadino” aggiunge Bartoletti.

E' possibile raggiungere questa pagina con uno schema dei medici Liberi professionisti che hanno aderito alla campagna e le loro disponibilità settimanali affinché i cittadini possano avvalersi di questo servizio.

Roma, 18 nov. - "La sentenza del Tar non stabilisce che i medici di famiglia non possano piu' andare a casa del paziente. I medici possono tranquillamente continuare a visitare i pazienti a domicilio, come hanno sempre fatto e come stanno ancora facendo, quando possibile. Anzi, come presidente dell'Ordine dei medici di Roma sottolineo che i medici di famiglia, per deontologia, sono tenuti a gestire il paziente anche a casa, indipendentemente dalle sentenze". Risponde cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma (Omceo Roma), Antonio Magi, in merito alla sentenza del Tar del Lazio secondo cui l'affidamento ai medici di medicina generale del compito di assistenza domiciliare ai malati Covid 'risulta in contrasto con la normativa emergenziale'.

La sentenza, ha quindi precisato Magi, riguarda "esclusivamente l'articolo 18 della norma del 17 marzo 2020 che, in virtu' dell'emergenza, stabiliva la costituzione delle Usca (Unita' speciali di continuita' assistenziale), che dovevano essere formate da medici della continuita' assistenziale, quindi non da medici di famiglia, da specialisti ambulatoriali e da infermieri. Questa norma andava nella direzione di una agevolazione dell'attivita' dei medici di famiglia che, oltre a fare le certificazioni, i vaccini e ora anche i tamponi, devono fare le visite domiciliari ai malati non Covid e non hanno il tempo di seguire anche i pazienti Covid. Quindi l'idea era quella di avere unita' speciali che, appunto, potessero seguire i pazienti a casa. Ma molti medici di famiglia continuano tranquillamente a seguire i loro pazienti".

Per creare le Usca, ha ricordato Magi, sono stati investiti "721 milioni di euro, in Italia doveva esserci una Usca ogni 50mila abitanti, mentre ne sono state fatte circa 610". Ma nel Lazio e' stata fatta "una cosa differente", perche' sono state create le Uscar (Unita' speciali di continuita' assistenziale regionali), che sono ugualmente utili ma fino a dieci/quindici giorni fa svolgevano un lavoro differente".

Le Uscar, ha spiegato ancora Magi, sono nate da un'idea che "avevamo avuto, come Ordine dei medici, per mettere a disposizione della Regione Lazio dei camper, cioe' delle unita' mobili in azione nelle zone rosse, per fare tamponi alla popolazione delle aree piu' a rischio. La Regione ha quindi proseguito su questa strada, potenziando le Uscar, le quali sono state destinate all'attivita' di screening (tra test e tamponi) e a seguire le emergenze nel caso di focolai. Queste unita' hanno fatto e fanno un ottimo lavoro nel Lazio, ma allo stesso tempo ci sono anche le Usca, che di fatto non sono pero' state costituite, tanto e' vero che le Usca dovevano seguire i pazienti Covid a domicilio quando il medico di famiglia non poteva andare. Le Usca sarebbero poi dovute andare "presso le Rsa, presso i Covid hotel, per esempio- ha aggiunto Magi- e negli ultimi giorni stanno iniziando a fare anche questo tipo di attivita'". Il problema, secondo il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, allora, e' "piu' che altro di natura amministrativa, nel senso che all'interno delle Uscar non dovrebbero esserci medici di famiglia mentre ci sono, tanto e' vero che il coordinatore e' un medico di famiglia".

(Cds/Dire)

“Sono molto contento che Antonella Polimeni sia stata eletta Rettore della Sapienza, la più grande Università d’Europa. Antonella è prima di tutto un’amica e questo suo incarico mi rende particolarmente felice”. Con queste parole Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma, commenta la nomina di Antonella Polimeni, prima donna a guidare l’Ateneo romano.

“In questi anni – aggiunge il presidente Omceo di Roma – in cui lei ha rivestito il ruolo di preside della Facoltà di Medicina e Odontoiatria abbiamo collaborato per salvaguardare la professione dei medici, ponendo particolare attenzione alla formazione dei nuovi colleghi e di quelli già formati, attraverso la scuole di specializzazione. Mi auguro che la nostra collaborazione possa proseguire in nome della difesa della professionalità e della competenza di tutta la categoria medica”.

