Roma, 23 mar. - "Nel Lazio, facendo un raffronto con gli stessi mesi del 2019, abbiamo avuto da dicembre 2020 a oggi un incremento del 6% per quanto riguarda i morti no-Covid". Lo fa sapere il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, nel corso di un'intervista rilasciata all'agenzia Dire.

"Questa e' sicuramente una conseguenza di tutte le diagnosi perse- spiega Magi- considerando anche che nei primi mesi del 2020, quando eravamo in lockdown, c'e' stata una importante riduzione della mortalita' legata a traumi stradali o incidenti sul lavoro nella fascia d'eta' inferiore ai 45 anni. Ma, nonostante questo, c'e' stato appunto un incremento di decessi legati a tutte le altre tipologie di morti escluso il Covid".

Dunque in Italia, facendo "una media dei morti tra il 2015 e il 2019, abbiamo avuto 24.635 morti in piu' no-Covid. La media tra il 2015 e il 2019 era infatti di 645.620 morti, mentre solo nel 2020 abbiamo avuto 746.146 morti, quindi un 15,57% in piu'".

Ma esiste una 'classifica' delle visite e diagnosi perse nel Lazio a causa della pandemia? "Calcolando la differenza tra il 2019 e il 2020- risponde Magi alla Dire- abbiamo 194.975 visite oculistiche non fatte, 147.569 visite dermatologiche, 146.649 visite cardiologiche, 117.443 visite ortopediche, 65.891 mammografie non eseguite, 59.211 visite neurologiche, 52.749 tac non eseguite, 24.734 visite gastroenterologiche e 16.412 visite oncologiche".

(Cds/Dire)

Roma, 22 mar. - "In merito alla campagna vaccinale, bisogna continuare a garantire sempre e comunque la sicurezza dei cittadini. Per questo e' necessario che sia presente almeno un medico in ogni sede vaccinale, comprese le farmacie e le parafarmacie. In caso di reazioni avverse, infatti, e' importante che siano pronti a intervenire i medici". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi.

RT LAZIO A 0,95 MA NON ATTENDIBILE, NO AD 'ARANCIONE' - "Lazio presto 'arancione'? Onestamente non sto vedendo una diminuzione dei casi, anzi vedo un incremento delle terapie intensive e dei ricoveri. Sembra che l'Rt sia attualmente al di sotto dello 0,95, ma non ritengo che questo dato sia cosi' attendibile. In ogni caso non penso sia possibile in questo momento passare dal 'rosso' all''arancione'" dice poi Magi.

"Le persone continuano a non comprendere, vanno nei parchi e la mattina in strada c'e' traffico- aggiunge- Per uscire da questa situazione serve la collaborazione di tutti quanti, ma ad oggi ancora paghiamo le conseguenze di chi ha continuato a uscire". Quanto ai dati, secondo Magi arrivano in "maniera non uniforme" e c'e' un "problema di comunicazione": per esempio, tra ieri e oggi, a Latina, Frosinone e Rieti e' "come se non avessero avuto nuovi casi, perche' sono esattamente gli stessi rispetto al giorno precedente", conclude.

(Cds/Dire)

Roma, 19 mar. - "La domanda da porsi e': che rischio corriamo con il vaccino AstraZeneca e quale con il Covid? Negli stessi mesi in cui abbiamo iniziato a somministrarlo, a fronte di pochissimi casi sospetti, e non correlati, abbiamo avuto 12mila morti per Covid. Credo che il dato si commenti da solo". Cosi' Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma.

Sul fronte delle vaccinazioni in capo ai medici di base nel Lazio, "per ora non abbiamo modo di fare dosi a domicilio, come pure era previsto. Intanto sono stati fatti degli accordi, e abbiamo quindi trovato i vaccinatori, tra i quali odontoiatri e altri professionisti, e possiamo dire, appena ci saranno i vaccini da inoculare, che i medici sono pronti e vaccineranno nei tempi previsti. Bisogna pero' avere la tranquillita', nel senso di poter rassicurare i pazienti che le dosi ci sono: lo abbiamo gia' vissuto con i vaccini antinfluenzali, c'erano tante prenotazioni ma poche fiale".

