In allegato il comunicato stampa sulle conclusioni del convegno “In Scienza e Coscienza” organizzato dall’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri per approfondire la situazione della professione medica, alle prese con i cambiamenti epocali e le criticità del SSN.
L’obiettivo era risvegliare la coscienza professionale della categoria medica, richiamandola ai principi basilari e alla concreta applicazione del nostro codice deontologico in ogni momento della loro attività e del loro interagire con il paziente, rilevando al contempo i più rilevanti problemi che affliggono il S.S.N.: questo convegno ha colpito nel segno e il messaggio è passato chiaro e puntuale”. Così Giuseppe Lavra, presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri, sintetizza i contenuti del convegno, interamente trasmesso in streaming per dare la possibilità di essere seguito anche su tutto il territorio nazionale.
Al confronto sugli aspetti pratici e deontologici della professione medica - alle prese con profondi mutamenti sociali, tumultuose innovazioni scientifiche e tecnologiche, drastica diminuzione di risorse per la Sanità - sono intervenuti esponenti di altri Ordini della categoria, del mondo universitario, delle istituzioni e della magistratura. Molti i temi affrontati, tra questi quelli fondamentali della responsabilità professionale del medico, sempre al centro delle cronache, e quelli dell’autonomia dall’eccessiva ingerenza politica che condiziona negativamente l’organizzazione delle strutture sanitarie e l’utilizzo delle risorse per i pazienti. Ma si è parlato anche dell’emergenza vaccinazioni e degli inquietanti scenari aperti dalla cosiddetta medicina potenziativa che mira a far superare i fisiologici limiti umani.

 

COMUNICATO STAMPA

Il Consiglio direttivo dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri, (OMCeO) riunitosi ieri sera, ha deliberato di ricorrere al Consiglio di Stato avverso la sentenza della Sezione Terza Quater del TAR LAZIO n. 10411 del 19/10/16 che ha respinto la richiesta dello stesso Ordine di annullare la deliberazione dell’ASL-RMC del 20 marzo 2015 con cui è stata disposta l’attivazione di ambulatori infermieristici sul modello anglosassone del “See and Treat”.

Il Consiglio dell’Ordine capitolino ha ritenuto la sentenza censurabile sotto molteplici e rilevanti profili. Tra questi, ad esempio, la violazione della figura di garanzia rivestita dal medico a tutela del paziente e della sanità pubblica. Viene poi contestata la certificazione ex post, e addirittura in remoto, da parte del medico - senza che questo abbia prima visitato il paziente - del trattamento attuato in via autonoma dall’infermiere, con conseguente ipotesi di reato di falso ideologico. Tutto ciò delineando – secondo l’Ordine di Roma – anche l’ipotesi di esercizio arbitrario di professione.


TESTO COMUNICATO STAMPA

In data odierna è stato diramato il comunicato dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri in merito alla sentenza della Sezione terza/quater del TAR LAZIO che si è pronunciato sulla questione dell’ambulatorio “See and Treat” a seguito di un ricorso presentato dallo stesso Ordine.

 

TESTO COMPLETO

In allegato il comunicato dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri il cui Consiglio, in sessione straordinaria, ieri ha eletto all’unanimità come suo nuovo Presidente il dott. Giuseppe Lavra, dopo la prematura scomparsa di Roberto Lala, e alla Vicepresidenza il prof. Adriano Tocchi.

Daremo continuità all’opera di rinnovamento e potenziamento del ruolo dell’Ordine fortemente voluta e realizzata da Lala”, ha dichiarato Lavra subito dopo la sua elezione. “Particolare impegno intendo dedicarlo a dare maggiore vitalità applicativa al nostro Codice deontologico in tutte le espressioni della professione medica”.

 

COMUNICATO STAMPA

In data odeirna l’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri ha diffuso un comunicato stamap in merito al processo di appello bis per il decesso di Stefano Cucchi e alle affermazioni del PG Eugenio Rubolino.

 

COMUNICATO STAMPA

In allegato il comunicato dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri sulla presentazione della Camera di Conciliazione Regionale del Lazio che si è tenuta oggi pomeriggio nella Sede dell'Ordine, con l'intervento del Presidente della Regione Nicola Zingaretti.

