Roma, 18 gen. - "Gli studi dei medici di medicina generale stanno avendo molta pressione per i pazienti ammalati, anche quelli non Covid che devono essere assistiti, e le certificazioni da fare, oltre che per le minacce psicologiche che ricevono dalle persone che vogliono un'esenzione dal vaccino a tutti i costi, e che si presentano con il proprio avvocato. Queste minacce sono rivolte anche ai medici vaccinatori degli hub, il problema è che quando avviene negli studi dei medici di base i colleghi sono spesso soli, per questo ci siamo rivolti ai nostri legali". Lo ha detto Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma, intervistato da 'Buongiorno Regione' su Rai 3, su quanto sta accadendo ai medici di famiglia.

I medici sono allo stremo. "Certamente i problemi- ha risposto in conclusione Magi- sono legati anche al sovraccarico sui medici dopo due anni di forte pressione dovuta alla pandemia, in ospedale e negli studi degli mmg, perché mancano le risorse umane nel Ssn per il ricambio necessario".

(Red)

In riferimento alla polemica tra Fimmg e Omceo Roma su impegno dei mmg nel territorio si fa presente che le dichiarazioni di Guido Coen Tirelli, segretario Anaao Lazio, sono espresse a titolo personale e in alcun modo devono essere intestate all’Ordine dei medici di Roma.

Il presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e Odontoiatri, Antonio Magi, parlando dei medici di medicina generale, ha più volte difeso la categoria denunciando le pessime condizioni dei colleghi che operano sul territorio che oltre a gestire l’80% dei pazienti COVID che non necessitano di ricovero continuano ad assistere tutti gli altri malati anche quelli che non possono ricoverarsi perché trovano i letti ospedalieri riservati per l’epidemia.

A tal proposito si riporta l’ultima dichiarazione in ordine di tempo ripresa dal sito sanitainformazione.it https://www.sanitainformazione.it/lavoro/medici-minacciati-per-esenzioni-vaccino-magi-ai-colleghi-riferite-ad-omceo-attivato-protocollo-dintesa-con-ordine-avvocati/ – in cui il presidente Antonio Magi definisce i MMG “Impegnati ventiquattro ore al giorno, dentro e fuori dal proprio studio, con visite e diagnosi che passano anche attraverso telefoni e computer. I medici di medicina generale sono vittime della confusione burocratica della pandemia e stanno affrontando un forte disagio professionale. Certificati di guarigione, prescrizioni e ricette mediche per esami e farmaci, nonché per i tamponi molecolari che nessuno vuole pagare privatamente, esenzioni da vaccini (se davvero servono) e non solo. Richieste continue dai pazienti che raramente considerano l’ammontare di lavoro del medico e arrivano anche alle minacce”.

Della polemica tra due sindacati non deve quindi in alcun modo essere investito l’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e Odontoiatri che è Ente sussidiario dello Stato e in quanto tale ha come unico interesse la tutela della salute dei cittadini e dei suoi iscritti. Tutti quanti, nessuno escluso siano questi medici di medicina generale, medici ospedalieri, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali interni.

Amareggia infine constatare che in questo momento, in cui la curva dei contagi da Sars Cov 2 sta riprendendo e le strutture sanitarie rischiano nuovamente di andare in affanno, si faccia polemica tra professionisti.

COMUNICATO STAMPA

Roma, 12 gen. - "Dobbiamo pensare che il virus ha delle varianti e la variante omicron del Covid-19 era già conosciuta per la sua alta contagiosità. Il fatto è proprio essere coperti dal vaccino, anche con la terza dose, che, anche se una persona dovesse risultare positiva, sicuramente risolve il problema con una sintomatologia generalmente abbastanza lieve, tranne che una persona soffra di patologie di altro tipo che, chiaramente, vanno a complicare la situazione". Così il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, ospite di 'Genetica oggi', condotta da Andrea Lupoli, su Radio Cusano Campus.

Magi ha proseguito spiegando che "se noi vediamo i numeri dei contagi di questi giorni in Italia, e mi riferisco ai positivi, rispetto a quelli che avevamo in passato nelle ultime due fasi, vediamo che in questo momento è il doppio, se non il triplo delle volte precedenti. Però se andiamo a vedere la situazione a livello ospedaliero per quanto riguarda i numeri delle terapie intensive e dei ricoveri, chiaramente ci rendiamo conto che la situazione è migliore".

