In allegato il comunicato nel quale l'Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma esprime forte preoccupazione per il servizio denominato "SEE AND TREAT" ("Vedi e Tratta") attivato dal 23 marzo scorso presso il Presidio Sanitario Integrato Santa Caterina della Rosa nel Distretto Sanitario 6 dell'ASL-RMC. Presso tale Presidio, infatti, opera un ambulatorio affidato a infermieri che intende offrire - a pazienti con età anagrafica a partire dai 6 anni - soluzioni a "urgenze minori" e "trattare problemi non complessi che possono riguardare diverse branche (oculistica, otorinolaringoiatria, problemi muscolo-scheletrici, odonto-stomatologici, gastrointestinali, urinari, traumatologici, dermatologici)" e altre patologie elencate nella delibera aziendale n. 384 del 20/03/2015.

Come noto, il nostro Ordine professionale ha realizzato in collaborazione con l'Istituto di Studi Giuridici del Lazio "Arturo Carlo Jemolo" un importante progetto formativo mirato ad accrescere le conoscenze e competenze dei nostri iscritti nell'ambito della Mediazione e nella gestione dei conflitti attraverso la conoscenza delle tecniche di comunicazione e negoziazione. Questo progetto formativo, avviato dal mese di ottobre 2014, ha rappresentato nel suo genere una novità nel panorama formativo nazionale in quanto, oltre ai contenuti previsti dalla normativa vigente in materia di mediazione civile, le lezioni sono state mirate ai bisogni formativi dei medici.

Con deliberazione n. 44/2015 del 19 marzo 2015 è stata approvata la bozza del codice di comportamento dei dipendenti dell'Ordine.
Contestualmente è stato approvato l'avvio della procedura di consultazione ai sensi dell'art. 54, comma 5, del D.Lgs 30 marzo 2001 n. 165.

 

CODICE DISCIPLINARE E CODICE DI CONDOTTA

 

 

 

 

L'Ordine, con deliberazione consiliare n. 43 del 19 marzo 2015, ha indetto una selezione pubblica, per titoli e colloquio, per la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e determinato, da inquadrare nell'Area B, Livello economico B1.

Il bando di selezione e la domanda di partecipazione sono scaricabili dal seguente link

Dopo le innumerevoli prese di posizioni pervenute da più settori del mondo professionale medico, e il deciso intervento a sostegno dei giovani aspiranti specializzandi in medicina generale, da parte dell' Ordine dei Medici di Roma, il Ministro ha approvato il prolungamento dei tempi di scorrimento della Graduatoria.

Prorogata al 31 marzo la polizza sanitaria UNISALUTE proposta dall'E.N.P.A.M.

 

Per adesioni, documenti e informazioni visitate www.enpam.it/polizza-sanitaria.


Per chiedere un supporto su come compilare il modulo online potete chiamare il numero 0644163417, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 19.00.

Con il comma 303 dell'art.1 della legge n. 190 del 23 dicembre 2014 viene introdotto l'obbligo per le migliaia di medici necroscopi italiani di trasmettere per via telematica all'INPS il certificato necroscopico redatto al capezzale del defunto. L'Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma esprime forte perplessità e contrarietà per questa nuova incombenza telematica a carico della categoria.

"Non comprendiamo né la ragione né la valenza giuridica di tale norma - commenta il presidente dell'Ordine, Roberto Lala - come pure il motivo per cui un compito squisitamente medico-legale possa essere gravato da un obbligo amministrativo finalizzato, evidentemente, alla cessazione di prestazioni economiche dovute al soggetto in vita: erogazione di pensioni, di indennità di accompagnamento, ecc."

La funzione del rilievo necroscopico e della relativa certificazione – che per norma dello Stato deve avvenire non prima di 15 ore e non oltre le 30 dall'avvenuta certificazione del decesso - è di evitare una morte apparente e che venga inumato un soggetto in realtà ancora in vita. Attualmente le certificazioni necroscopiche pervengono poi ai competenti uffici delle amministrazioni comunali che provvedono alla cancellazione anagrafica del soggetto dichiarato morto e già alla trasmissione all'INPS di tale dichiarazione definitiva.

"Ci stupisce – sottolinea Lala - che il legislatore non abbia tenuto conto delle procedure legali già in essere per l'accertamento della morte e che abbia potuto pensare di porre in capo ai medici anche questa ennesima incombenza amministrativa. L'inoltro all'INPS della definitiva certificazione di morte è una competenza già attribuita, correttamente, agli uffici anagrafici che recepiscono quotidianamente le certificazioni necroscopiche; uffici cui spetta, quindi, anche l'onere di predisporre e attivare l'inoltro telematico, se ancora non si fossero attrezzati per farlo".

 

TESTO COMUNICATO

L'INPS ha diramato la circolare n. 33/2015 del 13.02.2015, recante le disposizioni in merito al rilascio dell’applicazione, ad uso dei medici che accertano i decessi, per la trasmissione telematica all’INPS della “comunicazione di constatazione del decesso”, attraverso il portale INTERNET dell’Istituto.

 

TESTO COMPLETO

Si informa che il Consiglio di Amministrazione della Fondazione O.N.A.O.S.I. ha deciso di adottare, già con decorrenza dall'anno scolastico ed accademico 2014/2015, provvedimenti che incrementano le prestazioni in denaro da erogare in favore degli assistiti di cui all'art. 6 dello Statuto.

 

TESTO COMPLETO

Con messaggio n. 376 del 16.01.2015 la Direzione Centrale Prestazioni a Sostegno del Reddito Direzione Centrale Comunicazione Coordinamento Generale Medico Legale dell'INPS che sul sito Intranet INPS sono disponibili, ad uso esclusivo dei medici fiscali, i Moduli per le visite mediche di controllo domiciliare.

