Roma, 1 mar. - "Circa 400 medici nel Lazio non sono ancora stati vaccinati o perche' hanno patologie per le quali, se sono al di sotto dei 65 anni, non possono ricevere le dosi di AstraZeneca ma solo quelle di Pfizer o Moderna, o perche', e sono molti, non sono ancora stati chiamati". Risponde cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in merito ai medici vaccinati nel Lazio.

GIUSTO AVVIARE CAMPAGNE, MA A MMG DOSI INSUFFICIENTI - "Continuiamo giustamente ad aprire le campagne vaccinali a tutti quanti e il prima possibile ma il problema e' che il numero dei vaccini non e' sufficiente. È come se invitassimo tante persone a cena ma con un solo piatto di pasta da dividere per tutti" aggiunge il presidente dell'Ordine dei medici di Roma in merito all'avvio delle vaccinazioni anti-Covid dai medici di medicina generale.

"Voglio far notare che ogni medico di famiglia avrebbe a disposizione soltanto due fiale per fare le vaccinazioni- prosegue Magi- che corrispondono alla possibilita' di vaccinare pochissime persone, quindi non si inciderebbe comunque in maniera importante sul problema". Appena arriveranno i vaccini, conclude Magi, i "4.354 medici di famiglia nel Lazio saranno tutti quanti operativi al 100%".

CHIUSURA SCUOLE? CI SONO VARIANTI, E BAMBINI VETTORI EFFICACI VIRUS - "Sono pienamente d'accordo con l'assessore D'Amato, purtroppo la situazione e' quella che e' e le varianti stanno girando molto nelle scuole" dice ancora Magi, in merito al rischio di chiusura delle scuole nel Lazio per contenere la diffusione del virus, di cui oggi ha parlato anche l'assessore alla Sanita' della Regione, Alessio D'Amato, a margine dell'avvio dei tamponi per gli studenti dell'Universita' Sapienza di Roma.

"Si e' abbassata molto l'eta' degli infettati, quella media e' di 44 anni, e i bambini sono vettori terribilmente efficaci per quanto riguarda la diffusione del virus- prosegue Magi- perche' quando tornano a casa incontrano i genitori e i nonni i parenti ed e' proprio li', nelle case, che si abbassa la nostra capacita' di difesa perche' togliamo le mascherine e non rispettiamo piu' il distanziamento".

Per Magi allora "bisogna intervenire in qualche modo", perche' la scuola rappresenta un "luogo di diffusione del virus e quindi un motivo di allarme. Anche durante la stagione influenzale la scuola e' uno dei primi vettori di contagio". Ed e' "difficile convincere i piu' giovani a mantenere la mascherina, a non abbassarla, a non toccarla e ad igienizzarsi sempre le mani- sottolinea ancora Magi- far rispettare queste regole diventa poi molto complesso soprattutto per quanto riguarda i bambini piu' piccoli". Dobbiamo insomma "evitare che il virus circoli, specialmente in un momento come questo in cui ancora non abbiamo un numero sufficiente di vaccini", aggiunge Magi, che si dice infine "molto preoccupato" per gli assembramenti a cui stiamo assistendo nei fine settimana.

(Cds/Dire)

Roma, 25 feb. - "È importante che l'Italia diventi autonoma nella produzione di vaccini, ma questo discorso ha un senso nel medio-lungo termine, non nell'immediato". Risponde cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in merito ai tempi, che si prospettano lunghi, per attrezzare e attivare gli impianti industriali italiani per la produzione dei vaccini. A differenza della produzione di sintesi, il vaccino fa parte infatti della categoria di prodotti definiti 'vivi', per cui la sua produzione richiede la dotazione di bioreattori, cioe' di macchine industriali che infialano il liquido processato del vaccino dentro le boccette. E in Italia, come nei giorni precedenti ha fatto sapere anche il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, questi macchinari non sono molto diffusi.

