In allegato il comunicato nel quale l'Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma esprime forte preoccupazione per il servizio denominato "SEE AND TREAT" ("Vedi e Tratta") attivato dal 23 marzo scorso presso il Presidio Sanitario Integrato Santa Caterina della Rosa nel Distretto Sanitario 6 dell'ASL-RMC. Presso tale Presidio, infatti, opera un ambulatorio affidato a infermieri che intende offrire - a pazienti con età anagrafica a partire dai 6 anni - soluzioni a "urgenze minori" e "trattare problemi non complessi che possono riguardare diverse branche (oculistica, otorinolaringoiatria, problemi muscolo-scheletrici, odonto-stomatologici, gastrointestinali, urinari, traumatologici, dermatologici)" e altre patologie elencate nella delibera aziendale n. 384 del 20/03/2015.

Con il comma 303 dell'art.1 della legge n. 190 del 23 dicembre 2014 viene introdotto l'obbligo per le migliaia di medici necroscopi italiani di trasmettere per via telematica all'INPS il certificato necroscopico redatto al capezzale del defunto. L'Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma esprime forte perplessità e contrarietà per questa nuova incombenza telematica a carico della categoria.

"Non comprendiamo né la ragione né la valenza giuridica di tale norma - commenta il presidente dell'Ordine, Roberto Lala - come pure il motivo per cui un compito squisitamente medico-legale possa essere gravato da un obbligo amministrativo finalizzato, evidentemente, alla cessazione di prestazioni economiche dovute al soggetto in vita: erogazione di pensioni, di indennità di accompagnamento, ecc."

La funzione del rilievo necroscopico e della relativa certificazione – che per norma dello Stato deve avvenire non prima di 15 ore e non oltre le 30 dall'avvenuta certificazione del decesso - è di evitare una morte apparente e che venga inumato un soggetto in realtà ancora in vita. Attualmente le certificazioni necroscopiche pervengono poi ai competenti uffici delle amministrazioni comunali che provvedono alla cancellazione anagrafica del soggetto dichiarato morto e già alla trasmissione all'INPS di tale dichiarazione definitiva.

"Ci stupisce – sottolinea Lala - che il legislatore non abbia tenuto conto delle procedure legali già in essere per l'accertamento della morte e che abbia potuto pensare di porre in capo ai medici anche questa ennesima incombenza amministrativa. L'inoltro all'INPS della definitiva certificazione di morte è una competenza già attribuita, correttamente, agli uffici anagrafici che recepiscono quotidianamente le certificazioni necroscopiche; uffici cui spetta, quindi, anche l'onere di predisporre e attivare l'inoltro telematico, se ancora non si fossero attrezzati per farlo".

 

TESTO COMUNICATO

Nella vicenda giudiziaria legata al decesso di Stefano Cucchi fin dall'inizio l'Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri ha affermato, e più volte ribadito, la propria, salda, convinzione della totale estraneità del personale sanitario dell'Ospedale "Sandro Pertini". Ora le motivazioni della sentenza della Corte di Appello, che ha determinato l'assoluzione di tutti i soggetti chiamati a rispondere della morte del giovane, hanno evidenziato come "L'attività di medici e infermieri su Stefano Cucchi non è stata di apparente cura del paziente ma di concreta attenzione nei suoi riguardi".

"Accuse frettolose e lanciate come pietre in una sorta di lapidazione mediatica, si sono dimostrare infondate e ingiuste", sottolinea il presidente dei camici bianchi capitolini, Roberto Lala. Ora è stata ristabilita la verità. Sarebbe bene che questa vicenda, davvero triste, facesse riflettere sulla leggerezza con cui i medici vengono ormai sempre additati preventivamente come colpevoli in ogni situazione clinica avversa, anche se indipendente dal loro operato e dalla loro dedizione".

 

TESTO COMPLETO DEL COMUNICATO STAMPA

 nella vicenda giudiziaria legata al decesso diStefano Cucchifin dall’inizio l’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatriha affermato, e più volte ribadito, la propria, salda, convinzione della totale estraneità del personale sanitario dell’Ospedale “Sandro Pertini”. Ora le motivazioni della sentenza della Corte di Appello, che ha determinato l’assoluzione di tutti i soggetti chiamati a rispondere della morte del giovane, hanno evidenziato come “L'attività di medici e infermieri su StefanoCucchinon è stata di apparente cura del paziente ma di concreta attenzione nei suoi riguardi".

