Roma, 11 mag. - "Insieme alle farmacie, i medici di base sono il tratto di maggiore capillarità sul territorio. Sui medici di medicina generale stiamo lavorando a una riforma. Oggi troppo spesso c'è una sconnessione tra il medico di base e il sistema sanitario nazionale. Stiamo pensando a un nuovo accordo che consenta di superare questa cesura. Il medico di medicina generale non è sufficientemente dentro il sistema nazionale. Lo studio del medico di medicina generale non deve essere isolato ma in una casa di comunità. Se il futuro del servizio sanitario nazionale è il tettiorio, dovremmo mettere a sistemare sia il medico di medicina generale che le farmacie, che potranno essere utilizzate molto di più, come si è visto per i vaccini".
Così Roberto Speranza, ministro della Salute, intervenuto all'Auditorium parco della musica di Roma in occasione della presentazione del progetto 'Sociotechlab - la tecnologia che fa bene alle persone', avviato da Spi Cgil insieme con l'università Sant'Anna di Pisa per incentivare l'uso delle tecnologie per fini sociali.

Speranza ha poi aggiunto che "non è vero che i medici di base non sono all'altezza. Svolgono una funzione fondamentale, ma dobbiamo metterli meglio a sistema. Il punto non è il contratto ma la funzione che esercitano. Senza medici generali non esiste il sistema sanitario nazionale. Per questo stiamo mettendo nuove borse anche in medicina generale", ha detto il ministro.

"È facile parlare male del servizio sanitario nazionale, invece è un modello che dobbiamo difendere con il coltello tra i denti. Dobbiamo lavorare perché i principi della nostra costituzione si realizzino. E per farlo oggi abbiamo finalmente le risorse. Dobbiamo usarle al meglio valorizzando nostri professionisti puntando in sanità del territorio e investendo in sanità digitale", ha concluso Speranza.

(Adi/Dire)

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