Roma, 20 set. - Ha compiuto 40 anni la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) e li ha celebrati oggi a Roma con una conferenza al ministero della Salute.

L'evento è stato l'occasione per fare il punto sulle attività condotte in questi decenni e per proporre una riforma della medicina generale "oggi più che mai urgente, a fronte delle lacune emerse durante la pandemia" e con la grande opportunità dei fondi del PNRR, che "dovranno essere impiegati nei prossimi mesi". Uno spunto anche per sollecitare le forze politiche ad attribuire il "giusto peso" alla sanità e a destinarvi le risorse necessarie.

Dopo il saluto istituzionale del ministro della Salute, Roberto Speranza, sono intervenuti tra gli altri la senatrice Annamaria Parente, presidente della XII Commissione Igiene e Sanità; Raffaele Donini, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle provincie autonome; Antonio Gaudioso, Capo segreteria tecnica del ministro; Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di Sanità.

"Già nelle premesse era scritto l'obiettivo della nostra società: cambiare radicalmente la struttura, l'infrastruttura e le modalità di organizzazione ed erogazione delle cure territoriali- ha detto il presidente della SIMG, Claudio Cricelli- La SIMG è nata con il concetto di presa in carico innato. Abbiamo sempre sostenuto la completezza della professione in tutte le sue componenti, compresa l'organizzazione del personale di studio e della figura infermieristica, quando negli studi medici c'era raramente personale, spesso non qualificato. Abbiamo formulato la prima proposta per la formazione specifica complementare, nell'ambito di un costate sostegno al concetto di specializzazione della medicina generale, come processo culminante di un percorso di formazione che ha preso il via solo negli ultimi decenni".

Il raggiungimento del 40esimo anniversario della Società proprio in questo momento, intanto, ha un forte valore simbolico, vista la necessità di una riforma del Servizio sanitario nazioanle che parta da un nuovo ruolo della medicina generale.

"Siamo lieti di constatare che finalmente in molti stiano comprendendo che la costruzione di una nuova e moderna medicina generale sia un processo appena abbozzato- ha proseguito Cricelli- Tuttavia, esprimiamo delusione per un impianto che capovolge il senso della medicina del territorio concentrando nell'hub le funzioni che invece dovrebbero essere potenziate nello spoke. In altri termini, la nostra proposta è di convogliare una maggiore quantità di servizi nella medicina del territorio, negli 'spoke' periferici".

I cittadini, veri fruitori del SSN, hanno infatti "bisogno di servizi, prestazioni e interventi di prossimità, vicini a casa, dove, sempre più vecchi e fragili, hanno necessità che tali servizi siano erogati. Altro elemento essenziale è la digitalizzazione, intesa come strumento che semplifichi i processi e che divenga l'alternativa allo spostamento fisico verso unità mastodontiche, come i distretti e le Case dalla Salute. Il modello oggi proposto è costoso e inefficiente. Mi auguro che il prossimo governo rifletta bene su allocazioni di risorse che indeboliscono il territorio, favorendo una visione centralistica e burocratica della medicina delle cure primarie", ha concluso Cricelli.

(Red)

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