E' attivo il portale per iscriversi all'Elenco di laureati in medicina e chirurgia abilitati all’esercizio della professione medica e iscritti agli albi professionali, di infermieri e assistenti sanitari iscritti ai rispettivi albi professionali che dovranno dare il proprio sostegno all'attuazione del piano di somministrazione dei vaccini anti Sars-Cov-2:

https://personalevaccini.invitalia.it

CLICCARE QUI per visualizzare l’avviso pubblico per la creazione di un elenco di laureati in medicina e chirurgia abilitati all’esercizio della professione medica e iscritti agli albi professionali, nonché di infermieri e assistenti sanitari iscritti ai rispettivi Albi professionali, per l’attuazione del piano di somministrazione dei vaccini anti Sars-Cov- 2 rivolto a cittadini italiani, UE ed extra UE.  

Potranno aderire anche medici, infermieri e assistenti sanitari in pensione.I contratti avranno una durata massima di nove mesi, rinnovabili in caso di necessità.

Il Ministero della Salute ha comunicato all'Ordine che intende ampliare il contact center che risponde al nr. telefonico 1500 e per questo è alla ricerca di giovani medici.
Per l'attività resa sarà previsto retribuzione oraria di 40 euro.
Gli interessati dovranno compilare il presente MODULO. La candidature raccolte saranno inviate al Ministero in base all'ordine cronologico di ricezione.

Roma, 23 mar. - "Nel Lazio, facendo un raffronto con gli stessi mesi del 2019, abbiamo avuto da dicembre 2020 a oggi un incremento del 6% per quanto riguarda i morti no-Covid". Lo fa sapere il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, nel corso di un'intervista rilasciata all'agenzia Dire.

"Questa e' sicuramente una conseguenza di tutte le diagnosi perse- spiega Magi- considerando anche che nei primi mesi del 2020, quando eravamo in lockdown, c'e' stata una importante riduzione della mortalita' legata a traumi stradali o incidenti sul lavoro nella fascia d'eta' inferiore ai 45 anni. Ma, nonostante questo, c'e' stato appunto un incremento di decessi legati a tutte le altre tipologie di morti escluso il Covid".

Dunque in Italia, facendo "una media dei morti tra il 2015 e il 2019, abbiamo avuto 24.635 morti in piu' no-Covid. La media tra il 2015 e il 2019 era infatti di 645.620 morti, mentre solo nel 2020 abbiamo avuto 746.146 morti, quindi un 15,57% in piu'".

Ma esiste una 'classifica' delle visite e diagnosi perse nel Lazio a causa della pandemia? "Calcolando la differenza tra il 2019 e il 2020- risponde Magi alla Dire- abbiamo 194.975 visite oculistiche non fatte, 147.569 visite dermatologiche, 146.649 visite cardiologiche, 117.443 visite ortopediche, 65.891 mammografie non eseguite, 59.211 visite neurologiche, 52.749 tac non eseguite, 24.734 visite gastroenterologiche e 16.412 visite oncologiche".

(Cds/Dire)

Roma, 22 mar. - "In merito alla campagna vaccinale, bisogna continuare a garantire sempre e comunque la sicurezza dei cittadini. Per questo e' necessario che sia presente almeno un medico in ogni sede vaccinale, comprese le farmacie e le parafarmacie. In caso di reazioni avverse, infatti, e' importante che siano pronti a intervenire i medici". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi.

RT LAZIO A 0,95 MA NON ATTENDIBILE, NO AD 'ARANCIONE' - "Lazio presto 'arancione'? Onestamente non sto vedendo una diminuzione dei casi, anzi vedo un incremento delle terapie intensive e dei ricoveri. Sembra che l'Rt sia attualmente al di sotto dello 0,95, ma non ritengo che questo dato sia cosi' attendibile. In ogni caso non penso sia possibile in questo momento passare dal 'rosso' all''arancione'" dice poi Magi.

