Roma, 12 gen. - In questa prima fase "i soggetti individuati a livello nazionale per la vaccinazione sono gli operatori sanitari e sociosanitari, i residenti e il personale dei presidi residenziali per gli anziani (platea che nel Lazio assomma 128mila persone). Dopo il 28 gennaio si aprira' la fase che riguarda gli over 70, che nel Lazio sono oltre 400mila, e su questo si e' ritenuto di coinvolgere anche i medici di medicina generale, oltre ai 20 hub e ai 60 spoke". Lo ha detto l'assessore alla Sanita' della Regione Lazio, Alessio D'Amato, parlando nella commissione competente della Pisana.

Il vaccino agli over 70 sara' somministrato anche dai medici di medicina generale: "E' stato richiesto a tutti gli ordini dei medici e della alte professioni sanitarie di fornire nel dettaglio i numeri di manifestazioni di interesse del personale sanitario non operante direttamente nel servizio sanitario regionale- ha proseguito D'Amato- Entro il 18 le strutture riceveranno quieti numeri per programmare, nella fase che si aprira' da febbraio, la somministrazione anche a queste categorie".

D'AMATO: LAZIO PRONTO A FARE TUTTO, MA SERVONO I VACCINI - Il Lazio chiede di spingere forte sull'acceleratore della fornitura di vaccini. L'assessore regionale alla Sanita', Alessio D'Amato, parlando nella commissione competente della Pisana ha spiegato infatti anche che per le somministrazioni "siamo pronti a vaccinare sette giorni su sette h24, a mettere in campo 4.500 medici di medicina generale e 1.500 farmacie, ma servono le dosi. Ne e' ben consapevole il commissario Arcuri, sollecitato continuamente anche da noi. Se avessimo a disposizione piu' dosi potremmo raggiungere l'immunita' di gregge il prima possibile. La campagna vaccinale ha necessita' di quantitativi importanti, che oggi solo in minima parte sono nelle nostre disponibilita': i prossimi invii saranno di 50mila dosi fino al 28 gennaio".

Per questo il Lazio spera che "nel frattempo le autorita' regolatorie europee e nazionale possano giungere all'approvazione della garanzia di sicurezza anche per tutti gli altri vaccini in dirittura d'arrivo. In particolare mi riferisco a quello di Astrazeneca, su cui lo stato italiano ha fatto un'opzione di acquisto di oltre 40 milioni di dosi, e quello di Johnson and Johnson. L'obiettivo ambizioso di attivare all'imminunita di gregge nel minor tempo possibile passa per la disponibilita' delle dosi di vaccino e dalla modalita' e capacita' organizzativa su cui pero' la nostra Regione ha mostrato di non essere da meno alle altre. La disponibilita' di vaccini non e' coerente con la nostra capacita' di somministrazione, che e' di gran lunga superiore a cio' che ci viene attualmente fornito", ha concluso D'Amato.

(Mtr/ Dire)

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