 

In merito alla complessa questione delle elezioni ordinistiche il Presidente dell'Ordine provinciale di Roma dei medici Chirurghi e Odontoiatri, Antonio Magi fa sapere che l'Ordine di Roma, il 1 ottobre, ha deliberato all'unanimità il voto in presenza.Qualora però le circostanze pandemiche imponessero di votare a distanza, Magi chiede che il Ministero o la FNOMCeO indichino la piattaforma valida da utilizzare così da far votare gli iscritti al più presto.

COMUNICATO STAMPA

Di seguito il comunicato stampa relativo a quanto in oggetto nel quale il presidente Omceo Roma, per alleggerire il carico di lavoro dei medici propone "Facciamo fare i tamponi anche agli infermieri. Professionalmente sono in grado di farli, in questo modo i colleghi potranno seguire al meglio i pazienti nei propri domicili o nei Covid hotel".

COMUNICATO STAMPA

Roma, 28 ott. - "Lockdown a Milano e Napoli? Pur rispettando l'opinione degli esperti, penso sia prioritario far capire a tutti che le mascherine ci proteggono. Su questo non vi e' alcun dubbio. Se facciamo finta di metterle, le mettiamo male o non le mettiamo, sicuramente qualche problema si verifichera'". Risponde cosi' Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma, interpellato sulle parole del consulente del ministro della Salute, Walter Ricciardi, secondo il quale sarebbe necessario un lockdown nelle citta' di Milano e Napoli.

"Se tutti noi per almeno 15 giorni non creiamo motivi di contagio- prosegue Magi- usando i dispositivi di protezione individuale, evitando assembramenti e uscendo di casa solo se necessario, allora automaticamente i numeri dovrebbero tornare nella norma". Secondo il presidente dell'Omceo Roma, l'aumento di queste ultime settimane ha origine dal periodo estivo, durante cui "si sono 'mischiate le carte' e si e' stati imprudenti". Ora in Italia servirebbero quindi delle "strutture intermedie dove isolare i positivi dai famigliari. Dovrebbero essere una sorta di filtro per allentare la pressione sulle strutture ospedaliere. A Roma e nel Lazio possiamo evitare situazioni simili a Milano e Napoli, solo se davvero tutti utilizzano i dispositivi di protezione individuale e rispettano le regole", conclude Magi.

(Cds/Dire)

Roma, 27 ott. - Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma, e' stato ospite del programma 'L'imprenditore e gli altri' condotto da Stefano Bandecchi, fondatore dell'Universita' Niccolo' Cusano, su Cusano Italia Tv (canale 264 dtt). "Siamo sotto pressione- ha detto- legata pure al fatto che molte persone si rivolgono al Pronto soccorso anche se non ci sono motivi importanti. C'e' gente che si presenta con una temperatura di 37,1. Ma questo dipende anche dalla paura che tutti hanno, anche perche' hanno avuto informazioni un po' a singhiozzo e contraddittorie. La gente e' disorientata e non avendo risposte sul territorio si rivolge agli ospedali e questo crea un affollamento molto importante. Altro problema e' la carenza di posti letto per i malati Covid che possono essere gestiti senza andare in terapia intensiva. Al medico di famiglia sono stati dati troppi compiti: deve visitare, fare tamponi, certificazioni, vaccini, e questo non e' possibile. Oggi, poi, ci sono delle Uscar che piu' che altro si stanno interessando dei tamponi e di azioni immediate per assistere le persone. Purtroppo, quindi, continuiamo a vedere la sanita' divisa in compartimenti stagni quando invece e' composta da equipe che fanno parte di un'unica organizzazione. Ci ritroviamo a fare la guerra senza averla programmata".

Sui tamponi rapidi. "Ci sono buoni riscontri sull'efficacia dei tamponi salivari- ha risposto- utilizzare anche questi sarebbe piu' semplice e piu' pratico".

Altre patologie trascurate? "Il Covid e' una situazione d'emergenza, ma non dobbiamo dimenticare tutte le altre malattie. Purtroppo si abbandonano molti pazienti e questa e' una situazione grave. In Italia ci sono 24 milioni di pazienti cronici, che hanno bisogno di essere seguiti nelle loro terapie. Dovremmo avere ospedali Covid e ospedali no Covid che seguono gli altri pazienti. Avendo poche strutture, avendo chiuso molti ospedali e avendo pochi specialisti sul territorio, questo e' il risultato" ha concluso Magi.