"Le persone continuano a non comprendere, vanno nei parchi e la mattina in strada c'e' traffico- aggiunge- Per uscire da questa situazione serve la collaborazione di tutti quanti, ma ad oggi ancora paghiamo le conseguenze di chi ha continuato a uscire". Quanto ai dati, secondo Magi arrivano in "maniera non uniforme" e c'e' un "problema di comunicazione": per esempio, tra ieri e oggi, a Latina, Frosinone e Rieti e' "come se non avessero avuto nuovi casi, perche' sono esattamente gli stessi rispetto al giorno precedente", conclude.

(Cds/Dire)

Roma, 19 mar. - "La domanda da porsi e': che rischio corriamo con il vaccino AstraZeneca e quale con il Covid? Negli stessi mesi in cui abbiamo iniziato a somministrarlo, a fronte di pochissimi casi sospetti, e non correlati, abbiamo avuto 12mila morti per Covid. Credo che il dato si commenti da solo". Cosi' Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma.

Sul fronte delle vaccinazioni in capo ai medici di base nel Lazio, "per ora non abbiamo modo di fare dosi a domicilio, come pure era previsto. Intanto sono stati fatti degli accordi, e abbiamo quindi trovato i vaccinatori, tra i quali odontoiatri e altri professionisti, e possiamo dire, appena ci saranno i vaccini da inoculare, che i medici sono pronti e vaccineranno nei tempi previsti. Bisogna pero' avere la tranquillita', nel senso di poter rassicurare i pazienti che le dosi ci sono: lo abbiamo gia' vissuto con i vaccini antinfluenzali, c'erano tante prenotazioni ma poche fiale".

Magi, tuttavia, e' fiducioso e sostiene che "per la seconda meta' di aprile andremo a regime: avremo anche il vaccino Johnson&Johnson, rivolto a tutti e che sara' a disposizione dei medici di base proprio perche' monodose, cosa che agevola la somministrazione. Si tratta di circa 1 milione di dosi per la regione Lazio su 5 milioni di residenti, sperando che siano consegnate tutte quelle promesse a livello nazionale. Intanto stiamo lavorando a un vaccino in casa, in Italia. Cosi' il prossimo autunno non sara' come quello del 2020...".

(Org/Dire)

Roma, 16 mar. - "Siamo contenti di sapere che il governo stia lavorando a uno scudo legale per i medici. Bisogna far lavorare i colleghi che devono vaccinare nella massima sicurezza, senza avere il terrore. Anche perche' esistono situazioni di natura contrattuale diverse l'una dall'altra, per cui ci sono colleghi scoperti da assicurazione. Non ci piove sul fatto che ci voglia lo scudo legale per i medici". Lo dice il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, dopo che il ministro della Salute, Roberto Speranza, oggi ha fatto sapere che il governo e' a lavoro sullo scudo legale per i medici.

IMPORTANTE ACCORDO REGIONI E GOVERNO PER ALLARGARE PLATEA - "Abbiamo firmato questo accordo, ed e' una buona notizia. E' importante, in questa fase di 'blocco' delle vaccinazioni, organizzarsi al meglio per poter poi ricominciare a somministrare le dosi, non appena le avremo di nuovo a disposizione, grazie a una vasta platea di colleghi che si sono resi disponibili" commenta ancora Magi parlando invece dell'accordo sottoscritto da pediatri di libera scelta, medici specialisti ambulatoriali e odontoiatri con Governo e Regioni per la loro partecipazione alla campagna vaccinale.

(Cds/Dire)

Roma, 15 mar. - "Temevo che sarebbe successo e ci siamo arrivati. Ora paghiamo le conseguenze dei nostri comportamenti irresponsabili di 14 e di 7 giorni fa, ma anche dell'ultimo weekend...". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in merito al primo giorno di Lazio 'rosso'.