Accuse frettolose e lanciate come pietre in una sorta di lapidazione mediatica, si sono dimostrare infondate e ingiuste”,sottolinea il presidente dei camici bianchi capitolini,Roberto Lala.Ora è stata ristabilita la verità. Sarebbe bene che questa vicenda, davvero triste, facesse riflettere sulla leggerezza con cui i medici vengono ormai sempre additati preventivamente come colpevoli in ogni situazione clinica avversa, anche se indipendente dal loro operato e dalla loro dedizione”.

Le donne del consiglio dell'Ordine provinciale dei Medici-Chirurgi e Odontoiatri di Roma ecomponentidella Commissione Pari Opportunità - Giulia Arduino, Cristina Patrizi, Luisa Gatta, Sabrina Santaniello e la coordinatrice, Rosa Maria Scalise - nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne ricordano le tantissime vittime di femminicidio e  fanno appello a tutte coloro che subiscono molestie,  stolking e aggressioni fisiche dai loro compagni o mariti o ex partner affinché chiedano aiuto in tempo e prima che tali situazioni possano ulteriormente degenerare e avere epiloghi drammatici. Invitano, pertanto, ad avvalersi senza timori, imbarazzo o reticenze dell’aiuto che i medici, con la loro vicinanza, competenza ed empatia, possono dare. Un appello cui si uniscono l'intero Consiglio e il Presidente Roberto Lala.

In questa occasione di mobilitazione internazionale, l’Ordine capitolino formula l’auspicio che tutte le donne vittime di violenze, fisiche o psicologiche, prendano consapevolezza che l'uomo che le umilia e le picchia è un soggetto che esse non possono sperare di poter cambiare da sole e di poter modificare nel comportamento, poiché alla base ci sono patologie e devianze che devono essere affrontate e adeguatamente curate da persone competenti. L’appello delle donne medico di Roma è a fermare insieme le mani degli uomini violenti.

In un momento in cui la prima donna astronauta italiana può guardare il nostro pianeta dallo spazio e in una dimensione serena e universale, dalla componente femminile dell’Ordine l’augurio è che tutte le donne possano volare alto sopra le proprie paure e, con l’aiuto su cui possono contare, aspirare finalmente a una vera tranquillità e sicurezza nei rapporti con gli uomini, senza più violenze di alcun tipo né, tantomeno, orribili casi di femminicidio.

L'Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri interviene in merito alla vicenda di Stefano Cucchi che, dopo la sentenza della Corte di Appello, continua a livello mediatico a essere oggetto tanto di accese polemiche quanto di dichiarazioni di alti esponenti istituzionali. In tale contesto, si prende atto anche dell'esposto, presentato oggi da Ilaria Cucchi, contro la perizia che attribuì le responsabilità del decesso del giovane ai medici dell'Ospedale "Sandro Pertini", accusati di averlo lasciato morire per fame e sete.


"Sarebbe ragionevole da parte di chiunque leggere prima le motivazioni della sentenza – afferma il presidente dell'Ordine della Capitale, Roberto Lala – anziché trarre deduzioni dal solo dispositivo, rilanciando accuse di colpevolezza a trecentosessanta gradi. Al momento c'è di certo che una Corte d'Appello, composta anche da giurati popolari, ha stabilito l'assoluzione dei soggetti chiamati a rispondere della morte del giovane Cucchi. Riterremmo ingiusto e intollerabile veder puntare mediaticamente il dito ancora contro i medici, quali responsabili del decesso come conseguenza di percosse o per non aver curato o, addirittura, non alimentato il paziente che era detenuto. A questo proposito prendiamo atto che anche la sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, ha ora maturato la convinzione che è stato un errore l'aver indirizzato i processi verso queste ipotesi di reato. A maggior ragione quindi non possiamo che ribadire la nostra posizione a difesa dell'operato e dell'immagine dei colleghi assolti. Al contempo invitiamo fermamente tutti a non proseguire in una fuorviante caccia al camice bianco."

 

COMUNICATO STAMPA

In allegato il comunicato dell'Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma sulla vicenda del concorso per l'accesso alla specializzazione. "Nel percorso di questa prova, che doveva essere chiara, trasparente e meritocratica, ci sono stati errori grossolani e non ammissibili", sottolinea il Presidente dell'Ordine, Roberto Lala. "Errori che hanno evidenziato delle lacune nel sistema organizzativo che ora va corretto tempestivamente. Ciò che è successo, infatti, ha deluso profondamente migliaia di giovani medici, aggiungendo incertezza alla comprensibile ansia con cui attendono il momento che per molti di loro significa l'ingresso nel mondo lavorativo. E si tratta di un diritto che deve essere garantito e che noi intendiamo tutelare in tutte le sedi".