(Red)

Nell'odierno comunicato stampa il secco commento del presidente dell’ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in merito al tavolo tecnico che si è svolto ieri in regione Lazio. Il nodo centrale per i medici è, e resta l’impossibilità stabilita per legge, a partire da un regio decreto del 1934, della presenza del medico in farmacia. Se non si cambiano le norme siamo tutti fuorilegge.

 

TESTO COMUNICATO STAMPA

Roma, 8 ott. - "Medici di famiglia disponibili a fare tamponi? È un fatto importante, ma ovviamente il tutto va fatto nella massima sicurezza sia degli operatori sia dei cittadini. Negli studi non si possono accavallare pazienti che devono fare il tampone, e che magari possono essere positivi, ad altri che sono li' per altre patologie". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema ai microfoni di Teleradiostereo da Marco Fabriani. "Sono pienamente d'accordo sul fatto che i medici di famiglia facciano i tamponi- ha quindi sottolineato- ma ribadisco, serve la massima sicurezza".

BENE AUMENTO DRIVE-IN, CRESCONO RICHIESTE TAMPONI - "Era necessario aumentare il numero dei drive-in per fare i tamponi, meno male che e' stato fatto" ha detto ancora Magi.

"Indubbiamente il numero dei casi sta aumentando tra l'altro molte persone possono avere il dubbio rispetto ad alcune piccole sintomatologie che hanno, magari anche perche' hanno avuto un possibile contatto con un positivo. Il numero di richieste di tamponi sta aumentando in maniera geometrica e ritengo che la Regione Lazio abbia fatto bene ad aumentare i drive in- ha concluso- proprio per cercare di diminuire gli affollamenti".

REGIONE LAZIO SI OCCUPI ANCHE DI PAZIENTI NON COVID - "Purtroppo tante persone in questo momento non si curano. Si sono anche accumulate tante prestazioni che dovevano essere fatte durante il lockdown ma che non e' stato possibile fare. Facciamo quindi un appello alla Regione Lazio affinche', oltre ad occuparsi di Covid, potenzi anche l'offerta specialistica negli ambulatori delle Asl e negli ospedali" ha dichiarato il presidente dell'Ordine dei medici di Roma.

"È necessario andare a 'coprire' quei pazienti che in questo momento non hanno potuto essere visitati- ha proseguito Magi- e che invece devono fare dei controlli e vedere se le loro terapie stanno andando bene. Parlo di diabetici e cardiopatici, per esempio, insomma di tutte quelle patologie croniche che vanno seguite". Secondo Magi, infine, sono da recuperare "il prima possibile" anche gli interventi chirurgici, ma i cittadini "devono stare tranquilli perche' comunque si fara' sempre tutto e comunque nella massima sicurezza".

(Cds/ Dire)

Roma, 7 ott. - Il ministero dell'Universita' e della Ricerca nei giorni scorsi avrebbe dovuto pubblicare la graduatoria unica di merito per il concorso delle Scuole di Specializzazione in area Medica. Ad oggi pero' non si hanno notizie in proposito e il sito dello stesso ministero riferisce che potrebbero esserci delle nuove comunicazioni il 26 ottobre.

Per il presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Roma, Antonio Magi, "questo ritardo certo non agevola i colleghi che dovendosi spostare da una citta' ad un'altra per il corso di specializzazione hanno bisogno del giusto tempo per organizzarsi e affrontare con serenita' e certezza i cambiamenti a cui sono costretti".

A fronte di questa situazione e per tutelare i colleghi piu' giovani il Presidente Magi ha deciso di scrivere una lettera al Ministro Gaetano Manfredi "chiedendo - si legge nel documento - di poter essere ascoltati come organo sussidiario dello Stato, possibilmente per poter dare delle date certe per potersi organizzare in tempo ed affrontare con maggiore serenita' e certezza i cambiamenti a cui dovranno andare incontro in quanto questo comportera' per migliaia di colleghi la necessita' di trasferirsi in citta' diverse da quelle in cui abitano al momento, di 'ristrutturare' il proprio modo di vivere poiche' esclusi dalle borse ed assorbiti dall'imbuto formativo, o magari il raggiungimento di un obiettivo per cui tanto si e' faticato e tanto si e' sacrificato".

"È grave- aggiunge Maria Grazia Tarsitano, consigliere OMCeO Roma, referente giovani medici- che i colleghi a meno di due mesi dalla presa di servizio non abbiano certezza della data in cui sapranno la loro sede".