Il presidente dell'Omceo Roma ha aggiunto inoltre che "non si può ancora parlare di virus endemico, ad oggi stiamo vivendo una situazione pandemica che poi si differenzia nel mondo. Ad esempio, non abbiamo contezza in questo momento della situazione della variante omicron nei Paesi orientali. È chiaro che per il futuro l'andamento sarà quello relativo a una infezione che diventerà endemica, come l'influenza stagionale".

Magi ha sottolineato, però, che "avere oggi strumenti come il vaccino per prevenire, come facciamo con l'influenza, ed avere strumenti per curare i pazienti, come gli antivirali e le terapie monoclonali, ci garantisce una situazione nettamente migliore rispetto a quando tutto ha avuto inizio".

Secondo il presidente dell'Ordine dei medici di Roma "è fondamentale far girare il meno possibile il virus per eliminare molte varianti, altro motivo per cui è molto importante la campagna vaccinale".

In merito a possibili lockdown mirati, su base regionale o 'cuciti a misura' sulle grandi città, Magi ha affermato che "non sempre la teoria e la pratica vanno di pari passo. Noi abbiamo indicazioni teoriche molto importanti e che dobbiamo consigliare sotto l'aspetto sanitario. Da quel momento bisogna metterle in pratica. Però sappiamo poi che il Servizio sanitario in questo momento è in sofferenza per la mancanza di operatori: non possiamo curare altri pazienti se non quelli Covid perchè vanno ad occupare spazi e posti letto, non possiamo fare interventi chirurgici, non possiamo realizzare molte di quelle cose che avremmo potuto fare".

Il presidente dell'Omceo Roma ha quindi precisato: "È chiaro che se ci chiudessimo in casa come abbiamo fatto la prima volta il virus sparirebbe. Ma non si può richiudere il Paese. Oggi abbiamo sicuramente condizioni migliori e possiamo controllare il virus. Con i dati alla mano, solo in situazioni particolari e straordinarie, il lockdown locale può essere una soluzione ma non è certamente una ricetta che possa valere su tutto il territorio nazionale".

Il Lazio è tra le regioni che nei prossimi giorni rischiano di tingersi di 'arancione'. "Io ritengo che in questo momento la situazione sia ancora sotto controllo- ha osservato- anche se la situazione è piuttosto pesante. Ce lo dicono i colleghi, che al lavoro sono stremati". E, purtroppo, a volte anche sottoposti a violenze fisiche e psicologiche. "Molti vengono minacciati da pazienti, accompagnati dai propri avvocati, che chiedono garanzie sull'esito della vaccinazione- ha detto Magi- Fortunatamente c'è una grande collaborazione tra l'Ordine dei medici di Roma e l'Ordine degli avvocati di Roma, perchè l'etica non vale solo sulla parte medica ma su tutte le professioni".

Per Magi "dobbiamo tutti quanti abbassare i toni. Abbiamo un problema comune che si chiama Covid. Possiamo risolverlo tutti quanti insieme. Rispettiamo le regole, anche chi è positivo e non è malato, visto che la maggioranza non ha infatti sintomi.

L'importante poi è andare a coprire il più possibile tutte le persone con la vaccinazione, per trasformare quindi la pandemia in una endemia che ci porteremo avanti per i prossimi anni. Il vaccino per l'influenza che facciamo ogni anno, per esempio, non è mai lo stesso di quello dell'anno precedente".

Per Magi comunque la ricetta per uscire prima dal Covid è una: "Fino a quando l'obbligo vaccinale non sarà esteso a tutti, è evidente che molti potranno continuare a fare il tampone per recarsi al lavoro o per svolgere determinate attività. Credo si debba avere il coraggio di prendersi tutti quanti le proprie responsabilità e dire che oggi c'è una situazione che possiamo risolvere con la copertura vaccinale. Così come stiamo facendo per gli ultra cinquantenni possiamo farlo per gli altri, affermando che c'è l'obbligo vaccinale".

