Roma, 19 feb. - Per il 69,4% della popolazione italiana, il vaccino e' il modo piu' rapido per tornare alla normalita', e piu' del 65% degli intervistati e' disposto a vaccinarsi contro il Covid-19. Sono i dati emersi da un'indagine condotta dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e il Laboratorio Management e Sanita' (MeS) dell'Istituto di Management della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Lo studio, presentato oggi a Roma nella sede Agenas, ha coinvolto 12.322 residenti di tutte le Regioni e Province autonome, fotografando le attitudini della popolazione italiana nei confronti del vaccino e della vaccinazione contro il Covid-19.

Secondo il rapporto, solo il 17,6% degli italiani non sembra intenzionato a vaccinarsi. La fascia di popolazione che piu' sembra propensa alla vaccinazione e' quella sopra i 65 anni (75,4%), mentre le percentuali di disaccordo maggiori (22,2%) si concentrano nella fascia d'eta' 35-44. "Sono molto soddisfatto della collaborazione con il Laboratorio Management e Sanita' (MeS) della Scuola Superiore Sant'Anna- dichiara Domenico Mantoan, direttore generale di Agenas- perche' il lavoro che abbiamo presentato oggi permette di segnalare alcune linee di azione che i policy maker nazionali e regionali potrebbero trovare utili per colmare il divario di implementazione della campagna vaccinale". Agenas, ha ricordato Mantoan, "e' un ente pubblico non economico e si configura come organo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale, che svolge attivita' di ricerca e di supporto nei confronti del ministro della salute, delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano. Questo lavoro ne e' la dimostrazione".

"La popolazione e' propensa a vaccinarsi ma chiede di piu', soprattutto piu' informazione- ha spiegato all'agenzia di stampa Dire Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa-La stragrande maggioranza ha ricevuto informazioni dalla televisione, seguono internet e i social. Grandi assenti le istituzioni sanitarie. La richiesta e' di avere molta piu' informazione da questi soggetti di cui i cittadini si fidano: istituzioni sanitarie, i medici, i professionisti. Per aumentare la propensione a vaccinarsi- continua la Rettrice- una serie di aspetti di tipo organizzativo-logistico saranno determinati. Come ad esempio la facilita' di accesso ai luoghi di vaccinazione, la chiarezza nelle modalita' di prenotazione e nella velocita' di svolgimento della vaccinazione".

(Adi/ Dire)

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