"Nella nostra regione- prosegue- stanno aumentando i casi di persone ricoverate, e in maniera importante anche le terapie intensive". Secondo Magi, dunque, non c'e' neppure, eventualmente, la necessita' di rivedere, come alcuni hanno chiesto, i criteri che hanno di fatto portato il Lazio in 'lockdown': "Non e' soltanto un fatto amministrativo o di Rt, ma una questione sanitaria, dobbiamo salvaguardare il Servizio sanitario nazionale. Oltre ai malati di Covid, peraltro, ci sono anche gli altri malati. Quindi dobbiamo mantenere aperte tutte le strutture, evitando di affollare gli ospedali e le terapie intensive, per evitare ovviamente anche i decessi".

Magi si augura inoltre che arrivino "il prima possibile i vaccini per tutti quanti, per uscire da questa buia vicenda". Sul futuro e' ottimista: "Penso che nei prossimi mesi la situazione migliorera', perche' andiamo anche incontro alla bella stagione, con l'aumento della temperatura e con il caldo che 'ferma' i droplet. Ci sara' quindi anche una situazione piu' favorevole- conclude Magi- e il virus girera' di meno".

(Cds/Dire)

Roma, 12 mar. - "Le misure restrittive che riguardano la nostra regione sono fondamentali per garantire a tutti i pazienti un'adeguata assistenza sanitaria". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, intervistato da Tele Radio Stereo.

"Voglio ricordare- ha aggiunto- che oltre ai pazienti Covid, con conseguente aumento di ricoveri e terapie intensive, esistono gli altri malati, e anche a loro il Servizio sanitario nazionale deve garantire piena assistenza".

"Sarebbe fondamentale in questo momento- ha poi concluso- avere la capacita' di essere performanti al cento per cento in tema di vaccinazioni. Questo aiuterebbe molto il nostro Servizio sanitario nazionale, evitando che vada in crisi".

ASTRAZENECA, AUTOPSIE AIUTERANNO A FARE CHIAREZZA - "Bisogna sicuramente andare fino in fondo per accertare le cause di questi decessi. Sembra pero' che si tratti di un lotto di vaccino ben preciso, un lotto austriaco, segnalato prima in Danimarca e poi distribuito in altre parti del mondo e anche in Italia. E' necessario capire cosa sia realmente accaduto prima di affermare con certezza che quanto accaduto sia legato a un evento avverso provocato dal vaccino. Lo sapremo a breve. Se parliamo di grandi numeri, al momento sappiamo che non si sono verificati altri casi simili" ha detto ancora il presidente dell'Omceo Roma parlando del blocco precauzionale per un lotto di vaccini AstraZeneca.

Magi ha sottolineato come "questo vaccino si sta utilizzando da molto tempo. L'Inghilterra lo sta usando da tantissimo e lo stesso stanno facendo altri Paesi. Quindi, al momento, non possiamo essere sicuri che il vaccino sia la causa delle morti. Probabilmente si tratta di un lotto o di una situazione del tutto casuale che soltanto i controlli e le autopsie saranno in grado di chiarire".

Andare avanti con le vaccinazioni e con la prevenzione: sono queste le due azioni fondamentali, secondo il numero uno dell'Omceo Roma per scrivere la parola fine alla pandemia da Coronavirus. Per Magi, pero', e' decisivo poter fare affidamento il prima possibile sulle dosi del farmaco. "La vaccinazione e' fondamentale. Senza di essa il virus continuera' a circolare e a modificarsi. Non ne usciremo se non troviamo una soluzione definitiva: il vaccino rappresenta una di queste. Bisogna aumentare la capacita' dei vaccinatori ma dobbiamo trovare le quantita' di dosi sufficienti perche' questo avvenga in tempi rapidi. Il problema importante che abbiamo non consiste infatti nel trovare chi inocula il vaccino ma la quantita' di vaccini.

Questi giorni- ha concluso- stiamo lavorando a grande ritmo insieme alle istituzioni per aumentare l'offerta del numero di professionisti, in attesa dei vaccini che dovremmo avere a sufficienza a partire dal prossimo mese di aprile".

(Red)

Roma, 11 mar. - "Grazie a una estensione dell'accordo, a stretto giro potranno vaccinare anche gli odontoiatri e tutti i medici specialisti delle Asl. Si sta quindi ampliando l'offerta dei professionisti che potranno inoculare il vaccino. Lo avevamo gia' detto che i medici ci sarebbero stati, ma il problema rimane la scarsita' delle dosi". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi.