Magi, tuttavia, e' fiducioso e sostiene che "per la seconda meta' di aprile andremo a regime: avremo anche il vaccino Johnson&Johnson, rivolto a tutti e che sara' a disposizione dei medici di base proprio perche' monodose, cosa che agevola la somministrazione. Si tratta di circa 1 milione di dosi per la regione Lazio su 5 milioni di residenti, sperando che siano consegnate tutte quelle promesse a livello nazionale. Intanto stiamo lavorando a un vaccino in casa, in Italia. Cosi' il prossimo autunno non sara' come quello del 2020...".

(Org/Dire)

Roma, 16 mar. - "Siamo contenti di sapere che il governo stia lavorando a uno scudo legale per i medici. Bisogna far lavorare i colleghi che devono vaccinare nella massima sicurezza, senza avere il terrore. Anche perche' esistono situazioni di natura contrattuale diverse l'una dall'altra, per cui ci sono colleghi scoperti da assicurazione. Non ci piove sul fatto che ci voglia lo scudo legale per i medici". Lo dice il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, dopo che il ministro della Salute, Roberto Speranza, oggi ha fatto sapere che il governo e' a lavoro sullo scudo legale per i medici.

IMPORTANTE ACCORDO REGIONI E GOVERNO PER ALLARGARE PLATEA - "Abbiamo firmato questo accordo, ed e' una buona notizia. E' importante, in questa fase di 'blocco' delle vaccinazioni, organizzarsi al meglio per poter poi ricominciare a somministrare le dosi, non appena le avremo di nuovo a disposizione, grazie a una vasta platea di colleghi che si sono resi disponibili" commenta ancora Magi parlando invece dell'accordo sottoscritto da pediatri di libera scelta, medici specialisti ambulatoriali e odontoiatri con Governo e Regioni per la loro partecipazione alla campagna vaccinale.

(Cds/Dire)

Roma, 15 mar. - "Temevo che sarebbe successo e ci siamo arrivati. Ora paghiamo le conseguenze dei nostri comportamenti irresponsabili di 14 e di 7 giorni fa, ma anche dell'ultimo weekend...". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in merito al primo giorno di Lazio 'rosso'.

"Nella nostra regione- prosegue- stanno aumentando i casi di persone ricoverate, e in maniera importante anche le terapie intensive". Secondo Magi, dunque, non c'e' neppure, eventualmente, la necessita' di rivedere, come alcuni hanno chiesto, i criteri che hanno di fatto portato il Lazio in 'lockdown': "Non e' soltanto un fatto amministrativo o di Rt, ma una questione sanitaria, dobbiamo salvaguardare il Servizio sanitario nazionale. Oltre ai malati di Covid, peraltro, ci sono anche gli altri malati. Quindi dobbiamo mantenere aperte tutte le strutture, evitando di affollare gli ospedali e le terapie intensive, per evitare ovviamente anche i decessi".

Magi si augura inoltre che arrivino "il prima possibile i vaccini per tutti quanti, per uscire da questa buia vicenda". Sul futuro e' ottimista: "Penso che nei prossimi mesi la situazione migliorera', perche' andiamo anche incontro alla bella stagione, con l'aumento della temperatura e con il caldo che 'ferma' i droplet. Ci sara' quindi anche una situazione piu' favorevole- conclude Magi- e il virus girera' di meno".

(Cds/Dire)

Roma, 12 mar. - "Le misure restrittive che riguardano la nostra regione sono fondamentali per garantire a tutti i pazienti un'adeguata assistenza sanitaria". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, intervistato da Tele Radio Stereo.

