Segnalazione Abusivismo e Prestanomismo

Fino ad oggi, l’abusivo esercizio della professione era un reato sanzionato con pene assolutamente inadeguate rispetto alla gravità ed alla rilevanza degli interessi pregiudicati.

Con la L. 11 gennaio 2018 n. 3, in vigore dal 15 febbraio 2018, viene finalmente previsto un adeguato sistema sanzionatorio quale strumento repressivo e preventivo di tale fenomeno: la reclusione da sei mesi a tre anni, la multa da € 10.000 a € 50.000, la pubblicazione della sentenza di condanna, la confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commettere il reato e l’interdizione da uno a tre anni dall’esercizio della professione. Ancora più pesante la sanzione per il professionista che “ha determinato” altri a commettere il reato ovvero “diretto” l’attività dei correi nel reato: la reclusione da uno a cinque anni e la multa da € 15.000 a € 75.000.

Dunque, il nuovo art. 348 c.p., come sostituito dalla novella normativa, introduce oltre a pene principali ed accessorie più severe, la misura patrimoniale della confisca “obbligatoria” per i beni mobili ed immobili utilizzati o destinati a commettere il reato; in caso di condanna, tali beni sono trasferiti al patrimonio del Comune ove sono siti per essere poi destinati a finalità sociali ed assistenziali (art. 86 ter delle Disp. Att. c.p.p.).

L’adeguato sistema repressivo oggi introdotto rappresenta un efficace strumento nella prevenzione del fenomeno criminoso, obiettivo che l’OMCeO di Roma, nonostante la carenza normativa, ha sempre perseguito attraverso il rigoroso esercizio del potere disciplinare nei confronti del “prestanome”.

Il risultato raggiunto, auspicato ed incoraggiato dagli Ordini professionali, era particolarmente atteso dalle categorie professionali in cui il fenomeno dell’abusivismo rappresenta un problema dalla radici profonde, come in quelle medico-sanitaria ed odontoiatrica.

Con tale consapevolezza, l’Ente promuove costantemente una serie di iniziative sia di carattere informativo, rendendo i cittadini partecipi e consapevoli, sia di carattere legale, sollecitando il potere ispettivo dei N.A.S. e della A.S.L., nonché svolgendo un ruolo attivo nell’ambito dei procedimenti penali instaurati a carico degli abusivi e dei sanitari correi.

In particolare, l’Ordine, quale parte civile, esercita il potere di impulso processuale per ottenere la condanna nei confronti di imputati che, troppo spesso, restano impuniti grazie alla prescrizione del reato; per di più, l’Ente con la costituzione in giudizio chiede la condanna dell’abusivo e/o prestanome al risarcimento del danno non patrimoniale (danno morale e danno all’immagine). Grazie a tale attività processuale, negli ultimi dieci anni l’OMCeO di Roma ha ottenuto numerose sentenze di condanna per un importo complessivo di quasi € 280.000, di cui circa € 210.000 è la somma liquidata nei soli procedimenti a carico di falsi odontoiatri.

Ebbene, i risultati raggiunti sono la dimostrazione del fatto che la strada intrapresa appare quella giusta per combattere un fenomeno così deteriore per la società e per i professionisti.

È molto importante non disperdere il patrimonio della legalità nell’ambito del quale operano la prevalenza dei sanitari che svolgono con serietà ed onestà la propria professione e che, purtroppo, viene irrimediabilmente compromesso da falsi medici e falsi odontoiatri.

A tale proposito, l’OMCeO di Roma ha predisposto un modulo per segnalare, con la garanzia dell’anonimato, soggetti non legittimati all’esercizio della professione sanitaria e/o professionisti che concorrono nel reato ex art. 348 c.p. .

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