Roma, 11 ott. - "Siamo vicini ai medici, gli infermieri e a tutti gli operatori sanitari del Policlinico Umberto I di Roma, oggetto questa notte di un inaccettabile attacco da parte di una trentina di manifestanti. Esprimiamo la nostra solidarietà ai due operatori feriti e a tutti i colleghi che hanno continuato a curare in condizioni così difficili". A intervenire, dopo la notizia dell'assalto al Policlinico, è ancora il Presidente della Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, che aveva già manifestato il sostegno alla CGIL.

"Non è possibile che l'opposizione al green pass o al vaccino si trasformi in una guerra.

E che a farne le spese siano i medici, gli operatori sanitari, 'colpevoli' solo di stare dalla parte della scienza, della salute, della cura - continua Anelli -. Diciamo 'no' a questa violenza di stampo ideologico che sfocia in veri e propri atti di squadrismo".

"Come ha ricordato Papa Francesco, la cura è la strada maestra che conduce alla pace è il contrario dell'indifferenza, dello scarto, del violare la dignità dell'altro, cioè di quell'anti-cultura che è alla base della violenza e della guerra - afferma -. I medici sono operatori di pace. E non nemici da combattere perché vogliono curare, o perché mettono in guardia contro il Covid, o perché indicano il vaccino come via di uscita dalla pandemia".

"È triste, e può segnare l'inizio di tempi veramente oscuri, che ci sia chi, per una captatio benevolentiae a fini politici o personali, strumentalizza le paure delle persone, vendendo menzogne pericolose in cambio di verità sgradite - continua -. E fomenta un clima di odio e di violenza che travolge proprio quelle istituzioni presidio della democrazia e della convivenza civile. È questa la vera dittatura sanitaria, perché baratta diritti e libertà fondamentali dell'individuo e della collettività con gratificazioni immediate e fallaci".

"Ora diciamo: basta. Chiediamo che sia applicata pienamente la Legge contro la violenza sugli operatori sanitari - auspica Anelli -. Chiediamo che non ci sia indulgenza contro questo attacco, e contro quello alla sede della CGIL, perché sono aggressioni che vogliono mettere in forse la tenuta stessa della democrazia. E chiediamo prevenzione, perché i medici restino operatori di pace e non diventino bersaglio di lotte che nulla hanno a che vedere con la tutela della salute".

"Tutte le articolazioni della società civile devono essere unite nella condanna decisa di quanto accaduto - conclude Anelli -. Nessuno può chiamarsi fuori: siamo di fronte a un attacco duro che richiede una risposta ferma dello Stato, delle Istituzioni, della Società civile, appunto, e di tutti i cittadini che credono nella Costituzione e sono fedeli ai suoi principi".

(Red)

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