Roma, 11 mag. - "Il Pnrr è una grande occasione per il nostro Paese. Oggi abbiamo la possibilità di trasformare la crisi in opportunità, e la salute diventa nell'agenda pubblica un punto su cui aprire una nuova stagione di investimenti, anche in sanità digitale. A settembre del 2019, sul Fondo sanitario nazionale avevamo 114 mld di euro in questo settore. In 2 anni e mezzo siamo riusciti ad avere 124 miliardi. Un salto di 10 miliardi. Ma bisogna investire ancora. Ogni euro che si mette nella salute è un investimento sulla qualità della vita delle persone. La sanità digitale ha una potenzialità enorme, ma non deve mai essere messa in contraddizione con la relazione tra le persone.
Il più grande investimento lo dobbiamo fare ancora sulle persone: le donne e gli uomini che lavorano nella sanità". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenuto questa mattina all'Auditorium parco della musica di Roma in occasione della presentazione del progetto 'Sociotechlab - la tecnologia che fa bene alle persone', avviato da Spi Cgil insieme con l'università Sant'Anna di Pisa per incentivare l'uso delle tecnologie per fini sociali.

"Per la prima volta quest'anno abbiamo un Pon - strumento individuato dall'Europa per ridurre divari territoriali - dedicato alla salute. Quindi abbiamo molte riforme in campo con cui possiamo provare a costruire un nuovo sistema sanitario nazionale- ha aggiunto Speranza- La parola chiave della nostra riforma sarà prossimità. Dobbiamo investire il più possibile per una risposta sul territorio. Un medico e un infermiere che vengono a casa sono insostituibili. La parte di telemedicina non è sostitutiva ma aggiuntiva. Ci sono potenzialità enormi che si aggiungono al rapporto tra persone, che resta però centrale. Per mio padre, che ha 80 anni e vive da solo, la tecnologia è fondamentale per ridurre la distanza ma non può essere sostitutiva, per questo appena posso vado a trovarlo. Se togliamo dalla vita le relazioni con le altre persone, stiamo spegnendo la vita".

In riferimento alle nuove innovazioni in ambito di salute e ricerca, Speranza ha detto che "stiamo facendo passi avanti sorprendenti". Il ministro ha anche sottolineato che "il tema cruciale è fare sistema, perché una scoperta non cambia il mondo se non è messa in un sistema organico. Solo così si possono fare passi avanti. Ho vissuto con disagio il dibattito italiano in cui alla retorica degli eroi legata al personale sanitario, si accompagnava una norma in cui si bloccava la spesa del personale sanitario. Una norma che solo ora stiamo faticosamente provando a rompere perché figlia di una stagione che non c'è più".

Il ministro ha poi aggiunto che per innovazione in campo sanitario si intende anche nuova strumentazione, su cui saranno stanziati 4 miliardi di euro. "Il Covid ha fatto danni terrificanti, ma ci ha lasciato una consapevolezza che prima non c'era. Non dobbiamo sprecare questa crisi. Non basta l'eccellenza se poi resta nel cassetto, l'eccellenza deve diventare popolare. Anche la più bella innovazione deve poter cambiare la vita di una persona. Quindi oltre agli investimenti in ricerca c'è bisogno di un sistema".

ENPAM: SOLO 30% MEDICI HA USATO TELEMEDICINA, COLMARE GAP - "Un'idea finché resta un'idea è soltanto un'astrazione, se potessi mangiare un'idea, avrei fatto la mia rivoluzione, cantava Gaber 50 anni fa. Oggi, anche nell'ambito della Salute, siamo di fronte alla rivoluzione della transizione digitale. Tuttavia, se il 95% dei medici di famiglia vede i servizi di telemedicina come una grande opportunità, ma soltanto il 30 ne ha usufruito, significa che c'è un gap" ha detto invece il presidente dell'Enpam, Alberto Oliveti, intervenendo all'evento "La sanità digitale al servizio della salute pubblica", organizzato a Roma da Frontiers Health Italia.

Nel suo intervento, Oliveti ha messo in luce tre grandi questioni irrisolte al centro della rivoluzione digitale in campo medico in Italia. "Innanzitutto, abbiamo un problema di interconnessione- ha detto Oliveti- C'è l'esigenza di investire e costruire infrastrutture. Inoltre, serve un grande sforzo da parte di chi sarà incaricato di dare competenze e conoscenze, per far sì che si impugni bene questo concetto di digitalizzazione. La rivoluzione digitale è fondamentale per andare avanti, però per andare avanti bisogna 'mangiarsela' questa idea".

"La seconda questione è quella riguardante un mondo scientifico dove le evidenze fanno premio. Quanto oggi- si è chiesto Oliveti- è completamente validato della frontiera avanzata, della digitalizzazione, della telemedicina, dell'intelligenza artificiale? C'è da fare anche lì per avvicinarsi al concetto della 'commestibilità' dell'idea".

Il presidente dell'Enpam ha quindi ribadito l'assoluta priorità del capitale umano per potere realizzare l'auspicata rivoluzione digitale in campo medico. "La Medicina- ha detto Oliveti- avrà una grande amplificazione dall'intelligenza artificiale, dalla digitalizzazione, dalla conseguenza dei codici binari in condizioni discrete per poter dare delle risposte. Però non si potrà mai prescindere, io ne sono convinto, dall'esigenza di dare anche un valore morale, umano. Modificare il Servizio Sanitario Nazionale sotto l'impatto del Pnrr è una scommessa non facilissima di questi tempi, con i cigni neri che girano, ma che vogliamo vincere. Quindi è bene valutare con correttezza anche i problemi. Come ente di previdenza- ha ribadito il presidente Oliveti- abbiamo grande attenzione all'esercizio professionale dei medici e degli odontoiatri, perché è dal lavoro che nascono i contributi per le pensioni".

(Adi /Dire)

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