Infine, il presidente dell'Omceo Roma ha tenuto a ricordare che "il vaccino, oltre a servire a noi stessi, serve per quanti non si possono vaccinare. Si tratta di persone che hanno patologie particolari che non gli consentono di vaccinarsi: si tratta di garantire gli immunodepressi, i 'fragili'. Noi dobbiamo tutelare tutti, anche chi non può vaccinarsi davvero".

(ascolta l'intervista di Magi)

(Red)

Roma, 11 gen. - "A livello sanitario vedremo gli effetti a breve, più o meno quindici giorni, della riapertura delle scuole.

Effetti che possono essere ridotti in modo importante se studenti e personale scolastico, in particolare, si vaccinano al più presto. Con la copertura vaccinale la scuola lavora in sicurezza". E' Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma, a spiegare cosa attendersi dalla ripresa delle lezioni dopo la pausa natalizia, nel pieno della crescita dei nuovi casi di Covid-19.

"Nel Lazio le vaccinazioni sui bambini 5-11 anni e 12-19 anni stanno andando molto bene, ma vi sono bassi numeri assoluti in Italia- mette in guardia Magi- Questo a causa dei dubbi e dei timori dei genitori, ai quali va spiegato ancora una volta quanto sia importante questa immunizzazione, non solo per i bambini e i ragazzi, ma anche per tutti coloro che non si possono vaccinare, persone fragili che finiscono in terapia intensiva". Per questa ragione, aggiunge il presidente dell'Omceo Roma, "ben venga l'obbligo vaccinale per gli over 50, perché è la fascia che più rischia di finire, come alcuni soggetti fragili, in intensiva. E credo che l'obbligo vada portato al più presto dai 40 anni, del resto l'obiettivo corretto è rendere obbligatorio il vaccino per tutti".

Un'immunizzazione che aiuterebbe i servizi sanitari, sotto pressione già ora e che saranno ancora più saturi nelle prossime ore, come spiega Magi: "Già adesso stanno arrivando tante persone, tutte insieme in ospedale e questo crea problemi, ci sono le file delle ambulanze e stiamo riducendo la cura degli altri malati; situazioni che abbiamo già vissuto nelle precedenti ondate ma che ora amplificano il loro impatto perchè i sanitari sono stremati da due anni di pandemia- sottolinea- e per i quali va organizzato il giusto turnover, perchè molti andranno in pensione ma pochi subentreranno. I medici infatti scappano dal Servizio sanitario nazionale per diverse ragioni, tra queste il fatto di ricevere un quarto della remunerazione che i colleghi ricevono negli altri Paesi europei, dove peraltro il numero di medici ed infermieri è persino maggiore".

Medici che, anche al di fuori degli ospedali, lavorano con molta pressione, spiega ancora Magi: "I medici di base non ce la fanno più, anche perchè devono gestire alcuni passaggi burocratici, ma soprattutto perchè i malati sono tanti e sono messi in estrema difficoltà dalle richieste di esenzione delle persone che non vogliono vaccinarsi, che minacciano persino i colleghi e si recano all'hub vaccinale con i propri avvocati".

Un quadro con molte ombre a cui si aggiungono anche le mancanze della medicina territoriale, secondo Magi: "I casi che vediamo in forte aumento in Lombardia sono frutto di questa sanità territoriale che non è stata potenziata, per quanto la delibera per la riforma sanitaria sia stata fatta da poco tempo. Nel Lazio a livello territoriale la medicina sta funzionando, le cure domiciliari sono portate avanti, ma in Lombardia i cittadini non hanno ambulatori dove andare e per una problematica che potrebbe essere gestita a livello ambulatoriale- denuncia infine il presidente dell'Omceo Roma- deve recarsi in ospedale e magari ne esce con il Covid".

(Org/ Dire)

Roma, 23 nov. - "Sicuramente le risorse del Pnrr possono andare nell'ambito strutturale, come le case e gli ospedali di comunità, ma quello che ci preoccupa in particolare è la mancanza assoluta di professionisti. Non si è infatti pensato al personale, che dovrebbe poi utilizzare gli strumenti tecnologici". Lo dice il presidente dell'Ordine medici di Roma, Antonio Magi, in occasione della presentazione del report di Salutequità dal titolo 'Il piano nazionale della cronicità per l'equità', ospitata nella sede dell'agenzia Dire.