L’aver scelto il nostro Ordine per presentare la nuova Camera di Conciliazione Regionale è da parte del presidente Zingaretti un atto a forte valenza simbolica e di grande attenzione verso il delicato rapporto che lega il cittadino-paziente al suo medico e alle strutture sanitarie pubbliche", ha dichiarato il presidente dei medici capitolini, Roberto Lala.

 

COMUNICATO STAMPA

In allegato il comunicato dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri a seguito degli impegni presi dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a modificare il testo del decreto che prevede una serie di limitazioni alle prescrizioni da parte dei medici.

L’accordo sottoscritto dalla FNOMCEO con il Governo è un importante passo avanti verso il superamento delle tante criticità nell’applicazione del decreto sull’appropriatezza delle prescrizioni e per una condivisione del metodo e degli strumenti per raggiungere questo obiettivo comune, cui la categoria medica se ascoltata intende collaborare pienamente. Inoltre si muove nella direzione auspicata dall’Ordine della Capitale già prima dell’incontro della Federazione Nazionale con Ministero e Regioni.” Così commenta Roberto Lala, presidente dei camici bianchi di Roma.

Anche l’Ordine di Roma, infatti, cosi come altri ordini provinciali, aveva evidenziato l’impossibilità di applicare il decreto nella sua forma attuale. Soprattutto, aveva ritenuto sbagliato l’approccio e il metodo adottato, stigmatizzando lo scavalcamento della competenza e della libertà di coscienza del medico. Per tali motivi, e dopo la riunione della scorsa settimana con tutte le rappresentanze sindacali della categoria, aveva auspicato un confronto diretto tra la Federazione Nazionale (FNOMCEO) e il Ministro Lorenzin.

Alla Presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani, va il plauso di tutta la nostra categoria per essere intervenuta tempestivamente a difesa del diritto alla salute dei cittadini e della missione della professione medica”, sottolinea Lala. "Ora si tratta di vedere se gli impegni formalizzati dal Ministro Lorenzin saranno concretizzati e con quali risultati, ma siamo fiduciosi nella nuova prospettiva che si è aperta. In ogni caso va ribadito – ricorda il presidente dell’Ordine capitolino – che l’appropriatezza clinica non può essere definita e imposta per legge e come conseguenza di scelte politiche o burocratiche”.

COMUNICATO STAMPA

 In allegato il comunicato dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri che ieri sera ha incontrato tutte le rappresentanze sindacali della categoria per analizzare il contenuto e le problematiche attuative del decreto sull’appropriatezza delle prescrizioni emanato dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Il presidente dell’Ordine, Roberto Lala, ha preso atto delle criticità applicative di tale decreto, evidenziate unanimemente da tutte le varie componenti del mondo medico. Criticità relative tanto alle risorse tecniche e informatiche, sia degli studi medici che della Regione Lazio, quanto a incongruenze e conflitti tra le disposizioni di legge attuali e quelle previste nel testo del Ministero. Un insieme di problematiche che ne rendono impossibile l’applicazione immediata senza causare forti e ingiustificati disagi ai cittadini-pazienti.

Pertanto, alla luce di quanto emerso, l’Ordine di Roma – il più numeroso in Italia con i suoi oltre 41mila iscritti – ritiene impossibile nella situazione attuale conformarsi alle indicazioni del Ministro Lorenzin e, altresì, inaccettabili le conseguenze che ne deriverebbero per i pazienti, sia sul piano della prevenzione e diagnosi sia su quello strettamente economico.

Ribadiamo che sul tema dell’appropriatezza prescrittiva è sbagliato l’approccio e il metodo non l’obiettivo”, ha commentato Lala al termine della riunione. “Il decreto pretende di imporre analiticamente scelte di carattere clinico che invece devono essere dettate dalla conoscenza e competenza del medico: ciò è inaccettabile. Va quindi riaperto il confronto con il Governo, per evitare un vulnus al diritto alla salute dei cittadini e alla deontologia della nostra professione. Poiché proseguendo su questa strada il nostro SSN rischia di perdere il suo ruolo e il suo valore sociale”, ha concluso il presidente dei medici capitolini.