 

TESTO LETTERA AL MINISTRO

Roma, 6 ott. - Il presidente dell'Ordine dei medici di Roma e il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, hanno incontrato l'assessore alla salute della Regione Lazio, Alessio D'Amato, e gli hanno ribadito che l'attuale normativa vieta la presenza dei medici in farmacia. Allo stesso tempo hanno pero' aggiunto di essere "d'accordo con la Regione sulla necessita' di ampliare l'offerta tutelando operatori e cittadini".

"In merito alla somministrazione dei vaccini antinfluenzali anche in farmacia questa mattina insieme al presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, abbiamo incontrato l'assessore Alessio D'Amato e gli abbiamo ribadito la nostra posizione. Ovvero che la vaccinazione e' e resta un atto medico. In quanto tale dunque deve essere fatta da un medico e la legge impedisce la presenza di quest'ultimo medico in farmacia. L'assessore ha compreso e ha condiviso le nostre obiezioni" dice il presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della Provincia di Roma, Antonio Magi.

"Pertanto, vista la necessita' di ampliare l'offerta vaccinale, di concerto con l'assessorato alla Salute della Regione Lazio- continua- abbiamo pensato di mettere a disposizione della popolazione - oltre agli studi dei pediatri di libera scelta, dei medici di medicina generale e dei centri vaccinali - anche le strutture dei medici di continuita' assistenziale, i poliambulatori territoriali e gli ospedali in modo da garantire al cittadino una vaccinazione in assoluta sicurezza. Dunque per aumentare ulteriormente l'offerta vaccinale, e ad integrazione di quanto gia' detto assieme all'assessore D'Amato abbiamo valutato l'esistenza di altre possibili soluzioni in aggiunta alle Uscar in modo da garantire la sicurezza agli operatori sanitari ed evitare disservizi alla popolazione".

"Siamo infine d'accordo con l'assessore, avendo gia' calendarizzato un incontro, d'istituire un tavolo regionale su questo tema al quale parteciperanno tutte le figure professionali di riferimento" conclude Magi.

COMUNICATO COMPLETO

Roma, 2 ott. - "Non condivido nella maniera piu' assoluta la possibilita' di fare i vaccini nella farmacie perche' i farmacisti non sono abilitati a fare questo e la legge ci costringe ad intervenire. Non c'e' logica di ampliamento dell'offerta perche' si puo' tranquillamente ampliare l'offerta dentro gli ambulatori medici in modo totalmente sicuro. In farmacia per me assolutamente no, sarebbe un esercizio abusivo della professione". Cosi' Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma, intervenuto nel corso del programma Genetica Oggi condotto da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus.

"L'ordinanza di Nicola Zingaretti e della Regione Lazio che permette questo non va bene- ha continuato- perche' i farmacisti non sono abilitati a fare vaccini, solo i medici lo sono e i sanitari con un medico vaccinatore presente. I farmacisti non hanno la formazione per reagire nel caso ci fossero situazioni di allergie o con soggetti fragili che necessitano di un'attenzione particolare che solo il medico puo' avere. Spero intervengano il ministero della Salute e il Cts per non dare un parere favorevole altrimenti metterebbe in modo un meccanismo strano. A questo punto potremmo anche farli nei supermercati, anzi forse e' piu' di prossimita' un supermercato che una farmacia".

BENE OBBLIGO MASCHERINE ALL'APERTO, PAGHIAMO DISATTENZIONI - "In questo momento c'era giustamente bisogno di questa delibera.

Siamo stati meno attenti ultimamente e stiamo pagando le disattenzioni con un aumento dei contagi e dei pazienti ricoverati nelle terapie intensive. Ovviamente dunque c'e' stata l'introduzione di questo obbligo di indossare le mascherine anche all'aperto per ridurre i contagi, visto che fa anche piu' freddo e il virus puo' circolare piu' facilmente. Bisogna imparare a responsabilizzarsi tutti quanti, non e' possibile comunque ogni volta attuare azioni coercitive, speriamo aiutino a ridurre i casi" ha detto ancora il presidente dell'Omceo Roma.

"Mi preoccupano le persone ricoverate per il Covid-19 e quelle in terapia intensiva- ha concluso Magi- Diciamo che gli altri, dal punto di vista numerico, sono legati al fatto che se faccio piu' tamponi trovo piu' positivi, ovviamente".