(guarda l'intervista completa a Magi)

 

Red

Roma, 16 nov. - "I numeri stanno sicuramente aumentando, ma dobbiamo fare sempre riferimento a quelli dello scorso anno quando la speranza era quella di restare in zona gialla mentre ora il solo pensiero di entrarci sta diventando un dramma. E questo già ci deve dare l'idea che grazie alle vaccinazioni abbiamo una situazione di grande miglioramento". Così Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei Medici di Roma, intervistato da Elisa Di Iorio e Riccardo Protani nel programma 'Gli Inascoltabili' su New Sound Level.

"Il Covid non è che non c'è più- ha proseguito- siamo nella quarta ondata e per poter vivere in modo quasi normalmente come stiamo facendo oggi dobbiamo avere la consapevolezza di comportarci in modo adeguato: l'uso importantissimo delle mascherine al chiuso ma anche nei luoghi pubblici all'aperto come allo stadio, dobbiamo stare attenti e continuare la campagna vaccinale specialmente con chi può fare la terza dose per mantenere costante la situazione attuale evitando di mettere in crisi il servizio sanitario nazionale con le terapie intensive piene e gli ospedali ingolfati perché noi medici dobbiamo avere la possibilità di curare tutti i pazienti quelli col covid e quelli con tutte le altre malattie, perché quando abbiamo chiuso abbiamo creato delle problematiche importanti ai pazienti per esempio per quello che riguarda l'oncologia e in particolare la prevenzione lo stop ha creato diagnosi molto tardive che ha causato grandi problemi ai pazienti per la loro salute ma anche al servizio sanitario in termini di occupazione di posti letto. Bisogna portare avanti anche la campagna di vaccinazione anti influenzale perché rischiamo di avere dei numeri importanti di ricoveri che affolleranno gli ospedali sia per il Covid che per l'influenza".

"In questo momento non abbiamo ancora l'autorizzazione da parte di Ema e dell'Aifa per la vaccinazione al di sotto dei 12 anni- ha aggiunto Magi- Negli Stati Uniti l'ente preposto le ha già date, ci sono delle evidenze scientifiche che dimostrano l'importanza della copertura anche per questa fascia di età.

Vediamo cosa diranno Ema e Aifa guardando i numeri di queste sperimentazioni, sicuramente una copertura vaccinale più ampia chiaramente tutela la riduzione della diffusione, fortunatamente i più piccoli sono quelli che si ammalano di meno ma sono dei super diffusori e far ammalare chi non si è vaccinato e quelli che non si possono vaccinare. Noi ci vacciniamo anche per coloro che non possono farlo ed i bambini possono fare lo stesso, nulla in contrario se ci diranno, e penso che ce lo diranno, che il vaccino agli under 12 si potrà fare".

"Noi ci dovremo abituare a vaccinarci una volta l'anno, come accade con l'influenza, non appena la situazione pandemica sarà sotto controllo" ha concluso il presidente dell'Omceo Roma.

(Red)

Roma, 16 nov. - "Sta per uscire la norma sull'obbligo del richiamo vaccinale (terza dose) per i sanitari. Purtroppo in Italia è meglio specificare. Molti colleghi hanno già fatto il richiamo e i contagi tra gli operatori si stanno mantenendo costanti, non c'è quindi una crescita esponenziale. Comunque la maggioranza dei sanitari vaccinati sono asintomatici o con sintomi lievi, non severi, pochissimi presentano sintomi più importanti. Il vaccino funziona". Lo ha detto Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma.

"Il 70% dei ricoverati nelle corsie o in terapia intensiva negli ospedali sono persone non coperte dalla vaccinazione- ha poi specificato- tra questi purtroppo vediamo molti ultra 80enni che non hanno fatto il vaccino gran parte di questi perché mal consigliati. Poi ci sono coloro che hanno ricevuto una sola dose o chi è stato vaccinato da più di sei mesi"".