"Mancanza di bioreattori a parte, per fare un vaccino occorrono comunque cinque o sei mesi- prosegue Magi- per cui per questa operazione, eventualmente, bisognera' aspettare dopo l'estate". Ma nel frattempo "bisogna partire perche' la pandemia diventera' endemia e ogni anno le vaccinazioni andranno fatte, quindi dovremo avere dosi a disposizione", conclude Magi.

VACCINO AI GIORNALISTI. MAGI: RICHIESTA GIUSTA, MA PRIORITÀ AD ALTRI - "Vaccini ai giornalisti? È sicuramente una proposta sensata, pero' considerata la scarsa disponibilita' delle dosi dobbiamo procedere per priorita'. E la priorita' assoluta, in questo momento, va al personale sanitario, agli anziani e alle persone fragili, seguono poi le categorie professionali che hanno rapporti con il pubblico, come docenti e personale scolastico.

Poi certo, ci sono anche i giornalisti, specie quelli che girano parecchio per inseguire le notizie".

Risponde invece il presidente dell'Ordine dei medici di Roma in merito alla richiesta da parte del presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna, di valutare "con attenzione il momento di quando tocchi (fare il vaccino) a chi fa informazione, in particolar modo a chi svolge servizio esterno".

Secondo Magi i giornalisti "fanno comunque bene ad avanzare questa richiesta, perche' bisogna iniziare a premere per ampliare la campagna vaccinale di massa, altrimenti rischiamo di avere tante varianti e di non riuscire piu' a controllarle". Quindi anche i giornalisti dovrebbero vaccinarsi? "Assolutamente si', anche perche' quando partecipano a un evento purtroppo sono costretti ad assembrarsi con microfoni e telecamere. Diciamo- conclude Magi scherzando- che e' una categoria 'auto-assembrante".

(Cds/Dire)

Roma, 22 feb. - "La targa posizionata nel giardino della sede dell'Ordine dei medici di Roma mette in evidenza l'importanza della professione medica. Questa targa non celebra soltanto i medici e gli operatori sanitari scomparsi a causa del Covid, ma anche tutti coloro che hanno perso la vita in seguito ad aggressioni e atti di violenza". Cosi' Antonio Magi, presidente dell'Omceo capitolino, alla cerimonia commemorativa svoltasi venerdi' scorso nella sede dell'Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e odontoiatri per ricordare tutti i camici bianchi scomparsi nell'esercizio della loro professione. Erano presenti il vicepresidente dell'Omceo Roma, Stefano De Lillo, insieme agli altri componenti del Consiglio direttivo, il presidente Brunello Pollifrone e i membri della Cao Roma, e il presidente dell'Andi, Carlo Ghirlanda.

L'iniziativa e' avvenuta alla vigilia della Giornata nazionale dei professionisti sanitari, sociosanitari, socioassistenziali e del volontariato istituita dal Parlamento, che si e' celebrata il 20 febbraio poiche' proprio in quella data, un anno fa a Codogno, e' stato individuato il 'paziente 1'.

Durante l'evento l'Ordine dei medici di Roma ha deciso di piantare un ulivo, scoprendo una targa il cui testo riporta il Giuramento di Ippocrate. Sono intervenuti Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), Pierpaolo Sileri, vice ministro della Salute, Alessio D'Amato, assessore alla Sanita' della Regione Lazio, monsignor Paolo Ricciardi, vescovo responsabile per la Pastorale Sanitaria della Diocesi di Roma, Raffaele Iandolo, presidente Cao nazionale, la delegata del sindaco di Roma, l'assessore Katia Ziantoni, e l'eurodeputata Simona Renata Baldassarre.

"La pandemia- ha detto ancora Magi- ha evidenziato il sacrificio degli operatori sanitari. Molti colleghi deceduti erano andati addirittura in pensione, scegliendo poi di tornare in reparto prestando il loro servizio".

"Bisogna ringraziare il Parlamento- ha sottolineato invece Anelli- che ha istituito la Giornata dedicata alle professioni sanitarie, ricorrenza che diventera' ogni anno un'occasione per ricordare non solo i medici contagiati e deceduti ma anche il sacrificio quotidiano di tutti gli operatori sanitari".