"Voglio ricordare- ha aggiunto- che oltre ai pazienti Covid, con conseguente aumento di ricoveri e terapie intensive, esistono gli altri malati, e anche a loro il Servizio sanitario nazionale deve garantire piena assistenza".

"Sarebbe fondamentale in questo momento- ha poi concluso- avere la capacita' di essere performanti al cento per cento in tema di vaccinazioni. Questo aiuterebbe molto il nostro Servizio sanitario nazionale, evitando che vada in crisi".

ASTRAZENECA, AUTOPSIE AIUTERANNO A FARE CHIAREZZA - "Bisogna sicuramente andare fino in fondo per accertare le cause di questi decessi. Sembra pero' che si tratti di un lotto di vaccino ben preciso, un lotto austriaco, segnalato prima in Danimarca e poi distribuito in altre parti del mondo e anche in Italia. E' necessario capire cosa sia realmente accaduto prima di affermare con certezza che quanto accaduto sia legato a un evento avverso provocato dal vaccino. Lo sapremo a breve. Se parliamo di grandi numeri, al momento sappiamo che non si sono verificati altri casi simili" ha detto ancora il presidente dell'Omceo Roma parlando del blocco precauzionale per un lotto di vaccini AstraZeneca.

Magi ha sottolineato come "questo vaccino si sta utilizzando da molto tempo. L'Inghilterra lo sta usando da tantissimo e lo stesso stanno facendo altri Paesi. Quindi, al momento, non possiamo essere sicuri che il vaccino sia la causa delle morti. Probabilmente si tratta di un lotto o di una situazione del tutto casuale che soltanto i controlli e le autopsie saranno in grado di chiarire".

Andare avanti con le vaccinazioni e con la prevenzione: sono queste le due azioni fondamentali, secondo il numero uno dell'Omceo Roma per scrivere la parola fine alla pandemia da Coronavirus. Per Magi, pero', e' decisivo poter fare affidamento il prima possibile sulle dosi del farmaco. "La vaccinazione e' fondamentale. Senza di essa il virus continuera' a circolare e a modificarsi. Non ne usciremo se non troviamo una soluzione definitiva: il vaccino rappresenta una di queste. Bisogna aumentare la capacita' dei vaccinatori ma dobbiamo trovare le quantita' di dosi sufficienti perche' questo avvenga in tempi rapidi. Il problema importante che abbiamo non consiste infatti nel trovare chi inocula il vaccino ma la quantita' di vaccini.

Questi giorni- ha concluso- stiamo lavorando a grande ritmo insieme alle istituzioni per aumentare l'offerta del numero di professionisti, in attesa dei vaccini che dovremmo avere a sufficienza a partire dal prossimo mese di aprile".

(Red)

Roma, 11 mar. - "Grazie a una estensione dell'accordo, a stretto giro potranno vaccinare anche gli odontoiatri e tutti i medici specialisti delle Asl. Si sta quindi ampliando l'offerta dei professionisti che potranno inoculare il vaccino. Lo avevamo gia' detto che i medici ci sarebbero stati, ma il problema rimane la scarsita' delle dosi". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi.

"Approfittiamo almeno di questi 20 giorni dall'arrivo dei vaccini per organizzare al meglio le risorse- prosegue- non perdiamo altro tempo prezioso, facciamoci trovare pronti".

Intanto "sta migliorando" la consegna dei vaccini tra i medici di medicina generale, nel senso che "mano a mano si sta semplificando la parte informatica- fa sapere Magi- e anche il ritiro del vaccino, perche' si trova quello che e' stato ordinato. Rimane sempre pero' qualche disfunzione e le dosi sono poche".

In piu', aggiunge ancora Magi, "so di molti colleghi che si mettono le fiale vuote in tasca pur di non lasciarle negli studi, perche' sono loro i responsabili e perche' devono riconsegnare personalmente".

