Roma, 8 ott. - "Medici di famiglia disponibili a fare tamponi? È un fatto importante, ma ovviamente il tutto va fatto nella massima sicurezza sia degli operatori sia dei cittadini. Negli studi non si possono accavallare pazienti che devono fare il tampone, e che magari possono essere positivi, ad altri che sono li' per altre patologie". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema ai microfoni di Teleradiostereo da Marco Fabriani. "Sono pienamente d'accordo sul fatto che i medici di famiglia facciano i tamponi- ha quindi sottolineato- ma ribadisco, serve la massima sicurezza".

BENE AUMENTO DRIVE-IN, CRESCONO RICHIESTE TAMPONI - "Era necessario aumentare il numero dei drive-in per fare i tamponi, meno male che e' stato fatto" ha detto ancora Magi.

"Indubbiamente il numero dei casi sta aumentando tra l'altro molte persone possono avere il dubbio rispetto ad alcune piccole sintomatologie che hanno, magari anche perche' hanno avuto un possibile contatto con un positivo. Il numero di richieste di tamponi sta aumentando in maniera geometrica e ritengo che la Regione Lazio abbia fatto bene ad aumentare i drive in- ha concluso- proprio per cercare di diminuire gli affollamenti".

REGIONE LAZIO SI OCCUPI ANCHE DI PAZIENTI NON COVID - "Purtroppo tante persone in questo momento non si curano. Si sono anche accumulate tante prestazioni che dovevano essere fatte durante il lockdown ma che non e' stato possibile fare. Facciamo quindi un appello alla Regione Lazio affinche', oltre ad occuparsi di Covid, potenzi anche l'offerta specialistica negli ambulatori delle Asl e negli ospedali" ha dichiarato il presidente dell'Ordine dei medici di Roma.

"È necessario andare a 'coprire' quei pazienti che in questo momento non hanno potuto essere visitati- ha proseguito Magi- e che invece devono fare dei controlli e vedere se le loro terapie stanno andando bene. Parlo di diabetici e cardiopatici, per esempio, insomma di tutte quelle patologie croniche che vanno seguite". Secondo Magi, infine, sono da recuperare "il prima possibile" anche gli interventi chirurgici, ma i cittadini "devono stare tranquilli perche' comunque si fara' sempre tutto e comunque nella massima sicurezza".

(Cds/ Dire)

Roma, 7 ott. - Il ministero dell'Universita' e della Ricerca nei giorni scorsi avrebbe dovuto pubblicare la graduatoria unica di merito per il concorso delle Scuole di Specializzazione in area Medica. Ad oggi pero' non si hanno notizie in proposito e il sito dello stesso ministero riferisce che potrebbero esserci delle nuove comunicazioni il 26 ottobre.

Per il presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Roma, Antonio Magi, "questo ritardo certo non agevola i colleghi che dovendosi spostare da una citta' ad un'altra per il corso di specializzazione hanno bisogno del giusto tempo per organizzarsi e affrontare con serenita' e certezza i cambiamenti a cui sono costretti".

A fronte di questa situazione e per tutelare i colleghi piu' giovani il Presidente Magi ha deciso di scrivere una lettera al Ministro Gaetano Manfredi "chiedendo - si legge nel documento - di poter essere ascoltati come organo sussidiario dello Stato, possibilmente per poter dare delle date certe per potersi organizzare in tempo ed affrontare con maggiore serenita' e certezza i cambiamenti a cui dovranno andare incontro in quanto questo comportera' per migliaia di colleghi la necessita' di trasferirsi in citta' diverse da quelle in cui abitano al momento, di 'ristrutturare' il proprio modo di vivere poiche' esclusi dalle borse ed assorbiti dall'imbuto formativo, o magari il raggiungimento di un obiettivo per cui tanto si e' faticato e tanto si e' sacrificato".

"È grave- aggiunge Maria Grazia Tarsitano, consigliere OMCeO Roma, referente giovani medici- che i colleghi a meno di due mesi dalla presa di servizio non abbiano certezza della data in cui sapranno la loro sede".

