Roma, 23 nov. - "Penso che la ricerca e il rapporto positivo tra gli investimenti pubblici e privati siano le chiavi essenziali con cui possiamo provare a costruire il Servizio sanitario nazionale del futuro". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, in un video messaggio inviato in occasione della presentazione del Libro Bianco intitolato 'La ricerca biomedica e il rapporto tra pubblico e privato', a Roma presso il Nobile Collegio Farmaceutico.

"Un'iniziativa che è sicuramente utile per ragionare su quella che, dal mio punto di vista, è davvero la sfida più centrale dei prossimi mesi- ha proseguito Speranza- cioè l'investimento, il rilancio e il rafforzamento del nostro Servizio sanitario nazionale.

Ritengo che questi mesi ci abbiano consegnato una lezione decisiva per il futuro dell'Italia e cioè che il diritto alla salute e il Servizio sanitario nazionale sono davvero la cosa più importante che abbiamo e su cui dobbiamo investire di più e meglio nei prossimi anni".

Per troppo tempo, secondo il ministro, i bilanci sono stati dettati "solo da regole di finanza pubblica e non dalla necessità di rispondere fino in fondo a questo diritto fondamentale, che è il diritto alla salute, come richiamato dall'articolo 32 della nostra Costituzione. Per questo penso che la prima lezione dei mesi così difficili del Covid sia stata proprio che bisogna investire di più, chiudere la stagione dei tagli e ricominciare con coraggio a mettere risorse sul nostro Servizio sanitario nazionale. E abbiamo iniziato a farlo".

Ha ricordato quindi Speranza: "Quando sono diventato ministro, alla fine del 2019, c'era un miliardo in più da un anno all'altro sul fondo sanitario nazionale; in quei primi mesi, tra settembre, ottobre e novembre 2019, nella legge di Bilancio, con una battaglia e una discussione parlamentare non semplice, riuscimmo ad arrivare a due miliardi e in tanti pensavano che aver raddoppiato le risorse per il Servizio sanitario nazionale fosse un risultato importante da rivendicare. Poi, nel 2020, abbiamo messo 10 miliardi in più, di cui sei a regime e quattro di spese sanitarie; poi ancora nel 2021 è arrivato il PNRR con 20 miliardi in un colpo solo".

Dietro a questi "quattro numeri", ha concluso il ministro, c'è il "senso di un cambio di priorità: come Paese abbiamo finalmente capito che bisogna investire di più, ma oltre alle risorse serviranno le riforme e servirà mettere mano a ciò che funziona, migliorandolo ancora, e a ciò che non ha funzionato abbastanza e che deve essere migliorato".

(Red)

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