 

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Roma, 18 feb. - "Con le dosi distribuite ai 'furbetti' oggi avremmo gia' vaccinato e coperto tutto il personale sanitario con il vaccino Pfizer". Cosi' Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma, intervenendo oggi in diretta alla trasmissione 'Gli inascoltabili' su Nsl radio.

"Credo sarebbe stato opportuno vaccinare insieme operatori sanitari e ultra 80enni, compresi quelli che sono nelle Rsa.

Tutti hanno ovviamente necessita' di vaccinarsi, ma il problema e' che molti non sanitari sono stati vaccinati prima dei sanitari e addirittura prima degli anziani". Magi ha fatto quindi sapere che "non ci aspettiamo la gratitudine in quanto medici, perche' anche senza quella continueremo a fare il nostro lavoro, ma a volte siamo ignorati dalle istituzioni e ci troviamo nella posizione di non essere ascoltati. Troppo facilmente- ha concluso- siamo passati da 'eroi e angeli' a 'imputati'".

ASTRAZENECA FORSE NON OTTIMALE PER ALCUNE CATEGORIE PROFESSIONALI - "Molti colleghi- ha spiegato ancora Magi- non stanno prendendo AstraZeneca, non perche' non sia buono, tutt'altro: alcuni studi dimostrano che in Inghilterra e' stato fatto a tappeto e che c'e' una copertura dopo la seconda dose dell'85%, ma potrebbe essere non ottimale per alcune categorie professionali".

"Il problema e' che molti hanno mal interpretato e dato informazioni che poi sono state confutate dai dati scientifici" ha proseguito Magi. Il medico, inoltre, non ha solo la necessita' "di salvaguardare la propria salute", perche' "e' la figura 'piu' vicina' al malato Covid ma anche ai pazienti no Covid, perche' il resto dei malati non sono spariti. La massima copertura vaccinale per i medici permette di salvaguardare quindi anche i propri pazienti, che sono molto fragili", ha concluso.

(Cds/ Dire)

Roma, 15 feb. - "Pensavamo di essere alla fine del 'tunnel' o comunque vicini, ma non e' cosi'. Ci sono ancora criticita' legate alla campagna vaccinale ma anche alla gestione, in parte dubbia, dei 'colori' nelle varie Regioni". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi.

"La suddivisione dell'Italia in diverse aree e' sicuramente importante perche' ci permette di non arrivare al lockdown generale- spiega Magi- ma i dati devono essere raccolti omogeneamente e avere gli stessi criteri. Questo anche per indirizzare i cittadini verso i giusti comportamenti da adottare, perche' se non rispettiamo le regole che ci vengono date- conclude- non riusciremo ad uscire da questa situazione".

BAMBINI 'TRAMPOLINO LANCIO' VARIANTE INGLESE - "È difficile imporre ai bambini di rispettare certe regole e in questo senso possono diventare un bel trampolino di lancio per la variante inglese" aggiunge Magi in merito all'eventualita' di una nuova chiusura generalizzata delle scuole.

Il presidente dell'Associazione dei presidi del Lazio, Mario Rusconi, con una lettera indirizzata ai dirigenti scolastici invita intanto docenti e studenti ad usare la doppia mascherina per proteggersi meglio dal Covid-19. "Non e' il numero di mascherine che si indossiamo a risolvere il problema- commenta Magi- semmai bisogna essere certi che la mascherina che usiamo abbia i giusti requisiti. Non bisogna poi toccare in continuazione la mascherina, mentre dobbiamo sempre igienizzare le mani e mantenere le distanze". La variante inglese, in ogni caso, fa "paura in tutta Italia, non solo nel Lazio. Abbiamo gia' evidenze su quanto sia rapida la sua diffusione- aggiunge ancora Magi- questo virus 'modificato' colpisce soprattutto i giovani, che poi tornano a casa, in famiglia, rischiando di infettarla.

Non dobbiamo allora abbassare la guardia".

