Roma, 24 nov. - Il tumore del polmone è oggi il principale big killer in Europa, causando più morti del tumore del colon, della mammella e della prostata messi insieme. Un cittadino europeo muore per cancro del polmone ogni 80 secondi. In Italia i decessi sono circa 40.000 l'anno. La diagnosi è spesso tardiva e solo 1 persona su 4 può essere operata. La TAC torace a basso dosaggio oggi permette una diagnosi precoce del tumore polmonare nei forti fumatori, consentendo quindi di intervenire in modo risolutivo (e mininvasivo) con una riduzione della mortalità che potrebbe salvare circa 10/15.000 vite per anno.

Il convegno in programma il 25 novembre nell'Aula Magna del San Camillo Forlanini, presieduto dal Direttore della UOC Chirurgia Toracica prof Giuseppe Cardillo, mette in luce le novità per identificare in modo più preciso i soggetti a rischio da sottoporre allo screening del tumore polmonare, il più efficace per numero di vite salvate dopo quello della cervice uterina e della mammella. A sottolineare l'importanza della prevenzione, pochi giorni fa il Ministro della Salute Roberto Speranza ha istituito la Rete Italiana Screening Polmonari, con un finanziamento di un milione di euro l'anno per sottoporre alla TAC torace 7500 soggetti a rischio. Si tratta di un importante progetto pilota, che si spera venga ampliato, considerando che in Italia il numero di fumatori è aumentato con lo stress da lock-down di circa 1 milione. Oggi nel nostro paese sono oltre 11 milioni fumatori, con una media di 11 sigarette al giorno a testa.

Al Convegno parteciperanno i maggiori esperti internazionali, fra gli altri il coordinatore nazionale della Rete Italiana Screening Polmonari, prof Ugo Pastorino, dell'Istituto Tumori di Milano, ed il professor Matthjis Oudkerk autore del maggiore studio europeo di screening.

(Red)

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