 

TESTO LETTERA AL MINISTRO

Roma, 6 ott. - Il presidente dell'Ordine dei medici di Roma e il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, hanno incontrato l'assessore alla salute della Regione Lazio, Alessio D'Amato, e gli hanno ribadito che l'attuale normativa vieta la presenza dei medici in farmacia. Allo stesso tempo hanno pero' aggiunto di essere "d'accordo con la Regione sulla necessita' di ampliare l'offerta tutelando operatori e cittadini".

"In merito alla somministrazione dei vaccini antinfluenzali anche in farmacia questa mattina insieme al presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, abbiamo incontrato l'assessore Alessio D'Amato e gli abbiamo ribadito la nostra posizione. Ovvero che la vaccinazione e' e resta un atto medico. In quanto tale dunque deve essere fatta da un medico e la legge impedisce la presenza di quest'ultimo medico in farmacia. L'assessore ha compreso e ha condiviso le nostre obiezioni" dice il presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della Provincia di Roma, Antonio Magi.

"Pertanto, vista la necessita' di ampliare l'offerta vaccinale, di concerto con l'assessorato alla Salute della Regione Lazio- continua- abbiamo pensato di mettere a disposizione della popolazione - oltre agli studi dei pediatri di libera scelta, dei medici di medicina generale e dei centri vaccinali - anche le strutture dei medici di continuita' assistenziale, i poliambulatori territoriali e gli ospedali in modo da garantire al cittadino una vaccinazione in assoluta sicurezza. Dunque per aumentare ulteriormente l'offerta vaccinale, e ad integrazione di quanto gia' detto assieme all'assessore D'Amato abbiamo valutato l'esistenza di altre possibili soluzioni in aggiunta alle Uscar in modo da garantire la sicurezza agli operatori sanitari ed evitare disservizi alla popolazione".

"Siamo infine d'accordo con l'assessore, avendo gia' calendarizzato un incontro, d'istituire un tavolo regionale su questo tema al quale parteciperanno tutte le figure professionali di riferimento" conclude Magi.

COMUNICATO COMPLETO

Roma, 2 ott. - "Non condivido nella maniera piu' assoluta la possibilita' di fare i vaccini nella farmacie perche' i farmacisti non sono abilitati a fare questo e la legge ci costringe ad intervenire. Non c'e' logica di ampliamento dell'offerta perche' si puo' tranquillamente ampliare l'offerta dentro gli ambulatori medici in modo totalmente sicuro. In farmacia per me assolutamente no, sarebbe un esercizio abusivo della professione". Cosi' Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma, intervenuto nel corso del programma Genetica Oggi condotto da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus.

"L'ordinanza di Nicola Zingaretti e della Regione Lazio che permette questo non va bene- ha continuato- perche' i farmacisti non sono abilitati a fare vaccini, solo i medici lo sono e i sanitari con un medico vaccinatore presente. I farmacisti non hanno la formazione per reagire nel caso ci fossero situazioni di allergie o con soggetti fragili che necessitano di un'attenzione particolare che solo il medico puo' avere. Spero intervengano il ministero della Salute e il Cts per non dare un parere favorevole altrimenti metterebbe in modo un meccanismo strano. A questo punto potremmo anche farli nei supermercati, anzi forse e' piu' di prossimita' un supermercato che una farmacia".

BENE OBBLIGO MASCHERINE ALL'APERTO, PAGHIAMO DISATTENZIONI - "In questo momento c'era giustamente bisogno di questa delibera.

Siamo stati meno attenti ultimamente e stiamo pagando le disattenzioni con un aumento dei contagi e dei pazienti ricoverati nelle terapie intensive. Ovviamente dunque c'e' stata l'introduzione di questo obbligo di indossare le mascherine anche all'aperto per ridurre i contagi, visto che fa anche piu' freddo e il virus puo' circolare piu' facilmente. Bisogna imparare a responsabilizzarsi tutti quanti, non e' possibile comunque ogni volta attuare azioni coercitive, speriamo aiutino a ridurre i casi" ha detto ancora il presidente dell'Omceo Roma.

"Mi preoccupano le persone ricoverate per il Covid-19 e quelle in terapia intensiva- ha concluso Magi- Diciamo che gli altri, dal punto di vista numerico, sono legati al fatto che se faccio piu' tamponi trovo piu' positivi, ovviamente".