LOCKDOWN SAREBBE IDEALE, MA NON POSSIAMO PERMETTERCELO - Quando alle decisioni di 'chiudere' o 'non chiudere' il Paese, queste "spettano ai politici, quello che posso dire- aggiunge il presidente dell'Omceo Roma- e' che in questo momento in tutta Italia c'e' un lieve rialzo delle terapie intensive che ci preoccupa un po'. Cosi' come iniziano ad essere un po' preoccupanti le varianti, che potrebbero creare problemi sugli esiti della campagna vaccinale. Serve ancora prudenza. Il lockdown sarebbe ovviamente l'ideale, perche' in quel modo il virus non gira, ma ora non possiamo gestire a livello economico un'operazione del genere. Diverso sarebbe se ci fossero i ristori e se le persone fossero certe di non perdere il lavoro, ma purtroppo non e' cosi'. E gia' ci sono moltissime attivita', non solo quella dei ristoratori, che si trovano in grande difficolta'", conclude Magi.

(Cds/ Dire)

“Il piano vaccinale predisposto dalla Regione Lazio a tutela dei medici e odontoiatri che non lavorano in rapporto strutturato con il Servizio Sanitario Regionale, quindi circa 14 mila colleghi, sta procedendo senza particolari criticità” spiega Antonio Magi, presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e odontoiatri.

COMUNICATO STAMPA

Dopo l'ennesimo confronto tra la Regione e l’Omceo capitolino stamattina è arrivata la rassicurazione dell’Assessore D’Amato. In questo modo si conclude la vicenda che per diverse settimane ha visto esclusi dai piani vaccinali contro il covid i medici e odontoiatri liberi professionisti.

COMUNICATO STAMPA

Roma, 8 feb. - "L'avvio nel Lazio delle vaccinazioni per gli over 80 e' una buona notizia, ma siamo ancora perplessi sul fatto che i medici liberi professionisti continuano a non essere chiamati dalle Asl. Proprio oggi ho ricevuto segnalazioni di alcuni medici, che lavorano negli studi, ricoverati in ospedale perche' positivi asintomatici. E questo non va affatto bene". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma in merito all'avvio oggi nel Lazio delle vaccinazioni per gli over 80.

"A Roma i medici liberi professionisti sono 13mila- prosegue Magi- e ne sono stati vaccinati soltanto 700. Chiediamo allora che vengano vaccinati insieme agli anziani. La Regione ha inviato alle Asl i nominativi dei medici, ma le Asl ancora non li hanno contattati. Si devono attivare subito".

Come annunciato oggi dall'assessore alla Sanita' della Regione Lazio, Alessio D'Amato, intanto, entro febbraio inizieranno anche le prenotazioni per le vaccinazioni per gli over 75. "Siamo contenti anche di questo- risponde Magi- ma ribadisco: dobbiamo vaccinare i medici liberi professionisti. È una vergogna che ancora non sia accaduto. Sto ricevendo moltissime proteste da parte loro, perche' sono professionisti che lavorano tutti i giorni con le persone. Ci auguriamo che inizino a vaccinare anche gli over 75- conclude Magi- dopo che saranno vaccinati tutti i medici liberi professionisti e tutti gli operatori sanitari".

VACCINO ASTRAZENECA CI CONSENTIRÀ COPERTURA IMPORTANTE - "Il vaccino AstraZeneca, rivolto agli under 55, ci consentira' di arrivare a una copertura importante. Nei prossimi giorni arriveranno nel Lazio le prime dosi, che potranno essere prenotate dal proprio medico di base. Ma ci auguriamo che questo vaccino possa essere somministrato anche all'interno delle strutture ospedaliere e ambulatoriali, nonche' ai centri vaccinali" dice invece sull'argomento il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi.

"Anche i medici liberi professionisti si erano detti disponibili ad effettuare i vaccini- conclude- ma dobbiamo cercare di vaccinare prima loro".