Per tutelare i propri iscritti l'Ordine di Roma si è attivato per chiedere chiarimenti sull'accaduto ai dicasteri competenti - Ministero della Salute e Ministero della Pubblica Istruzione - e al contempo per proporre la presenza di un rappresentante ordinistico nella fase di emanazione dei prossimi concorsi, al fine di contribuire a sorvegliarne l'intero percorso procedurale.

 

COMUNICATO STAMPA

 In allegato il comunicato dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri in merito allasentenza del Tribunale di Milano sulla colpa del medico che ha posto l’onere della prova a carico del paziente che muove l’accusa e la richiesta di risarcimento del presunto danno subito.

“Siamo per ora soltanto a un primo grado di giudizio ma comunque non è esagerato definire storica questa sentenza – commentaRoberto Lala, presidente dei camici bianchi capitolini. “Fino ad oggi sul medico ha gravato un assurdo e ingiusto onere della prova per discolparsi nei confronti di un paziente che poteva limitarsi semplicemente a muovere l’accusa di presunta malpractice con relativa richiesta di danni. Così come assurda e ingiusta è una prescrizione di addirittura dieci anni che ora invece verrebbe a ridursi a cinque. Se questa inversione sarà confermata e consolidata, potrebbe portare a una riduzione sostanziale della mole di cause avventate contro i medici che poi nella maggior parte dei casi vengono archiviate o si concludono con l’assoluzione. Metterebbe quindi un freno anche all’attività spregiudicata di alcuni studi legali che incitano a tali cause. Altra conseguenza sarebbe il ridimensionamento dell’abnorme ricorso alla cosiddetta medicina difensiva, con notevole risparmio di risorse pubbliche e costi privati

comunicato omceo roma su sentenza tribunale milano.pdf

 

In allegato il comunicato dell'Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri in merito alle proteste, espresse tramite il web e i social network, da parte di numerosi partecipanti al Concorso di Medicina Generale svoltosi nei giorni scorsi nella Capitale.

Nonostante che allo stato attuale non siano pervenute notizie ufficiali né dagli organi di polizia né dalla Regione Lazio, l'Ordine di Roma intende procedere a una verifica sul regolare svolgimento del concorso, anche attraverso la consultazione dei membri di commissione di esame di propria nomina. Ciò a tutela dei tanti medici che hanno preso parte alla selezione e a garanzia di rigore e trasparenza della prova.

"Un numero così alto di candidati per un numero contenuto di posti di specializzazione dimostra il disagio lavorativo del nostro mondo professionale e le grandi speranze di maggiori prospettive lavorative", commenta il presidente dei medici romani, Roberto Lala. "Proprio per tali motivi l'Ordine si è già attivato per verificare la fondatezza delle proteste e di presunte irregolarità. E' chiaro – sottolinea Lala - che ove queste dovessero emergere concretamente avrebbero come inevitabile conseguenza l'adozione da parte nostra di opportuni provvedimenti. I tanti colleghi che si sono sottoposti con fiducia e indubbia fatica alla selezione possono avere la certezza che vaglieremo con attenzione la vicenda, anche se per ora esposta soltanto a livello d'informazione sociale, e ogni segnalazione ufficiale che ci dovesse pervenire."

 

comunicato OMCeO Roma su proteste concorso medicina generale

L'Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri ha organizzato un Corso di aggiornamento sul tema "Influenza dei campi elettromagnetici sulla salute umana" che si terrà sabato 20 settembre 2014 dalle ore 08.30 alle 18.30, presso la Sala Conferenze di "Villa Maria" del Salvator Mundi International Hospital (Roma, largo Giovanni Berchet 4). Vi parteciperanno scienziati e studiosi provenienti da tutto il mondo.
Fisici e medici approfondiranno temi strategici per la salute, quali le influenze dei campi magnetici sull'essere umano e l'importanza di quelli intramolecolari con il loro utilizzo nella clinica, le tecnologie di stimolazione magnetica transcranica (TMS), gli effetti positivi sulla corteccia cerebrale, in una nuova visione della coscienza a carattere multidimensionale e multisensoriale. Ma saranno approfonditi anche alcuni aspetti delle tempeste magnetiche solari, delle influenze lunari, delle variazioni climatiche e atmosferiche: fenomeni che possono modificare i ritmi biologici, e le relative fasi, del nostro organismo, portando a infarti, ulcere, ecc.; oppure semplicemente esacerbando patologie di base, come quella artro-reumatica, le malattie respiratorie, le manifestazioni dolorose osteoarticolari e le depressioni stagionali.