(Red/ Dire)

Roma, 30 set. - "Se e' necessario che ad ogni raffreddore o starnuto un bambino faccia un tampone? Il rischio oggi e' quello di sovraccaricare il numero di tamponi richiesti, specialmente con le scuole aperte, ma al momento non abbiamo altre soluzioni". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema dall'agenzia Dire.

"Per evitare i contagi- prosegue Magi- in questo momento e' necessario essere il piu' prudenti possibili e fare i tamponi.

Certo e' che se al primo segnale ci si ritrova a dover fare un tampone laásituazione diventa complessa. Cosi' come sarebbe la 'fine' se per ogni bambino che arriva a scuola e fa un colpo di tosse tutti i suoi compagni fossero costretti a tornareáa casa e a fare i tamponi tutti i giorni". Il tampone, aggiunge il presidente dell'Omceo Roma, non e' una "passeggiata di salute- aggiunge Magi- e si stanno sperimentando altri tipi di test, che speriamo siano meno invasivi".

TAMPONI A TUTTI, MA POI DISCUTIAMO SU STADI... -"Quello che e' sconfortante e' che facciamo fare i tamponi ai bambini per ogni starnuto, ma poi ci ritroviamo a discutere se far entrare o meno 25mila persone dentro ad uno stadio" continua Magi.

"Nel nostro Paese esistono delle contraddizioni- prosegue- a volte prevalgono motivi economici su motivi sanitari, ma bisogna andare per priorita' e fare delle scelte, oltre che essere piu' coerenti". Quindi secondo lei, di riaprire gli stadi, ovviamente con ingressi contingentati, proprio non se ne parla? "Assolutamente no- risponde Magi alla Dire- il problema non e' far mantenere le distanze dentro lo stadio, ma far entrare e poi uscire 25mila persone ai cancelli. Non credo che riuscirebbero a rimanere a due metri di distanza gli uni dagli altri...".

Aggiunge Magi: "Lo abbiamo visto con le scuole: che senso ha che gli studenti tengano le mascherine per cinque ore di fila se poi non appena escono si baciano e si abbracciano?". Altra questione, secondo il presidente dell'Omceo Roma, riguarda gli "assembramenti" dei genitori davanti alle scuole: "Accompagnano e vanno a riprendere i figli per timore dei contagi sugli autobus, ma cosi' e' aumentato anche il traffico. Bisognava organizzarsi prima, sei mesi fa". Lo stesso, ricorda ancora Magi, e' accaduto con la questione mascherine: "All'inizio mancavano i dispositivi di protezione individuale, che sono arrivati tardi e che invece avremmo dovuto avere a disposizione prima. Per questo voglio fare un appello: monitoriamo la disponibilita' delle mascherine- conclude- perche' se dovesse scoppiare di nuovo un'emergenza non dobbiamo ritrovarci a fare il mercato nero".

IN MOLTI NON FANNO TAMPONE, TEMONO PERDERE TEMPO - "Soprattutto in una grande citta' come Roma, capita che le persone non vadano a fare il tampone perche' temono di perdere un'intera giornata. Cosi', il piu' delle volte, si convincono di avere solo un raffreddore" dice ancora Magi.

"A questo si sta aggiungendo il fatto che per avere l'esito del test, a volte, si devono aspettare giorni- aggiunge- con persone a casa in attesa di tornare a lavoro". Secondo il presidente dell'Omceo Roma, e' pero' necessario che i cittadini siano "pazienti, perche' purtroppo e' una guerra contro il virus. Quando durante la Seconda guerra mondiale gli aerei sganciavano le bombe tutti quanti correvano nei rifugi. Dobbiamo fare lo stesso".

IN ITALIA SU 39 TAMPONI 1 È POSITIVO - "La Campania e' la Regione con piu' casi in Italia? Questo dato non ha alcun significato, dipende dal numero di tamponi che si fanno" dice il presidente dell'Ordine dei medici di Roma in merito al 'salto in avanti' della Campania, che in una settimana ha avuto 1.796 positivita' (+38%), scavalcando Lombardia e Lazio.