Sul fronte invece delle somministrazioni ai medici, "la Regione Lazio ha vaccinato tutto il personale sanitario, ma non ancora tutti i medici liberi professionisti: ne mancano all'appello circa 7.500, un po' piu' della meta' di quelli che devono ricevere il vaccino".

"Li stanno chiamando molto lentamente- fa sapere- alcune Asl non hanno neppure iniziato a farlo. Manca una regia comune".

Alcuni medici liberi professionisti con patologie, inoltre, non hanno potuto vaccinarsi con AstraZeneca e "non c'e' ancora un protocollo per richiamarli successivamente", conclude Magi.

(Red)

Roma, 8 mar. - "Bisogna ripensare al femminile il Servizio sanitario nazionale". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in occasione della Giornata internazionale della Donna. "Oggi- spiega- due medici su tre sono donne, ma l'organizzazione continua a essere basata su un modello maschile, di vecchio stampo. Un sistema del genere complica la possibilita' di una donna di esercitare pienamente anche il suo ruolo di madre. Per questo molte donne non partecipano ai concorsi per entrare negli ospedali, ma preferiscono la libera professione, perche' hanno delle esigenze che non coincidono con l'attuale organizzazione del Sistema sanitario nazionale. È evidente che la capacita' professionale non dipende dal genere di appartenenza, ma e' fondamentale modificare la modalita' organizzativa anche nella tipologia di rapporto giuridico con il Ssn molto piu' flessibile".

(Cds/Dire)

Roma, 5 mar. - "I soldati sono al fronte, i fucili sono puntati, ma stiamo aspettando i proiettili...". Ha risposto cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sullo stato dell'arte dell'organizzazione della campagna vaccinale nel Lazio, intervenendo nel corso della trasmissione 'Genetica Oggi' su Radio Cusano Campus.

"La capacita' di fuoco e' veramente importante, gia' da adesso potremmo andare tranquillamente a 'coprire' circa 30.000 dosi al giorno- ha aggiunto Magi- grazie alla disponibilita' dei medici di medicina generale e di altre figure professionali, ma il problema sono le dosi che scarseggiano. Basti pensare che e' stata consegnata per medico una sola fiala per 11 somministrazioni".

Interpellato poi sulle vaccinazioni per priorita' tra pazienti fragili, Magi ha risposto: "Abbiamo gia' individuato quelle che potrebbe essere le categorie fragili da vaccinare per prime, ma purtroppo c'e' ancora molto da fare. Lo ripeto: in questi giorni abbiamo un problema grandissimo che stiamo affrontando e che spero si possa risolvere il prima possibile, cioe' la scarsita' di dosi di vaccino che abbiamo a disposizione". Magi ha pero' assicurato che, una volta arrivate le dosi, si partira' "sicuramente dalle persone piu' fragili, che hanno piu' possibilita' non solo di ammalarsi ma anche di avere un decorso della malattia piu' problematico", ha concluso.

OTTIMISTI, AD APRILE SAREMO 'INONDATI' DA DOSI - "Dobbiamo essere ottimisti e resistere ormai per poche settimane, perche' le dosi di vaccino sicuramente arriveranno e finalmente potremo impostare una buona campagna vaccinale nel Lazio ma anche in tutta Italia" ha detto poi Magi.

"Nel mese di aprile probabilmente saremo 'inondati' da dosi di vaccino- ha proseguito- quindi non dovremmo avere problemi neppure a somministrare la seconda dose a chi gia' ha ricevuto la prima". Alcune tipologie di vaccino, come AstraZeneca, possono avere il richiamo anche "a distanza di alcuni mesi- ha ricordato Magi- e su quelle non dovrebbero quindi esserci problemi per la seconda dose". Intanto arriveranno anche altri vaccini, come quello della Johnson&Johnson, che hanno bisogno "soltanto di un'unica dose- ha aggiunto- e' questo rendera' piu' rapido il sistema di vaccinazione permettendo di 'coprire' la popolazione il prima possibile". E Sputnik V? "Credo arrivi anche quello", ha risposto infine Magi.