 

COMUNICATO STAMPA

In allegato il comunicato dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri sull'approvazione da parte del Consiglio regionale del Lazio della legge che istituisce la Camera di Conciliazione nelle controversie sanitarie e in materia di servizi pubblici.

E’ un passo importante per ridurre il contenzioso sia tra cittadini ed enti pubblici sia, in particolare, tra pazienti e medici. L’Ordine di Roma è stato tra i promotori della nuova normativa e interlocutore costante della Regione Lazio in questo percorso legislativo: il traguardo raggiunto è quindi motivo di grande soddisfazione e di ottimismo”, così Roberto Lala, presidente dei camici bianchi capitolini, commenta il varo della legge. “Già da mesi il nostro Ordine ha provveduto a formare, con appositi corsi, un numero di medici in grado di intervenire quali conciliatori della Camera regionale nelle procedure che si apriranno con cittadini in materia di sanità. Siamo quindi pronti a svolgere il nostro ruolo”, precisa Lala.

 

COMUNICATO STAMPA

In allegato il comunicato dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri in merito all’entrata in vigore del decreto del Ministro della Salute sull’appropriatezza delle prescrizioni da parte dei medici, che modifica l’erogazione di 203 prestazioni sanitarie.

 

Siamo fortemente preoccupati per le conseguenze delle disposizioni del Governo e per l’assenza di indicazioni da parte della Regione Lazio sulle modalità di applicazione delle stesse. Preoccupazione che deriva dalla previsione di sanzioni a nostro carico e dalla mancanza di software gestionali aggiornati per effettuare le prescrizioni, con l’impossibilità di modificarle con note e sigle non previste nel disciplinare delle ricette dematerializzate. Soprattutto, temiamo la ricaduta economica sui cittadini, con un cospicuo aggravio dei ticket sanitari e il pagamento di prestazioni sino a oggi rimborsabili che andranno così a incidere tanto sulla prevenzione quanto sull’accuratezza delle diagnosi”. Questi i timori espressi da Roberto Lala, presidente dei camici bianchi della Capitale.

 

L’Ordine di Roma ritiene opportuno indire con somma urgenza una riunione di tutte le sigle rappresentative della professione medica nelle sue varie realtà – ospedalieri, convenzionati, pubblici e privati - per un’analisi approfondita delle norme che contenute nel decreto e una valutazione della loro concreta applicazione. “A tale proposito – aggiunge Lala - chiediamo un incontro urgente con il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, per confrontarci e individuare soluzioni condivise alle criticità evidenziate, affinché i medici possano lavorare in serenità, senza la minaccia di sanzioni, e sia evitato ai cittadini di spendere centinaia di euro per ticket aggiuntivi ed esami di cui hanno necessità”.

 

COMUNICATO STAMPA

In data odierna è stato diffuso il comunicato dell’Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma sulla delibera della Giunta della Regione Lazio che ha approvato ieri la “Definizione delle tipologie di studi medici e odontoiatrici non soggetti ad autorizzazione all'esercizio di attività sanitaria e sociosanitaria".

 

Grazie a tale provvedimento, anche nel territorio laziale i cittadini potranno ora avere a disposizione degli “studi polimedici”, in cui trovare sia medici delle varie discipline sia odontoiatri, come già avviene in altre regioni, senza obbligo di richiedere l'autorizzazione all’Ente regionale; sarà infatti sufficiente una semplice comunicazione alla ASL competente.

 

“E’ una riforma che era molto attesa e auspicata da più parti – ricorda Roberto Lala, presidente dei camici bianchi di Roma - che, grazie all'impegno e al concreto contributo del nostro Ordine, insieme agli altri Ordini Provinciali e alle rappresentative sindacali più importanti, chiarisce e definisce finalmente i criteri distintivi tra gli studi medici e odontoiatrici assoggettati o meno al regime autorizzativo”.

 

“In un momento di grande difficoltà economica e sociale generalizzata, da oggi è possibile immaginare un futuro sicuramente migliore per la nostra professione”, aggiunge Brunello Pollifrone, presidente della Commissione Albo Odontoiatri dell’Ordine. “Le nuove modalità di esercizio dell'attività medico-odontoiatrica saranno ora più vicine alle esigenze dei pazienti e degli operatori del settore”.