Una situazione che appare quindi sotto controllo, ma che costringe la sanità a ridurre le proprie attività in vista di una probabile crescita dei ricoveri. "Con l'aumento dei casi si sta ampliando il numero di posti letto da mettere a disposizione e riservare ai malati Covid- ha detto il presidente dell'Omceo Roma- Si stanno chiudendo in parte dei reparti e ci stiamo preparando alla possibile crescita dei posti in Terapia intensiva tutto a discapito degli altri malati. Non siamo fortunatamente per ora in una situazione critica- ha osservato Magi- ma serve continuare ad assumere alcuni comportamenti per evitare un peggioramento netto: vaccinarci innanzi tutto per chi non l'ha ancora fatto, fare il richiamo con la terza dose se abbiamo superato i sei mesi dal completamento del vaccino, continuare a mantenere ancora il distanziamento, sanificare spesso le mani e indossare le mascherine nei luoghi chiusi, ma anche all'aperto in caso di assembramenti come ad esempio allo stadio o se si partecipa ad eventi con tanta gente; fare un Natale senza restrizioni dipende solo da noi".

(Org/ Dire)

ROMA – “Non vedo dati da colore giallo, ma potrebbe succedere e quindi bisogna essere prudenti. Certo, se non si fossero cambiati gli indicatori per portare una Regione da un colore all’altro, ovvero se non si fosse passati da Rt e incidenza a ospedalizzazioni e terapie intensive, il Lazio sarebbe ora in zona gialla”. Così Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma, parla con l’agenzia Dire del rischio che con la risalita dei casi Covid scattino alcune restrizioni.

I FATTORI CHE INFLUISCONO SULL’AUMENTO DEI CONTAGI
“Attualmente – spiega Magi – abbiamo davanti questo scenario: il virus si attiva con il freddo, i comportamenti sono più rilassati, si va allo stadio senza mascherine, pochissimi ristoratori controllano il green pass, le scuole sono tutte riaperte già da diverso tempo. Tutti questi fattori incidono nel fare aumentare i contagi. Pochi finiscono in ospedale grazie al vaccino, ma con l’influenza stagionale ci sarà comunque un aumento degli accessi ai Pronto soccorso e bisogna evitare che ci siano sovraffollamenti e gli operatori sanitari vadano in affanno”.

“VACCINO PER TUTTI, ANCHE PER I BAMBINI”
E allora, secondo Magi, la soluzione è solo una: “Facciamo le terze dosi a tutti entro Natale, ma anche il vaccino ai bambini sotto gli 11 anni appena possibile. Indossiamo le mascherine al chiuso e all’aperto dove ci sono molte persone, come allo stadio, effettuiamo i controlli sul green pass, intensificando anche quelli alle frontiere, come nei porti e negli aeroporti, perché ci sono arrivi anche da Paesi che sono in una situazione drammatica per contagi e casi ospedalizzati. In poche parole, dobbiamo essere coscienziosi”.

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“VACCINO OBBLIGATORIO ANCHE PER RISTORATORI E COMMERCIANTI”
Il presidente dell’Ordine dei medici di Roma suggerisce un’altra strategia: “Aggiungo che bisognerebbe rendere obbligatoria la vaccinazione anti-Covid anche per coloro che sono esposti per motivi di lavoro, come i ristoratori e i professionisti che hanno attività commerciali”.

(Fonte «Agenzia DiRE» «www.dire.it»)

Roma, 28 ott. - "Noi oggi stiamo vivendo una quasi 'normalità', ma dobbiamo essere ancora prudenti, quindi usare le mascherine, sanificare le mani e mantenere le distanze, anche all'aperto; questo perché quando per esempio andiamo allo stadio, e si è uno accanto all'altro, il rischio è grande". Così il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, intervenendo alla radio New Sound Level.

"Insomma- ha proseguito- è necessario non abbassare la guardia e che anche i cittadini diano il proprio contributo. I medici e i sanitari già lo hanno fatto, sono stati i primi a vaccinarsi".

Secondo Magi, la vaccinazione è un "obbligo morale e sociale, che ha l'obiettivo di salvaguardare tutti. Ad ogni modo, ritengo che gli italiani abbiano dato dimostrazione di grande buonsenso". La vaccinazione nel Lazio, intanto, sta andando "molto bene ed è la Regione che ha fatto meglio di tutte. Siamo davvero soddisfatti. In questo momento- ha ricordato il presidente dei medici capitolini- è in atto una doppia campagna vaccinale, quella contro il Covid e quella contro l'influenza, che va fatta e completata". E il contributo alla vaccinazione "può essere dato da tutti, dalla medicina generale alla specialistica ambulatoriale, fino agli hub".