(ascolta l'intervista)

(Red)

Roma, 4 mar. - "Chiedo ufficialmente un tavolo con la Regione Lazio per individuare, anche insieme ai vari Ordini sanitari, le priorita' tra i pazienti fragili da vaccinare. Lo riteniamo indispensabile". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in merito alle Regioni che in tema di vaccinazioni stanno procedendo in ordine sparso.

"È necessario rimettere in moto una nuova campagna vaccinale- prosegue Magi- capendo qual e' lo stato dell'arte attuale e la disponibilita' al momento dei vaccini. Serve un piano strategico che ci permetta di vaccinare il prima possibile la popolazione piu' fragile". In alcune Regioni ci sono "addirittura tanti vaccini non utilizzati nei frigoriferi- aggiunge ancora Magi- mentre in altre Regioni non ce ne sono a sufficienza. La distribuzione e' un po' a macchia di leopardo".

In merito alla dose unica di vaccino, il presidente dell'Omceo Roma ritiene poi necessario "fare chiarezza anche su questo. Deve ovviamente essere l'Aifa a dire quali sono le procedure per quanto riguarda la dose unica o doppia. Penso pero'- sottolinea Magi- che se dovessero arrivare tutti i vaccini non ci sarebbe neppure il problema della dose unica o doppia. La dose doppia e' infatti un problema per chi ha fatto la prima dose, ma se si puo' fare una dose unica e poi invece abbiamo la disponibilita' per farla doppia, a quel punto mi sembra una sciocchezza e uno spreco di risorse".

(Cds/ Dire)

Roma, 1 mar. - "Circa 400 medici nel Lazio non sono ancora stati vaccinati o perche' hanno patologie per le quali, se sono al di sotto dei 65 anni, non possono ricevere le dosi di AstraZeneca ma solo quelle di Pfizer o Moderna, o perche', e sono molti, non sono ancora stati chiamati". Risponde cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in merito ai medici vaccinati nel Lazio.

GIUSTO AVVIARE CAMPAGNE, MA A MMG DOSI INSUFFICIENTI - "Continuiamo giustamente ad aprire le campagne vaccinali a tutti quanti e il prima possibile ma il problema e' che il numero dei vaccini non e' sufficiente. È come se invitassimo tante persone a cena ma con un solo piatto di pasta da dividere per tutti" aggiunge il presidente dell'Ordine dei medici di Roma in merito all'avvio delle vaccinazioni anti-Covid dai medici di medicina generale.

"Voglio far notare che ogni medico di famiglia avrebbe a disposizione soltanto due fiale per fare le vaccinazioni- prosegue Magi- che corrispondono alla possibilita' di vaccinare pochissime persone, quindi non si inciderebbe comunque in maniera importante sul problema". Appena arriveranno i vaccini, conclude Magi, i "4.354 medici di famiglia nel Lazio saranno tutti quanti operativi al 100%".

CHIUSURA SCUOLE? CI SONO VARIANTI, E BAMBINI VETTORI EFFICACI VIRUS - "Sono pienamente d'accordo con l'assessore D'Amato, purtroppo la situazione e' quella che e' e le varianti stanno girando molto nelle scuole" dice ancora Magi, in merito al rischio di chiusura delle scuole nel Lazio per contenere la diffusione del virus, di cui oggi ha parlato anche l'assessore alla Sanita' della Regione, Alessio D'Amato, a margine dell'avvio dei tamponi per gli studenti dell'Universita' Sapienza di Roma.

"Si e' abbassata molto l'eta' degli infettati, quella media e' di 44 anni, e i bambini sono vettori terribilmente efficaci per quanto riguarda la diffusione del virus- prosegue Magi- perche' quando tornano a casa incontrano i genitori e i nonni i parenti ed e' proprio li', nelle case, che si abbassa la nostra capacita' di difesa perche' togliamo le mascherine e non rispettiamo piu' il distanziamento".