 

COMUNICATO COMPLETO

In allegato il comunicato sul Consiglio straordinario dell’Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma, allargato alle organizzazioni sindacali, che si è tenuto ieri per esaminare le criticità della Sanità romana.

I componenti del Consiglio Direttivo dell’Ordine si sono confrontati con il panorama completo delle sigle sindacali del mondo medico: Anaao, Anpo-Ascoti-Fials Medici, Cgil Fp Medici Roma-Lazio, Cimo, Cisl Medici, Cosips, Fassid Snr, Fesmed, Fimmg, Fvm, Smi, Snami, Sumai, Uil Fpl. Recependo un’indicazione univoca: “Così non va. I medici sono stanchi. Vogliamo essere ascoltati”.

Un malessere dell’intera categoria per molte scelte fatte a livello politico e amministrativo che il presidente dell’Ordine, Roberto Lala, ha così riassunto: “Una situazione lavorativa sempre più scadente, con una qualità in ribasso, che si riflette sulla qualità della salute dei cittadini. Una situazione di conflitto crescente che comporta un aumento di rischi sia per i medici sia per i pazienti. Si deve ritrovare dignità sui luoghi di lavoro e rispetto per la salute dei cittadini”.

Una delle criticità al centro dei vari interventi è stata la ormai nota questione legata all’ambulatorio “See and Treat” attivato dall’ASL-RMC, già oggetto nei giorni scorsi di prese di posizione contrapposte tra Ordine e Collegio degli Infermieri (IPASVI), di un inconcludente incontro con i vertici della Regione e, da ultimo, di un ricorso al TAR Lazio avverso l’istituzione di tale servizio. Ma non solo questa: sul tavolo anche le mancate risposte della stessa Azienda alle richieste di chiarimento sulle dimissioni a pagamento - attuate durante un presunto picco influenzale nella scorsa stagione invernale - e sul cosiddetto “Progetto Gianni”.

Su questi punti in particolare Lala ha precisato due aspetti ritenuti fondamentali: “Il primo è che non è pensabile di derogare alle competenze del medico affidandole ad altre professionalità, il secondo che da parte nostra non c’è alcuna volontà di confliggere con il mondo infermieristico, con cui, anzi, vogliamo e dobbiamo lavorare sinergicamente e sempre più in armonia”. A tale proposito il presidente dei camici bianchi capitolini ha definito quella del “See and Treat” una sorta di “provocazione” da parte dei vertici dell’ASL-RMC, che ha innescato una dannosa contrapposizione tra professionalità: “Ci sono logiche dietro a questa vicenda che non fanno gli interessi dei pazienti e di chi, medici e infermieri, deve tutelare la loro salute”.

 

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In allegato il comunicato relativo all’incontro tenutosi tra l’Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma e le organizzazioni sindacali di categoria del territorio laziale per recepire le osservazioni in merito al servizio ambulatoriale “See&Treat” (“Vedi&Tratta”) attivato presso il Presidio Sanitario Integrato Santa Caterina della Rosa da parte dell’ASL-RMC, dedicato alle cosiddette urgenze minori e gestito soltanto da professionalità infermieristiche.

In allegato il comunicato nel quale l'Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma esprime forte preoccupazione per il servizio denominato "SEE AND TREAT" ("Vedi e Tratta") attivato dal 23 marzo scorso presso il Presidio Sanitario Integrato Santa Caterina della Rosa nel Distretto Sanitario 6 dell'ASL-RMC. Presso tale Presidio, infatti, opera un ambulatorio affidato a infermieri che intende offrire - a pazienti con età anagrafica a partire dai 6 anni - soluzioni a "urgenze minori" e "trattare problemi non complessi che possono riguardare diverse branche (oculistica, otorinolaringoiatria, problemi muscolo-scheletrici, odonto-stomatologici, gastrointestinali, urinari, traumatologici, dermatologici)" e altre patologie elencate nella delibera aziendale n. 384 del 20/03/2015.