Cosa Beveva Janis Joplin è una creatura ibrida, un evento live fra musica e parola, mezzo concerto e mezzo teatro che vede protagonista una blueswoman di successo Ma’, che dopo una brillante carriera decide di tornare al punto di partenza, casa sua, per chiudere i conti con un passato di violenze e soprusi. Il blues è stato il grande dono che le ha permesso di prendere il volo, ma è lo stesso blues, spirito indomabile, a chiedere per sé tributi di eccessi e sofferenze. Se la santità e l’autodistruzione siano o no le condizioni imprescindibili per una grande voce è il terreno del conflitto con l’altro personaggio della pièce/concerto, Pi, una giovane e talentuosa musicista, rigorosa e introversa che si trova per la prima volta a suonare con Ma’.Pur subendone il fascino fatica a condividere le posizioni estreme sull’arte della sua compagna di palco e le due si fronteggeranno a colpi di microfono fra vecchi standard, fraseggi e cazzotti, come nella migliore tradizione del blues. Si racconta che Bessie Smith, l’imperatrice del Blues, invitata a cantare a una festa ospite di una facoltosa famiglia di industriali bianchi, alla domanda della padrona di casa, se si trovasse a suo agio lì fra loro, le abbia spaccato il naso con un destro ben assestato. Per i casi della vita la tomba di Bessie Smith nel Mississippi rimase senza lapide per quasi trent’anni fino a che Janis Joplin in un omaggio fra tributo e affiliazione la pagò di tasca propria.Cosa beveva Janis Joplin è un tributo a tutte le blueswomen che non avrebbero mai tollerato di avere una rivale sul palco a fare ombra ma che si sono battute perché la musica continuasse a vincere e suonare sulle miserie della vita.

Crediti Brugole&Co e Anfiteatro Sud

con Roberta Lidia De Stefano Flavia Ripa

drammaturgia Magdalena Barile

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CRONACHE DI UN BAMBINO ANATRAdi Sonia Antinori, regia Gigi Dall'Aglio

due anni di ricerche sul campo, per esplorare l'universo del disturbo specifico dell'apprendimento (DSA)

La nostra società non ama le imperfezioni. Sollecitano il sospetto, in qualche caso il rifiuto. Si teme la differenza, quindi si evita di comprenderla. La vita degli imperfetti diviene solitaria, dolorosa, forse rancorosa. Questo spettacolo li racconta, gli imperfetti, a partire dall'età più bella, a volte disgraziatamente infelice: l'infanzia.Cronache di un bambino anatra è incentrato sul tema della differenza, a partire dalla "dislessia", la difficoltà di lettura che riguarda una percentuale altissima di individui (in Italia dal 3% al 5% dei bambini, nei paesi anglofoni addirittura il 17%). Solo da qualche anno è stata riconosciuta la nozione di disturbo specifico dell'apprendimento (DSA) sollevando così da un giudizio di valore bambini a lungo vittime di una generale incomprensione.Il testo dello spettacolo è nato dopo due anni di ricerca sul campo, in cui l'autrice ha incontrato persone con disturbi di apprendimento, genitori, insegnanti e studiosi. Ne è scaturito uno spettacolo semplice come una fiaba, con personaggi riconoscibili (una madre, un figlio) e una struttura classica, in questo caso raccontata con salti temporali per coprire cinquant'anni di vita, dall'infanzia del figlio negli anni Sessanta fino ai giorni nostri. La storia comincia infatti dalla fine, dal momento del lutto di un uomo che alla scomparsa della madre ripercorre gli snodi emotivi della sua relazione. Una madre angustiata dal senso di colpa per aver compreso il proprio figlio troppo tardi, la sua battaglia contro se stessa e i pregiudizi di una società inconsapevole, i dubbi, i nuovi modelli e gli orizzonti di una didattica che cambia fanno da sfondo ai primi anni del bambino. La madre e il figlio dislessico sono vittime di un macrocosmo costruito su regole astratte inadeguate.

Incontro: 7 marzo ore 19.00 presso la Biblioteca Quarticciolo  in via Castellaneta 10

Cronache del bambino anatra Gli imperfetti / Raccontare la dislessia / Incontro tra Scienza e Arte

Un'occasione per raccontare la dislessia attraverso linguaggi diversi: quello logico della scienza, quello emotivo dell'esperienza e quello creativo del teatro. Un incontro condotto da Graziano Graziani (Radio 3 Rai) con Sonia Antinori, autrice del testo "Cronache del bambino anatra"; Graziano Piazza, attore e testimone, e con la partecipazione di AID – Associazione Dislessia Italiana; e l'intervento del Prof. Giacomo Stella, psicologo, psicolinguista, socio fondatore AID e consulente scientifico del progetto. 

Crediti di Sonia Antinori

costumi Ilaria Bomben

scene Enzo Sammaritani

disegno luci Angelo Cioci

regia Gigi Dall'Aglio

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Biglietti 8€ anziché 10€

Prenotazioni tel 06 69426222 - 06 69426277

e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

I biglietti prenotati vanno ritirati un giorno prima dello spettacolo