Per Magi allora "bisogna intervenire in qualche modo", perche' la scuola rappresenta un "luogo di diffusione del virus e quindi un motivo di allarme. Anche durante la stagione influenzale la scuola e' uno dei primi vettori di contagio". Ed e' "difficile convincere i piu' giovani a mantenere la mascherina, a non abbassarla, a non toccarla e ad igienizzarsi sempre le mani- sottolinea ancora Magi- far rispettare queste regole diventa poi molto complesso soprattutto per quanto riguarda i bambini piu' piccoli". Dobbiamo insomma "evitare che il virus circoli, specialmente in un momento come questo in cui ancora non abbiamo un numero sufficiente di vaccini", aggiunge Magi, che si dice infine "molto preoccupato" per gli assembramenti a cui stiamo assistendo nei fine settimana.

(Cds/Dire)

Roma, 25 feb. - "È importante che l'Italia diventi autonoma nella produzione di vaccini, ma questo discorso ha un senso nel medio-lungo termine, non nell'immediato". Risponde cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in merito ai tempi, che si prospettano lunghi, per attrezzare e attivare gli impianti industriali italiani per la produzione dei vaccini. A differenza della produzione di sintesi, il vaccino fa parte infatti della categoria di prodotti definiti 'vivi', per cui la sua produzione richiede la dotazione di bioreattori, cioe' di macchine industriali che infialano il liquido processato del vaccino dentro le boccette. E in Italia, come nei giorni precedenti ha fatto sapere anche il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, questi macchinari non sono molto diffusi.

"Mancanza di bioreattori a parte, per fare un vaccino occorrono comunque cinque o sei mesi- prosegue Magi- per cui per questa operazione, eventualmente, bisognera' aspettare dopo l'estate". Ma nel frattempo "bisogna partire perche' la pandemia diventera' endemia e ogni anno le vaccinazioni andranno fatte, quindi dovremo avere dosi a disposizione", conclude Magi.

VACCINO AI GIORNALISTI. MAGI: RICHIESTA GIUSTA, MA PRIORITÀ AD ALTRI - "Vaccini ai giornalisti? È sicuramente una proposta sensata, pero' considerata la scarsa disponibilita' delle dosi dobbiamo procedere per priorita'. E la priorita' assoluta, in questo momento, va al personale sanitario, agli anziani e alle persone fragili, seguono poi le categorie professionali che hanno rapporti con il pubblico, come docenti e personale scolastico.

Poi certo, ci sono anche i giornalisti, specie quelli che girano parecchio per inseguire le notizie".

Risponde invece il presidente dell'Ordine dei medici di Roma in merito alla richiesta da parte del presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna, di valutare "con attenzione il momento di quando tocchi (fare il vaccino) a chi fa informazione, in particolar modo a chi svolge servizio esterno".

Secondo Magi i giornalisti "fanno comunque bene ad avanzare questa richiesta, perche' bisogna iniziare a premere per ampliare la campagna vaccinale di massa, altrimenti rischiamo di avere tante varianti e di non riuscire piu' a controllarle". Quindi anche i giornalisti dovrebbero vaccinarsi? "Assolutamente si', anche perche' quando partecipano a un evento purtroppo sono costretti ad assembrarsi con microfoni e telecamere. Diciamo- conclude Magi scherzando- che e' una categoria 'auto-assembrante".

(Cds/Dire)

Roma, 22 feb. - "La targa posizionata nel giardino della sede dell'Ordine dei medici di Roma mette in evidenza l'importanza della professione medica. Questa targa non celebra soltanto i medici e gli operatori sanitari scomparsi a causa del Covid, ma anche tutti coloro che hanno perso la vita in seguito ad aggressioni e atti di violenza". Cosi' Antonio Magi, presidente dell'Omceo capitolino, alla cerimonia commemorativa svoltasi venerdi' scorso nella sede dell'Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e odontoiatri per ricordare tutti i camici bianchi scomparsi nell'esercizio della loro professione. Erano presenti il vicepresidente dell'Omceo Roma, Stefano De Lillo, insieme agli altri componenti del Consiglio direttivo, il presidente Brunello Pollifrone e i membri della Cao Roma, e il presidente dell'Andi, Carlo Ghirlanda.