"Il numero di persone risultate positive ad un tampone dipende da vari fattori, non e' significativo a livello statistico- prosegue- da' solo un segnale di quello che si sta cercando, servirebbe piuttosto avere un numero 'indice', cioe' sapere ogni giorno quanti positivi ci sono per tampone. In questo momento la media nazionale e' di un positivo per 39 tamponi fatti. Non abbiamo questo rapporto regione per regione- conclude Magi- quindi dire che una regione e' al primo posto non ha logica".

(Cds/ Dire)

Magi: “Struttura intermedia tra ospedale e territorio. Fondamentale per aumentare qualità di cura e competenze”

“Struttura importante quella che è stata inaugurata oggi, anche se già operativa, perché ha come caratteristica quella di essere intermedia tra ricovero ospedaliero e attività di cura territoriale. Siamo di fronte ad una realtà importante per Roma”.

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In questo modo eviteremo anche la chiusura degli ambulatori ospedalieri e territoriali e la conseguente sospensione delle cure a milioni di cronici”. Con l’aumento dei positivi al Covid-19 nel Lazio il presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Roma, Antonio Magi, chiede di verificare la disponibilità dei Dispositivi e di provvedere immediatamente, prima che sia troppo tardi, qualora gli approvvigionamenti fossero insufficienti. “È necessario monitorare la situazione per far lavorare in sicurezza i nostri colleghi e tutelare i pazienti”.

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Roma, 23 set. - "Siamo preoccupati perche' l'aumento di casi positivi nel Lazio e' rilevante, cosi' come e' rilevante l'incremento nelle terapie intensive: siamo passati in poco tempo da 6 pazienti a 30". Lo ha detto, all'agenzia Dire, il presidente dell'Ordine dei medici di Roma e provincia, Antonio Magi.

"Sospettavamo un aumento dei contagi in famiglia causato dai giovani di rientro dalle vacanze, tanto e' vero che si sta lentamente alzando l'eta' media dei positivi- ha continuato Magi- Questa volta, pero', conosciamo meglio il virus, sappiamo come intervenire per gestire la malattia anche a domicilio. Le strutture non sono in sofferenza, i posti letto in terapia intensiva ci sono. Ma se i numeri continueranno ad aumentare, allora la preoccupazione sara' maggiore".

MASCHERINE ALL'APERTO SOLO SENZA DISTANZIAMENTO - "Le mascherine all'aperto sono importanti qualora non fosse possibile garantire il distanziamento fisico. Altrimenti non ce n'e' bisogno" ha detto invece Magi commentando la proposta avanzata dall'assessore regionale alla Sanita', Alessio D'Amato, di istituire l'obbligo di mascherine all'aperto nel caso la curva dei contagi continuasse a salire.

"Se il distanziamento e' sufficiente, stare tutti con le mascherine non serve" ha aggiunto, ricordando invece l'importanza di avere sempre con se' i gel per sanificare le mani. Sulla possibilta' di creare zone rosse in aree ristrette, invece, Magi si e' detto d'accordo: "E' gia' stato fatto, a Nerola o Fondi per esempio. Sono lockdown utili, d'altronde finche' manca un vaccino siamo costretti a tentare di circoscrivere il contagio".

REGIONE LAZIO VIGILI SU DISPOSITIVI PROTEZIONE - "Vorrei che la Regione Lazio vigilasse sulla presenza dei dispositivi di protezione. Il momento di fare scorte, qualora non fossero sufficienti, e' proprio questo. E' necessario monitorare la situazione per far lavorare in sicurezza i nostri operatori e difendere i pazienti" ha concluso il presidente dell'Ordine dei medici di Roma e provincia, Antonio Magi.

