Roma, 15 apr. - "Abbiamo apprezzato le parole del Ministro della Salute, Roberto Speranza, che, nell'informativa resa alla Camera dei Deputati, ha chiesto di ascoltare i medici. Parole che non sono peraltro vuote di significato, ma che corrispondono al fattivo impegno che il Ministro ha dimostrato in quest'anno di pandemia". A parlare e' il Presidente della FNOMCEO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, che commenta quanto affermato questa mattina alla Camera dal Ministro della Salute: "Sul livello di occupazione delle terapie intensive dobbiamo ascoltare e valutare con la massima attenzione il grido di accorato allarme che, ancora una volta, ci viene dai nostri medici.
Non possiamo continuare a chiamarli eroi e poi fare esattamente il contrario di quello che ci chiedono: costringendoli in trincea, da soli, a "combattere" negli ospedali, tra difficolta' e sofferenze, con ritmi e carichi di lavoro non piu' sostenibili".

"È un problema di sicurezza delle cure- ammette Anelli- dovuto, appunto, al burnout degli operatori sanitari, ai carichi insostenibili di lavoro e anche di responsabilita'. Ed e', prima ancora, un problema di accesso alle cure stesse. Perche' se le terapie intensive sono piene di malati Covid non ci sara' posto per curare le vittime di infarti, ictus, incidenti stradali.

Perche' se gli anestesisti-rianimatori sono impegnati nella gestione dell'emergenza Covid siamo costretti a rimandare gli interventi programmabili. Programmabili, certo, ma non procrastinabili sine die, perche' le patologie- pensiamo a quelle oncologiche - se non curate tempestivamente, si aggravano. Ed e' un problema di uguaglianza, perche' a soffrire di piu' sono le Regioni e gli ospedali dove e' cronica la carenza di risorse umane e strumentali".

"Da qui le richieste dei medici, che sono state tutte ascoltate, in questi lunghi mesi, dal Ministro Speranza- continua Anelli- Da una parte, il richiamo alla prudenza e al rispetto delle regole, per non sovraccaricare gli ospedali e le terapie intensive, lasciando spazio anche alle altre patologie.

Dall'altra, l'accelerazione della campagna vaccinale, quale unica strada per uscire dalla pandemia. Su questo, ribadiamo la piena fiducia, oltre che al Ministro, al Presidente del Consiglio Mario Draghi, a tutto il Governo e al Commissario Straordinario, Generale Francesco Paolo Figliuolo".

"E poi, la richiesta piu' importante: quella di investire nel nostro Servizio Sanitario Nazionale, patrimonio di tutti noi, perche' nessun'altra pandemia possa coglierci, mai piu', alla sprovvista. Per gestire il Covid nella maniera piu' opportuna, sul territorio per i pazienti domiciliati e negli ospedali con la separazione dei percorsi sporco e pulito; ovunque con personale sufficiente, che lavori in equipe, e con strumentazioni e strutture adeguate. Per gestire al meglio la cronicita' sul suo terreno di elezione, quello piu' prossimo al malato, grazie a una nuova concezione della medicina territoriale- conclude- Non possiamo che ringraziare il Ministro Speranza per essersi sempre battuto per considerare la sanita' una risorsa e non un costo, e il capitale umano come il tessuto connettivo che tiene in piedi il Servizio Sanitario Nazionale. SSN che deve rimanere a prevalenza pubblico, per garantire a tutti i citttadini quei principi di uguaglianza, universalita', equita' sui quali e' fondato. E per garantire ai medici l'autonomia e indipendenza della professione, che di tali principi sono garanzia.

L'aziendalismo, al contrario, da qualunque parte, pubblica o privata, sia imposto, e' nemico di questi principi, e' nemico del Servizio Sanitario Nazionale, e' nemico della tutela della salute sancita dall'articolo 32 della Costituzione. I progetti previsti dal Recovery diventano, dunque, punti di riferimento fondamentali per avviare quella riforma che tutti noi auspichiamo".

(Red)

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