"Approfittiamo almeno di questi 20 giorni dall'arrivo dei vaccini per organizzare al meglio le risorse- prosegue- non perdiamo altro tempo prezioso, facciamoci trovare pronti".

Intanto "sta migliorando" la consegna dei vaccini tra i medici di medicina generale, nel senso che "mano a mano si sta semplificando la parte informatica- fa sapere Magi- e anche il ritiro del vaccino, perche' si trova quello che e' stato ordinato. Rimane sempre pero' qualche disfunzione e le dosi sono poche".

In piu', aggiunge ancora Magi, "so di molti colleghi che si mettono le fiale vuote in tasca pur di non lasciarle negli studi, perche' sono loro i responsabili e perche' devono riconsegnare personalmente".

Sul fronte invece delle somministrazioni ai medici, "la Regione Lazio ha vaccinato tutto il personale sanitario, ma non ancora tutti i medici liberi professionisti: ne mancano all'appello circa 7.500, un po' piu' della meta' di quelli che devono ricevere il vaccino".

"Li stanno chiamando molto lentamente- fa sapere- alcune Asl non hanno neppure iniziato a farlo. Manca una regia comune".

Alcuni medici liberi professionisti con patologie, inoltre, non hanno potuto vaccinarsi con AstraZeneca e "non c'e' ancora un protocollo per richiamarli successivamente", conclude Magi.

(Red)

In data 08.03 l'OMCeO Roma ha inviato via PEC ai Direttori Generali delle ASL la nota prot. 15203 attraverso la quale, facendo seguito all’intercorsa corrispondenza inerente la gestione del piano vaccinale Covid19 della Regione Lazio, è stata rinnovata la richiesta di fornire con cortese urgenza i contatti dei responsabili o dei referenti del piano vaccinale all’interno di ciascuna ASL.
E' stato inoltre chiarito che tali contatti sarebbero stati utilizzati prevalentemente dal personale dell’Ordine e forniti all’occorrenza agli iscritti per la segnalazione di casi particolari e per i quali l'Ordine, che non ha competenza sull’operatività della vaccinazione, non fosse in condizione di fornire riscontro alle istanze.

In data 03.03 l'OMCeO Roma ha sollecitato le ASL a fornire riscontro alla precedente richiesta del 22.02 poichè a distanza di quasi due settimane non era pervenuta alcuna risposta.
Nella nota di sollecito è stato ribadito che la vaccinazione della categoria professionale dei liberi porfessionisti medici e odontoiatri, oltre a rappresentare un’importante battaglia di civiltà, significa mettere in atto uno strumento di salute pubblica a tutela dei sanitari e dei loro pazienti, così come previsto dal Piano vaccinale della Regione Lazio.
Viceversa la mancata vaccinazione genera una diffusa preoccupazione con un conseguente aumento di istanze, indirizzate a tutte le autorità coinvolte, e minacce di azioni legali da parte dei colleghi.
Per questo motivo e confidando nella collaborazione istituzionale sono stati nuovamente posti i medesimi quesiti:
• numero complessivo dei vaccinati rispetto al totale trasmesso;
• numero e nominativi dei vaccinati in relazione alle fasce d’età UNDER65/OVER65 con indicazione del vaccino somministrato e del relativo numero di dosi (es. Pfizer-Moderna dosi somministrate 1/previste 2)
• elenco dei nominativi non ancora vaccinati
• numero di vaccinazioni giornaliere previste per la categoria
• motivazione della mancata vaccinazione (ancora da chiamare, chiamati senza riscontro, rinuncia volontaria, incompatibilità ad un vaccino specifico, ecc)
• data presunta completamento fase vaccinale per i nominativi finora trasmessi

Roma, 8 mar. - "Bisogna ripensare al femminile il Servizio sanitario nazionale". Cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in occasione della Giornata internazionale della Donna. "Oggi- spiega- due medici su tre sono donne, ma l'organizzazione continua a essere basata su un modello maschile, di vecchio stampo. Un sistema del genere complica la possibilita' di una donna di esercitare pienamente anche il suo ruolo di madre. Per questo molte donne non partecipano ai concorsi per entrare negli ospedali, ma preferiscono la libera professione, perche' hanno delle esigenze che non coincidono con l'attuale organizzazione del Sistema sanitario nazionale. È evidente che la capacita' professionale non dipende dal genere di appartenenza, ma e' fondamentale modificare la modalita' organizzativa anche nella tipologia di rapporto giuridico con il Ssn molto piu' flessibile".