(Mel/ Dire)

Roma, 21 set. - "Il governo fa bene a fidarsi dei cittadini ma, come leggiamo in questi giorni sui giornali, ci sono anche situazioni dove non tutti rispettano le regole: ragazzi a scuola con la febbre o sintomatici e scuole costrette a chiudere. Per evitare che si interrompa l'attivita' scolastica, e' importante avere dei termoscanner all'entrata che misurino la febbre e magari anche persone che si rendano conto se lo studente ha altri sintomi. E' una questione di sicurezza, perche' se il contagio si diffonde poi non c'e' altra soluzione che richiudere gli istituti". Lo ha detto, all'agenzia Dire, il presidente dell'Ordine dei medici di Roma e provincia, Antonio Magi, in merito alla decisione del Tar che ha respinto la richiesta del governo di sospendere l'ordinanza del Piemonte che impone alle scuole la verifica della temperatura agli studenti.

"In questo momento la sicurezza e' fondamentale. Purtroppo stiamo assistendo a una risalita dei casi all'interno delle famiglie, che e' il risultato di cio' che abbiamo visto quest'estate" ha aggiunto Magi, secondo il quale e' necessario istituire anche la figura del medico scolastico. "Nella Regione Lazio e' stato presentato un disegno di legge, so che altre Regioni ci stanno lavorando- ha spiegato- E' fondamentale avere negli istituti la figura di un medico non soltanto per le necessita' dell'epidemia, ma anche per fornire un'educazione sanitaria agli studenti. Una persona che non deve dare voti, ma sia di sostegno e di conforto ai ragazzi. Spesso i ragazzi hanno timore a esternare i loro dubbi, ma sapendo che c'e' un medico, tenuto al segreto professionale, potrebbero avere piu' facilita' ad aprirsi". Infine, sull'arrivo a breve dei test salivari, Magi ha sottolineato: "Se funzionassero sarebbero l'ideale. La cosa importante e' proprio questa: che siano affidabili".

(Mel/ Dire)

Roma, 18 set. - "Vista l'importanza e l'obbligatorieta' della vaccinazione antinfluenzale penso sia fondamentale aumentare l'offerta. Ma il fatto di andare a fare un vaccino in farmacia, francamente, mi lascia in parte perplesso". Risponde cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema dall'agenzia Dire.

"Fare un vaccino in farmacia- prosegue Magi- non credo sia ottimale per quanto riguarda il tema della sicurezza. E poi non e' assolutamente competenza del farmacista svolgere quel tipo di attivita', che invece spetta ai sanitari".

Secondo Magi serve dare "piu' diffusione possibile" alla vaccinazione, purche' sia svolta in "strutture sanitarie 'protette'- spiega- cioe' sicure e regolamentate. Penso agli studi dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, ma anche alle strutture della specialistica ambulatoriale. Un malato cronico che va a fare una visita cardiologica o pneumologica, per esempio, potrebbe approfittare del medico che lo sta visitando per farsi fare direttamente da lui anche il vaccino", conclude.

(Cds/ Dire)

Così il presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della Provincia di Roma, nel corso di un’intervista a Radio Radicale, parlando di medicina scolastica, dei camici grigi, dell’utilizzo dei fondi Ue e delle liste d’attesa nel Lazio.

Ascolta l’intervista QUI

Roma, 7 set. - "A che punto siamo con i riconoscimenti per i 'medici eroi' che si sono contraddistinti durante l'emergenza Covid-19? Non bene, fino ad ora solo molte chiacchiere e poca sostanza". Risponde cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema dall'agenzia Dire.

"Abbiamo avuto colleghi che hanno lavorato e che non hanno ricevuto neppure il bonus- prosegue Magi- È successo anche che abbiano premiato persone che in realta' non hanno collaborato durante l'emergenza". Gli italiani hanno la memoria corta? "Si'- risponde il presidente dell'Omceo Roma- gli italiani hanno una memoria talmente corta che anche questa estate, quando gli abbiamo dato le raccomandazioni affinche' fossero prudenti, non le hanno seguite. E questo esporra' nuovamente a un pericolo tutto il personale sanitario, medici e infermieri, se il Covid continuera' ad andare avanti con i numeri. Questo potrebbe coinvolgere anche le nostre famiglie, quindi dovremo fare attenzione quando torneremo a casa". Gli italiani, prosegue Magi, sono stati quindi "incoscienti" e "oltre a non pensare al danno economico, che potrebbe crearsi se si dovessero di nuovo chiudere alcune aree, non hanno avuto neppure il pensiero e il rispetto per le persone che sono morte", ha concluso.