 

MESSAGGIO N. 376

Si rende noto che, in risposta alla segnalazione di un gruppo di medici che hanno partecipato al concorso per l'accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale per il triennio 2014-2017, l'Ordine ha ufficialmente chiesto un intervento agli Uffici preposti della Regione Lazio affinchè venga rispettato quanto disciplinato nel bando relativamente allo scorrimento della graduatoria e conseguentemente i diritti dei sanitari interessati.

 

LETTERA ALLA REGIONE

Si informa che la FNOMCeO ha divulgato la Comunicazione n. 7 prot. 2015/259 del 13.01.2015 con la quale segnala due diverse sentenze della Cassazione in dissonanza a precedenti orientamenti.

 

TESTO COMPLETO

Con determinazioni del Presidente (n. 03 e 04/2015 del 22 gennaio 2015), adottate in via di urgenza, l'OMCeO Roma ha deciso un intervento ad adiuvandum nei giudizi promossi dalle organizzazioni sindacali ANAAO e CIMO avanti al TAR del Lazio per:

 

- l'annullamento, previa sospensiva, del Decreto del Commissario ad Acta del 12 novembre 2014 - n. U00370, avente come oggetto le "Linee d'indirizzo regionali su:'Unità di Degenza a Gestione Infermieristica – Modello Organizzativo'";

- l'annullamento del Decreto del Commissario ad Acta 06 agosto 2014 - n. U00259 concernente l'"Approvazione dell'atto di indirizzo per l'adozione dell'Atto di autonomia aziendale delle Aziende Sanitarie del Lazio", nella parte in cui dispone che "l'organizzazione aziendale, nelle sue articolazioni, deve prevedere la separazione della linea clinica, il cui governo è affidato ai Dipartimenti a Direzione Clinica, da quella assistenziale, il cui governo è proprio delle UU.OO. delle Professioni Sanitarie che, a tal fine, possono essere aggregate nel Dipartimento delle Professioni Sanitarie, con la possibilità di istituire, sulla base della complessità aziendale, il Dipartimento dell'assistenza infermieristica, ostetrica e delle Professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione, della prevenzione, sotto la direzione sanitaria di un operatore appartenente alle professioni suddette".

 

A tal fine sono stati incaricati i consulenti legali dell'Ordine di rappresentare gli interessi dell'Ente nei giudizi de quo.


L'Ordine di Roma, infatti, intende difendere, per quanto di sua competenza istituzionale e come già con altre precedenti iniziative nei confronti della Regione Lazio, il ruolo del medico quale principale e ineludibile operatore nella tutela della salute del cittadino, sul quale ruota l'organizzazione dell'intero Sistema Sanitario Nazionale. Obiettivo dell'intervento nei suddetti ricorsi è evitare ulteriori parcellizzazioni delle competenze nell'ambito del percorso di diagnosi, cura e terapia che comporterebbe un vulnus alla sicurezza e al diritto alla salute del paziente, come pure alla dignità professionale del medico, alla sua formazione e preparazione, senza per questo diminuirne le responsabilità. Pertanto, l'OMCeO della Capitale condivide e affianca ogni iniziativa mirata allo stesso obiettivo; nel caso specifico intervenendo ad adiuvandum i giudizi promossi dalle due organizzazioni di categoria.

 


Roma, 26 gennaio 2015

Nella vicenda giudiziaria legata al decesso di Stefano Cucchi fin dall'inizio l'Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri ha affermato, e più volte ribadito, la propria, salda, convinzione della totale estraneità del personale sanitario dell'Ospedale "Sandro Pertini". Ora le motivazioni della sentenza della Corte di Appello, che ha determinato l'assoluzione di tutti i soggetti chiamati a rispondere della morte del giovane, hanno evidenziato come "L'attività di medici e infermieri su Stefano Cucchi non è stata di apparente cura del paziente ma di concreta attenzione nei suoi riguardi".

"Accuse frettolose e lanciate come pietre in una sorta di lapidazione mediatica, si sono dimostrare infondate e ingiuste", sottolinea il presidente dei camici bianchi capitolini, Roberto Lala. Ora è stata ristabilita la verità. Sarebbe bene che questa vicenda, davvero triste, facesse riflettere sulla leggerezza con cui i medici vengono ormai sempre additati preventivamente come colpevoli in ogni situazione clinica avversa, anche se indipendente dal loro operato e dalla loro dedizione".

 

TESTO COMPLETO DEL COMUNICATO STAMPA

 nella vicenda giudiziaria legata al decesso diStefano Cucchifin dall’inizio l’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatriha affermato, e più volte ribadito, la propria, salda, convinzione della totale estraneità del personale sanitario dell’Ospedale “Sandro Pertini”. Ora le motivazioni della sentenza della Corte di Appello, che ha determinato l’assoluzione di tutti i soggetti chiamati a rispondere della morte del giovane, hanno evidenziato come “L'attività di medici e infermieri su StefanoCucchinon è stata di apparente cura del paziente ma di concreta attenzione nei suoi riguardi".

Accuse frettolose e lanciate come pietre in una sorta di lapidazione mediatica, si sono dimostrare infondate e ingiuste”,sottolinea il presidente dei camici bianchi capitolini,Roberto Lala.Ora è stata ristabilita la verità. Sarebbe bene che questa vicenda, davvero triste, facesse riflettere sulla leggerezza con cui i medici vengono ormai sempre additati preventivamente come colpevoli in ogni situazione clinica avversa, anche se indipendente dal loro operato e dalla loro dedizione”.