(Cds/Dire)

Recentemente sono state pubblicate sul sito dell’AgeNaS una serie di delibere, approvate il 4 febbraio, con le quali la Commissione nazionale per la formazione continua interviene sui criteri dell’ECM in tempi di pandemia.

Oltre a dare indicazioni ai Provider per consentire, durante l’emergenza in atto, di continuare ad erogare la migliore formazione possibile, sono state fornite alcune importanti interpretazioni in merito all’obbligo formativo dei professionisti sanitari rispetto a talune delibere già adottate dalla stessa Commissione.

Con la comunicazione n. 47 dell'8 Marzo 2021 la FNOMCeO fa un resoconto su quelle che sono le principali interpretazioni dal punto di vista degli operatori sanitari.

Per consultare la Comunicazione cliccare qui.

Roma, 5 mar. - "I soldati sono al fronte, i fucili sono puntati, ma stiamo aspettando i proiettili...". Ha risposto cosi' il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sullo stato dell'arte dell'organizzazione della campagna vaccinale nel Lazio, intervenendo nel corso della trasmissione 'Genetica Oggi' su Radio Cusano Campus.

"La capacita' di fuoco e' veramente importante, gia' da adesso potremmo andare tranquillamente a 'coprire' circa 30.000 dosi al giorno- ha aggiunto Magi- grazie alla disponibilita' dei medici di medicina generale e di altre figure professionali, ma il problema sono le dosi che scarseggiano. Basti pensare che e' stata consegnata per medico una sola fiala per 11 somministrazioni".

Interpellato poi sulle vaccinazioni per priorita' tra pazienti fragili, Magi ha risposto: "Abbiamo gia' individuato quelle che potrebbe essere le categorie fragili da vaccinare per prime, ma purtroppo c'e' ancora molto da fare. Lo ripeto: in questi giorni abbiamo un problema grandissimo che stiamo affrontando e che spero si possa risolvere il prima possibile, cioe' la scarsita' di dosi di vaccino che abbiamo a disposizione". Magi ha pero' assicurato che, una volta arrivate le dosi, si partira' "sicuramente dalle persone piu' fragili, che hanno piu' possibilita' non solo di ammalarsi ma anche di avere un decorso della malattia piu' problematico", ha concluso.

OTTIMISTI, AD APRILE SAREMO 'INONDATI' DA DOSI - "Dobbiamo essere ottimisti e resistere ormai per poche settimane, perche' le dosi di vaccino sicuramente arriveranno e finalmente potremo impostare una buona campagna vaccinale nel Lazio ma anche in tutta Italia" ha detto poi Magi.

"Nel mese di aprile probabilmente saremo 'inondati' da dosi di vaccino- ha proseguito- quindi non dovremmo avere problemi neppure a somministrare la seconda dose a chi gia' ha ricevuto la prima". Alcune tipologie di vaccino, come AstraZeneca, possono avere il richiamo anche "a distanza di alcuni mesi- ha ricordato Magi- e su quelle non dovrebbero quindi esserci problemi per la seconda dose". Intanto arriveranno anche altri vaccini, come quello della Johnson&Johnson, che hanno bisogno "soltanto di un'unica dose- ha aggiunto- e' questo rendera' piu' rapido il sistema di vaccinazione permettendo di 'coprire' la popolazione il prima possibile". E Sputnik V? "Credo arrivi anche quello", ha risposto infine Magi.

(ascolta l'intervista)

(Red)