(Cds/Dire)

Roma, 1 set. - "Se i tamponi andavano fatti anche prima di partire per le vacanze? Sicuramente, ma il problema e' che prima la situazione era abbastanza sotto controllo, i casi di contagio si erano notevolmente ridotti e le terapie intensive erano praticamente vuote o scarsamente occupate". Cosi' il presidente dell'Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, intervistato oggi su Tele Radio Stereo da Marco Fabriani.

"Il problema e' nato perche' purtroppo il virus ha nuovamente una progressione geometrica- ha spiegato- cioe' una persona ne infetta un'altra, in due ne infettano quattro, poi otto e cosi' via. Ora il tampone diventa veramente indispensabile".

Ma questa estate siamo stati poco prudenti? "L'attenzione sicuramente e' venuta meno, siamo stati meno accorti- ha risposto ancora Magi- Noi come medici avevamo invitato i cittadini alla prudenza attraverso una importante campagna. Ma purtroppo questa estate, come abbiamo visto, la prudenza e' mancata. Cosi' ci ritroviamo in una situazione- ha concluso- che speriamo in qualche modo di poter controllare".

CLIMA UMIDO FAVORISCE PASSAGGIO COVID-19 - "Il clima umido favorisce il passaggio del virus, quindi dobbiamo stare attenti, soprattutto ora che si sta andando avanti con la stagione" ha detto ancora Magi.

Interpellato poi sul tema mascherine, ha ricordato che devono essere indossate "al chiuso nel momento in cui si sta in una stanza insieme ad altre persone o se c'e' un gruppo di persone". Inoltre, bisogna mettere le mascherine "anche all'aperto se c'e' un assembramento".

Il presidente dell'Omceo Roma ha quindi voluto aggiungere: "La nostra raccomandazione, oltre all'utilizzo delle mascherine, e' anche quella di vaccinarsi contro l'influenza, visto che andiamo incontro alla stagione fretta, perche' questo ci permettera' di differenziare il Covid dall'influenza. Anche perche'- ha ricordato- le terapie che noi abbiamo hanno un effetto se riusciamo ad intervenire sul paziente nelle prime fasi della malattia". Chi ha un'influenza, poi, ha basse difese immunitarie e "in quel caso il Covid-19 potrebbe diventare ancora piu' aggressivo".

L'esperienza passata, infine, ci ha insegnato "fortunatamente molte cose, per cui se riusciamo a prendere il virus in tempo in qualche modo evitiamo alle persone di finire in terapia intensiva", ha concluso Magi.

VACCINO CONTRO INFLUENZA, CITTADINI NON ASPETTINO ULTIMO MINUTO - "Tra fine mese e inizio ottobre potremo iniziare a fare le vaccinazioni. Ma esorto i cittadini a non andare tutti quanti all'ultimo minuto" ha spiegato il presidente dell'Ordine dei Medici di Roma.

"Dovrebbe partire a breve la campagna vaccinale- ha spiegato Magi- la medicina generale e' gia' pronta, come lo sono i pediatri e le aziende sanitarie. Dobbiamo possibilmente aumentare l'offerta, in maniera tale che la vaccinazione possa essere a disposizione di tutti nella maniera piu' semplice. Ci stiamo preparando per questo". Ma chi deve vaccinarsi contro l'influenza? "Sicuramente il personale sanitario tutto- ha risposto- che deve essere operativo e cercare di non ammalarsi. Inoltre tutte le persone che hanno dai 60 anni in su. Poi, ovviamente, piu' ci vacciniamo tutti quanti- ha concluso- meglio e'".

SU VACCINO NON BISOGNA ANDARE DI FRETTA - "In questo momento in Italia si sta sperimentando il vaccino, ma non bisogna andare troppo di fretta, perche' i vaccini vanno testati in maniera corretta. La speranza, certamente, e' poi quella di arrivare quanto prima ad un vaccino contro il Coronavirus" ha concluso in diretta ai microfoni di Tele Radio Stereo.