(Red)

Roma, 26 ott. - "Quali dovrebbero essere le prime mosse del nuovo sindaco per una città in 'salute'? Sicuramente eliminare i rifiuti dalle strade e renderle soprattutto sicure, riparando le buche, manutenendo le caditoie, per evitare gli allagamenti, e illuminandole a dovere". Risponde così il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in merito alle prime azioni che il neo sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, dovrebbe mettere in campo per la città.

"Le buche, in particolare, possono provocare incidenti anche gravi- prosegue Magi- per cui è chiaro che le strade debbano essere rimesse in manutenzione; quanto all'illuminazione, oggi ci sono ancora molti quartieri di Roma al 'buio' e questo non va bene. Vorrei ricordare che quando a corso Francia morirono le due ragazze, Gaia e Camilla, pioveva ed era buio pesto".

Magi fa quindi sapere che ha già avuto "diversi" contatti con il sindaco Gualtieri, che "ci ha promesso un tavolo tecnico aperto e permanente sulla sanità, a cui parteciperemo come Ordine per evidenziare i problemi e trovare tutti insieme delle soluzioni. Il sindaco- ricorda Magi- è il primo ufficiale sanitario e deve assicurarsi che l'assistenza sanitaria venga garantita a tutti i cittadini, 'monitorando' il lavoro delle Asl, promuovendo stili di vita salutari e occupandosi del socio-sanitario, un settore molto importante per la città, che dipende proprio dal Comune e dai Municipi", conclude.

(Red)

"Chiedo che a carico del colpevole o della colpevole vengano riconosciute le aggravanti previste dalla legge 113/2020 in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni”. Con queste parole il presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e Odontoiatri commenta l’aggressione ai danni della giovane collega avvenuta nella capitale sabato scorso. 

 

COMUNICATO STAMPA COMPLETO

Inaccettabile. Incivile. Demenziale.” Con queste tre parole il presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri (OMCeO), Antonio Magi, bolla l’aggressione agli operatori sanitari del Pronto Soccorso del Policlinico “Umberto I”, dove ieri notte, medici e infermieri hanno dovuto fronteggiare decine di manifestanti no-vax e una situazione che soltanto grazie all’intervento della Polizia non è degenerata in atti fisici e danneggiamenti ancora più gravi. Ciò nonostante, due operatori sanitari e due agenti sono rimasti feriti e un’infermiera è stata colpita con una bottiglia alla testa.

COMUNICATO STAMPA COMPLETO

Roma, 27 set. - "Come già detto dall'Ema, non ci sono controindicazioni nel fare sia il vaccino antinfluenzale che la terza dose contro il Covid. Anzi, è importante farsi quello contro il virus influenzale perché in questo modo non solo si evita la malattia ma si riducono sensibilmente i ricoveri a causa dell'influenza che potrebbero associarsi a quelli del Covid, creando un sovraffollamento nelle strutture sanitarie". Così il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi.

Il quale si è poi soffermato sulla somministrazione del vaccino antinfluenzale: "Sarà fondamentale, come è stato in passato, il compito dei medici di medicina generale, ma saranno importanti anche gli hub per la somministrazione. Chiaramente è necessario che sia garantito il numero di dosi sufficienti".

(Red)

Roma, 21 set. - "Riteniamo necessario che sia attivata il prima possibile la procedura per la terza dose da destinare almeno ai sanitari che sono stati tra i primi ad essere vaccinati". Così il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi.

"Sono loro ora i soggetti maggiormente a rischio di infettarsi, perché sicuramente la loro risposta anticorpale si è abbassata molto, essendo passati molti mesi dalla vaccinazione- prosegue- Bisogna evitare che questi colleghi diventino positivi e che si ammalino, soprattutto in questo momento, perché stiamo per entrare in una nuova stagione e non sappiamo come andrà. È importante che tutti i medici siano in servizio e che non vadano in quarantena, perché il rischio è quello di chiudere i reparti proprio per mancanza di personale medico". Secondo Magi, quindi, si deve vaccinare "il più possibile per dare una risposta anticorpale e per ridurre al massimo il rischio che un medico si ammali in servizio". Per il richiamo del vaccino ai sanitari si attende l'ok da parte del Comitato tecnico scientifico. "Speriamo che venga dato a breve", conclude Magi.

(Cds/Dire)