L'iniziativa e' avvenuta alla vigilia della Giornata nazionale dei professionisti sanitari, sociosanitari, socioassistenziali e del volontariato istituita dal Parlamento, che si e' celebrata il 20 febbraio poiche' proprio in quella data, un anno fa a Codogno, e' stato individuato il 'paziente 1'.

Durante l'evento l'Ordine dei medici di Roma ha deciso di piantare un ulivo, scoprendo una targa il cui testo riporta il Giuramento di Ippocrate. Sono intervenuti Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), Pierpaolo Sileri, vice ministro della Salute, Alessio D'Amato, assessore alla Sanita' della Regione Lazio, monsignor Paolo Ricciardi, vescovo responsabile per la Pastorale Sanitaria della Diocesi di Roma, Raffaele Iandolo, presidente Cao nazionale, la delegata del sindaco di Roma, l'assessore Katia Ziantoni, e l'eurodeputata Simona Renata Baldassarre.

"La pandemia- ha detto ancora Magi- ha evidenziato il sacrificio degli operatori sanitari. Molti colleghi deceduti erano andati addirittura in pensione, scegliendo poi di tornare in reparto prestando il loro servizio".

"Bisogna ringraziare il Parlamento- ha sottolineato invece Anelli- che ha istituito la Giornata dedicata alle professioni sanitarie, ricorrenza che diventera' ogni anno un'occasione per ricordare non solo i medici contagiati e deceduti ma anche il sacrificio quotidiano di tutti gli operatori sanitari".

 

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Roma, 18 feb. - "Con le dosi distribuite ai 'furbetti' oggi avremmo gia' vaccinato e coperto tutto il personale sanitario con il vaccino Pfizer". Cosi' Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma, intervenendo oggi in diretta alla trasmissione 'Gli inascoltabili' su Nsl radio.

"Credo sarebbe stato opportuno vaccinare insieme operatori sanitari e ultra 80enni, compresi quelli che sono nelle Rsa.

Tutti hanno ovviamente necessita' di vaccinarsi, ma il problema e' che molti non sanitari sono stati vaccinati prima dei sanitari e addirittura prima degli anziani". Magi ha fatto quindi sapere che "non ci aspettiamo la gratitudine in quanto medici, perche' anche senza quella continueremo a fare il nostro lavoro, ma a volte siamo ignorati dalle istituzioni e ci troviamo nella posizione di non essere ascoltati. Troppo facilmente- ha concluso- siamo passati da 'eroi e angeli' a 'imputati'".

ASTRAZENECA FORSE NON OTTIMALE PER ALCUNE CATEGORIE PROFESSIONALI - "Molti colleghi- ha spiegato ancora Magi- non stanno prendendo AstraZeneca, non perche' non sia buono, tutt'altro: alcuni studi dimostrano che in Inghilterra e' stato fatto a tappeto e che c'e' una copertura dopo la seconda dose dell'85%, ma potrebbe essere non ottimale per alcune categorie professionali".

"Il problema e' che molti hanno mal interpretato e dato informazioni che poi sono state confutate dai dati scientifici" ha proseguito Magi. Il medico, inoltre, non ha solo la necessita' "di salvaguardare la propria salute", perche' "e' la figura 'piu' vicina' al malato Covid ma anche ai pazienti no Covid, perche' il resto dei malati non sono spariti. La massima copertura vaccinale per i medici permette di salvaguardare quindi anche i propri pazienti, che sono molto fragili", ha concluso.

(Cds/ Dire)