(Red)

Roma, 31 ago. - "Sicuramente un referente e' utile perche' mette direttamente in contatto le Asl con i vari istituti scolastici, ma secondo noi rimane sempre fermo un punto: va inserito nelle scuole anche il medico scolastico, che possa essere di supporto sia alle Als sia al referente Covid". Risponde cosi' il presidente dell'Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, interpellato dall'agenzia Dire in merito all'organizzazione (in corso) in ogni Asl di speciali unita' anti-Covid per le scuole coordinate dai referenti dei Servizi di igiene delle Asl, annunciata nei giorni scorsi dall'assessore regionale alla Sanita', Alessio D'Amato.

"Solo con i referenti non riusciamo a risolvere il problema all'interno delle scuole- spiega Magi- gli istituti scolastici devono essere messi in sicurezza, i ragazzi devono essere screenati prima di entrare con la misurazione della febbre, devono essere seguiti. E qualora ci fossero problemi e' necessario un intervento immediato da parte del medico scolastico. Solo in un secondo momento vanno avviate tutte le procedure legate al tracciamento. Faccio un esempio: se c'e' un bambino che ha la febbre, quindi una sintomatologia Covid, viene isolato e vengono screenati tutti i compagni. Ma se quel bambino ha altri due fratelli, che frequentano altre due scuole, e' chiaro che si apre un meccanismo molto piu' ampio. Non e' una questione semplice, la scuola andava preparata per tempo".

Forse non ci si aspettava un cosi' precoce aumento dei casi? "Noi medici da mesi diciamo di stare attenti, questa estate abbiamo fatto un'importante campagna in questo senso- risponde ancora il presidente dell'Omceo Roma alla Dire- Eravamo preoccupati di una seconda ondata, che c'e' stata un po' in tutto il mondo. E anche noi potevamo averla, anche molto piu' contenuta se fossimo stati naggiormente attenti. Speriamo di riuscire a fronteggiare i 'danni' che sono stati fatti questa estate, con un monitoraggio attento dei vari focolai".

Le scuole, in quanto "importanti punti di ritrovo e di assembramento dei giovani", secondo Magi sono anche dei "probabili e possibili focolai che possono essere trasferiti nelle famiglie- sottolinea- Senza contare gli insegnanti, molti dei quali stanno cominciando solo adesso a sottoporsi ai test sierologi, mentre sarebbe stato utile avere fin da ora un'idea generale della situazione".

Per il presidente dell'Ordine dei Medici di Roma la scuola e la sanita' sono dei "punti strategici del Paese- sottolinea- ma entrambe sono state un po' trascurate e abbandonate in termini di investimenti economici. Basti pensare ai locali delle scuole, spesso inadeguati e vetusti".

Interpellato infine su un eventuale incontro con l'assessore D'Amato, per discutere del medico scolastico, Magi risponde: "Ho parlato con D'Amato qualche giorno fa, abbiamo avuto un confronto bilaterale e costruttivo, lui mi ha chiesto di lavorare ad una normativa che regoli la figura del medico scolastico, legata non soltanto al Covid, ma che possa essere mantenuta anche per il tema della prevenzione. Sto lavorando prorio in questo senso, sto cercando di capire in quale tipologia contrattuale possa essere inserito il medico scolastico. Ho gia' preso contatti con la Sisac (Struttura interregionale sanitari convenzionati, ndr), abbiamo avuto un proficuo scambio di idee- conclude- che spero di riferire questa settimana direttamente all'assessore".

INFERMIERE SCOLASTICO? SOLO SE ACCANTO A MEDICO - "In alcune Regioni si sta parlando degli infermieri scolastici. Ma l'infermiere puo' dare solo assistenza, non diagnosi e cura" dice poi Magi nel corso dell'intervista all'agenzia Dire.

"L'infermiere puo' essere sicuramente d'aiuto al medico, ma non puo' intervenire in maniera autonoma- prosegue- Cosa puo' fare l'infermiere? Misurare la febbre? A quello puo' pensarci anche qualcun altro, il problema e' capire la sintomatologia o fare un'ipotesi diagnostica immediata".

Secondo Magi, quindi, le "competenze sono fondamentali, altrimenti non ci sarebbe bisogno di laurearsi in Medicina o in Scienze infermieristiche", conclude.

(Cds/ Dire)