SPUTNIK? SE VACCINO PERFORMANTE E SICURO AIFA LO APPROVI - "Sembra che il vaccino russo Sputnik abbia caratteristiche ottimali. E se cosi' fosse, credo che vada approvato anche quello. Abbiamo infatti necessita' di vaccinare piu' persone possibili, chiaramente con vaccini che siano performanti e sicuri" aggiunge poi Magi in merito ad una eventuale approvazione da parte di Aifa del vaccino russo Sputnik V che, secondo uno studio pubblicato sulla rivista 'Lancet', avrebbe un'efficacia del 91,6%.

"Rispetto a quello che si legge sulla letteratura scientifica e' un buon vaccino- conclude- ma e' chiaro che deve essere prima approvato dall'Aifa".

(Cds/Dire)

Roma, 4 feb. - "Premesso che la decisione spettera' a Mario Draghi, ritengo che per ricoprire l'incarico da ministro della Salute sia preferibile un politico rispetto a un tecnico".

Risponde cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato dall'agenzia Dire in merito all'eventualita' che la guida del ministero della Salute, ora nelle mani di Roberto Speranza, possa essere affidata a un tecnico nel possibile nuovo governo guidato da Mario Draghi.

"I tecnici servono a consigliare- spiega Magi- ma poi e' la politica che deve scegliere, perche' e' questo il suo ruolo, altrimenti non avrebbe ragione di esistere. Deve esserci un politico a capo del ministero della Salute, sicuramente affiancato da un gruppo di tecnici che gli consentano di fare scelte politiche consapevoli".

Intanto in queste ore, come possibile nuovo ministro, si era fatto il nome della virologa Ilaria Capua... "È un'ottima scienziata- risponde Magi- ma tra il fare lo scienziato e il ministro della Salute c'e' una bella differenza. La Capua andrebbe benissimo come consigliera del ministro, ma la scelta, ripeto, deve ricadere su un politico".

Sull'incarico conferito dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Mario Draghi, Magi dice: "Lo auspicavo e credo che il Presidente Mattarella avesse comunque in mente un piano B che includesse appunto Draghi, uomo di grande competenza e professionalita'. Ora spero che la politica supporti questa figura, il cui incarico ha gia' avuto riflessi positivi sui mercati e sulle Borse europee. Speriamo che la politica lo accolga e che i professionisti si mettano a disposizione di uno Stato che in questo momento ha forte necessita' di alte competenze- conclude- Ci vuole infatti il contributo di tutti".

(Cds/ Dire)

Roma, 4 feb. - "Gli anticorpi monoclonali, che hanno avuto l'ok dall'Aifa, sono convinto che ci aiuteranno moltissimo". Cosi' alla Dire il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi.

"Sono convinto che, insieme alle vaccinazioni- prosegue Magi- i monoclonali riusciranno ad evitare, oltre ai decessi, anche che le persone vadano in terapia intensiva".

Secondo Magi, inoltre, con gli anticorpi monoclonali i tempi delle vaccinazioni potranno "anche relativamente allungarsi".

In merito infine alla campagna vaccinale dei medici liberi professionisti e odontoiatri, il presidente dell'Omceo Roma fa sapere: "Ho parlato proprio oggi con l'assessore D'Amato e si sta cercando in tutti modi di velocizzare la questione".

(Cds/Dire)

Roma, 2 feb. - "L'Ordine dei medici di Roma ha aperto un fascicolo su Mariano Amici gia' lo scorso anno, le procedure hanno dei tempi tecnici da rispettare. Abbiamo anche avuto le elezioni qui all'Ordine, che un po' hanno rallentato la pratica. Ma sicuramente a breve, entro il mese di febbraio, Amici sara' convocato per rispondere ad alcune domande". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in merito a Mariano Amici, il medico di Ardea ormai noto per le sue posizioni contro il vaccino anti-Covid.

"La sua procedura ha subito un rallentamento anche a causa delle recenti dichiarazioni che ha rilasciato in tv- spiega ancora Magi- bisognera' valutare anche quelle. Certamente il Consiglio dell'Ordine analizzera' quei filmati e valutera' se ci sono le condizioni per inviarlo in commissione disciplina.

Ovviamente Amici avra' poi diritto di replicare".