In ALLEGATO il programma completo dell'incontro.

Questa mattina la sede dell'Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma è stata simbolicamente occupata dai componenti della Commissione dei Giovani Medici. In contemporanea sono state occupate anche le sedi degli ordini di Ancona, Modena, Napoli e Palermo. Un'iniziativa presa per sottolineare la grave situazione del sistema formativo e del relativo accesso professionale....

 

Di seguito il link al relativo comunicato stampa

Prosegue il cammino di semplificazione burocratica della Regione Lazio nel campo delle autorizzazioni alle attività sanitarie, avviato grazie ai ripetuti interventi dell'Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma. Da sempre, infatti, l'Ordine capitolino è impegnato su questo fronte, a tutela tanto della piena agibilità professionale dei propri iscritti quanto dell'interesse dei cittadini a una maggiore offerta di servizi per salute. Ora il costruttivo confronto instaurato con l'attuale amministrazione regionale ha permesso un nuovo passo avanti.

 

testo completo

In data odierna è stato diramato il comunicato stampa dell'Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri in merito al recente decreto della Regione Lazio riguardante le richieste di autorizzazione alla realizzazione di nuove strutture sanitarie e socio-sanitarie e all'ampliamento, trasformazione e trasferimento di quelle esistenti, operanti esclusivamente in regime privatistico. Con tale provvedimento sono ora escluse dall'autorizzazione preventiva quelle strutture private che prima dovevano sottostare a criteri di programmazione territoriale, ledendo così il basilare principio di libera concorrenza.

 

Testo completo

In data odierna l'Ordine ha diffuso un comunicato stampa in merito alla vicenda dei farmaci oculari "Lucentis" e "Avastin" prodotti dalla Novartis e dalla Roche, al centro di un'inchiesta della Magistratura. Già dal 2012 la Commissione Patologie Oculari dell'Ordine aveva sollevato ripetutamente dubbi e perplessità sull'utilizzo del Lucentis al posto dell'Avastin, informando tutti i soggetti istituzionali interessati: la direzione dell'AIFA, la Regione Lazio e le direzioni di tutte le ASL e degli ospedali della Capitale.

 

Con una serie di note il Coordinatore della Commissione, Romolo Appolloni, aveva evidenziato sia le perplessità circa l'effettiva maggiore efficacia del più costoso Lucentis rispetto all'Avastin, nonché l'impossibilità per i medici di disporre in quantità sufficiente di questo farmaco proprio per i suoi costi elevati: quindi con gravissime conseguenze per quei pazienti di fatto esclusi dai necessari trattamenti. Per tale motivo la Commissione aveva ripetutamente chiesto delucidazioni, interventi normativi e incontri per esporre la questione. Su tali osservazioni l'AIFA ha sempre ribadito la pericolosità dell'Avastin.

 

"Il nostro Ordine, che è un organo ausiliario dello Stato posto a tutela dei cittadini e della salute collettiva, ha lanciato l'allarme tempestivamente per evitare che numerosi pazienti rimanessero senza le cure adeguate", dichiara il presidente dei medici della Capitale, Roberto Lala. "Così come ha sollevato i primi seri dubbi sull'imposizione del costoso Lucentis al posto dell'Avastin senza evidenze scientifiche e cliniche che la giustificassero. Ritengo – conclude Lala – che l'inchiesta in atto dovrebbe fare luce anche su questo aspetto."

 

Comunicato stampa

Ancora in campo l’Ordine dei Medici di Roma a sostegno di personale e pazienti

PRONTO SOCCORSO, AL “PERTINI” SITUAZIONE INSOSTENIBILE:

APPENA 300 POSTI LETTO PER UN BACINO DI 750 MILA ABITANTI

Lala: “Pronti a ricorrere alla Procura e al Prefetto per tutelare la salute dei cittadini”

Una “trincea” dopo l’altra: quelle che ormai compongono il lungo fronte dei Pronto Soccorso della Capitale. Lo stato maggiore dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri è sceso nuovamente in quella dell’Ospedale Sandro Pertini, diventato, suo malgrado, il simbolo del quotidiano assedio alle prime linee dei principali nosocomi romani. Strutture alle prese con un’emergenza non più fisiologica ma patologica, che divora le energie psicofisiche di camici bianchi e infermieri e mette sempre più a rischio i pazienti. “Esasperazione, senso d’impotenza e di mortificazione sono cresciuti pericolosamente rispetto alla nostra precedente visita. Qui l’implosione è davvero prossima”, riferisce preoccupato Roberto Lala, presidente dell’Ordine.