(Red/ Dire)

Roma, 30 set. - "Se e' necessario che ad ogni raffreddore o starnuto un bambino faccia un tampone? Il rischio oggi e' quello di sovraccaricare il numero di tamponi richiesti, specialmente con le scuole aperte, ma al momento non abbiamo altre soluzioni". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema dall'agenzia Dire.

"Per evitare i contagi- prosegue Magi- in questo momento e' necessario essere il piu' prudenti possibili e fare i tamponi.

Certo e' che se al primo segnale ci si ritrova a dover fare un tampone laásituazione diventa complessa. Cosi' come sarebbe la 'fine' se per ogni bambino che arriva a scuola e fa un colpo di tosse tutti i suoi compagni fossero costretti a tornareáa casa e a fare i tamponi tutti i giorni". Il tampone, aggiunge il presidente dell'Omceo Roma, non e' una "passeggiata di salute- aggiunge Magi- e si stanno sperimentando altri tipi di test, che speriamo siano meno invasivi".

TAMPONI A TUTTI, MA POI DISCUTIAMO SU STADI... -"Quello che e' sconfortante e' che facciamo fare i tamponi ai bambini per ogni starnuto, ma poi ci ritroviamo a discutere se far entrare o meno 25mila persone dentro ad uno stadio" continua Magi.

"Nel nostro Paese esistono delle contraddizioni- prosegue- a volte prevalgono motivi economici su motivi sanitari, ma bisogna andare per priorita' e fare delle scelte, oltre che essere piu' coerenti". Quindi secondo lei, di riaprire gli stadi, ovviamente con ingressi contingentati, proprio non se ne parla? "Assolutamente no- risponde Magi alla Dire- il problema non e' far mantenere le distanze dentro lo stadio, ma far entrare e poi uscire 25mila persone ai cancelli. Non credo che riuscirebbero a rimanere a due metri di distanza gli uni dagli altri...".

Aggiunge Magi: "Lo abbiamo visto con le scuole: che senso ha che gli studenti tengano le mascherine per cinque ore di fila se poi non appena escono si baciano e si abbracciano?". Altra questione, secondo il presidente dell'Omceo Roma, riguarda gli "assembramenti" dei genitori davanti alle scuole: "Accompagnano e vanno a riprendere i figli per timore dei contagi sugli autobus, ma cosi' e' aumentato anche il traffico. Bisognava organizzarsi prima, sei mesi fa". Lo stesso, ricorda ancora Magi, e' accaduto con la questione mascherine: "All'inizio mancavano i dispositivi di protezione individuale, che sono arrivati tardi e che invece avremmo dovuto avere a disposizione prima. Per questo voglio fare un appello: monitoriamo la disponibilita' delle mascherine- conclude- perche' se dovesse scoppiare di nuovo un'emergenza non dobbiamo ritrovarci a fare il mercato nero".

IN MOLTI NON FANNO TAMPONE, TEMONO PERDERE TEMPO - "Soprattutto in una grande citta' come Roma, capita che le persone non vadano a fare il tampone perche' temono di perdere un'intera giornata. Cosi', il piu' delle volte, si convincono di avere solo un raffreddore" dice ancora Magi.

"A questo si sta aggiungendo il fatto che per avere l'esito del test, a volte, si devono aspettare giorni- aggiunge- con persone a casa in attesa di tornare a lavoro". Secondo il presidente dell'Omceo Roma, e' pero' necessario che i cittadini siano "pazienti, perche' purtroppo e' una guerra contro il virus. Quando durante la Seconda guerra mondiale gli aerei sganciavano le bombe tutti quanti correvano nei rifugi. Dobbiamo fare lo stesso".

IN ITALIA SU 39 TAMPONI 1 È POSITIVO - "La Campania e' la Regione con piu' casi in Italia? Questo dato non ha alcun significato, dipende dal numero di tamponi che si fanno" dice il presidente dell'Ordine dei medici di Roma in merito al 'salto in avanti' della Campania, che in una settimana ha avuto 1.796 positivita' (+38%), scavalcando Lombardia e Lazio.

"Il numero di persone risultate positive ad un tampone dipende da vari fattori, non e' significativo a livello statistico- prosegue- da' solo un segnale di quello che si sta cercando, servirebbe piuttosto avere un numero 'indice', cioe' sapere ogni giorno quanti positivi ci sono per tampone. In questo momento la media nazionale e' di un positivo per 39 tamponi fatti. Non abbiamo questo rapporto regione per regione- conclude Magi- quindi dire che una regione e' al primo posto non ha logica".

(Cds/ Dire)