(Cds/ Dire)

Roma, 1 feb. - Nel Lazio oggi sono state aperte le prenotazioni per la vaccinazione degli ultraottantenni. Con qualche difficolta'. "Ci sono arrivate diverse segnalazioni da parte di persone che non sono riuscite a prenotarsi per fare il vaccino- ha detto il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema dall'agenzia Dire- In molti hanno avuto difficolta' perche', pur risiedendo da anni a Roma, non hanno un codice fiscale 'aggiornato' e per questo non sono riusciti a prendere un appuntamento".

Per Magi, poi, e' importante rimettere "subito in moto le vaccinazioni anche per i sanitari", perche' "altrimenti come li vacciniamo gli 80enni?".

Intanto il Lazio e' tornato 'giallo' "e questo risultato sicuramente e' incoraggiante- dice ancora il presidente dell'Omceo Roma- Ma sia chiaro: non e' un 'liberi tutti', occorre prudenza. Ora l'importante e' cercare di rimanere in questa zona, adottando quelle precauzioni a cui ormai siamo abituati. Se poi la situazione dovesse migliorare e diventassimo 'bianchi', sarebbe ancora meglio. A quel punto saremmo veramente piu' tranquilli".

Ma c'e' la possibilita' che il Lazio possa diventare 'bianco'? "Dobbiamo cercare di bloccare in tutti i modi la diffusione del virus- risponde Magi- sia con le vaccinazioni sia con le terapie monoclonali. Dobbiamo quindi 'giocarcela' sull'aspetto della prevenzione e su quello della cura, in modo tale da ridurre sempre di piu' il numero delle morti, che e' l'aspetto piu' preoccupante. Senza dimenticare, ovviamente, le solite norme da rispettare, come il distanziamento, le mascherine e la sanificazione delle mani".

(Cds/Dire)

Roma, 29 gen. - Nelle prossime ore sarebbero dovute partire le vaccinazioni anti-Covid negli studi medici, per gli over 80 e via via, nelle varie tappe del piano vaccinale, fragili, disabili e over 65. Ma adesso e' tutto fermo o rimandato, perche' mancano le dosi per far partire questa fase 2 della campagna. Il problema, pero', e' che mancano le dosi anche per i liberi professionisti sanitari, che ancora non sono stati vaccinati. Come ha denunciato il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, 120mila liberi professionisti sanitari non sono ancora stati vaccinati, mentre 400mila tra amministrativi e qualche 'furbetto' sono stati quanto meno coperti dalla prima dose di Pfizer.

La Dire ne ha parlato con il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi. A che punto sono le vaccinazioni dei liberi professionisti medici e degli odontoiatri nel Lazio? "I liberi professionisti a livello nazionale sono coperti dal vaccino a macchia di leopardo. Ne avevamo segnalati, come Omceo Roma, 13mila da vaccinare per il Lazio perche' non erano stati ancora chiamati; a 700 di questi e' stato fatta la somministrazione, ma poi si e' bloccato tutto per mancanza di dosi. Anche nel Lazio pero', una delle prime Regioni per velocita' ed efficienza nella campagna, ho riscontrato delle criticita' sul piano: prima di finire la parte dei professionisti e degli operatori sanitari ho riscontrato che si e' proceduto con gli amministrativi, gli studenti, e non solo di Medicina. Andava data priorita' a chi tutti i giorni ha contatti con il pubblico, al pari dei sanitari dipendenti o convenzionati, che infatti per il 75% e' stato immunizzato".

Se i vaccini sono pochi, si rischia di non vaccinare questi professionisti sanitari. C'e' un piano B? "Non c'e'- ha risposto Magi- E il sanitario puo' diventare un diffusore del virus.

Aggiungo che piu' e' ampia la copertura del vaccino piu' e' efficace, altrimenti falliamo nell'intento di costruire un'immunita' di gregge. Bisogna avere pero' i vaccini, che attualmente non ci sono".

