Roma, 19 nov. - Crollo dal 75 al 90% per l'attivita' sia di elezione che di Pronto Soccorso, azzerata la prevenzione, a rischio l'aderenza delle terapie, prezzo altissimo per la gestione tardiva di patologie il cui decorso e' fortemente condizionato da una diagnosi precoce. Questo il quadro dell'Urologia italiana in tempo di Covid-19, tracciato dalla Fondazione PRO nel corso di una conferenza stampa virtuale, nella giornata internazionale dedicata dall'Unesco alla salute maschile. "L'attivita' chirurgica per le patologie oncologiche non si e' fermata per i tumori della vescica e della prostata - spiega Vincenzo Mirone, Presidente di Fondazione PRO, Professore Ordinario di Urologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia Universita' Federico II, Napoli ma a tenere lontani gli uomini dalla propria salute ci ha pensato il combinato disposto della paura del contagio e della consueta, perniciosa, scarsa attitudine a prendersi cura di se' o a farlo quando ormai e' troppo tardi".

"Il Covid-19- ricorda Mirone- ha reso piu' difficile l'esistenza degli oltre 564mila uomini che in Italia vivono con un cancro alla prostata. Per il 71% dei pazienti il Coronavirus e' fonte di forte preoccupazione, mentre il 37% e' convinto di essere piu' esposto al contagio a causa dei trattamenti anti-tumorali. Quattro malati su dieci hanno evitato di andare in ospedale gia' durante il primo lockdown, rinviando cosi' cure e visite. E sette malati su dieci auspicano di poter assumere terapie trimestrali o semestrali, per poter cosi' ridurre gli accessi alle strutture sanitarie e garantire la continuita' delle cure.

A tutti loro e' dedicata la nostra campagna educazionale nazionale "Prostata, per il cancro non c'e' lockdown", un appello a non abbandonare le terapie, sposato e condiviso da una persona sensibile e generosa come Massimiliano Allegri, protagonista del nostro spot. A tutti gli uomini italiani, ma anche alle loro compagne, e' invece dedicata la PRO Tv www.fondazionepro.tv un progetto che mette insieme le piu' autorevoli figure italiane sulla formazione e la divulgazione di temi quali la fertilita', la salute della prostata, quella della coppia, la Telemedicina e i corretti stili di vita. Attivata dal luglio scorso, la tv, che viene costantemente aggiornata con nuovi autorevoli contributi, sta avendo un successo significativo nelle diverse fasce d'eta'. Il nostro obiettivo e', prendendo atto che con questa pandemia avremo ancora a lungo a che fare, costruire una nuova modalita' di interazione per difendere e diffondere la prevenzione urologica e andrologica".

"In un Paese che vede 25 milioni di uomini sopra i 15 anni, 8 italiani su 10 non si sono mai sottoposti a una visita dall'urologo- afferma Andrea Salonia, Professore Ordinario di Urologia e Direttore dell'Istituto di Ricerca Urologica Universita' Vita-Salute, Ospedale San Raffaele, Milano- eppure il cancro della prostata rappresenta il tumore piu' frequente nei maschi dopo i 50 anni, con numeri molto simili a quelli del tumore della mammella (36.000 nuove diagnosi ogni anno, con circa 7.000 morti). Possiamo intervenire su questi dati, iniziando col migliorare il rapporto con l'ambiente: un contesto sano ha infatti un ruolo protettivo della salute delle persone. Le ultime ricerche epidemiologiche confermano infatti una correlazione diretta, in particolare per quanto riguarda la fertilita' e l'esposizione ad agenti cancerogeni. Le caratteristiche del liquido seminale possono essere considerate una valida chiave di lettura dell'intero stato di salute dell'uomo e usate per fare prevenzione secondaria. I soggetti infertili, a parita' di eta' sono meno sani, biologicamente piu' anziani e la loro condizione puo' considerarsi un campanello d'allarme rispetto allo sviluppo di alcune patologie".

Centrale anche in questo AndroDay il tema della corretta alimentazione nelle attivita' di prevenzione. "Dobbiamo lavorare sempre piu' sui menu' funzionali- dichiara il noto chef Franco Pepe, artigiano pizzaiolo, ambasciatore della campagna di prevenzione di Fondazione PRO- La pizza deve diventare il frutto di un lavoro di squadra portato avanti da noi creativi con agronomi e nutrizionisti di fiducia. Solo cosi' sara' il risultato di un corretto bilanciamento di proteine, carboidrati, lipidi. Solo questo approccio multidisciplinare ci offrira' un piatto tipico buono e che fa bene. Ricordiamo che non parliamo di ossessioni patologiche per il mangiar sano, ma di stili di vita che ci risparmiano per esempio l'insorgenza della sindrome metabolica (associazione di ipertensione, intolleranza al glucosio, dislipidemia, obesita'), cosi' strettamente correlata ad altre patologie, non solo oncologiche".

"Nella sindrome metabolica- continua Mirone- si ha un abbassamento dei livelli circolanti di testosterone, strettamente correlato a malattie come il tumore della prostata, il deficit erettile, l'infertilita' e l'ipertrofia prostatica benigna, una patologia che affligge oltre il 50% degli uomini sopra i 60 anni e consiste nell'ingrossamento benigno della ghiandola, con conseguenti difficolta' nell'urinare. Un problema che ha un sensibile impatto sulla qualita' della vita degli uomini".

"Nella Giornata Internazionale dedicata alla salute degli uomini- conclude Mirone- vogliamo sottolineare che per la salute maschile il fattore di rischio, oltre al consumo di alcol e al fumo di sigaretta, al sovrappeso e alla sedentarieta', sta diventando sempre piu' la paura. La nostra campagna di prevenzione, che cerca di raggiungere gli uomini attraverso quegli schermi di fronte ai quali passano gran parte della loro giornata, mira proprio a ricordare loro il ruolo protettivo di comportamenti sani, ma anche di aderenza alle terapie e alla loro continuita', di partecipazione agli screening e attenzione al proprio benessere, con la consapevolezza necessaria per vivere a lungo e bene".

(Comunicati)

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