Roma, 15 apr. - Primo trapianto di trachea in Italia e il primo al mondo che viene effettuato su un paziente post Covid-19 effettuato presso l'Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea. I danni riportati dal paziente sono la conseguenza della malattia stessa ma anche alle tecniche di ventilazione invasiva che si sono rese necessarie durante la malattia. Il conseguente assottigliamento della trachea ha reso cosi' necessario l'intervento. Di questo si e' parlato oggi in conferenza stampa nell'Aula Magna del Rettorato dell'universita' Sapienza di Roma.

Antonella Polimeni, Rettrice della Sapienza, ha dichiarato: "Siamo particolarmente orgogliosi di presentare questo intervento che vede protagonista una nostra giovane chirurga del Policlinico Sant'Andrea.

Questo conferma il valore della ricerca del nostro Ateneo che ha delle ricadute sulle attivita' assistenziali. Oggi con questo trapianto innovativo di trachea su paziente Covid segniamo un passo in avanti noi e la Regione Lazio".

Cecilia Menna, che fa parte dell'equipe di chirurgia toracica, azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea emozionata ha commentato: "Un risultato di questo tipo si raggiunge solo attraverso un lavoro corale. La trachea forse e' un organo poco conosciuto ma che svolge un ruolo importante.

L'organo puo' essere la sede piu' colpita dal Covid-19. Dunque sia per danni indotti malattia che complicanze assistenza ventilatoria di cui non si puo' fare a meno per superare la malattia. Questo tipo progetto ha un alto impatto sociale nei mesi a venire perche' potremmo avere altri casi di patologie ostruttive della trachea nella sua totalita'. Nel paziente operato la trachea era completamente distrutta dalla malattia e dalle complicanze della ventilazione. Il nostro e' un primato assoluto perche' in un paziente post Covid non e' stata mai eseguita una chirurgia simile. Il nostro Centro e' gia' riferimento europeo per chirurgia malattie costruttive della trachea ma e' difficile trovare una malattia ostruttiva completa della trachea. In particolare il paziente Giuseppe ha 50 anni e rappresenta il primo paziente al mondo post covid che ha subito sostituzione trachea totale mediante un tratto di aorta, donata da cadavere grazie alla Fondazione banca di Treviso, e in Italia primo caso di sostituzione totale di trachea. Il paziente e' stato operato il 2 marzo e dimesso il 22 marzo. Il paziente ha potuto respirare, parlare e deglutire senza assistenza da subito".

Direttore sanitario del Sant' Andrea, Paolo Annibaldi ha sottolineato come: "Abbiamo iniziato a lavorare sulle stenosi tracheali post Covid da qualche mese e gia' abbiamo una casistica sulla trachea e notevoli risultati. Quando il professor Rendina ci ha proposto questo intervento innovativo ci siamo attivati per avere il tessuto dalla banca di Treviso e siamo stati in grado di affrontare subito questo intervento. Questo segna il primo ma ce ne saranno altri perche' purtroppo il Covid fa danni sulla trachea e noi vogliamo essere centro di riferimento in questo senso".

Erino A. Rendina, direttore di Chirurgia toracica, Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea ha aggiunto:" grazie a questo evento riusciamo a far sapere alle persone che possono avere bisogno che siamo in grado di intervenire in questo modo. Inoltre e' necessario sostenere le eccellenze in modo che gli studenti e i ricercatoti italiani non si facciano abbindolare dal canto delle sirene degli Stati Uniti o migrare all'estero perche' anche in Italia si possono fare cose innovative e all'avanguardia". Fabio Lucidi, preside, Facolta' di Medicina e psicologia, Sapienza ha sottolineato l'orgoglio e il valore di questo risultato. La testimonianza in collegamento del paziente ha evidenziato che sta bene e che ha ripreso tutte le attivita' compreso il ciclismo.

Alessio D'amato, assessore alla Sanita' della Regione Lazio, in conclusione ha detto: "Dopo questa testimonianza e' difficile aggiungere altre parole. L'evento testimonia una rinascita. Credo che usciremo piu' forti da questa stagione. Per uscire bisogna avere rispetto del primato della scienza sulla politica che deve fare un passo di lato e rispettare la ricerca. Sono onorato e fiero di presenziare alla presentazione di un evento chirurgico unico al mondo con esito positivo e il tutto in 20 giorni".

"L'importanza della scienza deve prevalere anche sulla campagna vaccinale. Abbiamo bisogno di un milione e mezzo vaccini ogni mese poiche' abbiamo la capacita' vaccinale di somministrare 50mila dosi al giorno, numeri che possono crescere. Non bisogna, come si sente dire da autorevoli personalita' europee che esiste una graduatoria dei vaccini. E' solo la comunita' scientifica deve dire e porre un limite all'uso perche' altrimenti si rischia un rallentamento della campana vaccinale. Credo al primato della scienza prima di tutto. La ricerca e la formazione dei nostri giovani deve essere considerata il volano per il futuro", ha concluso D'Amato.

(Red)

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