Roma, 22 feb. - Un anno di lotta contro il Coronavirus, un anno da anestesisti-rianimatori in prima linea: questa e' la storia raccontata oggi dove tutto comincio' dai rappresentanti della Siaarti, la Societa' italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva, che durante una conferenza stampa allestita nella sala congressi dell'ospedale di Codogno ha tracciato il bilancio di quanto fatto fino ad oggi e soprattutto quanto la professione ha in programma di fare per continuare a rispondere alla quotidianita' ed alle emergenze. "Cose che abbiamo fatto, cose che faremo" e' il titolo con cui si e' deciso di 'vestire' l'importante appuntamento, trasmesso via streaming e aperto a numero limitato, nel proscenio di quello che a tutti gli effetti e' il luogo simbolo della lotta al Covid-19, italiana e non solo.

"Abbiamo dato il massimo in un anno davvero impegnativo e vissuto sempre in trincea", afferma la presidente Siaarti Flavia Petrini, che ha introdotto la mattinata con i ringraziamenti "a tutti le colleghe e i colleghi italiani, che dal 21 febbraio 2020 fino ad oggi hanno permesso una gestione continua dell'emergenza pandemica, senza risparmiarsi", creando insieme agli altri sanitari coinvolti "quel baluardo assistenziale che ha permesso di salvare vite e di aiutare il Servizio sanitario nazionale a resistere in condizioni realmente estreme". A iniziare da Annalisa Malara, l'anestesista allora in servizio a Codogno che riusci' a diagnosticare il primo caso di Coronavirus italiano, quasi un anno fa, che ha presenziato all'evento insieme al direttore della Scuola di specializzazione in anestesia dell'Universita' Statale di Milano, Antonio Pesenti, il coordinatore della rete terapie intensive della Regione Lombardia (oltre che responsabile dell'area 'rianimazione-TI' Siaarti), Giacomo Grasselli, il coordinatore regionale Siaarti, Giuseppe Foti, il direttore del reparto anestesia dell'Ospedale Maggiore di Lodi, Gianluca Russo, il direttore della scuola di specializzazione dell'Universita' di Pavia, Francesco Mojoli, e il presidente Aaroi-Emac, Alessandro Vergallo. Un dialogo aperto, con diverse e dirette testimonianze in cui sono stati messi a fuoco i ruoli essenziali svolti dalla rete lombarda delle terapie intensive e degli anestesisti-rianimatori come 'primo baluardo' della salute degli italiani.

Tuttavia, cio' che gli anestesisti-rianimatori hanno dato al Paese fino ad oggi e' stato solo una parte di cio' che Siaarti ha dichiarato a Codogno: la parte centrale dell'appuntamento e' stata infatti occupata dal futuro e dalle attivita' che il settore sta avviando per cercare di rispondere a quei problemi che l'emergenza ha portato in primo piano. "Due progetti ci stanno a cuore oggi e vogliamo qui presentarli", sottolinea Petrini, ossia il 'Registro-cruscotto delle terapie intensive italiane', e il progetto 'Giorgio's', iniziativa di raccolta dati "volta a descrivere realta' strutturale ed operativa dei blocchi operatori degli ospedali italiani". Il Registro-cruscotto viene avviato da Siaarti per creare "uno strumento unico di rendicontazione fra le Regioni e i centri ospedalieri dotati di reparti di terapia intensiva". In poche parole, il progetto nasce per offrire una consultazione in tempo reale delle unita' di terapia intensiva accompagnata da un monitoraggio, sempre in tempo reale, dello stato di occupazione dei posti letto Ti. Oltre a questo, il nuovo metodo ideato da Siaarti garantirebbe trasparenza e aggiornamento quotidiano dei dati a cura della dirigenza medica, senza contare "un'ottimizzazione del sistema" che sarebbe propedeutica all'attivazione prima, e alla messa a regime poi, degli investimenti strumentali e strutturali stanziati con il recente Decreto Rilancio. In piu', il cruscotto nazionale garantirebbe alle istituzioni un accesso ai dati raccolti.

Il progetto 'Giorgio's', invece (che sta per 'Gruppo italiano organizzazione e ricerca gestione integrata operativa 'Siaarti') ha invece l'obiettivo di fornire una descrizione completa della struttura e delle attivita' di un blocco operatorio e di confrontare blocchi omogenei fra loro, evidenziandone punti di forza e debolezza, tutto per contribuire all'efficienza del sistema e al miglioramento della sicurezza. Questo sistema consentira', se ampliato su larga scala, di capire qual e' la riduzione o l'aumento delle attivita' chirurgiche nelle varie fasi di un evento come la pandemia che stiamo vivendo, ma soprattutto in tempi 'normali'.

"Riteniamo che questi due progetti siano un contributo concreto a tutto il Sistema sanitario nazionale- spiega la presidente Siaarti- che in molte occasioni ha confermato il bisogno di poter disporre di quei dati necessari per una programmazione corretta delle sue attivita', siano esse in emergenza, che in condizioni abituali".

(Nim/ Dire)

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