E' d'accordo con il passaporto vaccinale che certifica la vaccinazione anti-Covid, come ha proposto l'assessore alla Sanita' del Lazio, Alessio D'Amato? "Si', secondo me e' importante per tanti motivi: per rimettere in moto l'economia, per chi ha rapporto con il pubblico, per i ristoratori che possono riaprire. In questo momento abbiamo si' il problema della pandemia ma anche l'immunizzazione che ci aiuta a ripartire.

Anche se i meccanismi di protezione vanno ancora messi in atto".

Questo significa che anziani e sanitari potranno girare e gli altri no? "Diciamo che un volo aereo potrebbe essere popolato solo di persone vaccinate- ha detto il presidente dell'Omceo Roma- Pero' pensiamo anche alle cure, la burocrazia deve sparire, serve accelerare: i monoclonali di Eli Lilly non sono ancora stati approvati dall'Aifa. Una pandemia va risolta a livello mondiale, non citta' per citta', regione per regione. Questo significa che se riapro perche' ho abbassato di molto i contagi, da un paese europeo possono arrivare nuovi contagi se non assumiamo misure similari. Poi ci sono altri farmaci, quelli per la gotta, la colchicina ad esempio, che e' stata sperimentata in Umbria molto bene, nel Lazio e' in corso una sperimentazione in questo momento, ebbene e' in grado di abbassare i sintomi, ridurre la febbre ed evitare la polmonite Covid. Se li associamo ai monoclonali risolviamo un buon 70-80% delle ospedalizzazioni da Covid e apriremo finalmente gli ospedali ai malati non Covid: sarebbe un doppio beneficio. Dobbiamo accelerare, ogni giorno ci sono 500 morti, almeno, come tre voli che cadono e nessun passeggero superstite".

Come vi state preparando ai cambi nel piano vaccini che riguarda le vaccinazioni degli over 80, quelle da fare negli studi medici? "Se non sappiamo quale vaccino useremo e con quale copertura questo vaccino agira', e' un po' prematuro preparare un piano per la somministrazione negli studi medici- ha risposto Magi- Se domani arriva il via libera dall'Ema al vaccino inglese di Oxford ma solo per gli under 65, dovremmo aspettare 4-6 settimane per le nuove dosi di Johnson&Johnson negli studi medici. Pero' dipende dalla quantita' di vaccini a disposizione: nel Lazio ne facevamo 20mila al giorno, adesso 3000. In ogni caso gli studi sono pronti in breve tempo, anche se Ema dicesse che AstraZeneca e' possibile somministrarlo anche agli over 65".

Poiche' gli studi di medicina generale lavoreranno con il vaccino AstraZeneca, e' confermato che lo somministrerete agli anziani anche se dati di trial su di loro non sono sufficienti? "E' un problema reale, la copertura dal virus di AstraZeneca per gli anziani sembra bassa, secondo i dati scientifici disponibili. E' possibile che si invertano alcune classi di priorita' e si attenda a vaccinare gli anziani. O e' anche possibile che si torni a fare Pfizer e Moderna anche agli over 80 non piu' negli studi medici ma solo nei centri vaccinali: San Camillo ad esempio, il Campus Bio-medico, tenendo AstraZeneca per i piu' giovani. Dobbiamo anche dire- ha concluso Magi- che questi vaccini ce li aspettavamo a marzo ma poi sono arrivati prima, peccato comunque perche' avevamo iniziato bene".

(Org/ Dire)

Roma, 25 gen. - "Se e' giusto che i medici gia' contagiati abbiamo ricevuto il vaccino? Ne hanno pieno diritto, anche perche' ancora non sappiamo quanto duri la protezione". Risponde cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema.

"I medici sono stati chiamati per la vaccinazione- spiega Magi- e alcuni hanno fatto presente che erano appena usciti dal Covid o che lo avevano avuto, e quindi hanno detto di vaccinare prima gli altri; qualcuno invece si e' vaccinato ugualmente. Il vaccino e' un diritto-dovere del medico, un requisito indispensabile per operare in sicurezza e per salvaguardare i pazienti che visitiamo tutti i giorni anche perche', ribadisco, ancora non si sa con certezza quanto duri la protezione".

(Cds/Dire)